Il dialogo degli Affluenti

Un gruppo di giovani artisti già applauditi in scena alla Casa di Lungofiume di Cascina presenta il proprio progetto: sono gli Affluenti e in loro scorre il desiderio di esprimersi. Già performer con musica e poesia, hanno in programma interviste intergenerazionali. E questo è solo l’inizio.

Lo spettacolo Dialogo con l’animaprimo progetto di giovani artisti, Affluenti in scena alla Casa di Lungofiume a Cascina è stato un successo. Si tratta di un nuovo progetto culturale, pensato e realizzato da giovani artisti.

Sono infatti due ventenni i protagonisti dello show che sabato 4 dicembre ha portato poesia e musica sul palco della Casa di Lungofiume: Matteo Caramelli, autore della raccolta poetica “La corte dei miracoli”, filo rosso della serata e Filippo Del Gratta, che ha fatto da collante tra le poesie, lette da Eleonora Conticini, Giovanni Costamagna e Nicole Garbini e le note della chitarra classica di Daniele Del Gratta e del pianoforte di Alessandro Ascani e Francesco Barducci

Dialogo con l’anima è il primo progetto degli Affluenti, il gruppo di giovani dell’Associazione Lungofiume, di cui fanno parte gli artisti della serata del 4 dicembre e Serena Funaro, Gabriele Tamberi, Marta Turelli Ulivi, Francesco Rispoli

Tra le iniziative in programma nei prossimi mesi anche il progetto Memorie, che da marzo 2022 racconterà il territorio, dando voce alla memoria degli anziani, intervistati dai ragazzi. “Sarà un’occasione per aprire il sipario sul passato, un incontro tra generazioni che porterà alla realizzazione di un video”, dice il Presidente dell’Associazione Lungofiume Massimo Corevi. “Invitiamo chiunque abbia voglia di parlarci della sua storia, o chi conosca qualcuno che ha una storia coinvolgente da raccontare, a contattarci al numero 3398269696”.

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Quante specie sotto l’albero!

Giornate dedicate ai bambini e alle bambine di età compresa tra i 5 anni e mezzo e i 12 per scoprire le diverse specie animali che vivono sul nostro pianeta: dal 27 al 30 dicembre e dal 3 al 5 gennaio, il Museo di Storia Naturale organizza campus per bimbi e ragazzi.

Protagonista di questi campus natalizi è la nuova Sala della Biodiversità che verrà esplorata sotto molteplici punti di vista attraverso divertenti attività pratiche. Lo scopo di questa iniziativa è fornire ai partecipanti e alle partecipanti strumenti nuovi per scoprire il mondo che li circonda al fine di sensibilizzarli sul tema della salvaguardia ambientale e sul profondo legame tra uomo e ambiente.

periodi:
• Dal 27 al 30 dicembre 2021
• Dal 3 al 5 gennaio 2022

orario:
• dalle 8,30 alle 16,30

Un Vortice infernale alla Spina

Con l’inaugurazione delle opere Vortice Infernale e Busto di Dante si è aperto alla chiesa della Spina il progetto artistico Al di là di Dante, di Tannaz Lahiji che sarà visibile fino all’8 gennaio. Tra installazioni, letteratura e body painting.

L’artista, nata e cresciuta a Teheran, dopo gli studi accademici si è specializzata in Arti Visive con un master a Firenze, città in cui vive da oltre quindici anni e dove è docente alla LABA, Libera Accademia di Belle Arti. Nota per le sue performance di body painting e installazioni di arte contemporanea (imponente la sua opera presente alla Biennale di Venezia del 2019 con la galleria MA-EC di Milano), collabora anche con la New York University con un progetto in Arteterapia per le malattie del Parkinson.

Già due anni fa, aveva iniziato un percorso in onore di Dante, con la sua mostra a Firenze, Riflessioni su Dante, alla quale Lahiji ha scelto di dare un seguito a Pisa, con cinque installazioni collocate nel centro storico della città, da Lungarno Gambacorti (Chiesa di Santa Maria della Spina e spazi vicino a Palazzo Blu), al Ponte Solferino, la Cittadella, fino a Marina di Pisa.

Le installazioni esposte sabato mattina, il Vortice Infernale e il Busto di Dante, collocate in un contesto caro ai pisani e molto prezioso, si presentano in modo meno impattante rispetto alle altre opere progettate per ambienti esterni.

Il Vortice Infernale sarà visibile al pubblico fino all’8 Gennaio 2022 e poi spostato nella Biblioteca Comunale del Centro San Michele degli Scalzi SMS; mentre il Busto di Dante è stato disponibile per una durata breve a causa della natura stessa dell’opera. Come per la mostra a Firenze, il progetto è curato da Manuela Antonucci.

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Un po’ di Dante a Pisa

Via Contessa Matilde: Tre giardini pubblici a ridosso delle Mura di via Contessa Matilde sono stati intitolati a altrettanti personaggi della Divina Commedia, a memoria dell’indissolubile legame con la storia della nostra città.

Pier delle Vigne, Arrigo VII e Federico II di Svevia: tre personaggi della Divina Commedia che ricordiamo quasi tutti, ma anche da questi giorni, tre giardini pubblici pisani, lungo le mura in via Contessa Matilde. Il primo, dedicato a Pier delle Vigne, nelle vicinanze di Largo Cocco Griffi; il secondo, intitolato ad Arrigo VII, all’altezza dell’incrocio con via Piave; l’ultimo, dedicato a Federico II di Svevia, nei pressi della Porta di San Ranierino. 

“Pier delle Vigne, Arrigo VII e Federico II di Svevia – ha dichiarato il vicesindaco Raffaella Bonsangue – sono tre personaggi citati da Dante nella Divina Commedia e indissolubilmente legati alla storia nostra città. Abbiamo deciso cogliere l’occasione del 700° anniversario dalla morte del Sommo Poeta per intitolare queste tre aree a ridosso delle Mura urbane a queste tre figure che, comunque, avrebbero meritato questo riconoscimento. Ci auguriamo che questa iniziativa possa essere apprezzata da tutti i cittadini pisani e da tutti coloro che avranno modo di ammirare le bellezze della nostra città”.

“Come non pensare, quindi, a Pier delle Vigne, giurista, uomo politico, letterato, considerato uno dei massimi esponenti della prosa latina medioevale – ha proseguito Bonsangue – portato in prigionia a Pisa e sepolto nel quartiere di Chinzica, “soccorso, morì nell’ospedaletto di Sant’Andrea in Barattolaia e fu sepolto nella chiesa attigua”.  Ricoprì importanti incarichi alla corte di Federico II, custode dei sigilli dell’Impero,“io sono colui che tenni ambo le chiavi del Cor di Federigo…”. Pier delle Vigne è citato nella Divina Commedia, precisamente nel XIII canto dell’Inferno, nella selva dei suicidi”. 

“Non poteva mancare il doveroso riconoscimento ad Arrigo VII, Enrico VII di Lussemburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero, sepolto in una tomba monumentale all’interno della Cattedrale di Pisa.  L’”Alto Arrigo ch’a drizzare Italia”, non aveva ancora 40 anni quando giunse in Italia per tentare di unificarla sotto l’egida del Sacro Romano Impero, ma il suo intento fallì, ponendo definitivamente fine al sogno di un’Italia pacificata e unita, che tanto aveva fatto sognare Dante Alighieri. All’interno del sarcofago, realizzato da Tino da Camaino, sono stati ritrovati la corona imperiale, lo scettro e il globo, tutti oggetti realizzati in argento dorato, oggi conservati all’interno del Museo dell’Opera del Duomo. Oltre al tesoro è stato rinvenuto quello che, oggi, per dimensioni è il tessuto più importante del Medioevo: un “telo” di tre metri per 120 centimetri in seta con fasce rosa-azzurre e con il disegno di due leoni affrontanti che avvolgeva il corpo dell’imperatore. Nella Divina Commedia, il poeta assegna all’Imperatore un seggio nel Paradiso e lo cita varie volte con parole di ammirazione”. 

“Infine, ma indubbiamente non da ultimo – conclude Bonsangue – abbiamo ricordato Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero all’età di 26 anni, chiamato “Stupor Mundi”, grande mecenate, fautore del progresso scientifico, molto legato alla storia di Pisa; nel 1223, l’imperatore assistette ad un singolare torneo tra i più insigni matematici dell’epoca, il cui vincitore risultò Leonardo Pisano, noto con il nome di Fibonacci; nei pressi del parco oggetto di intitolazione all’Imperatore, vi è una iscrizione, di difficilissima lettura, incisa sull’architrave della porta detta di Santo Stefano, che secondo l’archeologo Federico Andreazzoli, essendo datata nel 1240, starebbe a significare l’inserimento dell’opera nel contesto degli interventi volti a completare la cinta muraria effettuati negli anni quaranta del duecento, come prova dello speciale interesse dell’Imperatore Federico II per la città dell’Arno, considerato altresì il suo ruolo strategico sullo scacchiere tirrenico. Nella Divina Commedia, Dante pone l’Imperatore nell’Inferno, Canto X”.

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Questione di attitudine

Attitude è una collettiva che raccoglie le opere di 45 artisti contemporanei espressione delle diverse anime dell’arte urbana. Performance live e quattro personali fino al 3 aprile 2022: l’urban art conquista Palazzo Blu.

Da Obey a Zed1, dai graffiti ai grandi murales che hanno ridisegnato interi quartieri delle nostre città, il percorso espositivo dà voce a una generazione di artisti quarantenni che hanno iniziato in strada e sono oggi chiamati dalle Istituzioni culturali di tutto il mondo. 
La mostra sarà aperta fino al 3 aprile 2022 e ospiterà al suo interno performance live e quattro personali che si susseguiranno rinnovando di mese in mese l’allestimento.

Grande opening con 108, uno dei maggiori esponenti del post-graffitismo astratto, 
protagonista della prima di quattro performance live

Andrà avanti fino al 3 aprile 2022, Attitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo, un progetto curato da Gianguido Grassi, una mostraevento, con performance live, che per la prima volta in Toscana presenta in maniera organica una generazione di artisti, quasi tutti quarantenni, che – dopo aver iniziato a esprimersi in strada in maniera non autorizzata – oggi lavorano con un linguaggio compiuto e ricercato, in continuità con l’arte di rottura e di avanguardia degli Anni ’60.

Realizzato da Start – Open your eyes e prodotto da Fondazione Pisa, con il patrocinio di Comune di Pisa, Provincia di Pisa, Regione Toscana, Consiglio Regionale della Toscana, con il sostegno di Università di Pisa, Scuola Normale Superiore e Scuola Normale Superiore Sant’Anna, il progetto espositivo dà voce a 45 artisti provenienti da tutto il mondo: sono i talenti della urban art, coloro che hanno saputo unire l’energia creativa della strada a un solido background artistico e che adesso sono chiamati a lavorare in molte città del mondo e a partecipare a mostre ed eventi internazionali.

Il percorso espositivo_ Attitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo riunisce le molteplici forme dell’arte urbana, dai graffiti all’astrattismo. Sono 74 le opere in mostra, tutte provenienti dagli archivi degli artisti e da importanti collezioni. L’allestimento prende il via dalla biblioteca e prosegue nelle sale al quarto piano di Palazzo Blu, per raccontare le varie declinazioni dell’arte urbana, dall’anima più ribelle e sociale propria dei graffiti a quella monumentale delle manifestazioni istituzionali più recenti.

“L’attitudine indica una disposizione innata o acquisita, fisica, psicofisica o psichica, che rende possibile o facilita lo svolgimento di una determinata attività; nel gergo della strada indica l’inclinazione e l’approccio con cui chi pitta affronta la propria azione espressiva – spiega il curatore Gianguido Grassi. – Molte sono le attitudini personali e vaste sono le conclusioni artistiche di un fenomeno già vastissimo in termini geografici; ecco perché non è facile dare una definizione e muoversi all’interno di un contenitore che ha come sicuri elementi in comune quello di raccogliere artisti che iniziano a dipingere nel contesto urbano in modo spontaneo e la convergenza dell’energia della strada con la componente creativa. Con l’espressione arte urbana si è dunque cercato di creare un contenitore ampio in grado di raccogliere varie esperienze che si sono avvicendate nel tempo e continuano a coesistere tutt’oggi. Semplificando, potremmo individuare 3 categorie principali: Graffiti WritingStreet art e Neo Muralismo, cha a sua volta si dirama in figurativo astrattista“.

“Keith Haring – dichiara Cosimo Bracci Torsi, Presidente Fondazione Palazzo Blu – ha cominciato il suo percorso di artista come graffitaro nelle metropolitane newyorchesi. Attitude è dunque un’ottima iniziativa che si riallaccia al mondo e alle esperienze da cui anche lui ha iniziato”.

“Con la mostra ‘Attitude I Graffiti writing, Street Art, Neo Muralismo’ – sottolinea Stefano Del Corso, Presidente Fondazione Pisa – affrontiamo la sfida di portare l’arte di strada dentro il museo, attraverso il progetto curato dall’Associazione Start – Open your eyes.  Le opere che sono esposte nelle sale della collezione permanente sono frutto dell’espressione di un gruppo di artisti che appartengono al fenomeno culturale chiamato ‘street art’, artisti contemporanei abituati a creare nei più diversi contesti urbani.  Questa esposizione potrà risultare complementare alla grande mostra su Keith Haring, visitabile già da alcune settimane, e si ripropone di portare il racconto dell’arte urbana, di cui Haring è stato un padre nobile, fino ai giorni nostri, esplorando le tendenze contemporanee e i molteplici messaggi che queste veicolano.  La volontà della Fondazione Pisa è di arricchire il racconto dell’arte contemporanea e offrire un contributo al dibattito su questa forma d’arte non sempre oggetto di un giudizio univoco”.

“Credo e crediamo molto nella bellezza e nel valore della street-art – dice Antonio Mazzeo, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana – Non è un caso che nei prossimi giorni porteremo al voto, nell’aula del Consiglio Regionale, una proposta di legge varata all’unanimità dall’ufficio di presidenza che destina ai comuni della Toscana oltre 400mila euro dell’avanzo di amministrazione per finanziare progetti di valorizzazione urbana proprio attraverso la street-art. Così come il lavoro di Keith Haring è diventato un vero e proprio simbolo per la città di Pisa vorremmo che sempre più questa forma d’arte diventasse un tratto distintivo per tante nostre città e tanti borghi della nostra regione”.

«Sono trascorsi ormai 70 anni – commenta Pierpaolo MagnaniAssessore alla Cultura del Comune di Pisa – da quando a partire dagli anni ’50 a New York un gruppo di artisti anonimi iniziavano a riempire con scritte di protesta i muri della città. Le strade iniziavano a manifestarsi come luogo prescelto per le loro esibizioni artistiche. Un processo che si è lentamente ma in progressione geometrica espanso durante gli anni ’60 per poi estendersi durante i ’70 in tutto il mondo con molteplici forme d’arte non riconosciute che invadevano gli spazi pubblici all’aperto per raggiungere, per quanto concerne la street art e il graffitismo, la loro massima espansione negli anni ’80 con l’avvento delle bombolette di vernice spray. Oggi questa forma d’arte anche in Italia ha definitivamente ottenuto l’apertura delle porte delle grandi istituzioni museali, così come dimostra la stessa esibizione Attitude che inauguriamo oggi a palazzo Blu, riconoscendo a molti autori l’importante ruolo che meritano nell’ambito della cultura contemporanea».

L’eredità di Keith Haring_ Questo progetto espositivo prende forma proprio nel momento in cui Palazzo Blu celebra Keith Haring, uno dei padri della street art che a Pisa ha lasciato un’opera significativa: il murales Tuttomondo, realizzato nel 1989. 

Molti degli artisti protagonisti di Attitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo hanno dipinto a Pisa e in Toscana, contribuendo a far radicare proprio qui uno dei fenomeni culturali più dirompenti e globali degli ultimi 40 anni, in grado di influenzare l’immaginario collettivo e cambiare il volto delle nostre città: prova ne è il quartiere di Porta a Mare, inserito da Sky Arte nei 20 luoghi imperdibili da visitare in Italia per i suoi muri dipinti.

Gli artisti in mostra_ 108, 2501, Abbominevole, Aec Interesni Kazki, Alberonero, Aris, Barbieri Francesco, Bartocci Giorgio, Beast, Bosoletti Francisco, C215, Ciredz, Dado, Duke1, Egs, Eron, Etnik, Farao, Gaia, Hitnes, Imos, Joys, Martini Rae, Massimo Sospetto, Moneyless, Moses&Taps, No Curves, Oker, Okuda San Miguel, Ozmo, Pasquini Alice, Peeta, Phase2, Porto, Rough Remi, Run, Rusto, Rusty, Sbam, Shepard Farey- Obey, Soap The wizard, Solomostry, Sten&Lex, Tellas, Zed1, Zedz.

Le live performance_ Lungo tutta la sua durata, la mostra sarà intervallata da quattro performance live, una al mese, che andranno ad approfondire la conoscenza di altrettante personalità di spicco della Urban art. Gli stessi nomi daranno vita ciascuno a una personale della durata di un mese nella Sala Focus. Il primo artista protagonista sarà 108, uno dei maggiori esponenti del post-graffitismo astratto, già protagonista di “Nusing”, la prima grande esposizione sul post-graffitismo europeo che si è svolta a Parigi nel 2004, e della 52esima Biennale di Venezia del 2007. Il suo linguaggio si compone di un alternarsi di pittura, muralismo, scultura, suono. A Palazzo Blu, presenterà “Il museo dell’assurdo”, un’installazione site specific che permette un’interscambiabilità tra i singoli frammenti che la compongono dando l’idea del divenire e del passaggio, della trasformazione di un luogo, come avviene per le opere realizzate in strada.

Dopo 108, sarà la volta di Joys, leggenda italiana del writing, pioniere le cui geometrie si ritrovano persino in Russia e in Cina; seguirà la performance live del milanese 2501, che è anche un grande studioso delle controculture. Per finire con lo street artist newyorchese Gaia, che Forbes ha inserito tra i 30 Under30 che cambieranno il mondo, già attivo a Pisa. Gli stessi quattro artisti saranno al centro di una mostra personale in una delle sale dove le opere saranno cambiate ogni mese. 

A completamento dello svolgersi di Attitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo, arriveranno a Pisa una serie di firme della scena urban internazionale che dipingeranno nuovi muri e arricchiranno il patrimonio di opere pubbliche contemporanee.

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Cosa resterà di quegli anni ’80?

A Palazzo Blu arrivano gli incontri che raccontano, approfondiscono, spiegano il mondo intorno a Keith Haring: perché una mostra deve essere che lo spunto per un viaggio che non si esaurisce nell’ultima sala.

Fino al 12 Aprile 2022 sarà possibile visitare la mostra Keith Haring a Palazzo Blu e ricordare quando l’artista volò da New York a Pisa per dipingere Tuttomondo, ma da qui ad allora attraverso quattro appuntamenti presso l’Auditorium sarà possibile dialogare con la bellezza esposta nelle sale in maniera ancora più vivace

Il ciclo di appuntamenti indagherà alcuni aspetti del movimento della Pop-Art e il periodo storico, artistico, culturale a esso collegato, con giornalisti, critici d’arte, autori e professori di storia dell’arte che potranno dare più ampio respiro ai temi che la mostra offre. 

Il Programma: 

1° incontro ore 17.30, giovedì 16 dicembre 2021 

Tuttomondo, dietro le scene”

Con Piergiorgio Castellani, Lorenzo Bani, Andrea De Gioia, i protagonisti dell’avventura pisana di Keith Haring nel 1989.  

2° incontro ore 17.30, giovedì 27 gennaio 2021 

Francesco Barbieri & Arnaldo Testi”

Una conversazione sulla New York di Keith Haring e sul resto della scena” 

Con Arnaldo Testi, professore di Storia degli Stati Uniti presso l’Università di Pisa e Francesco Barbieri,artista e studioso del post-graffitismo. 

3° incontro ore 17.30, venerdì 18 febbraio 2022 

Coloriamo tutti i muri. Case, vicoli e palazzi. 

Vita, opere e curiosità di Keith Haring 

Con Marco Carminatistorico dell’arte, scrittore e giornalista responsabile delle pagine d’arte de La Domenica de IlSole24Ore. 

4° incontro ore 17.30, 24 o 31 marzo 2022 

Cosa resterà di questi anni ’80? L’arte di Keith Haring nell’epoca dell’innocenza.

Con Luca Beatrice, critico d’arte, curatore e accademico italiano. 

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Haring e gli altri

Ogni giorno un artista si esibisce davanti al murale Tuttomondo creando opere che dialogano con quella dell’autore in mostra a Palazzo Blu; perché una mostra non sia solo un catalogo di opere da guardare, ma un’occasione per pensare e amare l’arte sempre di più.

Fino al 17 aprile 2022 le opere di Haring, la sua storia, i temi che hanno animato la sua arte sono in mostra a Palazzo Blu. E questa, intendiamoci, è una bellissima notizia. Ma la notizia più bella è che la visita non sia un passaggio sterile, una rivista da guardare e applaudire, ma l’occasione per cercare di capire qualcosa di più, dell’artista, certo, ma anche dell’arte in generale, di noi stessi. Per farlo, sono le benvenute quelle iniziative che immergono la mostra in un mare di appuntamenti che da quella partono per farci riflettere, conoscere, pensare. A questo gruppo appartengono gli appuntamenti organizzati in collaborazione con MistralMouvementArt di Pisa per il periodo delle festività: un cartellone di eventi dal titolo NatHaring, che si svolgeranno ogni giorno dalle 15 alle 17 in piazza Vittorio Emanuele II, davanti al palazzo delle Poste centrali o sotto il celebre affresco Tuttomondo, realizzato proprio da Keith Haring nel 1989 sulla parete del convento di Sant’Antonio

Fino al 30 dicembre, un artista diverso avrà così occasione di misurarsi e ricordare il celebre artista, universalmente riconosciuto tra i padri della street-art. Ultimo appuntamento è previsto giovedì 30 dicembre (dalle 17 alla Mezzanotte) quando si terrà un djset con musiche anni ’80 di fronte al celebre murale Tuttomondo.

“Abbiamo ritenuto fosse giusto organizzare, d’intesa con la fondazione di Palazzo Blu, una serie di iniziative parallele alla mostra in corso a Pisa per celebrare Keith Haring – spiega l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani -. Haring lo sentiamo come un figlio della nostra città perché ha amato Pisa e qui ha lasciato la sua ultima grande opera, meta di visitatori da tutto il mondo. Nel rispetto, dunque, della sua filosofia secondo il quale l’arte deve nascere in strada e per la gente, abbiamo quindi deciso proprio in queste festività natalizie con tante persone che affollerano questa piazza, creare momenti artistici che si richiamano alla street art con la presenza di artisti significativi della scena contemporanea pisana e nazionale”.

“Abbiamo realizzato un programma di appuntamenti – spiega Michele Arena, direttore artistico della MouvementArt – che, seguendo il pensiero di Keith Haring e della street art, permetterà alle persone di partecipare a performance artistiche di carattere visivo, ma anche danza e musica”.

Il programma comprende performance (live painting, danza, teatro, musica, videoarte) proposte da artisti di diverse estrazioni in piazza Vittorio Emanuele II, davanti al palazzo delle Poste centrali, dalle 15 alle 17 circa, che realizzeranno un’opera pittorica in live painting su pannelli di legno di 1,20×2,40 metri, alternandosi con artisti che metteranno in scena una performance attoriale, musicale o coreutica cosi detta “site specific”. Le opere realizzate, a conclusione della rassegna, saranno allestite nel Centro SMS che ospiterà le residenze delle associazioni culturali pisane. 

Il programma:

9 dicembre, Paolo “Pollo” Cioni – live painting;

10 dicembre, Ilenia Rosati – live painting;

11 dicembre, Giorgio Fornaca– live painting;

12 dicembre, Fundanza Family – break dance (davanti a “Tuttomondo”)

Valerio Cioni – live painting;

13 dicembre, Dario Bonaffino – live painting;

14 dicembre, Fabio Di Tanno Trio – funky music;

15 dicembre, Sandro Giommarelli – live painting;

16 dicembre, Sheyla Micheletti – wake up performance musica e danza;

17 dicembre, Giada Matteoli – live painting;

18 dicembre, Valerio Cioni – live painting;

19 dicembre, Didier Munier – live painting;

20 dicembre, Manuele Messina – live painting;

21 dicembre, Cristina Gardumi – live painting;

22 dicembre, Talita Mac Clelland – canto musica e pittura;

23 dicembre, Chantal Pistelli Mac Clelland – live painting;

24/25/26 dicembre, pausa festività;

27 dicembre, Marianna Maiozzo – danza;

28 dicembre, Elena Ballestracci – danza;

29 dicembre, Miranda Greta – danza;

30 dicembre, Alex Gomma Dj – breakdance, danza e live painting (davanti a “Tuttomondo”).

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Una passerella per Sant’Ermete

Avviate le procedure di gara per la passerella ciclopedonale che collegherà Sant’Ermete al centro: al via in primavera, i lavori metteranno in sicurezza i pedoni, ricucendo i quartieri e promuovendo la mobilità dolce

Individuare l’operatore economico al quale affidare l’intervento è il primo passo per la messa in sicurezza e l’ampliamento del Cavalcavia di Sant’Ermete che prevede la realizzazione della passerella ciclopedonale. L’opera, che fa parte del progetto Binario 14, potrà iniziare a prendere forma a marzo, ma per vederla conclusa ci vorrà almewno un annetto.

“Si tratta di un progetto complesso – dichiara il sindaco Michele Conti – che nel corso del tempo è stato modificato rispetto alla versione originale data l’esistenza di vincoli ferroviari, strutturali e viari, e che ha comportato diversi passaggi e momenti di confronto con RFI, in cui abbiamo recepito osservazioni e operato le modifiche necessarie. Con questo intervento andremo a realizzare un’opera fondamentale per i residenti della zona, in grado di ricucire la spaccatura tra il quartiere di Porta Fiorentina e quello di Sant’Ermete rappresentata dal passaggio della ferrovia. La mobilità di pedoni e ciclisti che si sposteranno da una zona all’altra della città verrà messa in sicurezza e verrà corredata dalla realizzazione di una pista ciclabile che collegherà i quartieri, percorrendo via Cattaneo, via Emilia e proseguendo a Sant’Ermete”.

Il progetto definitivo di realizzazione del percorso ciclopedonale sopraelevato sulla via Emilia che mette in collegamento la zona di Portata Fiorentina con il quartiere di Sant’Ermete prevede la costruzione di una passerella con struttura metallica, che correrà con tracciato parallelo al cavalcavia esistente, in prossimità dello stesso sovrappasso stradale. La passerella avrà una lunghezza di 49.50 metri e una larghezza di 3,40 metri, con altezza complessiva massima della travatura pari a circa 11 metri rispetto al piano strada della via Emilia. La passerella viene raggiunta mediante due scale e due ascensori (uno posto sul lato nord e uno sul sud). Gli ascensori saranno a norma di persone disabili e idonei per il trasporto delle biciclette.

Sul lato nord visto il ridotto spazio disponibile, verrà mantenuta parte della scala esistente. La passerella sarà imboccata dalla vecchia via Emilia, in corrispondenza delle attuali scalette di accesso al cavalcavia. Sul lato sud la passerella sarà invece collegata alla vecchia via Emilia posta sull’altro lato delle ferrovie, mediante un’area verde ricavata all’interno del lotto di proprietà di RFI, che verrà riqualificato. La passerella sarà realizzata a norma per essere utilizzata sia dai pedoni che dai ciclisti contemporaneamente: per questo la larghezza complessiva delle corsie da 2.50 metri è stata incrementata e portata fino a 3 metri.  

La passerella, costituita in profilati tubolari in acciaio, sarà aperta nella parte superiore e chiusa lateralmente mediante pannelli di lamiera con la finalità di proteggere la sede ferroviaria dalla caduta di oggetti. La pavimentazione della passerella sarà in conglomerato drenante, ecocompatibile, incombustibile e antisdrucciolo. I vani ascensore saranno realizzati in cemento armato a faccia vista, con pensilina leggera di protezione agli ingressi. La scala di accesso sud sarà realizzata mediante profilati in acciaio zincati. La scala nord sarà in parte su terra, in parte a soletta rampante, sarà rivestita in lastre di pietra. In corrispondenza dell’accesso nord, sotto la scala, è previsto un vano parzialmente aperto per l’alloggio dei quadri elettrici e ascensore, dotato di un soppalco in acciaio e lamiera per l’accesso alla manutenzione dei tiranti. E’ prevista inoltre una illuminazione del percorso ciclopedonale, sia dell’interno che dall’esterno. 

Le fasi di realizzazione del cantiere prevedono prima la bonifica bellica nell’area cantiere e la demolizioni dei manufatti, poi la realizzazione delle opere strutturali e delle fondazioni, quindi il trasporto dei componenti sul cavalcaferrovia, posa e montaggio dei blocchi e a seguire il montaggio della passerella, con la realizzazione delle opere di finitura come scale e ascensori. Le fasi di montaggio delle varie parti della reticolare saranno realizzati durante la notte, previa interruzione dell’alimentazione delle linee elettriche. Le opere di finitura che non coinvolgono la sede ferroviaria, l’asfaltatura, posa di illuminazione, saranno realizzate in orario diurno.

Sono infine previste come opere aggiuntive la realizzazione di un’area verde completa di alberature ombreggianti, panchine, area giochi per bambini, rastrelliere per parcheggio di biciclette, la sostituzione della recinzione in rete metalliche con ringhiera in acciaio e inserimento di cancelli con apertura manuale, la sostituzione del fondo bitumato previsto per la pista ciclabile con conglomerato drenante ecocompatibile.

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E’ tempo di presepi

Per tutto il periodo delle feste, come da tradizione, riaprono al pubblico i Presepi storici animati allestiti nei locali del Museo di Storia Naturale, a Calci, visitabili fino al 30 gennaio 2022

Presepi pensati e realizzati intorno alla metà del secolo scorso dalle mani sapienti dei calcesani Alberto e Renzo Meucci, con l’aiuto di validi collaboratori.
Dopo il primo presepe, risalente al Natale del 1948, ne furono costruiti altri che Renzo e Alberto portarono a Pisa, Livorno, Bologna, Verona, Milano, Torino, Parma, Ferrara, Roma, e persino a Bogotà, in Colombia.
Dal 2013 questi presepi sono allestiti nei locali del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa che, grazie al lavoro e alla collaborazione di tante persone, ogni anno tornano a meravigliare grandi e piccini con i dettagli, le scenografie e i movimenti dei personaggi.

Anche quest’anno il presepio Meucci fa parte del circuito Terre di presepi.

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E adesso Danza!

La stagione di Danza 2021-2022 del Teatro Verdi si inaugura con Bayadère – Il regno delle ombre: venerdì 10 dicembre la compagnia Nuovo Balletto di Toscana ci accompagna tra le psichedeliche allucinazioni che danno origine a questo sogno così lontano dalle stereotipo.

I dodici danzatori protagonisti di questo racconto danzato ci faranno fare pace con una storia troppo spesso travisata per il gusto esotico con cui è stata tante volte raccontata: niente di più lontano dal mood contemporaneo della coreografia che aprirà la Stagione di Danza 21-22 del Teatro Verdi, curata dal direttore artistico Silvano Patacca, e organizzata in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo onlus.

Venerdì 10 dicembre alle 21, il Nuovo Balletto di Toscana, direttore artistico Cristina Bozzolini, porta a Pisa BAYADÈRE – il regno delle ombre, un grande classico rivisitato da Michele Di Stefano per una delle più importanti compagnie di danza contemporanea italiana.Una Bayadère contemporanea, distante anni luce dall’esotismo, dai bramini e pascià dell’archetipo ottocentesco disegnato da Marius Petipa sulle musiche di Ludwig Minkus.

Michele Di Stefano, fondatore del gruppo romano mk, già Leone d’Argento per l’innovazione alla Biennale Danza 2014 e Premio Ubu nel 2019 come migliore spettacolo di danza con Bermudas, per questo suo allestimento guarda al III atto di Bayadère, il cosiddetto Regno delle Ombre, dove le anime impalpabili apparse in sogno al guerriero Solor dopo aver fumato il narghilé scendono in arabesques penchées le pendici dell’Himalaya.

“Il mio interesse – spiega il coreografo – è rivolto proprio al potenziale compositivo che questa scena contiene, non per replicarla ma per scatenare tutta la sua forza dinamica ed anche per restituire all’allucinazione di Solor la sua vera natura psichedelica. Pensato per un ensemble di talenti giovanissimi, questo nuovo Regno delle Ombre così misteriosamente carico di suggestioni, appartiene ai tempi eccezionali che stiamo vivendo, perché fa riferimento a qualcosa di perduto e a qualcosa di possibile allo stesso tempo, qualcosa che riguarda la presenza dei corpi e l’intreccio delle loro traiettorie, in uno spazio che non è più soltanto un al di là ma è un presente che desidera essere reinventato con delicatezza e passione”.

A dar vita a questa visione dodici talenti giovanissimi: Lisa Cadeddu, Matteo Capetola, Francesca Capurso, Carmine Catalano, Beatrice Ciattini, Matilde Di Ciolo, Roberto DoveriVeronica Galdo, Mattia Luparelli, Aisha Narciso, Niccolò Poggini, Paolo Rizzo.

“Coinvolgendoli nella creazione, – annota Giuseppe Distefano su Danza & Danza – Di Stefano ha attivato nei giovani e bravissimi danzatori del Nuovo BdT le loro potenzialità tecniche ed espressive che qui emergono, fra i singoli e nell’ensemble, facendo rifrangere di altra luce, dinamica e forma, quell’oggetto cristallino che è l’atto Il Regno delle Ombre”.

“Solido, ben organizzato, in grado di unire flessibilità, leggerezza e rigore, il Nuovo BdT abbina a un raffinato impianto stilistico una bruciante sensibilità contemporanea, a cui la visionarietà di Michele Di Stefano infonde un andamento fresco e incalzante. Il risultato è una splendida macchina spettacolare, dove ogni emozione si tiene sull’onda di una trascinante energia” così Maurizia Veladiano sul Giornale di Vicenza.

Le musiche originali sono di Lorenzo Bianchi Hoesch, costumi firmati da Santi Rinciari, luci disegnate da Giulia Broggi, produzione Compagnia Nuovo Balletto di Toscana, con il sostegno del Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni.

biglietti www.vivaticket.com.

Fondazione Teatro di Pisa, tel 050 941111, www.teatrodipisa.pi.it

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