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Un’inedita tregua

Nel giorno che era stato fissato per la manifestazione finale del Giugno Pisano, si è tenuto un piccolo evento simbolico sul Ponte di Mezzo, per dare continuità alla tradizione del Gioco del Ponte: rappresentanti di Mezzogiorno e Tramontana si sono incontrati per scambiarsi una dichiarazione di tregua, dandosi appuntamento all’anno prossimo.

Durante l’evento si è svolto l’intervento dell’Anziano Rettore, il Sindaco Michele Conti:

“Volge a conclusione un Giugno Pisano inedito, durante il quale non abbiamo potuto vivere a pieno le nostre tradizioni storiche, che richiamano migliaia di persone sui Lungarni, a causa delle ormai note restrizioni causate dall’emergenza Coronavirus. Abbiamo però voluto costellare questo periodo con segnali simbolici, per dare continuità a una tradizione che richiama senso di appartenenza e orgoglio pisano, a cui certo non eravamo e non siamo disposti a rinunciare. Per questo abbiamo pensato e realizzato una serie di iniziative online e con l’emittente locale 50 Canale, per celebrare la Luminara, il Palio di San Ranieri e anche il Gioco del Ponte, rendendo disponibili gratuitamente sui social network del Comune di Pisa, i combattimenti di tutte le edizioni dal 1982 a quella dello scorso anno. Non abbiamo perso tempo, ma anzi abbiamo approfittato di questo stop forzato per cause di forza maggiore per approfondire le ragioni del legame di tutti i pisani con le nostre tradizioni storiche guardando più attentamente il passato per progettare il futuro. Non ci siamo fermati neanche con gli investimenti relativi al progetto di restauro e implementazione del prezioso patrimonio del Corteo Storico, ma abbiamo continuato ad acquistare nuovi costumi per sostituire quelli ormai talmente logori da non poter più essere utilizzati e molti elementi di corredo, sia per i figuranti che come addobbi per vestire a festa i Lungarni in occasione dell’evento. A fronte di questi sforzi dell’Amministrazione Comunale, che pur in un momento di difficoltà anche economica dell’ente ha fatto la scelta politica di non sacrificare eccessivamente il capitolo dedicato alle tradizioni storiche, auspico che tutto il mondo che si muove intorno al Gioco sfrutti quest’anno di assenza per rafforzare ulteriormente senso di appartenenza e spirito di collaborazione. Ringrazio per il grande lavoro finalizzato alle revisioni regolamentari e ai miglioramenti dal punto di vista organizzativo il Consiglio degli Anziani, che mai come in questo mandato si è riunito con frequenza e attiva partecipazione, a testimonianza di un lavoro che potrà sicuramente portare a rendere il Gioco più bello e attrattivo anche per i pisani che finora non si sono avvicinati. Ma non solo: il Gioco, come tutte le tradizioni storiche, in questo modo potranno diventare il fiore all’occhiello dell’offerta turistica della città, verso la quale dobbiamo tutti mettere in campo, nel momento della ripartenza, sforzi comuni straordinari.

Iniziative online e televisive, dicevo. Ma per il Gioco non ci sembrava sufficiente una celebrazione solo virtuale. Per questo oggi siamo qui sul Ponte di Mezzo per incontrarci, pur con numeri che abbiamo voluto rigidamente contingentati, per vedere gli ambasciatori di Tramontana e Mezzogiorno scambiarsi un messaggio di tregua in attesa di riprendere, con maggior vigore, la battaglia nel 2021. Un segnale forte che intendiamo dare a tutta la città insieme a un arrivederci al prossimo anno”.

Le dichiarazioni di tregua.

ALLA NOBILE PARTE DI TRAMONTANA

Dichiarazione di tregua per il Gioco del Ponte 2020

“Nobile avversa Parte di Tramontana, i tristi e pericolosi accadimenti che colpiscono il mondo intero per la pandemia suggeriscono o meglio impongono a noi indomiti combattenti dei deporre per un anno di tregua le vesti armate.

Prostrati di fronte alla nostra “Celeste Signora” e ai Santi Patroni vi invitiamo a scegliere, non il campo di battaglia, “il Sacro Ponte”, ma i nostri antichi luoghi di preghiera dove i canti si innalzeranno in alto. La potranno sventolare ancora i nostri sacri vessilli e vibrare le note delle chiarine a sottolineare il momento bene augurante per una ripresa del Gioco.

Gioco che racchiude ed esprime storia, tradizione e orgoglio di sentirci figli amati di questa terra, le cui galere solcarono i mari di tutto il mondo e fecero rifulgere il nome di una città gloriosa e invincibile, vanto della stirpe di Alfea: Pisa!

Al nostro grido che è grido di vittoria ULTRA DIMIDIUM!!”

La Parte di Mezzogiorno

Dal Quartier Generale di Mezzogiorno, Addì 27 Giugno 2021 S.P.

ALLA NOBILE PARTE DI MEZZOGIORNO

Dichiarazione di tregua per il Gioco del 2020

A causa dell’infausta e ria sorte, che per la pandemia ci tiene lontano dal nostro mitico Ponte, anno inconsueto, anno di tregua forzata ti si è posto innanzi, o grande Alfea!

I nostri baldi armati non potranno cimentarsi nella pugnace battaglia, le chiarine non udremo incitare allo scontro, non sentiremo rullar di tamburi. I crini dei nostri eroi non si cingeranno di lauri vittoriosi, ma come nocchieri che, dopo aver navigato per mari tempestosi si accingono stremati a guadagnar la riva, così saranno pronti a mo’ di Dante “a riveder le stelle”! Sia il presente foriero di eccellenti aspettative per un fulgido futuro!

Immensa speme alberga in noi, figli di Borea, poiché da sempre ad usi alla vittoria ne auspichiamo il ritorno tanto bramato e desiato. Supereremo le difficoltà, e come i galeoni rosso crociati in quel di Baleari sconfissero i musulmani agguerriti, riporteremo la magna Pisa agli antichi fasti, sventolando vessilli vittoriosi, contro difficoltà e avversità che non ci scoraggiano, sorretti da indomabile volontà di riscatto, memori di cotanta storia marinare e guerriera!

Con gli animi colmi di intrepida fede invochiamo Maria Assunta in cielo, Protettrice del nostro Popolo, venerato Madonna di sotto gli organi, affinchè ci ponga sotto la tutela del suo manto celeste, perché si possa tornare alla nobile tenzone, che, unica al mondo, esalta Pisa a maggior gloria di Dio!

NUMQUAM RETRORSUM!

La Parte di Tramontana, Addì 27 Giugno 2021 S

Sul Ponte, ma senza Gioco

Per la prima volta dal 1982 i Pisani non potranno scalpitare sulle spallette tifando la propria squadra: domani avrebbe dovuto essere il giorno dello scontro, ma invece del Gioco del Ponte, sul Ponte di Mezzo ci saranno una dichiarazione di tregua e l’appuntamento al 2021.

Finisce con questo fine settimana un’edizione del Giugno Pisano senza festeggiamenti, celebrazioni e appuntamenti: niente luminara, niente regate, niente Gioco del Ponte. Non ci sono state, questo il senso della rinuncia, le migliaia di persone accalcate nell’euforia di godere di spettacoli più unici che rari perché, a causa dell’emergenza sanitaria, si è deciso che fosse meglio evitare quelli che sarebbero stati assembramenti fuori controllo.

Un Giugno Pisano che l’Amministrazione Comunale ha voluto improntare alla riflessione sulle nostre tradizioni storiche, analizzando le edizioni del passato e, in particolare per il Gioco del Ponte, proponendo sui propri canali social le sfide fin dalla ripresa del 1982 e le “pillole del Gioco” per scoprire protagonisti e curiosità.

Domani sabato 27 giugno, giorno che era stato fissato per la manifestazione finale del Giugno Pisano, si terrà un piccolo evento simbolico sul Ponte di Mezzo, in modo da dare continuità alla tradizione del Gioco del Ponte. Una rappresentanza di ciascuna delle due parti del Gioco proclamerà una dichiarazione di tregua, dandosi appuntamento all’anno prossimo.

A partire dalle 18 il Ponte sarà chiuso al traffico per permettere l’allestimento di una piccola scenografia, e dalle 18.45 anche ai pedoni fino alla fine delle attività, prevista intorno alle 20.15. Verranno posizionate dalle due parti del ponte i due storici stendardi, come rappresentanza simbolica degli accampamenti. I due gonfaloni di Tramontana e Mezzogiorno, eseguiti dal pittore Ottopamio e donati negli anni ’80 dalla Banca Toscana al Comune di Pisa, erano finora esposti nel corridoio davanti alla Sala Matrimoni di Palazzo Gambacorti. Per l’occasione l’assessorato alle Tradizioni della storia e dell’identità di Pisa ha disposto il loro restauro. Al centro del ponte sarà invece posizionato il gonfalone del Comune di Pisa.

Sul ponte arriveranno le delegazioni di Tramontana e Mezzogiorno, rappresentate dai Generali di parte, da alcuni Cavalieri, dai sei Alfieri portabandiera e dagli Ambasciatori. I figuranti del corteo usciranno da Palazzo Gambacorti, seguiti dall’Anziano Rettore, dall’assessore competente, dal Cancelliere Generale e dal Comandante Generale. Nel rispetto delle misure anti assembramento, tutti i componenti del corteo si schiereranno a distanza: perché di fronte alla sicurezza, anche le tradizioni, eccezionalmente, si adeguano.

Anno di sosta, anno di svolta

L’assessore alle tradizioni storiche del Comune di Pisa, Filippo Bedini, interviene spiegando il senso di un Giugno Pisano diverso dagli altri, che potrà contribuire a trasformare questo 2020 “da anno di sosta ad anno di svolta”.

“Questo è il senso che come assessorato alle Tradizioni storiche e identità pisana abbiamo voluto dare quest’anno al giugno. Un giugno che c’è e che è importante. Un giugno che non è virtuale, ma di riflessione sul passato, di approfondimento e di progettazione per il futuro. Un giugno che tutto considerato non si è fermato nemmeno nell’annus horribilis del coronavirus. Dal male della pandemia dobbiamo esser bravi a tirar fuori quello che di utile c’è nel potersi concentrare sull’essenza, anziché adoperarsi freneticamente per l’apparenza”.

“Quando si è costretti a stare lontani da qualcuno o da qualcosa che amiamo – spiega l’assessore – è nel sentire la mancanza che si comprendono fino in fondo le ragioni di tale amore. Lo stesso deve essere per gli eventi del Giugno Pisano, e in particolare per la festa del Patrono: lo abbiamo detto in tutte le salse quale vuol essere il nostro indirizzo, e quest’anno che non l’abbiamo avuta, della Luminara cosa ci è mancato? Il caratteristico raccoglimento e il silenzio stupito di fronte alla meraviglia dei Palazzi che si specchiano con le luci dei lampanini sulle acque dell’Arno, oppure la confusione, i fasci di luci elettriche e il rumore di musiche fuori luogo e assordanti? Non occorre un sondaggio per conoscere l’orientamento dei Pisani”.

“Stiamo con fatica e tra mille difficoltà burocratiche cercando di tornare indietro per proiettarci in un futuro più bello – prosegue Bedini – convinti che nel recente passato si fosse progressivamente rinunciato alla vera essenza di questi momenti che rappresentano la storia, la gloria e l’identità di Pisa, non supportando gli eventi con una vera politica culturale. E la città, e gli eventi stessi, di questo hanno sofferto. Radici dimenticate da recuperare, segni di un’identità e di un’appartenenza da riscoprire. E di una cultura popolare e tutta pisana da rilanciare. San Ranieri è indissolubilmente legato alla cultura pisana. Monsignor Burgalassi, nell’introduzione a uno dei più bei libri su San Ranieri ha affermato: “scrivere su che cosa ha rappresentato Ranieri per Pisa in questi nove secoli significa collocare la religiosità e la devozione dei pisani nel profondo della cultura pisana di ieri e di oggi”.

“San Ranieri, santo laico e beatificato a furor di popolo poco dopo la sua morte, come avviene per i grandi Santi, quest’anno va invocato anche per una delle sue più precipue caratteristiche, ovvero quella di taumaturgo, cioè operatore di prodigi – conclude l’assessore -. Nella storia di Pisa si riconducono a San Ranieri tre episodi nei quali il suo intervento è risultato decisivo per la salvezza della città: in uno, del 1256, avrebbe salvato la flotta pisana da sicuro naufragio di fronte a Messina; negli altri due, ci avrebbe liberato dalla peste, prima nel 1365 e poi nel 1837. Oggi che ci troviamo coinvolti in una pandemia e siamo all’alba di una crisi economica e sociale la cui portata non è possibile prevedere, rivolgerci ancora una volta al nostro Patrono è più necessario che mai. Ricordandoci di quel sonetto di Neri Tanfucio, in cui di San Ranieri si dice: “Delle grazie ne fa, lassamo andare / Gualda ‘n po’ vanti ori ciondoloni / ci ha ‘n della nicchia! E sai, nun dubitare / se glieli danno c’è le su’ ragioni”.”

Luminara, ci manchi

Ci sarà di certo chi fa finta di niente, chi se ne va da qualche parte per non pensarci, chi addirittura dirà che insomma tutta quella confusione, non si trovava mai parcheggio. E poi ci siamo tutti noi a cui già manca la magia delle ultime biancherie attaccate nel pomeriggio, lunghissimo, del 16 giugno, mentre sui lungarni il profumo del croccante si mescola al rumore dei palloncini che si gonfiano; i lumini che iniziano a brillare quando scende il sole e già qualcuno prende i posti sulle spallette per vedere bene i fuochi e avere una posizione privilegiata per guardare tutti quelli che passano. Poi il buio e uno spettacolo sempre uguale eppure irripetibile, romantico e goliardico insieme; quando scoppia il primo fuoco d’artificio siamo tutti insieme e ciascuno è solo con se stesso, lì, davanti a quello spettacolo fatto di niente, luci, colori, odore di brucicchiato, che ognuno può riempire con quello che vuole, siamo tutti immobili e ci vogliamo, per un attimo, tutti bene. Sì, è un attimo: le magie, si sa, non durano mai a lungo. Giusto il tempo di crederci.

Conta il pensiero

Non saranno i centomila lumini ad illuminare i lungarni stasera, quelli della notte più bella, quelli della luminara che attira più che altrettanti visitatori e che, proprio per questo, è stata da tempo annullata: ad essere illuminata sarà simbolicamente solo la sede del comune. E il cuore di chi ama questo spettacolo, anche se in versione minimal.

I lumini a cera posizionati sulle facciate dei palazzi sui Lungarni, a disegnarne le sagome, e poi il tremolio delle candele e lo stupore di chi vede questo spettacolo unico al mondo per la prima volta e di chi se ne stupisce da una vita. A causa dell’emergenza Covid-19, il Comune ha da tempo annunciato l’annullamento di tutti gli eventi del Giugno Pisano e quindi della luminara.

Come atto simbolico, verranno allestite le tradizionali biancherie sulle facciate di palazzo Gambacorti e palazzo Mosca, sedi del Comune. I lampanini cominceranno a risplendere con le luci del crepuscolo.

La tradizione della Luminara sarà oggetto di una trasmissione televisiva de La Pisaniana in diretta dal Ponte di Mezzo (martedì 16 giugno, ore 21.00). Per questo il Ponte sarà chiuso al traffico veicolare a partire dalle ore 19.00 e fino alle ore 24.00, con divieto di transito pedonale dalle ore 20.45 alle ore 22.45.

San Ranieri, pensaci te!

A Pisa si dice così per affidare al Santo Patrono qualcosa che ci è caro e, il 17 giugno, si va a rendergli omaggio al Duomo. Quest’anno, non potendo essere tutti lì ad accalcarci davanti alla sua teca di vetro per essere certi che senta la nostra voce, sarà lui a venire da noi grazie ad una riproduzione distribuita nelle edicole.

La Compagnia di San Ranieri, in collaborazione con gli edicolanti della città, promuove la distribuzione di un particolare santino che riproduce il nostro patrono San Ranieri dipinto da Giovanni Battista Tempesti.

Saranno 3mila le riproduzioni distribuite gratuitamente dalla mattina di mercoledì 17 nelle edicole pisane: realizzato in passato dalla Libreria Ecclesiastica Berno, il santino verrà distribuito durante il Pontificale in Cattedrale e alla cittadinanza grazie all’accordo con l’agenzia locale di distribuzione dei giornali e alla disponibilità dei titolari delle edicole. Ogni edicola sarà dotata di un kit di 50 pezzi: la parte che resterà sarà distribuita ai fedeli durante la Messa delle ore 18 sul sagrato del Duomo. Per chi dovesse rimanere senza: San Ranieri, pensaci te.

“Un’iniziativa, quella della Compagnia di San Ranieri – ha commentato il Sindaco Michele Conti -, accolta e molto apprezzata dall’Amministrazione Comunale in questo anno particolare in cui non sarà possibile svolgere la Luminara come da tradizione così come non ci saranno gli altri festeggiamenti per le restrizioni imposte dal Covid. La distribuzione dell’icona di San Ranieri è un modo per onorare il nostro Santo Patrono permettendo a migliaia di pisani di averne una riproduzione nelle proprie case. Ringrazio la Compagnia di San Ranieri per aver realizzato questo progetto e gli edicolanti che distribuiranno il santino gratuitamente”.

«Nonostante la situazione generale dovuta al Covid19 – ha dichiarato Riccardo Buscemi – la Compagnia di San Ranieri ha predisposto piccole iniziative nel solco delle finalità del nostro sodalizio grazie alla disponibilità del Comune di Pisa. Non vogliamo tuttavia fare passare la Festa senza lasciare un ricordo e un segno ai nostri concittadini della devozione che lega tutti i Pisani a San Ranieri, soprattutto in questo anno particolare. A impreziosire il santino, sul retro della ristampa, è presente la preghiera al Santo composta dall’Arcivescovo Benotto e la vita di San Ranieri, a molti ancora sconosciuta. Grazie al Sindaco per la disponibilità dimostrata, agli eredi della Libreria Berno, agli edicolanti e alla Tipografia Comunale”.

“In questo Giugno Pisano particolare – ha dichiarato l’Assessore alle Tradizioni Storiche Filippo Bedini – sono importanti due iniziative che l’Amministrazione Comunale ha fatto su stimolo della Compagnia di San Ranieri: una è l’illuminazione della statua di San Ranieri alla rotonda a Cisanello e l’altra, che mi fa particolarmente piacere, è la riproduzione di un santino storico del Santo Patrono che credo sia di particolare valore perché l’iconografia di San Ranieri è molto poco diffusa, non sono moltissime le immagini storiche del Santo. Da questo punto di vista la diffusione del santino nelle case dei pisani è un piccolo segno che va nella direzione giusta, che ci farà vivere la festa del nostro Santo Patrono con maggiore consapevolezza e devozione e anche con un piccolo dono che la Compagnia di San Ranieri ha voluto fare a tutti i pisani”.

La Compagnia di San Ranieri, infatti, ha aderito idealmente all’iniziativa Luminara Spontanea di San Ranieri: la sera del 16 giugno la statua di San Ranieri sarà addobbata con la biancheria dal Comune e i confratelli cureranno l’accensione dei lampanini intorno al Santo.

Sognando il Giugno Pisano

L’adesione ad una luminara simbolica, e in sicurezza, è solo una delle iniziative della Parte di Tramontana: perché la sospensione delle attività previste per il mese dedicato alle nostre tradizioni cittadine non ha diminuito l’entusiasmo di chi le ama.

Nella difficoltà ci siamo concentrati, come è giusto, su tutto quello che è essenziale per vivere. Ma chi si occupa delle nostre tradizioni non è rimasto con le mani in mano e cerca con impegno di onorare, come è possibile, gli impegni che appassionano la città: la Parte di Tramontana propone una rubrica sulla storia pisana e aderisce alla Luminara simbolica promossa su fb.

Scrivono:

Nonostante il periodo di lockdown, imposto dall’emergenza coronavirus, che ha investito anche il mondo delle tradizioni storiche ed il Gioco del Ponte in particolare, la Parte di Tramontana non ha fermato la propria attività civile e, pur avendo dovuto sospendere i tanti eventi che tradizionalmente animavano la vita della fazione boreale (Mimosa Boreale, Trofeo Tramontana, Festa dei Commercianti di Borgo Largo, Concerto del Capodanno Pisano, iniziative nelle Scuole) ha anzi cercato di adattarla alla situazione attuale, volendo da un lato proseguire i propri progetti di divulgazione e di radicamento del Gioco e dall’altro offrire, sfruttando le tecnologie digitali, occasioni di incontro e di scambio, tra i tanti appassionati che in questi mesi hanno dovuto sospendere la quotidianità vissuta nella Parte e nelle Magistrature.

I corpi armati e gli altri gruppi civili della Parte hanno così pensato di creare, sulle pagine Facebook ed Instagram (quest’ultima lanciata proprio in questa occasione) del Comando di Tramontana, una rubrica periodica intitolata “L’Eco di Tramontana”, interamente curata da loro, in cui si alternano post dedicati alla storia del Gioco e della Città, interviste ai protagonisti della manifestazione (dai veterani ai più giovani) e curiosità sui ruoli ed i costumi del corteo storico corredate. In questo modo, tramite i social network, si cercherà di far arrivare la voce del Gioco ai tanti volontari, combattenti, figuranti, magistrature e responsabili, che da diverse settimane sono fisicamente distanti tra loro, ma anche a tante persone per le quali l’Eco potrà rappresentare un’occasione per interessarsi ed avvicinarsi al Gioco del Ponte.

Il primo appuntamento con la rubrica è stato in occasione della solennità di San Torpè, patrono della parte di Tramontana, ricorrenza durante la quale tradizionalmente il comando organizza la cerimonia di investitura dell’Ambasciatore e del Cavaliere Alfiere, facendo memoria dell’antica cerimonia del “cartello”, citata nell’Oplomachia Pisana, durante la quale veniva preparata la disfida per la Parte avversaria. Il brano pubblicato ha ripercorso, con dovizia di particolari, la storia di San Torpè, ufficiale della corte di Nerone, martirizzato a Pisa nel primo secolo dopo Cristo, il cui corpo, lasciato alla deriva su una barca, giunse fino alle coste dell’odierna Saint Tropez. La memoria liturgica di San Torpè ricorre appunto il 29 aprile, giorno nel quale ogni anno, si tiene nell’omonima Chiesa una celebrazione alla presenza delle autorità cittadine, di una delegazione della Città di Saint Tropez e della Parte di Tramontana. Proprio in occasione del 29 aprile il Comando di Tramontana, ha fatto pervenire personalmente alle autorità cittadine di Saint Tropez un messaggio di saluto e di amicizia, in cui, pur rammaricandosi per non aver potuto celebrare insieme la solennità, come ormai consuetudine, si rinnova il desiderio e la speranza di tornare presto insieme a vivere la memoria del comune protettore San Torpè. Mentre le pubblicazioni della rubrica l’Eco di Tramontana proseguono con un grande successo di visualizzazioni e condivisioni il Comando ha aderito con grande entusiasmo all’iniziativa della Luminara spontanea nata sui social network da un idea di Guglielmo Cori, Luca Mariotti e Giulio Celandroni. Proprio per questo invita le proprie magistrature ed i propri sostenitori a condividere e diffondere il più possibile l’iniziativa che prevede, in questo anno in cui la tradizionale Luminara non potrà aver luogo, di illuminare ciascuno la propria abitazione o la propria sede simbolicamente.

Proprio il Comando Boreale vorrà essere anche in questo in prima fila illuminando in quel giorno la propria sede che si trova sul Lungarno Simonelli di fronte alla Torre della Cittadella e a fianco degli Arsenali Repubblicani.

Carnevale al mare


Domenica 16 febbraio Carnevale a Marina
: parata di maschere, arrivo dei paracadutisti in piazza Gorgona e fuochi d’artificio.

Comune di Pisa – Domenica 16 febbraio torna il tradizionale Carnevale di Marina sul lungomare, un appuntamento che precede quello estivo ormai diventato uno degli eventi clou del nostro litorale. L’evento, giunto alla sesta edizione, è organizzato dal Centro commerciale naturale di Marina di Pisa, Confesercenti Toscana Nord e Comune di Pisa, con l’evento inserito nel cartellone “Marenia d’inverno”.

La novità di quest’anno saranno quattro atleti, due uomini e due donne, del reparto attività sportive del Centro Addestramento Paracadutismo della Brigata Folgore che si aviolanceranno con un elicottero civile messo a disposizione da Confesercenti Toscana Nord per atterrare in piazza Gorgona alle ore 16.15, ma la festa comincerà già dalle 14.30 con la parata delle maschere (partenza da piazza delle Baleari) accompagnate dalle note della banda “La Montesina” e dell’orchestra itinerante “Oreste Carlini”. Dopo l’arrivo dei paracadutisti, saranno premiate le migliori maschere nelle varie categorie: adulto, bambini, baby e gruppo. Gran finale con i fuochi d’artificio.

«Il Carnevale è diventato un appuntamento tradizionale per Marina e per tutto il litorale che ogni anno si arricchisce di nuove collaborazioni, come con la Brigata Folgore – dice l’assessore al turismo Paolo Pesciatini –, un’occasione questa anche per segnalare la presenza e suggerire una visita al museo storico delle Aviotruppe presso la caserma Gamerra che contiene importanti testimonianze. Grazie agli organizzatori che, con il loro contributo e passione, dimostrano l’attrattività della costa non solo nel periodo estivo ma durante ogni momento dell’anno. Il Carnevale diventa, quindi, un motivo per aggregare tutta una comunità che dimostra di essere vivace, attiva e accogliente».

«Ormai il Carnevale e Marina di Pisa sono indissolubili – dice la presidente del Ccn Simona Rindi -. Ecco quindi che prima dell’appuntamento estivo non poteva mancare la tradizionale festa invernale. Una festa in cui tutta la frazione è protagonista e per questo devo ringraziare quanti ci hanno dato una mano per l’evento: Pubblica Assistenza Litorale, Croce Rossa, l’associazione radio Falco, la magistratura dei Delfini, la scuola d’infanzia Cesma, la scuola calcio Litorale Pisano e Habanera. Oltre ovviamente al fondamentale supporto di Esercito, Forze dell’ordine e Polizia municipale».

«Ringrazio gli organizzatori – ha aggiunto il presidente Confesercenti Litorale Alessandro Cordoni – per il loro impegno innanzitutto volto a coinvolgere tutti i marinesi. Il carnevale sta diventando sempre più un appuntamento consolidato e una prova di come il tessuto associativo e le associazioni di categoria abbiano un ruolo fondamentale per la promozione del Litorale pisano. Promozione che deve essere tutto l’anno con gli stessi commercianti, attraverso il Ccn, come assoluti protagonisti».

Il Lungomare di Marina sarà chiuso al traffico veicolare dalle ore 14 fino al termine della manifestazione.

L’inventario della tradizione

Il catalogo di costumi, armi, accessori che sono parte integrante dello spettacolo del Gioco del Ponte renderà più facile la gestione di questo grande patrimonio delle nostre tradizioni.

Si è concluso nei giorni scorsi l’ inventario dei costumi del corteo del Gioco del Ponte e delle manifestazioni storiche correlate. Dei costumi e di tutti quegli accessori che vanno a comporre il gioco di colori e di trame, di materiali e ganci e lacci e impugnature senza le quali la rievocazione non sarebbe la stessa.

Ci sono costumi, cappelli, calzature, calzettoni e calzamaglie, guanti, ma anche elmi, spade, lance e poi pali e paliotti, targoni e bandiere: vederli tutti insieme è uno spettacolo meraviglioso che racconta di quanto anche quelli che potrebbero sembrare particolari siano importanti. Ma anche perché ci dice quanta cura e quanto lavoro ci siano anche dietro alla conservazione, alla gestione di questa massa di oggetti, ognuno con le sue peculiarità e con le proprie esigenze di conservazione.

Ogni oggetto è stato fotografato ed associato ad una targhetta di riconoscimento, così da permettere la catalogazione e la ricognizione di tutti i pezzi, in modo da conoscere l’esatto numero dei pezzi in magazzino rendendo possibile sapere in ogni momento quando un oggetto è stato prestato, a chi e in quali condizioni.

“È un’operazione importante – commenta l’assessore alle tradizioni storiche Filippo Bedini – che ci permetterà di avere maggiore controllo sul patrimonio utilizzato durante gli eventi legati alle tradizioni storiche e di tenere tutti i materiali in ordine e sicurezza, perché purtroppo nel corso del tempo sono stati registrati furti e mancate riconsegne. Il nostro obiettivo è fare l’inventario anche per i costumi del Palio di San Ranieri e per i costumi del corteo delle Antiche Repubbliche Marinare. Allo stesso tempo è importante anche aver investito sugli arredi e gli accessori dei costumi, perché più riusciamo a renderli completi, più bello diventa il corteo storico dando la dovuta dignità alle nostre tradizioni che possono in questo modo diventare anche un fattore di attrazione turistica”.

Investimenti anche nell’implementazione degli accessori, per la conservazione degli oggetti e il loro trasporto in sicurezza: sono stati acquistati materiali necessari alle sistemazioni (ferramenta, tessuti, pelli per tamburi, passamanerie), 20 cappelli, 75 calzature per i figuranti, in aggiunta a quelle per il Consiglio degli Anziani, 77 paia di guanti, 17 nuovi costumi (14 per i Capitani, 1 per il Comandante Picchiere, 2 per i maestri di campo) e ulteriori calzettoni e calzamaglie. Parallelamente sono state acquistate diverse dotazioni per conservare al meglio i costumi e gli oggetti, fra cui 10 stender porta abiti, 14 carrelli fatti su misura (su disegno di Antonio Pucciarelli) porta spade, alabarde e picche, 5 nuovi armadi porta abiti (flight case ignifughi) per il contenimento ed il trasporto dei costumi.

Seguendo la cometa


Il 24 e il 26 dicembre si rinnova la tradizione del presepe vivente a San Piero a Grado

La frenesia delle feste, la corsa ai regali, gli allestimenti sempre più ricchi di luci ed effetti speciali fanno ormai parte del nostro modo di festeggiare il Natale e in generale tutto il periodo delle feste, ma certo non per questo dimentichiamo il motivo del festeggiamento che ruota intorno alle celebrazioni religiose per la nascita di Gesù.

A riprova del fatto che il desiderio di condividere la gioia con addobbi e luci non è in contrasto con la matrice religiosa della festa, si rinnova a San Piero a Grado la tradizione del presepe vivente. Intorno alla basilica pisana, la parrocchia di San Piero e tante associazioni tra le quali l’Associazione Cattolica, l’Acli di San Piero a Grado, La Sagra del Pinolo, grazie anche alla disponibilità del centro Avanzi dell’Università di Pisa organizzano questa manifestazione che racchiude il vero spirito natalizio: è infatti una festa di condivisione, di impegno e di voglia di stare insieme quella che si concretizza grazie alla partecipazione dell’intera comunità.

La sera del 24 dicembre alle 21.30 e in replica il pomeriggio del 26 dicembre a partire dalle ore 17 il Comitato Presepe Vivente mette in scena una ricostruzione che vuol essere emozionale prima ancora che storica.

“Il presepe vivente di San Piero a Grado – ha dichiarato l’assessore al turismo Paolo Pesciatini – ripropone da anni una tradizione antica che, da un lato esprime il desiderio di una comunità di partecipare alla ricostruzione emozionale di un evento storico-religioso che ha caratterizzato e segna tuttora la storia dell’umanità, dall’altro manifesta l’accrescimento dell’interesse turistico di questo luogo sacro, anche per la sua bellezza, che è San Piero a Grado. Tutti quanti abbiamo il dovere di promuovere sempre di più questa località, anche come cerniera tra la città e la sua ‘vista mare’ che è il nostro litorale pisano”.

Il presepe vivente fu organizzato per la prima volta a San Piero a Grado nel 1997, come semplice rappresentazione della nascita di Gesù raccontata con i versi di Gozzano, per volere del parroco Don Mario Stefanini e della comunità.

A più di 20 anni di distanza da allora, a San Piero si contano più di 200 figuranti, tante belle scenografie, luci e musiche lungo tutta l’area della rappresentazione, postazioni sempre più numerose e curate nei particolari. Tutto è pensato per coinvolgere i visitatori: cos’altro deve fare un presepe?All’entrata il censimento permette a chi arriva di lasciare un segno della propria visita nella città di Betlemme, all’interno della quale il percorso si snoda tra il palazzo di Erode, il tempio e i dottori, le botteghe del falegname, del fabbro, del pane, il mercato della frutta,, la merciaia, l’arrotino, la lavandaia e le due taverne dove Maria e Giuseppe non trovano posto per la notte. Nelle due gabelle, all’ingresso e al centro del percorso, si possono scambiare gli euro con i talenti per poter acquistare focacce, ricotta e formaggio, prosciutto, caldarroste e vino bollente ed entrare an pieno titolo nell’atmosfera. Meta finale, si sa, la capanna, con l’asino e il bue, dove nasce il Salvatore visitato dai magi guidati da una stella luminosa.

Con la lettura pubblica del proclama di Erode, il cambio della guardia l’arrivo della Sacra famiglia a Betlemme, la nascita di Gesù alla capanna e l’arrivo dei Re Magi la rappresentazione è completa.

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