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Urbanology: Pisa alla Biennale di Venezia

Il sostegno della città al progetto Urbanology dell’architetto pisano Massimo Gasperini e della fotografa volterrana Irene Taddei che avrà spazio alla Biennale di Architettura di Venezia fino al 21 novembre: un racconto che affianca disegno e fotografia per riflettere sul cambiamento.

“Il progetto – dichiara l’assessore Massimo Dringoli – ha lo scopo di rappresentare, mediante gli strumenti del disegno e della fotografia, i rapidi mutamenti di un mondo segnato dagli effetti della globalizzazione. La narrazione di questo mondo viene affidata alla comparazione tra disegni e fotografie posti a rappresentare l’idealità e la realtà, come in un viaggio attraverso la storia dell’architettura e quindi dell’umanità. Ad ogni disegno di Massimo Gasperini corrisponde un’immagine fotografica di Irene Taddei in una relazione tra esperienze artistiche diacroniche secondo interpretazioni inaspettatamente riconducibili all’unico tema del rapporto tra narrazione e testimonianza. Si ha così la percezione di quanto la conoscenza del passato, se collegata alla coscienza del presente, sia capace di esprimere mutamento senza i timori che potrebbero essere indotti dalla velocità delle trasformazioni che stiamo vivendo. Una variante narrativa del progetto Urbanalogy è costituita dal progetto “Pinocchio Architetto, rilettura delle Avventure di Pinocchio” interpretandole con disegni e fotografie che riescono a rendere reali gli episodi ed i paesaggi immaginati da Carlo Lorenzini”.

“La qualità espressiva delle opere raccolte – conclude – è tale da essere state selezionate per un video da presentare all’esposizione Comunità Resilienti nel Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia 2021 in programma dal 22 maggio al 21 novembre 2021 nella sezione Italian Best Practice, ma per una maggiore diffusione ed essere meglio conservate saranno raccolte in un Catalogo che potrà accompagnarle nella Mostra itinerante che, a partire dal 2022, toccherà varie realtà territoriali”.

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si accende la luce

A Volterra si inaugura, anzi si accende, Arnioni in piazza, l’installazione di design curata dalla designer Luisa Buschetto: si tratta della prima tappa del progetto 22 designer per 22 artigiani che, in collaborazione con i maestri alabastrai volterrani, è la prima tappa verso Volterra 2022.

La via d’acqua

Una vera e propria via d’acqua, con attracchi sia nel tratto naturalistico che in quello cittadino, per un’accesso alla città che valorizzi nuovi percorsi turistici e nuove opportunità economiche: questa l’idea di città proposta da Pisa per ottenere finanziamenti di City Branding. Come fare di Pisa un marchio, una visione riconoscibile di città, sfruttando la risorsa più antica.

A pensarci l’idea non è nuova e la materia prima è addirittura antica, antichissima: da tempo si parla di una valorizzazione dell’Arno e da sempre il nostro fiume è quello che ci unisce, che ha originariamente costituito il motivo di attrazione per l’insediamento umano e nei secoli rappresentato un ottimo canale di trasporto a vantaggio delle attività produttive.

Niente di nuovo, dunque, se non fosse che ora si prova ad intercettare, attraverso il bando Italia City Branding 2020, i finanziamenti messi in campo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in proposito. In pratica saranno selezionate 20 città pilota, che beneficeranno dei fondi, fra quelle che avranno proposto, come ha fatto Pisa, un progetto per la valorizzazione della propria immagine grazie ad una visione unitaria, ad un progetto che leghi insieme più aspetti, più settori; che sia non solo sensato, attuabile e sostenibile, ma anche che riesca a coinvolgere l’intera città.

La proposta pisana, siglata da un protocollo firmato da Comune e associazioni di categoria cittadine, tra cui Unione Industriale Pisana, CNA di Pisa, Confcommercio e Confesercenti, è quella di rendere l’Arno una vera e propria via d’acqua: aggiungere attracchi lungo il suo percorso, creare punti informativi, collegare percorsi turistici differenziati per il circuito museale o per il parco di San Rossore, promuovere un circuito con attività di accoglienza e ristorazione, intersecare la via d’acqua a piste ciclabili o pedonali. Ma anche valorizzare il tratto che ci collega al mare e le attività di rimessaggio e sfruttare a pieno la navigabilità del canale dei Navicelli per fini logistici e sportivi.

Ecco in dettaglio il progetto:

La creazione di una nuova Via d’Acqua. La proposta elaborata del Comune di Pisa prevede la creazione di una nuova via d’acqua lungo il tratto del fiume che va dalla foce fino al confine del Comune di Pisa per un percorso di 18,7 Km, con implementazione delle infrastrutture dedicate al turismo “fluvestre”. Il progetto prevede la messa in opera di infrastrutture che permettano la navigazione in sicurezza, attraverso il dragaggio della barra di foce, del fiume stesso, il posizionamento di segnaletica sulle sponde, di galleggianti di orientamento per un percorso garantito, e lo sviluppo di un nodo turistico con offerte differenziate. 

Tratto naturalistico dell’Arno, dalla foce al Parco di San Rossore. Più nel dettaglio si tratta di rendere navigabile il fiume partendo dalla foce dell’Arno, dove sono presenti 2.500 posti barca e molte attività commerciali, risalendo il fiume lungo l’area del Parco Regionale di San Rossore Migliarino Massaciuccoli, dove verrebbero posti 6 attracchi con pontili galleggianti come sistema alternativo di accesso al Parco e al circuito pedonale-ciclabile in località Cascine Nuove. A questo fine, si prevede anche di tracciare percorsi naturalistici a terra per escursioni guidate o autonome.


Tratto cittadino dell’Arno. Nel tratto in cui il fiume percorre la città, il progetto prevede di implementare gli approdi esistenti con un nuovo scalo alla Cittadella Vecchia, che permetta l’accesso e la fruibilità al circuito museale-culturale che si affaccia sulle sponde del fiume (Museo delle Antiche Navi, Palazzo Reale, Museo nazionale di San Matteo, Centro SMS, Giardino Scotto, Museo della Grafica), e di raggiungere agevolmente Piazza dei Miracoli. Gli approdi permetterebbero la realizzazione di una vera e propria promenade fluviale, con accesso alle numerose attività distribuite lungo il suo percorso e alle attrazioni vicine. Il progetto prevede la creazione di un servizio di barge o battelli che offrano un trasporto fluviale stabile con la possibilità di mini-crociere con circuiti a tema: museali, culturali, naturalistici. Sugli approdi verrebbero inoltre installate 8 colonnine di ricarica e-boat, a sostegno dello sviluppo di una mobilità alternativa ed eco-sostenibile. E’ previsto anche lo sviluppo di attività di rent boat di piccole imbarcazioni elettriche o ibride. Verrebbero infine installate presso gli scali 6 infopoint turistici multimediali attraverso i quali sarà possibile accedere alle informazioni della città. 

Canale dei Navicelli. È prevista, inoltre, la realizzazione di una rete differenziata di fruizione del Canale dei Navicelli che giunge fino al porto di Livorno, confermando e valorizzando sia la vocazione cantieristica del canale che quella di asse per lo sviluppo di attività sportive, tra cui prima di tutto il canottaggio.

Sviluppo del turismo fluviale. La navigabilità del fiume Arno rappresenterebbe un’opportunità di crescita turistica con forte potenzialità attrattiva sia per Pisa che per il territorio circostante. La generica offerta di turismo fluviale prende il nome di “fluvestre” perché racchiude e sottintende arte, sport, enogastronomia, relax, aree rurali, sovrapponendosi ad altre tipologie di turismo. Oltre ai servizi offerti sono indispensabili anche altre componenti per il suo sviluppo: i servizi delle strutture ricettive e ristorative, i servizi di accessibilità che garantiscano la navigabilità e l’accesso a terra e ai punti di attrattività, i servizi integrativi che favoriscano le interdipendenze, gli accessi da terra al fiume e i parcheggi. Gli studi di settore dimostrano che i contenuti di attrattiva primaria sono i circuiti culturali, il ciclo-turismo fluviale, i circuiti eno-gastronomici, il noleggio di imbarcazioni, la visita dei parchi e delle oasi, gli eventi tradizionali e stabili, le visite giornaliere sul territorio circostante, escursioni in bici o a piedi. Il contesto della città di Pisa e del fiume Arno possono offrire un sistema navigabile ricco di risorse turistiche uniche, date dall’unione tra un patrimonio storico e culturale di attrattiva mondiale e la presenza di importanti punti di interesse naturalistico.

City branding pisano. Il City branding previsto dal bando è un insieme di attività coerenti e pianificate che hanno come obiettivo lo sviluppo di una precisa immagine di città, la sua promozione e il suo sviluppo, che saranno coordinate dal Comune di Pisa. All’interno del City Branding è prevista la realizzazione di una city-card informatizzata su App attraverso la quale sarà possibile accedere alle informazioni cittadine e usufruire (attraverso lettura del qr-code generato) dei servizi. La city-card (Pisa card) sarà connessa ad un portale gestionale, come parte integrante del City branding pisano. Il Comune di Pisa svolgerà il ruolo di governo determinando le linee guida e il monitoraggio delle azioni di crescita. Per qualificare l’offerta turistica è prevista la creazione di un “Protocollo flumen vivit” destinato agli operatori, con norme a favore del turismo e della città, principi e direttive per migliorare gli standard qualitativi e mantenere la garanzia d’offerta. 

Enti e soggetti coinvolti. Il progetto proposto verrà condiviso con la Regione Toscana mediante uno specifico accordo di programma dove il soggetto attuatore sarà il Comune di Pisa insieme alla società in house Navicelli S.r.l. e in collaborazione alla società Pisamo srl. Poiché il prodotto turistico finalizzato alla realizzazione di un City Branding pisano ha un valore sistemico ottenuto dall’interazione tra più attori, il progetto prevede il coinvolgimento di tutti gli enti, istituzioni territoriali e associazioni di categoria cittadine, in modo da raggiungere l’obiettivo della navigabilità dell’Arno in tempi rapidi e attraverso una progettualità più possibilmente condivisa.

Quadro economico e cronoprogramma. Il costo del progetto ammonta a un importo complessivo di 2.559.182 euro di cui 387.590 euro relativi alle spese di progettazione, per le quali si richiede co-finanziamento tramite il bando, nella misura dell’83,05% corrispondente a 321.890 euro. Il restante 16,95% delle spese di progettazione saranno finanziate dal Comune, tramite conferimento in natura del valore di 29.700 euro e conferimento in denaro del valore di 36.000 euro. Se il Comune dovesse risultare vincitore del bando Italia City Branding 2020 potrebbe accedere a ulteriori 500 mila euro di fondi statali per la realizzazione dell’opera e si tratterebbe poi di individuare a livello regionale e locale, con il supporto di eventuali investitori privati, ulteriori forme di finanziamento per arrivare al coprire l’intero importo del progetto.
Le tempistiche previste per la realizzazione del progetto si stimano pari a 3 anni e 7 mesi, suddivise in “Fase di affidamento” (4 mesi), “Fase di progettazione” (1 anno e 1 mese) comprensiva di fase autorizzatoria agevolata dalla preliminare sottoscrizione di Protocolli di Intesa con gli Enti coinvolti e “Fase di realizzazione” (due anni e 2 mesi). 

“Pisa, per molti secoli città prettamente fluviale, deve molto al suo fiume – dichiara il sindaco di Pisa Michele Conti -. L’Arno, oltre ad attraversare la città è, con il suo delta, il tratto che collega la città direttamente al mare rendendo il suo territorio particolarmente favorevole, nel tempo, agli insediamenti umani e poi, grazie agli approdi protetti, ad una importante espansione economica. Con questo progetto che vede coinvolti molti attori, dalla Regione Toscana, alle società partecipate Navicelli e Pisamo, alle associazioni di categoria della città, vogliamo dare una nuova prospettiva e possibilità di sviluppo alla nostra città. Dal passato impariamo che questo fiume era la nostra superstrada che collegava la città con Firenze, utilizzato per il trasporto delle merci. Con la seconda guerra mondiale si chiude l’epoca dei navicellai che trasportavano soprattutto la sabbia dalla zona di San Biagio e Cisanello fino a Porta a Mare, dove veniva utilizzata dalle vetrerie. Con l’apertura del Canale dei Navicelli è stato riattivato un percorso virtuoso che ci porta qui oggi per andare oltre: lavoriamo per rendere navigabile l’Arno per dare le risposte economiche a quelle attività legate alla nautica dal ponte del Cep fino a Marina di Pisa  che si trovano da anni in una situazione di incertezza che vogliamo superare. Noi vogliamo che quelle attività abbiano una legittimazione e a questo proposito abbiamo nei giorni scorsi acquisito al patrimonio comunale la strada che dalla città arriva a Marina di Pisa, cosa che ci permetterà di dare risposte tempestive. La concertazione del progetto con Regione, associazioni di categoria e partecipate ci permettono di dare un nuova opportunità di sviluppo alla nostra Pisa sia dal punto di vista turistico e culturale che da quello ambientale e imprenditoriale.”

“All’interno del percorso che la nostra Amministrazione sta portando avanti per realizzare la navigabilità dell’Arno – spiega l’assessore a lavori pubblici e navigabilità dell’Arno Raffaele Latrofa – ci è sembrato interessante partecipare al bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ci permetterebbe di ottenere un finanziamento complessivo di circa 850 mila euro, tra fase di progettazione e opere di realizzazione. Abbiamo quindi pensato di far partecipare al progetto tutti i soggetti che hanno firmato il Protocollo lo scorso 16 settembre e le nostre società partecipate Navicelli e Pisano. L’altro attore importante in questo percorso è la Regione Toscana che sarà parte attiva nella parte dei finanziamenti dell’opera. In questi giorni abbiamo interloquito sia con il Presidente del Consiglio Antonio Mazzeo che con l’assessore ai lavori pubblici Stefano Baccelli, che ringraziamo entrambi per la loro disponibilità. Con questo progetto vogliamo capovolgere il comune sentire pisano, che è quello che il fiume divide la nostra città in due parti, e dire invece che il fiume unisce Pisa, perché intorno al fiume si riuniscono una serie di attività, categorie, interessi, attori e realtà che fanno confluire intorno al fiume tutta la città”. 

“La Navicelli aderisce con entusiasmo a questo progetto del Comune – aggiunge l’amministratore di Navicelli Salvatore Pisano -. Come società ci siamo spesi tantissimo in questi due anni per far tornare il Canale dei Navicelli ai suoi antichi splendori. Ritengo giunto davvero il momento per far sì che le vie d’acqua, l’Arno e il Canale dei Navicelli, vengano utilizzate per realizzare un progetto ambizioso, far diventare Pisa una città  d’acqua, oltre che di cultura e di storia. Abbiamo inoltre partecipato al progetto con un’attenzione particolare allo sviluppo della cantieristica: proponiamo di realizzare fino a 45 mila metri quadrati coperti da destinare agli insediamenti cantieristici. Non tutti sanno che al momento attuale siamo purtroppo costretti a rimandare indietro imprenditori che vogliono investire sull’Arno e adesso abbiamo la doppia responsabilità di recuperare il tempo perso negli anni precedenti e di realizzare le opere in tempi rapidi, per essere in grado di dare risposte concrete agli imprenditori.”

“Per Pisamo – dice l’amministratore di Pisano Andrea Botttone – è motivo di orgoglio poter partecipare ad un progetto che guarda al futuro con cui Pisa si riappropria pienamente di un asset territoriale fondamentale che è il proprio fiume, fiume che deve essere la cerniera di tante attività e collettore di importanti investimenti. Raccogliamo volentieri la sfida lanciata dall’Amministrazione di far sì che l’Arno diventi una via fondamentale per lo sviluppo della mobilità urbana futura e metteremo in campo tutte le nostre idee per proiettare la città verso forme innovative di utilizzo delle vie d’acqua, anche guardando all’esempio di molte città europee, a vantaggio della mobilità cittadina.”

Pisa, Torino, Parigi e oltre: una mostra per Nerone Ceccarelli

Sabato 26 settembre si inaugura la mostra-conferenza Nerone Ceccarelli: espressionismo, costruttivismo, astrattivo, versus Gruppo NP2. Momenti di un sodalizio: Jolanda Novi e Gianni Patuzzi per raccontare un pisano che ha portato la sua arte nel mondo.

Si tratta del primo  appuntamento del Calendario Caleidoscopio pisano, promosso dal Centro Cagianelli per il ‘900, con il Patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Pisa, in collaborazione con Fondazione Pisa, Palazzo Blu, Amici dei Musei e dei Monumenti Pisani, Archivio Nerone Giovanni Ceccarelli. Ma la mostra Nerone Ceccarelli: espressionismo, costruttivismo, astrattismo, versus Gruppo NP2. Momenti di un sodalizio: Jolanda Novi e Gianni Patuzzi, che si inaugura sabato 26 settembre alle 17 nella sala dei Bucciotti del Centro Cagianelli per il ‘900 (viale delle Cascine, 8) è molto di più.

In questa presentazione – conferenza, introdotta da Francesca Cagianelli, presidente del Centro Cagianelli per il ‘900, si parlerà di arte come di un tutt’uno, di un modo di guardare all’espressione artistica e di farla muovere con agilità da un registro all’altro, da una tecnica all’altra.

Alla conferenza Nerone Ceccarelli dal Parlamento europeo al Teatro Carlo Felice di Genova: integrazione con l’architettura interverranno, per l’associazione Archivio Nerone Giovanni Ceccarelli, Saar Ceccarelli, figlia dell’artista e presidente dell’associazione e l’architetto Fabio Licciardi, socio fondatore dell’Archivio.

“Siamo orgogliosi e contenti – ha commentato l’assessore alla Cultura Pierpaolo Magnani – di ospitare un evento che attribuisce il giusto riconoscimento ad un artista di fama internazionale. Sarà l’occasione per riscoprire un grande talento a cui la nostra città ha dato i natali”.

“Si tratta di una iniziativa – ha aggiunto Francesca Cagianelli – che vuole promuovere e far conoscere un artista che ha dato un contributo al territorio pisano e che proprio a Pisa ha iniziato la sua esperienza di scultore e pittore”.

Patrocinato dal Comune di Pisa, l’evento punta alla riscoperta e alla promozione della personalità di Nerone Ceccarelli (Giovanni Ceccarelli, Pisa, 31 agosto 1937 – Parigi, 7 novembre 1996), più conosciuto come Nerone e fondatore del Gruppo NP2, la cui nascita pisana si coniuga il domicilio elettivo torinese, a scandire un itinerario biografico carico di implicazioni esistenziali e artistiche. Poliedrico negli interessi e versatile nelle tecniche, Nerone è stato in grado non solo di spaziare, districarsi e addentrarsi nei contesti culturali che lo avvolgevano, ma, altresì, è stato capace di costruire una capillare rete di collaborazioni e una forte intesa con il pubblico. L’Archivio Nerone Ceccarelli vuole dunque configurarsi come strumento guida alla riscoperta di uno dei più interessanti artisti del Novecento, una personalità dirompente e indagatrice, un maestro dalla creatività vulcanica che sfidò le nuove frontiere del design e contribuì ad imprimere una svolta decisiva alla decorazione di interni, così come al rapporto con l’ambiente nella progettazione architettonica, in sinergia con personalità europee e internazionali, tra cui Marcel Breuer e Oscar Niemeyer. 

Con l’occasione saranno esposte al pubblico le opere: Nerone, Fiori in controluce, 1957 / Nerone, Dodecafonia barocca, 1980 ca. / Nerone, Crocifisso (bozzetto) 1986 / Nerone, Composizione, 1975 / Nerone, Composizione, 1975 / Gianni Patuzzi, Gruppo NP2, Composizione, 1975 / Jolanda Novi, Venezia, 1960 ca. 

NERONE CECCARELLI. Gli esordi di Nerone si collocano all’alba degli anni Cinquanta quando l’artista formula suggestioni soluzioni linguistiche nell’orbita delle avanguardie europee, in primis Georges Rouault, proponendo la sua prima produzione nel 1951, in una collettiva a Treviso, nel Salone dei Trecento, quindi nel 1952 alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e ancora, nello stesso anno, a Pisa, presso la Galleria Ai Galli, sotto gli auspici di Dedalo Montali, artista formatosi all’Accademia di Brera e partecipe, nell’ambito della Galleria del Milione, delle pulsioni europeistiche di Persico, oltre che intimo di artisti quali Garbari, Licini, Ghiringhelli, Catalano. Sarà proprio quest’ultimo, a condurre fin dal 1937 a Pisa un decisivo ruolo di catalizzatore presso l’intellighenzia normalista, in particolare Franco Russoli, Raffaello Causa, Emilio Tolaini, Antonio Russi, fino a organizzare una importante rassegna di pittori contemporanei e a contribuire all’exploit di Nerone Ceccarelli. Nel 1962 la costituzione del Gruppo NP2 insieme con l’amico Gianni Patuzzi, di cui si presenta una litografia ascrivibile a tale stagione sperimentale. Costituito con l’obiettivo di brevettare “nuove fonti di espressione poetica dei materiali” il Gruppo NP2 dichiara orientamenti interdisciplinari, cui aderiranno anche Piercarlo Ceccarelli, fratello di Nerone, la pittrice Jolanda Novi, sua madre, Luigi Marchisotti, Dedalo Montali, Lucia Petrocchi, Virgilio Petrocchi, Raoul Portal, Piercarlo Iorio, Evian Medici, Luciano Patetta, Nicoletta Medici, Carlo Mollino, Angelo Cortesi. La sua carriera culminerà alla fine degli anni Sessanta con la creazione del marchio e degli Ateliers Forme e Superfici lo slancio neroniano verso una sempre più pervasiva integrazione tra arte e ambiente, esemplificato nel 1967 dall’ideazione del marchio brevettato “Rilievomarmo”, la cui innovativa tecnica di incisione marmorea decollerà in ambito internazionale nel corso degli anni Settanta. Ne deriverà nel 1972 il gigantesco murale in zinco inciso e patinato destinato al Parlamento europeo del Lussemburgo e ancora, alla fine degli anni Settanta, la committenza per tre sculture destinate all’edificio che ospita la sede della Compagnia finmeccanica FATA S.p.a. a Pianezza realizzato da Oscar Niemeyer, concepito da Nerone, senza contare, nel 1979, la progettazione della monumentale decorazione scultorea all’interno del Palazzo del Governo di Dubai. Gli anni Settanta vedono Nerone prodigarsi nuovamente sul territorio toscano, con lo straordinario episodio della cabina di proiezione cinematografica, scultura in metallo tridimensionale abitabile, realizzata nel 1971 su committenza della Provincia di Livorno Sede della Provincia di Livorno, originariamente previsto per il “Salone dei Trecento” allora adibito per proiezioni cinematografiche (attualmente collocato presso il Liceo Scientifico Statale “Federigo Enriques”).   L’apice del successo italiano coincide nel 1990 con la vittoria del concorso per la realizzazione dell’opera destinata al sipario del Teatro Carlo Felice di Genova, dal titolo “Viva Schöenberg”, monumentale pannello scultoreo.

Il tempo dell’acqua

Da giovedì 21 novembre a domenica 1° dicembre, la terza Biennale di Architettura di Pisa propone eventi, talk, mostre dedicate all’architettura del Tempodacqua.

Il logo della terza edizione della Biennale di Architettura di Pisa, disegnato da Gianluigi Pescolderlung, Tapiro Design, nasce dall’osservazione del frontone della Cattedrale di Pisa: i piccoli vortici di acqua che, scolpiti nel marmo, si rincorrono eternamente, sono un’immagine efficace della relazione tra il fluire dell’acqua e lo scorrere del tempo.

Si parte da una suggestione, insomma. E proprio le suggestioni, asse portante della Biennale 2019, vogliono conciliare i tempi dell’acqua sperimentando il confronto tra culture e generazioni diverse; vogliono contribuire a creare un nuovo immaginario del cambiamento grazie a sguardi individuali e attitudini collettive.

Alfonso Femia, il direttore scelto da LP – Laboratorio Permanente per la Qualità Urbana, promotore e organizzatore dell’evento che farà base agli Arsenali Repubblicani dal 21 novembre al 1 dicembre, spiega che con la Biennale di Pisa sarà attivato un progetto permanente di studio e di ricerca sul tema Tempodacqua.

“Scegliere il tema intorno al quale costruire una Biennale di architettura non significa semplicemente selezionare quello che è più attuale o più legato alle tendenze e ai dibattiti del momento, ma avere consapevolezza di una criticità che impatta sul territorio e sull’ambiente, sul costruito, sulle prospettive future e già sul presente” spiega Femia. “Il dibattito sulla sostenibilità ambientale deve prendere in considerazione che l’acqua, oltre ad essere l’elemento costitutivo universale, ha un rilievo fondamentale nell’intersezione con il fattore tempo anche se spesso si è delegato alla tecnologia la soluzione dei problemi sollevando la scelta architettonica dalla responsabilità di una visione in prospettiva”.

Un’occasione per sviluppare un’analisi e mettere in campo una serie di proposte e progetti, insomma, sollecitati da una Call to Action rivolta a studi di progettazione internazionali.

Fra i tanti proposti, il progetto Instagram Tempodacqua /The time of water (tempodacqua.com/instagram) curato da Alfonso Femia e Antonia Marmo con i contributi di Valentina Temporin, Enrico Martino, Sarah Amari e Sara Gottardo: l’idea è rappresentare la pluralità degli sguardi sul tema senza prevedere confini o schemi, ma lasciando a ciascuno la libertà di interpretare, di creare, di giocare con le immagini valorizzando l’enorme potere, comunicativo ed evocativo, che esse sono capaci di veicolare.

Dieci giorno di appuntamenti durante i quali incontrarsi, confrontarsi, ascoltare, proporre e guardare con sguardo aperto e consapevolezza all’architettura, e non solo a quella.

tempodacqua.com

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