L’università incontra il comune

Il Rettore della nostra Università ha incontrato il Sindaco per un chiarimento: dopo mesi di toni un po’ alti per la diversa visione sulla possibilità della didattica, si rinnova una sinergia che entrambi vogliono mantenere. Perché città e università hanno bisogno l’una dell’altra.

Si è svolto a Palazzo alla Giornata l’incontro annunciato nei giorni scorsi fra il Sindaco di Pisa Michele Conti e il Magnifico Rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella. Durante il colloquio, durato circa un’ora, sono stati affrontati i principali temi che riguardano il rapporto fra le istituzioni e la città, al fine di mettere in atto strategie condivise per affrontare questo periodo complicato a causa della pandemia. In particolare il Sindaco Conti ha rinnovato la disponibilità a concedere all’Università di Pisa l’uso di alcuni immobili del patrimonio comunale a fini didattici.

“È stato un incontro molto proficuo e cordiale – dice il sindaco Conti – durante il quale abbiamo analizzato insieme la difficile situazione per poter condividere una strategia che deve farsi sempre più stretta tra Comune e Università nell’interesse della città. Per questo ho confermato al Rettore la disponibilità a concedere l’uso del patrimonio immobiliare disponibile per la didattica in presenza o come aule studio, in modo da ampliare gli spazi a disposizione della comunità studentesca presente in città nella massima sicurezza. Abbiamo anche parlato dei test d’ingresso per il prossimo anno accademico per verificare tutte le condizioni perché si possano svolgere in città e di altri progetti futuri che sicuramente ci vedranno collaborare”.

“Verso il Rettore Mancarella –spiega –, con il quale ho avuto un acceso dibattito nei mesi scorsi, non è mai mancata la stima personale. Ho nuovamente spiegato le ragioni del ruolo fondamentale dell’Ateneo nel sostegno alla tenuta economica della città, a fronte delle gravi perdite subite a causa della pandemia da molti settori economici, e la preoccupazione per le conseguenze della scelta dell’Università di privilegiare la didattica non in presenza per un importante indotto, soprattutto nel centro storico, che per Pisa è di fondamentale importanza”.

“Sono convinto che d’ora in avanti potremo discutere su nuove basi e affrontare al meglio, con azioni condivise e concordate, questa nuova fase, complicata anche dalle misure restrittive imposte per il contenimento del Coronavirus”.

“Devo dire che ho apprezzato molto la richiesta del Sindaco di incontrarci – dice il rettore Paolo Mancarella – è stata l’occasione per ribadire la mia volontà di continuare un dialogo con il Comune che non ho mai interrotto. In questi mesi, certo, non sono mancati momenti di tensione e, per stessa ammissione del Sindaco, i toni del confronto, da parte di alcuni esponenti dell’Amministrazione Comunale, sono stati talvolta eccessivi anche se dettati da una comprensibile preoccupazione per la città. Anche per questo era fondamentale chiarirsi apertamente. Durante l’incontro, peraltro, ho anche sottolineato come le scelte fatte sin da fine maggio da parte dell’Università, si siano dimostrate scelte sostenibili anche in presenza di una recrudescenza della pandemia e questo si riflette sulla salute di tutti, grazie anche all’impatto, ripeto, sostenibile sui mezzi pubblici. Ora dobbiamo continuare così, senza alimentare inutili polemiche che servono a poco”.

Alla ricerca dello spazio

Continua il confronto tra amministrazione e università per trovare soluzioni che assicurino spazi adeguati a tutto il sistema scolastico e universitario cittadino. Perché l’eventuale mancata ripresa delle lezioni in presenza sarebbe un problema per tutti.

L’assessore alle politiche educative e scolastiche Sandra Munno, dopo la riunione della Conferenza Università Territorio che si è tenuta ieri in videoconferenza, interviene in merito all’offerta del Polo Piagge come spazio a disposizione delle scuole cittadine. “Sono davvero contenta come Presidente della CUT, la Conferenza che mette attorno ad un tavolo il Comune di Pisa, le tre università della città, il Diritto allo Studio e le rappresentanze degli studenti, che grazie al mio intervento si sia aperto un dialogo anche tra Università di Pisa e Provincia. Quest’ultima infatti non fa parte della CUT ed è solo grazie all’impegno e al ruolo assunto dall’Amministrazione per coordinare le varie esigenze delle scuole, che siamo riusciti a chiamare tutti i soggetti coinvolti per fare rete insieme e trovare soluzioni utili all’intero sistema scolastico e universitario cittadino, nell’interesse superiore al diritto allo studio dei nostri ragazzi. Come Amministrazione siamo convinti che la CUT sia la sede naturale deputata a mettere in atto strategie di integrazione tra la comunità studentesca e la città di Pisa, ma riteniamo che rappresenti anche uno strumento di coordinamento fondamentale per la soluzione delle necessità del territorio. Leggere ieri che la soluzione del Polo Piagge è frutto di fitte e lunghe trattative tra Università e Provincia, senza spendere una parola sul ruolo svolto dal Comune, mi lascia perplessa e forse merita qualche spiegazione”.

“Nella Conferenza di ieri – va avanti l’assessore – ho nuovamente offerto all’Università gli immobili di proprietà comunale già indicati per permettere la ripresa dei corsi universitari. In merito all’offerta da parte del Rettore del Polo Piagge, gli ho chiesto se ha tenuto conto che l’esigenza di spazi da parte degli istituti scolastici è relativa all’intero anno scolastico e come pensa di poter contemperare le esigenze di studenti medi e universitari, quando questi ultimi rientreranno in facoltà per il secondo semestre. Dato che il Rettore non ha saputo fornire nel merito una risposta chiara, l’ho invitato a prendere in considerazione altre soluzioni, che io stessa avevo già valutato confrontandomi con i dirigenti scolastici interessati, in base alle esigenze concrete degli istituti. Si tratta di soluzioni che richiedendo un minor sacrificio degli spazi universitari, rendendo non necessaria la “cessione” di un intero polo universitario, nella speranza che così l’Università possa riprendere quanto prima a lavorare per garantire lo svolgimento dei corsi universitari in presenza”. 

“Sulla base delle valutazioni fatte singolarmente con i dirigenti scolastici – spiega l’assessore – le scuole necessitano di spazi adeguati e il più possibile vicini alle loro sedi, riducendo al minimo gli spostamenti di insegnanti e studenti. Per questo, per entrare nello specifico, ho chiesto al Rettore la possibilità di disporre di spazi di Fisiologia Clinica in via San Zeno che potrebbero ospitare alcune classi del vicino Liceo Carducci, il quale potrebbe liberare gli spazi attualmente occupati presso il Liceo Dini in via Benedetto Corce, che a sua volta potrà lasciare libere le aule utilizzate presso l’Istituto comprensivo Fucini. In questa occasione spero inoltre che la Provincia trovi una soluzione per liberare l’Istituto Fibonacci dalle aule occupate per i corsi del Centro Provinciale per l’istruzione degli Adulti.”

“Come è evidente – conclude Munno – l’Amministrazione Comunale sta portando avanti da tempo un lavoro di confronto per trovare soluzioni idonee che rispondano alle vere esigenze delle scuole e che consentano a tutti gli studenti di poter ripartire a settembre con le lezioni in presenza, in linea con le disposizioni previste dal Piano Scuola 2020-21. Auspichiamo che l’Università sia interessata a proseguire in un serio lavoro di squadra con tutte le realtà cittadine, assumendosi le responsabilità che gli competono, concentrandosi sulle problematiche della mancata ripresa delle lezioni in presenza per gli universitari ed evitando di lanciare alla città proposte poco realizzabili, che non forniscono un vero contributo alla risoluzione dei problemi”.

L’università deve riaprire

Il sindaco Michele Conti interviene ancora sulla decisione dell’ateneo pisano di non riprendere le lezioni in presenza e si dice disponibile a cercare soluzioni innovative e condivise. Come quella di mettere a disposizione il patrimonio comunale e gli spazi pubblici.

L’ntervento del sindaco di Pisa, Michele Conti:

“Torno nuovamente a rivolgermi direttamente e pubblicamente al rettore della nostra Università, professor Paolo Mancarella, per invitarlo a ripensare la sua decisione di non riprendere le lezioni in presenza con l’inizio del prossimo Anno Accademico. Appare ormai evidente che quella dell’Ateneo pisano e del suo Senato Accademico, è una scelta sempre più isolata nel panorama dell’istruzione superiore nella nostra regione e in Italia. Le università di Firenze e di Siena, ad esempio, hanno già annunciato che a settembre riprenderanno la didattica in presenza, garantendo l’adozione di tutte le precauzioni sanitarie necessarie. Perché non dovrebbe fare altrettanto anche il nostro Ateneo?

In queste settimane abbiamo assistito in città a un dibattito che da tante parti si è levato per richiedere giustamente la riapertura per ragioni di carattere economico, ragioni che per una comunità come la nostra sono molto rilevanti, considerato l’impatto economico dell’Ateneo sul territorio. 

Ma evidentemente non è solo questo. La scelta di tenere chiusi i battenti delle porte del Rettorato, della Sapienza e di tutti gli storici palazzi che per secoli hanno ospitato i luoghi del sapere e della formazione è un messaggio sbagliato rivolto al mondo. Quella comunità di studenti, italiani e stranieri, docenti, ricercatori, borsisti, deve potersi ritrovare e riprendere il filo interrotto dello scambio di conoscenze. Pisa per molti aspetti, seppure a fatica, sta provando a ripartire, penso al turismo in primo luogo, e anche l’Università ha il dovere di rimettersi in marcia.

Come già detto in altre sedi, ribadisco che come Amministrazione Comunale siamo disponibili a discutere per individuare insieme nuovi sedi per le lezioni in presenza, anche nell’ambito del patrimonio immobiliare del Comune e sono sicuro che anche altri enti pubblici sarebbero disponibili a fare altrettanto.

Faccio un elenco che non è esaustivo ma solo indicativo di alcuni di questi. Penso agli Arsenali Repubblicani, ad alcune strutture degli ex Vecchi Macelli, alla ex scuola Coccapani, ai locali della ex biblioteca comunale. Possiamo provare a ragionare di corsi da fare sul litorale dove possono esserci strutture adeguate, penso ad esempio l’ex ospedale e credo che la Asl potrebbe metterlo a disposizione o alcune cliniche inutilizzate al momento dalla stessa Università al Santa Chiara. Penso anche al recupero per la didattica di alcune chiese dismesse, come San Zeno, a palazzo Lanfranchi per corsi specifici. Posso garantire, per averci parlato direttamente, che anche il Comune di Cascina ad esempio sarebbe disponibile a concedere locali nel polo scientifico di Navacchio, e altri enti potrebbero fare altrettanto. Siamo disponibili anche ipotizzare luoghi dove il Comune, tramite la Protezione civile, può montare tensostrutture per lo scopo.

È ora il momento di individuare con rapidità soluzioni innovative e ci vuole un po’ di coraggio e fantasia, ma le soluzioni ci possono e ci devono essere per riprendere la normalità delle nostre vite, anche nella didattica. La moderna “peste nera” si combatte, oltre che seguendo con scrupolo le direttive della comunità scientifica, ma anche con lo scambio di saperi e conoscenze, che non sempre possono trasmettersi a distanza. La nostra Università non può più stare a guardare. È il momento di fare squadra per lo sviluppo dell’ateneo e della città, noi ribadiamo al Rettore e alla comunità accademica pisana la nostra piena volontà e completa disponibilità nel trovare soluzioni condivise anche con la messa a disposizione del nostro patrimonio comunale, immediatamente disponibile. E quello che oggi è un problema può essere la grande occasione per la città per ripensare gli spazi pubblici e una ancora più virtuosa integrazione tra l’Ateneo e la città”.

Didattica on line all’università: il sindaco teme un danno, non solo per l’Ateneo

Confronto Sindaco-Rettore sulla decisione di non riprendere a settembre la didattica in presenza: Conti chiede a Mancarella di ripensare alla decisione, sostenendo che le conseguenze sarebbero gravi per l’università pisana e per la città tutta.

Si è tenuta stamattina in videoconferenza la Conferenza Università – Territorio convocata dall’assessore alle politiche socioeducative e al diritto allo studio Sandra Munno. Alla riunione hanno partecipato tutti i componenti della Conferenza, compresi il Sindaco Michele Conti e il Rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella. 

All’ordine del giorno il confronto sulla ripresa delle attività istituzionali nella fase post COVID-19. E proprio su questo argomento il Sindaco Conti ha rivolto al Rettore un accorato appello affinché l’Ateneo riprenda le lezioni in presenza già a partire dal prossimo settembre, all’avvio dell’Anno Accademico 2020-2021.

“Chiedo al Rettore di rivedere la scelta di non riprendere le lezioni in presenza neanche per il primo semestre del prossimo Anno Accademico – ha dichiarato Conti -, una decisione che per la città è devastante sia sotto il profilo economico, sia per lo stesso Ateneo, che può rischiare anche un calo di iscrizioni. Prendo atto che il Senato Accademico è andato in questa direzione, ma sento anche il parere di molti docenti universitari che si esprimono in modo nettamente contrario a questa scelta. Il rischio è che molti ragazzi e le loro famiglie sceglieranno gli Atenei di altre città. Mi risulta, ad esempio, che a partire da settembre 2020, l’Ateneo di Firenze sarà di nuovo accessibile per uno svolgimento della didattica che permetta la presenza contingentata degli studenti nelle aule secondo l’orario previsto dal calendario didattico, oltre a dare la possibilità di seguire le lezioni online a chi lo volesse. 

Su questo aspetto mi sarei aspettato una posizione chiara anche da parte della Regione Toscana, in particolare dall’assessore competente Monica Barni che ha la delega ai Rapporti con Università e centri di ricerca e che, credo, avrebbe dovuto coordinare i tre Atenei e favorire una posizione univoca rispetto a questo tema.

Continuare con le lezioni a distanza – prosegue Conti – è una scelta temeraria anche su un altro fronte: far passare il concetto che l’Università si può seguire online e che questa modalità utilizzata per far fronte a un periodo ristretto di emergenza, diventi strutturale. Se, infatti ,uno studente può fare lezioni online, per quale motivo dovrebbe scegliere Pisa? La didattica in presenza, ne abbiamo avuto tutti esperienza quando eravamo studenti, è migliore e temo non basterà il riconosciuto prestigio dei docenti per trattenere le iscrizioni a Pisa. una scelta che potrebbe essere non più recuperabile nei prossimi anni , con conseguenze che si protrarranno anche nel futuro”.

“E’ noto che città di medie dimensioni, come appunto Pisa – prosegue Conti – grazie alla loro vivibilità, possono costituire la sede ideale per istituzioni di studio e ricerca. Le strutture universitarie sono a Pisa un asse fondamentale della vita culturale e economica della città, un patrimonio che non va messo a rischio né disperso con scelte unilaterali sbagliate. Ho avuto modo di parlare di questi temi, insieme al professor Dringoli, con il Rettore Mancarella già alcune settimane fa, per condividere preoccupazioni e offrire collaborazione per una possibile soluzione nell’interesse della città e dell’Ateneo ma, purtroppo, con amarezza devo ammettere che ho trovato un atteggiamento di chiusura, lo stesso registrato nella Cut di stamani. Nonostante questo ho dato la mia disponibilità a fare tutto il possibile, come amministrazione comunale, per supportare l’Ateneo qualora decidesse di tornare sulla decisione presa e garantire lezioni in presenza da settembre. Anche, se ci verrà richiesto, con la disponibilità a mettere a disposizione temporaneamente alcune strutture del patrimonio del Comune per svolgere le lezioni. Su questo tema trovo, però, curioso che alcune forze politiche e anche il Presidente di Anci Toscana chieda al Comune di intervenire per trovare soluzioni: l’Università dispone in città di un cospicuo patrimonio immobiliare, molto del quale attualmente inutilizzato, che può servire in questo momento per gestire una situazione straordinaria. Basta solo volerlo e organizzarsi. Gli studenti pagano le tasse all’Università di Pisa che ha le risorse necessarie per rimodulare la didattica rispettando tutte le norme di sicurezza”.

“Le Università, i centri della ricerca scientifica e dell’alta formazione, fortunatamente concentrati a Pisa – conclude Conti – sono istituzioni strategiche in generale per lo sviluppo del Paese e in particolare del loro territorio di riferimento, nella misura in cui, oltre a perseguire le finalità tradizionali della didattica e della ricerca di base, riescono anche a creare intorno a loro una rete di collegamenti con i vari sistemi in cui si articola la società, da quello economico a quello scolastico, da quello dei servizi a quello della pubblica amministrazione. Spero che tutti insieme, si riesca a trovare una soluzione per mantenere a Pisa questo valore e il vantaggio competitivo che abbiamo maturato negli anni rispetto a molte altre realtà d’Italia”.

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