Mercati di Natale

1, 8, 15, 22 e 24 dicembre tornano i mercati di Natale in via Paparelli

Dopo il primo appuntamento di domenica 1 dicembre tornano i mercati straordinari per il periodo natalizio al parcheggio Paparelli. I prossimi appuntamenti sono per le domeniche dell’8,15, 22 dicembre e per la vigilia del 24 dicembre. Per permettere lo svolgimento dei mercati sarà istituito il divieto di viabilità e sosta all’interno del parcheggio, nell’area adibita a mercato settimanale, in orario 7 – 21.

Il Maestro e Margherita

Sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre ,al Teatro Verdi, Michele Riondino nello spettacolo tratto da Bulgakov per la regia di Andrea Baracco

Il Maestro e Margherita è il secondo appuntamento della stagione di prosa del Teatro Verdi: anche in questa occasione si affianca alle due recite l’appuntamento del pomeriggio del sabato, alle 18, in Sala Titta Ruffo, drante il quale gli attori della compagnia dialogheranno con il pubblico in un incontro coordinato da Igor Vazzaz, docente universitario e critico teatrale.

Michele Riondino (ricordate Il giovane Montalbano? Era lui) interpreta il protagonista della storia, Woland, il diavolo, che sotto le sembianze di un esperto di magia nera e insieme alla sua cricca, si aggira nella Mosca degli anni Trenta, alla cui società il testo, nella fedele riscrittura teatrale di Letizia Russo, fa spesso accenno, portandovi scompiglio. Fino a che non si intromette nella conversazione tra il poeta Ivan e l’intellettuale Berlioz di cui presagisce la morte imminente. Il poeta impazzito verrà portato in una clinica psichiatrica dove intreccerà la storia di uno sfortunato scrittore, il Maestro, Francesco Bonomo, e la sua amante Margherita, Federica Rosellini, ambita da Woland come sua regina per il sabba infernale. Alla tormentata storia d’amore tra il Maestro e Margherita si legano l’irruzione del diavolo nel mondo umano ed il processo a Jeshua Ha-Nozri portato avanti da Ponzio Pilato, in un gioco narrativo di specchi nel quale le vicende si intrecciano costantemente.

Una vera festa narrativa piena di invenzioni e trovate nella quale si intrecciano costantemente piani diversi e in cui a sovrapporsi sono anche tragico e comico, lirico e grottesco.

Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo speciale della Brunello Cucinelli Spa in occasione dei 40 anni di attività dell’impresa.

Teatro Verdi – tel 050 941111 www.teatrodipisa.pi.it

Il lungo viaggio di Nessiah

Ventitreesima edizione del Festival Nessiah: dal 23 novembre all’8 dicembre musica, teatro, cinema, cucina, letteratura nel segno del Rinascimento Ebraico

Se Nessiah, in ebraico significa viaggio, quello del festival organizzato a Pisa dall’idea del Maestro Andrea Gottfried è un percorso iniziato nel 1997 con il sostegno della Comunità Ebraica di Pisa. E se il primo anno il giovane pianista organizzò tre concerti, nel tempo la manifestazione è cresciuta, sostenuta da un interesse sempre crescente, fino a proporre per questa edizione 2019 due settimane di appuntamenti.

Tutto nel segno del Rinascimento Ebraico, come il filosofo Martin Buber chiamò il grande risveglio che il popolo ebraico visse a cavallo tra i due secoli. Gli eventi del festival si muoveranno tra questo Rinascimento Ebraico otto-novecentesco e i rinascimento storico: due periodi distanti ma accomunati da una spinta all’apertura e al contatto con le culture circostanti.

Una varietà d proposte che vanno dalla conferenza al concerto, dallo show cooking alla visita fino alla danza e alla rappresentazione, interessando luoghi diversi della città: se la sinagoga resta un simbolo da visitare con l’opportunità in questi giorni di poter ammirare uno dei più antichi Aron esistenti in Italia, un prezioso e antico arredo sacro, gli appuntamenti coinvolgeranno anche la Gipsoteca di Arte Antica, il cineclub Arsenale e Palazzo Blu. Una varietà di luoghi per intrecciare ancora di più questo festival alla trama della città; tanti modi diversi di raccontare una cultura, per un unico fine: mostrarne le tante sfaccettature, la ricchezza della storia, la varietà di tradizioni.

Perché anche l’ascolto di un concerto e l’assaggio di un piatto tipico, una visita o un film, una chiacchierata e un passo di danza possono avvicinarci, farci conoscere, farci crescere.

il programma

SABATO 23 NOVEMBRE

20.30 Gipsoteca di Arte Antica – MUSICA

YIDDISH TRIALOG un sogno dell’inizio 900 – Trio Ashkenaz

violino: Jona Rayko; piano:Gedalia Bindermann; Voce: Fabian Schnedler

DOMENICA 24 NOVEMBRE

11.30 Sinagoga – CONFERENZA

L’ARON RITROVATO: DA PISA AGLI UFFIZI a cura della prof.ssa Dora Liscia

17.00 Sinagoga – CONFERENZA

MARTIN BUBER: RINASCIMENTO DI UN PENSIERO a cura di Giuseppe Balzano in collaborazione con Beit Venezia

18.30 Sinagoga – MUSICA

I SOGNI DEI CHASSIDÌM letture di racconti di Martin Buber e musica a cura di Enrico Fink

Laura Forti (voce recitante), solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo

GIOVEDI’ 28 NOVEMBRE

19.30 Viareggio – GAMC – Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, Palazzo delle Muse – MUSICA

CLASSICAL JEWISH MUSIC Quintetto Arimà

in collaborazione con la Città di Viareggio, segue rinfresco

SABATO 30 NOVEMBRE

20-30 – Gipsoteca d’Arte Antica – MUSICA

TSELILEI HA-NESHAMA – I SUONI DELL’ANIMA

Coro Cappella Tergestina tenore: Nathan Neumann; basso: Ville Lignell; pianoforte: Silvano Zabeo; direttore: Marco Podda

DOMENICA 1 DICEMBRE

16.30 Sinagoga – LIBRO

RICETTE E PRECETTI di Miriam Camerini, a cura di Adam Smulevich

sarà presente l’autrice

18.30 Gipsoteca Arte Antica – CUCINA

RINASCIMENTO A TAVOLA a cura dello Chef Giovanni Terracina, in collaborazione con il festival Gusto Kosher

MERCOLEDI’ 4 DICEMBRE

18.15 – Cineclub Arsenale – FILM

IL VIOLINISTA SUL TETTO in lingua originale con sottotitoli

SABATO 7 DICEMBRE

18.30 – Gipsoteca d’Arte Antica – DANZA

ARMONIE CELESTI, ARMONIE TERRENE Le risonanze ebraiche nella danza rinascimentale italiana. Relatrice: Chiara Gelmetti

a cura di A.D.A – Ass. Danze Antiche. Ballerini: Bruna Gondoni & Marco Bendoni; liuto: Emilio Bezzi; percussioni: Flavio Spotti. In collaborazione con Il Salotto Musicale

 Lo spettacolo si concluderà con danze di coinvolgimento  

DOMENICA 8 DICEMBRE

20.30 – Auditorium Palazzo Blu – MUSICA

L’OPERA DA TRE SOLDI di Kurt Weill Allestimento in forma da concerto a cura di FuoriOpera. Pianista e Maestro Concertatore: Andrea Gottfried 

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria 

festivalnessiah.it

Black Friday? Fair Saturday!

Una settimana di arte, cultura, salute con il Fair Saturday: dal 23 novembre al 1 dicembre eventi, incontri, riflessioni

Si chiama Fair Saturday in evidente contrapposizione al Black Friday: se ormai conosciamo il venerdì nero votato agli sconti, il sabato immediatamente successivo, quest’anno il 30 novembre, sarà dedicato all’arte, alla cultura e alla salute come attori del benessere collettivo. In contemporanea in 180 città del mondo e con l’obiettivo di promuovere la cultura, in tutte le sue forme, come occasione di incontro e riflessione riguardo tematiche di interesse comunitario.

Il calendario di eventi proposto dal Comune di Pisa, in collaborazione con Isbem (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo) e Fondazione Arpa, non si limita al solo sabato 30, ma copre l’intera settimana precedente: da sabato 23 novembre a domenica 1 dicembre incontri, mostre, conferenze, laboratori, spettacoli e intrattenimento presso il Cinema Teatro Nuovo, la Gipsoteca di Arte Antica, la Torre dell’Orologio, l’Istituto Alberghiero G. Matteotti, Tuttomondo di Keith Haring e la Misericordia di Pisa, contribuiranno a fare della manifestazione “un vero e proprio contenitore di eventi, dando modo a diverse realtà di conoscersi e lavorare in sinergia” dichiara l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani. Nell’ambito della manifestazione, il 29 novembre, verrà celebrato il trentesimo compleanno del murale Tuttomondo di Keith Haring con un cartello turistico nella piazza antistante: un gesto di riconoscimento simbolico, ma non per questo meno importante. Ma ci sarò tempo, il 30 novembre, anche per un vernissage di artisti di strada in piazza XX Settembre mentre un videomapping sulla Torre dell’Orologio e sulle Logge di Banchi farà prendere vita al murale di Haring.

Per una settimana oltre gli sconti.

Il programma delle iniziative

Sabato 23 novembre, Cinema Teatro Nuovo

Ore 10.00 – Inaugurazione con l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani

Ore 10.30 – Due parole: AI come Intelligenza Artificiale, a cura del Prof. Paolo Ferragina

Ore 11.00 – Un viaggio in moto contro il Parkinson: Sandro Paffi racconta. A cura di Sandro Paffi e Associazione Pisa Parkinson

Ore 12.00 – I pilastri della medicina moderna: Prevenzione e medicina personalizzata, a cura del Prof. Generoso Bevilacqua

Ore 14.30 – Laboratorio di canto

Ore 21.00 – Un canto essenziale, spettacolo musicale a cura di Enzo e Lorenzo Mancuso

Domenica 24 novembre, Cinema Teatro Nuovo

Ore 10.30 – Fai il punto sulla tua pelle! Conocere e prevenire il melanoma. A cura dell’Associazione Contro il Melanoma OdV con gli interventi di: S. Carpi, R. Gianfaldoni, P. Paolicchi, N. Dubbini;

Ore 12.00 – Aperitivo

Ore 17.00 – La fantastica storia di Giannino e il gatto. Omaggio a Gianni Rodari. Spettacolo a cura della Compagnia ASMED

Martedì 26 novembre, Istituto Alberghiero “G. Matteotti”

Ore 18.00 – I profumi ed i sapori di sua maestà il tartufo, con la D.ssa Cristiana Vettori

Ore 20.00 – Conviviale con gli chef Pietro Vattiata e Benedetto Squicciarini

Giovedì 28 novembre, Cinema Teatro Nuovo

Ore 10.00 – Plauto. Alle radici del comico. Spettacolo a cura dell’Associazione culturale PesoPiuma

Venerdì 29 novembre

Ore 17.30, piazza Keith Haring – Inaugurazione cartello murale Tuttomondo di Keith Haring e djSet. A cura di Comune di Pisa

Ore 21.15, Cinema Teatro Nuovo – La palla al piede. Spettacolo a cura della Compagnia Teatro Studio

Sabato 30 novembre

Ore 15.30, Cinema Teatro Nuovo – Nati per Leggere: l’impatto della lettura ad alta voce nello sviluppo neurocomportamentale del bambino. A cura di Silvia Dragoni e Fiorenza Poli.

Ore 16.15, Cinema Teatro Nuovo – Letture per bambini da 0-6 anni, a cura dei Volontari Nati per Leggere 

Ore 17.00, piazza XX Settembre – Vernissage e videomapping su Torre dell’orologio e Logge di Banchi, a seguire djSet

Ore 21.15, Cinema Teatro Nuovo – Intrappolata, a cura della Compagnia Teatranti Quanto Basta.

Domenica 1 dicembre, Cinema Teatro Nuovo

Ore 17.00 – Solo una favola. 3 favole fatte di magia e 5 raccontastorie. Spettacolo teatrale a cura della Compagnia Policardia Teatro.

Eventi dal 23 al 30 novembre

Gipsoteca di Arte Antica – “In punta di disegno”, mostra di disegno a cura della Compagnia Pisana degli artisti dell’Arno e una esposizione opere e installazioni di arte con giovani artisti della Laba (Libera Accademia di Belle Arti) di Firenze. 

Misericordia di Pisa – Ambulatorio aperto con rilevazione gratuita dei parametri fisiologici (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, SpO2, ECG).

Il tempo dell’acqua

Da giovedì 21 novembre a domenica 1° dicembre, la terza Biennale di Architettura di Pisa propone eventi, talk, mostre dedicate all’architettura del Tempodacqua.

Il logo della terza edizione della Biennale di Architettura di Pisa, disegnato da Gianluigi Pescolderlung, Tapiro Design, nasce dall’osservazione del frontone della Cattedrale di Pisa: i piccoli vortici di acqua che, scolpiti nel marmo, si rincorrono eternamente, sono un’immagine efficace della relazione tra il fluire dell’acqua e lo scorrere del tempo.

Si parte da una suggestione, insomma. E proprio le suggestioni, asse portante della Biennale 2019, vogliono conciliare i tempi dell’acqua sperimentando il confronto tra culture e generazioni diverse; vogliono contribuire a creare un nuovo immaginario del cambiamento grazie a sguardi individuali e attitudini collettive.

Alfonso Femia, il direttore scelto da LP – Laboratorio Permanente per la Qualità Urbana, promotore e organizzatore dell’evento che farà base agli Arsenali Repubblicani dal 21 novembre al 1 dicembre, spiega che con la Biennale di Pisa sarà attivato un progetto permanente di studio e di ricerca sul tema Tempodacqua.

“Scegliere il tema intorno al quale costruire una Biennale di architettura non significa semplicemente selezionare quello che è più attuale o più legato alle tendenze e ai dibattiti del momento, ma avere consapevolezza di una criticità che impatta sul territorio e sull’ambiente, sul costruito, sulle prospettive future e già sul presente” spiega Femia. “Il dibattito sulla sostenibilità ambientale deve prendere in considerazione che l’acqua, oltre ad essere l’elemento costitutivo universale, ha un rilievo fondamentale nell’intersezione con il fattore tempo anche se spesso si è delegato alla tecnologia la soluzione dei problemi sollevando la scelta architettonica dalla responsabilità di una visione in prospettiva”.

Un’occasione per sviluppare un’analisi e mettere in campo una serie di proposte e progetti, insomma, sollecitati da una Call to Action rivolta a studi di progettazione internazionali.

Fra i tanti proposti, il progetto Instagram Tempodacqua /The time of water (tempodacqua.com/instagram) curato da Alfonso Femia e Antonia Marmo con i contributi di Valentina Temporin, Enrico Martino, Sarah Amari e Sara Gottardo: l’idea è rappresentare la pluralità degli sguardi sul tema senza prevedere confini o schemi, ma lasciando a ciascuno la libertà di interpretare, di creare, di giocare con le immagini valorizzando l’enorme potere, comunicativo ed evocativo, che esse sono capaci di veicolare.

Dieci giorno di appuntamenti durante i quali incontrarsi, confrontarsi, ascoltare, proporre e guardare con sguardo aperto e consapevolezza all’architettura, e non solo a quella.

tempodacqua.com

Jazz in Blu

Domenica in jazz: gli appuntamenti musicali di Palazzo Blu si declinano, anche, in chiave jazz

Si affiancano alla musica classica e alla sua versione da camera, quattro monografie su altrettanti artisti che hanno fatto la storia di questo genere musicale: ecco la seconda edizione di Domenica in jazz, appuntamento per appassionati e curiosi con questo genere particolare e insieme universale. Palazzo Blu si conferma capace di variegare la propria offerta culturale ospitando i concerti di grandi esponenti del jazz italiano. Le lezioni concerto della domenica mattina nascono dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Blu e il progetto Pisa Jazz, promosso dall’associazione ExWide con il contributo della Fondazione Pisa e del Comune di Pisa; gli incontri, condotti dal docente, giornalista e grande esperto di storia del jazz Francesco Martinelli, partono il 17 novembre, alle 11, con Silvia Bolognesi, Rossano Emili e la musica di Charles Mingus. Il 24 novembre sarà la volta di quella di Thelonius Monk suonato da Paolo Birro; il 1 dicembre Franco D’Andrea interpreta Duke Ellington e il 15 dicembre Stefano “Cocco” Cantini, Andrea Beninati e Michelangelo Scandroglio ci raccontano con gli strumenti John Coltrane.

PROGRAMMA

17 Novembre ore 11

CHARLES MINGUS

Musicisti: Silvia Bolognesi & Rossano Emili
Charles Mingus è stato un innovatore e un ribelle del jazz, ma è anche stato il musicista la cui carriera ha attivamente attraversato più epoche della storia di questa musica. Partito da Armstrong e Hampton, attraverso Ellington e il bebop ha poi ispirato e anticipato il free. Contrabbassista magistrale, bandleader e compositore, produttore e organizzatore, Mingus è una personalità complessa e ineludibile per chi ama il jazz. Silvia Bolognesi, la bassista toscana di fama internazionale con cui celebriamo la musica di Mingus ha semplicemente detto “Se suono jazz è perché ho sentito Mingus” e Rossano Emili, uno dei maggiori specialisti europei del clarinetto basso, è stato ispirato a sua volta da uno dei collaboratori chiave di Mingus, Eric Dolphy.

24 Novembre ore 11:00

THELONIOUS MONK

Musicisti: Silvia Bolognesi & Rossano Emili
Thelonious Monk, nato nel 1917 come il jazz, si staglia nella storia del jazz come una montagna severa e inarrivabile. Iniziato al pianoforte dai virtuosi di Harlem diventerà il guru di Parker e Gillespie; accusato di non essere un maestro della tastiera si rivelerà come uno dei musicisti più influenti del jazz, e le sue composizioni giudicate “sbagliate” o “troppo difficili” oggi formano la base del jazz moderno. Il pianista padovano Paolo Birro che ha dedicato uno splendido album al repertorio monkiano ci aiuterà a ripercorrere la sua musica insieme al sassofonista Pietro Tonolo.

01 Dicembre ore 11:00

DUKE ELLINGTON

Con Franco D’Andrea
Difficile limitare l’impatto di Duke Ellington al jazz: la musica del compositore di Washington è un corpus tra i più importanti del XX secolo, spesso in dialogo sottile e ironico con gli altri grandi compositori a lui contemporanei, come George Gershwin e Arnold Schoenberg. Nel 2020 ricorre il 70mo anniversario del suo concerto pisano del 18 maggio 1950 al Teatro Verdi. Il suo inconfondibile gusto coloristico, le infinite variazioni sul blues, le opere sinfoniche e sacre e lo swing per big band saranno rievocate da Franco D’Andrea, un personalità fondante del jazz in Europa che ha riletto su disco non solo l’Ellington più celebre ma anche quello delle suite sinfoniche.

15 Dicembre ore 11:00

JOHN COLTRANE

Musicisti: Stefano “Cocco” Cantini, Andrea Beninati, Michelangelo Scandroglio
Coleman Hawkins ha dominato il sassofono negli anni Quaranta, Charlie Parker negli anni Cinquanta e John Coltrane negli anni Sessanta, dopo una lunga gavetta accanto a Miles Davis e a Thelonious per arrivare a esprimere una urgenza espressiva e spirituale senza eguali negli anni subito prima della sua prematura scomparsa. Da Giant Steps ad A Love Supreme fino ad Ascension le sue opere sono pietre miliari della storia del jazz. Stefano “Cocco” Cantini ha approfondito forse come nessun altro in Italia l’universo coltraneiano – suono, composizione, improvvisazione – e ci accompagnerà nella sua esplorazione.


Francesco Martinelli è una vera istituzione internazionale nell’ambito della storia del jazz. Francesco Martinelli è infatti impegnato fino dagli anni Settanta nella diffusione della cultura jazzistica in Italia come organizzatore di concerti, giornalista, saggista e traduttore, insegnante e conferenziere. Ha collaborato negli anni Settanta alla organizzazione delle memorabili Rassegne Internazionali del Jazz di Pisa, e in seguito ha promosso nella sua città concerti e rassegne tra cui La Nuova Onda, l’Instabile’s Festival, An Insolent Noise. Ha tradotto una dozzina di libri dall’inglese all’italiano, collaborando con Arcana, Il Saggiatore, EDT e con la pisana ETS per la collana Sonografie la cui più recente uscita è un volume su Steve Lacy. Insegna Storia della Popular Music al Conservatorio Bomporti di Trento e Storia del Jazz presso l’Istituto Musicale Mascagni di Livorno e la Siena Jazz University; a Siena Jazz dirige anche il Centro Studi sul Jazz “Arrigo Polillo”, la più ampia raccolta di libri, riviste e registrazioni di jazz in Italia, e dirige la collana di testi jazzistici in traduzione creata in collaborazione da EDT e Siena Jazz. In Settembre a conclusione di un vasto progetto internazionale promosso dall’European Jazz Network è stato pubblicato dalla inglese Equinox il volume “The History of European Jazz – The music, musicians and audience in context”, curato da Martinelli.

Tra terra e fuoco

In mostra al Museo di Storia Naturale di Calci il mondo dei vulcani. Per scoprire quanto la terra sia un pianeta in movimento.

Dal 15 novembre, con la mostra Vulcani. Il fuoco della Terra potremo scoprire i segreti di un mondo del quale spesso ci dimentichiamo, ma che è in costante attività: quello dei vulcani. Il nostro è un paese ricco di questi giganti della natura alla cui attività sono legati più fenomeni di quanti pensiamo e che vale la pena conoscere. Attraverso filmati, immagini, ricostruzioni al computer, ologrammi, mappe, diorami a grandezza naturale e campioni di rocce, sarà possibile scoprire i segreti dei vulcani e compiere un percorso affascinante all’interno di una camera magmatica, sulle pendici dei vulcani, all’interno del nostro pianeta.

Dopo l’inaugurazione di venerdì 15 novembre alle 16.30 e fino al 25 maggio 2020, l’Etna, lo Stromboli, il Vesuvio, Vulcano, Ischia, Lipari, Pantelleria, i Colli Albani, i Campi Flegrei ci sembreranno meno lontani: impareremo a conoscerne la forma, la storia, i tipi di eruzione e i prodotti che si originano durante l’attività effusiva o esplosiva. E infine esploreremo le relazioni che esistono con i fenomeni sismici, comprendendo come entrambi siano segnali del fatto che il nostro pianeta è in costante movimento.

Ideata e curata dal vulcanologo, giornalista e fotografo naturalista Marco Carlo Stoppato, responsabile dell’associazione di divulgazione scientifica Vulcano esplorazioni, la mostra prevede anche attività didattiche per le scuole, visite guidate e conferenze.

msn.unipi.it
info.msn@unipi.it

Un’isola chiamata Terraneo

Una mostra di illustrazioni a Palazzo Blu completa l’offerta del Pisa Book Festival. Fino al 9 febbraio 2020, Terraneo. Isola di tutti i popoli di Vincenzo del Vecchio

Gli ingredienti per una storia affascinante ci sono tutti: un’isola mitica, una serie di popoli diversi che condividono una cultura millenaria, tante città bellissime. Le illustrazioni di Vincenzo del Vecchio per il libro per bambini Terraneo. Isola di tutti i popoli, scritto con Marino Amodio, saranno in mostra a Palazzo Blu e si legano a doppio filo al tema di questa edizione del festival, dedicato all’Europa.

Si inaugura mercoledì 6 novembre alle 18.30, l’esposizione di 15 tavole a china, alcune colorate in digitale, tratte dal libro di Amodio e Del Vecchio che resteranno nella sala a piano terra di Palazzo Blu fino al 9 febbraio 2020.

Se il Mediterraneo fosse un’isola, questa l’idea, sarebbe popolata da tutti i popoli che vi si affacciano e che, avendolo sempre navigato e vissuto, sono sempre in qualche modo stati in contatto. Tra fantasia e attualità, un libro che può far riflettere su questo tema anche i più piccoli, mentre le sue immagini sognanti non potranno che incantare tutti.

Vincenzo Del Vecchio e Marino Amodio saranno presenti all’inaugurazione di mercoledì 6 novembre alle 18.30 a Palazzo Blu mentre alle 19 di giovedì 7 saranno in sala Pacinotti al Palazzo dei Congressi, ospiti del Pisa Book Festival per un incontro con Giorgio Bacci palazzoblu.it

I ’60 pisani

Nuovo decennio in mostra dall’archivio Frassi: dal 30 ottobre al 13 aprile a Palazzo Blu, dopo i Cinquanta arrivano i favolosi anni Sessanta

Nuova mostra di immagini dell’archivio di Luciano Frassi, la miniera di fotografie che rispecchiano la memoria storica cittadina: con Pisa gli anni ’60. Il boom e il rock, a cura di Giuseppe Meucci e Stefano Renzoni, si passa dalla ricostruzione post bellica all’adozione del nuovo Piano Regolatore che ribaltava gli orientamenti urbanistici precedenti; dallo sviluppo della motorizzazione nel centro urbano all’espansione delle strutture universitarie in seguito alla grande crescita del numero degli iscritti. Sono gli anni della prima giunta di centrosinistra del sindaco Viale e della strage di Kindu, dell’alluvione, della visita di Paolo VI e della promozione del Pisa in Serie A.

I dischi dei Beatles e il raduno di Woodstock tra le foto esposte nelle sale al secondo piano di Palazzo Blu, a ricordare il mondo che cambia velocemente e ben al di là delle mura cittadine fanno da cornice ad una mostra che ci racconta chi siamo stati e come siamo cambiati, insieme ad un breve ciclo di incontri pomeridiani con Alberto Mario Banti, Marco Masoni, Giuseppe Meucci e Renzo Castelli per ripercorrere i momenti salienti di un decennio che ha cambiato la società.

palazzoblu.it

Il Futurismo, oggi

Fino al 9 febbraio a Palazzo Blu si racconta il Futurismo con una grande mostra che ci fa rileggere lo spirito di un’epoca.

Marinetti era già arrivato a Pisa, con una delle sue Serate Futuriste, quelle strane performance che dovevano essere davvero sovversive anche solo per il modo in cui proponevano l’arte. Era stato accolto al Teatro Rossi: accolto si fa per dire, visto che la serata era finita con un sonoro lancio di ortaggi che il padre fondatore del movimento aveva commentato come il segno di una riuscita perfetta. Ma si sa: con il futurismo tutti i canoni sono rovesciati; dunque sì, in effetti un’accoglienza calorosa. Oggi torna nella nostra città con la mostra Futurismo in programma fino al 9 febbraio a Palazzo Blu, se chissà vorrebbe che gli fossero tirati ortaggi.

La peculiarità del Futurismo, unica vera grande avanguardia artistica italiana del 900, è la volontà del movimento di intrecciare l’arte con la vita, di non affascinare un ristretto gruppo di addetti ai lavori arroccati nella torre di una cultura d’élite, ma arrivare a tutti. Arrivare e smuovere, rivoluzionare, ribaltare quello che c’era prima per creare qualcosa di nuovo. Quindi il movimento, il culto della rivoluzione, del rovesciamento della tradizione; la velocità, il cambiamento, le innovazioni, le macchine, le industrie. Ma, attenzione: tutto secondo regole precise che dal primo Manifesto del 1909, venivano pubblicate, dunque appunto rese pubbliche, diffuse, e rispettate.

A 110 anni dal primo Manifesto, la mostra curata da Ada Masoero, propone una ricca scelta di opere dei firmatari di quel primo Manifesto e di quelli che, dedicati di volta in volta alle diverse declinazioni artistiche, furono pubblicati negli anni seguenti. Più di cento opere di primissimo rilievo da Marinetti a Boccioni, Carrà, Russolo, Balla, Severini e poi Prampolini, Depero, Fillia, Benedetta descrivono un movimento che è stato coerente nella sua eversività e rivolto al popolo tutto pur rompendo tutte le regole che il popolo poteva conoscere.

La mostra segue l’ordine cronologico dei tre decenni del movimento senza mai risultare pedante; raggruppa i temi che hanno interessato i futuristi risultando comunque fluida; racconta un periodo storico e le sue immancabili implicazioni politiche mettendo in luce le connessioni senza ambiguità, ma operando i dovuti distinguo; è ricchissima di opere di primo rilievo ma resta leggera e piacevolissima da visitare. Marinetti sarebbe contento: oltre alla possibilità di leggere di sala in sala il testo completo di ciascun manifesto, ci sono lungo il percorso momenti ludici nei quali il visitatore può vedere il proprio viso sovrapposto al ritratto del fondatore o giocare su una lavagna magnetica con le parole in libertà componendo la propria poesia futurista. Più divertente che tirare ortaggi.

www.futurismopisa.it www.mondomostre.it www.palazzoblu.it

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: