Musica D.O.C.G.

Al Sant’Anna i concerti a cura dell’Associazione Ex Allievi vedono la collaborazione di diverse realtà mettendo in circolo la musica di tutte le epoche.

La rassegna MUSICA D.O.C.G. 2019-2020 propone da qui a maggio, e con prosecuzione fino all’autunno, concerti che sono anche spettacoli, occasioni per ascoltare note fuori dai circuiti più convenzionali e per immergersi in epoche e stili lontani. A ingresso libero, i concerti si tengono presso l’Aula Magna della Scuola, in piazza Martiri della Libertà 33.

Ecco i prossimi appuntamenti:

19 gennaio, ore 17 – E lo dyavol sia sconficto! La musica sacra nella Spagna medievale a cura dell’ Ensemble Etruria Barocca; Alto e tamburi: Elisabetta Vuocolo, Flauti: Marco Di Manno, Organo portativo: Dimitri Betti; un appuntamento fuori dal comune con strumenti e musiche di raro utilizzo ed esecuzione. Brunetto Latini peregrinando per l’Europa diventa amico del Re di Spagna Alfonso X El Sabio e frutto di quell’amicizia sarà proprio un grande regalo per la Repubblica Fiorentina: le Cantigas de Santa Maria, eseguite in questo concerto, oggi conservate alla Biblioteca Nazionale di Firenze. Altro importante codice oggetto del concerto è il celebre Llibre Vermell de Monserrat (XIII-XV secolo), proveniente dal monastero di Monserrat (Barcellona), massimo centro liturgico della Catalogna. I brani vocali sono inframmezzati da altri strumentali, eseguiti su strumenti costruiti prendendo a modello l’iconografia del tempo.

Due concerti in collaborazione con l’Accademia di Musica Stefano Strata:

domenica 9 febbraio, ore 17 – Le Variazioni Goldberg, concerto che il giovane ma già molto apprezzato duo chitarristico Gabriele Lanini – Chiara Festa dedica interamente a questa trascrizione di J.S.Bach.

domenica 1°marzo, ore 17 – concerto di Elia Portarena – chitarra e Ludovico Portarena- violino. Musiche di Paganini e Zani de Ferranti. Presentazione di Milli Russo.

venerdi 20 marzo, ore 20.30 – il duo chitarristico Blanco- Sinacori offrirà al pubblico, soprattutto quello appassionato di opera, le Hacked Arias, una selezione di arie e ouvertures di famosi autori storici, Rossini e Bellini, e contemporanei, Pisati e Betta.

domenica 19 aprile, ore 17 – presso la chiesa di Sant’Anna, Poulenc et ses Poètes, conversazione-concerto; soprano Valentina Coladonato, pianoforte Claudio Proietti, musica di F. Poulenc, presentazione di Michela Landi. Gli interpreti, Valentina Coladonato e Claudio Proietti sono fra gli specialisti di musica moderna e contemporanea più apprezzati in campo internazionale e Michela Landi, docente di Letteratura francese all’Università di Firenze, entrerà con la sua grande competenza nel cuore della parola poetica.

domenica 26 aprile, ore 17 – presso la chiesa di Sant’Anna, Follie d’amore, concerto dedicato al duo canto-pianoforte; soprano Simonida Miletic, pianoforte Gianni Fabbrini. La musiche immortali di Schubert, Schumann e Fauré ci guideranno nelle pieghe più intime e sensibili di un viaggio amoroso, dall’innamoramento, al corteggiamento e, ahimè, fino all’abbandono.

domenica 10 maggio, ore 17 – chiesa di Sant’Anna, l’ottetto sax diretto da Roberto Martinelli, dixieland, hotjazz e oltre, con Jazz in Pisa, aprirà un giusto sfondo su un genere fra i più amati dal pubblico pisano.

Due concerti saranno dedicati alla grande letteratura pianistica:

domenica 24 maggio, ore 17 – chiesa di Sant’Anna, Piano solo, il giovanissimo Mattia Fusi eseguirà musiche di J. S. Bach e S. Prokof’ev;

venerdì 29 maggio, ore 21 – chiesa di Sant’Anna, Miti, visioni e lezioni – Igor’ Fëdorovič Stravinskij concerto del duo pianistico a quattro mani formato da Chiara Montelatici, fiorentina e dall’artista pisano Paolo De Felice che si cimenteranno con alcune delle pagine più impegnative e importanti del XX sec con esecuzione dei Cinque pezzi facili e la portentosa e rivoluzionaria Sagra della Primavera. Il Concerto sarà presentato da Claudio Proietti.

La rassegna proseguirà fra settembre e ottobre 2020 con due concerti Piano solo, e le pianiste Giulia Contaldo e Debora Tempestini e un terzo dal titolo Il salotto musicale e i segreti del melodramma con il soprano Francesca Caligaris, il baritono Dielli Hoxha accompagnati al pianoforte da Debora Tempestini.

Tutti i concerti sono a ingresso libero

informazioni: tel: 050/883226 – 883111 – exallievi@santannapisa.it

L’artista, il genio e un quadro

Il Ritratto di Antonio Pacinotti dipinto da Giacomo Balla eccezionalmente esposto a Palazzo Blu fino al 9 febbraio, per tutta la durata della mostra Futurismo.

Cosa c’entra il grande scienziato pisano con uno dei padri del Futurismo? Di certo questo quadro inedito è la prova di un contatto, anche se postumo, tra i due geni che un secolo fa lasciarono, ciascuno nel proprio ambito, una traccia indelebile della loro capacità.

Elena Gigli, responsabile Archivio Gigli
per l’opera di Giacomo Balla

Inedito, perché mai esposto finora ed in realtà ancora abbastanza misterioso: il quadro è firmato da Balla (non più Futurballa, i tempi del futurismo tout court sono passati), ma non è datato e non se ne conosce la genesi. La ricostruzione della studiosa Elena Gigli lo data prima del 1941, quando è citato, e dopo il 1934, anche per motivi stilistici, e sappiamo che si tratta della copia di una fotografia del 1911.

Scoperto recentemente nella Scuola di Ingegneria, il quadro è un omaggio ad uno dei padri nobili dell’università di Pisa, inventore della dinamo e del motore elettrico in corrente continua, realizzato a più di vent’anni dalla sua scomparsa a scopo probabilmente celebrativo; un’opera che mette in relazione le idee futuriste di modernità e velocità, pur non espresse nei canoni più esplicitamente futuristi, e la rivoluzione tecnologica promossa dalle grandi invenzioni di Antonio Pacinotti.

Un’opera che rende onore a questa brillante mente pisana la cui conoscenza è spesso molto superficiale e che, nell’auspicio del Rettore dell’Università Paolo Mancarella, proprietario del dipinto, e in quello della Presidente del Sistema Museale di Ateneo, Chiara Bodei, potrà essere il tassello di una collaborazione tra enti per una reale organizzazione e messa a sistema delle tante bellezze pisane troppo spesso poco fruibili.

palazzoblu.it

Presepi storici animati Meucci

Fino al 26 gennaio sono aperti al pubblicopresepi storici animati Meucci ospitati in via permanente al Museo di Storia Naturale di Calci.

Il presepio Meucci fa parte del circuito Terre di presepi come “magione”. Sarà possibile richiedere presso la biglietteria del Museo il “libretto del pellegrino” su cui far apporre un timbro per ogni presepe visitato.

I presepi saranno visitabili fino al 26 gennaio 2020, dietro pagamento del biglietto (1 euro).

“Non c’è altra cosa, come il presepio, che possa compiere il miracolo di rendere gli adulti uguali ai bambini”

Dal profondo della Terra

Dal 17 gennaio al 3 maggio, un’esposizione di foto dell’Associazione culturale SpeleoFotoContest al Museo di Storia Naturale di Calci: per addentrarsi in profondità.

Forse non troppi di noi si sono avventurati sotto terra in spedizioni speleologiche, ma di certo le conoscenze, e ancor di più le emozioni, che la bellezza nascosta sottoterra può regalare possono essere condivise anche grazie ad un mezzo facilmente apprezzabile come la fotografia.

L’esposizione fotografica Subterraneae, ospitata nella galleria dei minerali del Museo di Storia Naturale di Calci dal 17 gennaio al 3 maggio, nasce proprio con questo intento: dare a tanti, anche ai non addetti ai lavori e a chi non si sogna nemmeno di potersi addentrare nelle profondità della terra, la possibilità di apprezzare le tante meraviglie che lì sono nascoste. Grazie alle più belle foto dell’archivio dell’associazione culturale SpeleoFotoContest, nata nel 2004 da un gruppo di amici speleologi appassionati di fotografia provenienti da varie parti d’Italia.

Subterraneae sarà inaugurata venerdì 17 gennaio alle ore 16.30 con una presentazione di Paolo Dori, Presidente dell’Associazione SpeleoFotoContest: patrocinata dalla Società Speleologica Italiana e dalla Federazione Speleologica Toscana, rientra nelle celebrazioni per i settanta anni di attività della Società Speleologica Italiana. E si propone di appassionare un numero sempre maggiore di persone da qui ai prossimi settanta.

www.speleofotocontest.com
http://www.facebook.com/speleofotocontest
http://www.instagram.com/speleofotocontest
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Trent’anni senza muro

Fino al 25 gennaio, allo spazio espositivo di Logge di Banchi, Fall wall, il muro di Berlino trent’anni dopo: le fotografie raccontano cos’era e cos’è quel simbolo di divisione.

Una grande fotografia della notte del 31 dicembre sotto la porta di Brandeburgo, 17 immagini in bianco e nero di medie dimensioni e 40 piccole foto a colori che raccontano il muro ieri e oggi nell’allestimento a cura dell’associazione Società Italiana dei Viaggiatori. Gli autori in mostra con Fall wall, il muro di Berlino trent’anni dopo sono lo scrittore e storico delle arti visive Alessandro Agostinelli, che nel 1989 era a Berlino a spaccarlo quel muro, e la la fotografa e studiosa di arti multimediali Marzia Stevenson Maestri, che a Berlino è andata quest’anno, nel trentennale della caduta. Due punti di vista distanti nel tempo e due approcci per forza di cose diversi quanto a sensibilità e ambito socio culturale che raccontano questo momento fondamentale della storia del Novecento.

Dal 27 dicembre e fino al 25 gennaio 2020, il Comune di Pisa rende omaggio a questo momento fondamentale della storia del Novecento per ripensarlo a trent’annì di distanza e raccontarlo a chi non c’era con questa che non è che la prima tappa di un progetto più ampio su alcuni snodi fondamentali della nostra storia più recente.

Il paesaggio tra Arcadia e Apocalisse

Al Palp di Pontedera una mostra ci porta dall’Arcadia all’Apocalisse, attraverso il paesaggio, ripercorrendo gli ultimi 150 anni tra pittura, fotografia, video e installazioni.

Un quadro è, anche, un documento. Quindi, oltre a valutarne la tecnica e apprezzarne la capacitò di suscitare emozioni, oltre insomma al trattarlo come oggetto artistico, può essere considerato uno strumento ed utilizzato come tale. Senza niente togliere dunque al suo valore artistico, può parlarci del tempo in cui è stato realizzato, della società e della cultura nelle quali è nato e può aiutarci a ricostruire un aspetto particolare di quella cultura, di quella società, di quell’ambiente. Ed è questo l’intento della mostra Arcadia e Apocalisse. Paesaggi italiani in 150 anni di arte, fotografia, video e installazioni: indagare il modo in cui il paesaggio è stato percepito e rappresentato artisticamente dal 1850 fino ai giorni nostri. Attraverso i cambiamenti che ha subito e quelli che hanno modificato l’estetica e i codici rappresentativi, l’esposizione, al PALP, Palazzo Pretorio Pontedera fino al 26 aprile 2020 tenta anche di sensibilizzare la coscienza del visitatore sul tema del degrado ambientale.

Ideata e curata da Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci e promossa dalla Fondazione per la Cultura Pontedera, dal Comune di Pontedera, dalla Fondazione Pisa, con il patrocinio e il contributo della Regione Toscana, la mostra è un lungo racconto fatto di opere pittoriche, ma anche scultoree, di arti decorative, fotografie e nuovi media, che indagano quello che è stato e che è il pensiero creativo intorno al paesaggio. Questo genere pittorico ereditato dal Settecento come rispecchiamento della natura nell’arte, in antitesi alla pittura mitologica e di storia, che si libera dai suoi stereotipi cambiando i propri significati e codici rappresentativi e riflette le radicali trasformazioni della cultura artistica italiana e della società nel suo complesso.
Le diverse sezioni dell’esposizione ci conducono nei sentimenti e nelle riflessioni che il paesaggio ha ispirato negli autori nelle diverse epoche come documenti che, appunto, di quelle epoche ci parlano.

Dal paesaggio del Grand Tour alle devastazioni delle guerre, agli sconvolgimenti legati all’epoca della ricostruzione postbellica, al definitivo tramonto del mito post-romantico e alla  sua sostituzione con azioni di trasformazione così invasive e devastanti da far presagire una imminente Apocalisse; dal Romanticismo al Futurismo, dalle ideologie a servizio del potere all’arte astratta fino ai giorni nostri.

PALP Palazzo Pretorio Pontedera Piazza Curtatone e Montanara, Pontedera (PI)
da martedì a venerdì 10-19, sabato, domenica e festivi 10-20, lunedì chiuso
http://www.palp-pontedera.it

Leonardo 4.0

La mostra al Museo Piaggio parte dal genio di Vinci e arriva all’ultima generazione industriale; ma forse non c’è troppa distanza Dalle macchine di Leonardo all’industria 4.0.

Fa parte delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo la mostra che il Museo Piaggio sceglie di dedicare al suo genio: fino al 29 febbraio 2020 a Pontedera si possono ammirare le evoluzioni storiche, sociali, economiche, che hanno accompagnato, sostenuto e spinto i modi in cui il talento è riuscito a farsi opera. Il talento di Leonardo, più di cinquecento anni fa, ma poi anche quello di tanti altri geni, magari meno noti, che hanno saputo mettere in pratica le proprie idee, facendo nascere manifatture, attività, aziende. Cogliendo le opportunità, trasformando le condizioni avverse, volgendole a loro favore.

Nato sulla scia del convegno di studi Dalla Scientia Machinale alla Robotica e all’Industria 4.0 nella Toscana di Leonardo organizzato da Fondazione Piaggio, Museo Leonardiano di Vinci e Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, il percorso espositivo della mostra è il tentativo di individuare e raccontare al pubblico quali elementi – economici, sociali e di contesto storico-culturale – abbiano contribuito a far emergere il talento di Leonardo e i successivi sviluppi del tessuto manifatturiero, urbano e sociale dell’Italia, allo scopo di indagare la nascita della creatività e dello spirito innovativo. Partendo dalla Toscana, sua terra d’origine, ma cercando di evitare ricostruzioni forzate, il tentativo è quello di individuare proprio nella sua opera e nella sua epoca uno dei nodi fondamentali che hanno reso uno specifico territorio culla di diverse e progressive stagioni di innovazione nel campo della cultura e della tecnologia, dall’ Umanesimo ai giorni nostri.

Testimoniato dalla creatività e dalla spinta innovativa delle realtà attualmente presenti nel nostro territorio, il filo rosso che congiunge il passato e il presente dispone di un’innovativa infrastruttura industriale e di ricerca coniugando, nella nostra realtà, l’attività produttiva di Piaggio e i laboratori di ricerca di eccellenza in robotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Che, insieme al Museo Leonardiano di Vinci, propongono, per queste celebrazioni, una riflessione che parte dal passato per guardare al futuro.

APPUNTAMENTI

DICEMBRE

mercoledì 18

ore 19.30 Presentazione-evento del libro L’ombra di Caterina. L’amore, il tradimento, il genio. La madre di Leonardo da Vinci si racconta. Di Marina Marazza (Solferino libri, 2019) con reading teatrale a cura dell’autrice.

GENNAIO

domenica 12

Per il ciclo A Spasso con Leonardo: i tour in collaborazione con Unicoop Firenze
ore 10.00 Leonardo Ximenes e la bonifica del Padule di Bientina. Visita alle cateratte Ximeniane con l’Associazione Non c’è futuro senza memoria. Partenza dal Museo Piaggio con visita alla mostra.

Per il ciclo Al cinema con Leonardo
ore 15.30 Proiezione del film di animazione Leo da Vinci – missione Monna Lisa (2018) Auditorium del Museo Piaggio.


venerdì 17

ore 18.30 Presentazione del libro Dalle macchine di Leonardo all’Industria 4.0 (Tagete Editore, 2019)


venerdì 24

Per il ciclo Al cinema con Leonardo
Proiezione del film Io, Leonardo (Sky, 2019) – Auditorium del Museo Piaggio
ore 10.00 matinée scuole
ore 21.00 proiezione serale


sabato 25

15.30-17.00 Laboratorio per bambini Con un battito d’ali. Rincorrendo il più grande sogno di Leonardo organizzato da PromoCultura in collaborazione con il Museo Leonardiano di Vinci. Al termine merenda.


domenica 26

Per il ciclo A Spasso con Leonardo: i tour in collaborazione con Unicoop Firenze
ore 10.00 La Valle delle Fonti e l’Acquedotto mediceo di Pisa. Partenza dal Museo Piaggio con visita alla mostra.


venerdì 31

Cena a tema rinascimentale, in collaborazione con ChaÎne des Rôtisseurs Toscana Francigena con le ricette esclusive di Leonardo e Unicoop Firenze
ore 19.15 intervento del naturopata Marco Pardini che parlerà dell’uso delle erbe tramandato da Leonardo e preparerà una degustazione di pesti.
ore 21.00 cena realizzata sulla base di ricette originali di Leonardo da Vinci.

FEBBRAIO

domenica 9

Per il ciclo A Spasso con Leonardo: i tour in collaborazione con Unicoop Firenze
ore 10.00 Leonardo e il taglio dell’Arno. Visita all’antica Rocca della Verruca. Partenza dal Museo Piaggio con visita alla mostra.


sabato 22

ore 15.30 – 17.00 Laboratorio per bambini su Leonardo e la robotica organizzato da GREAT Robotics. Al termine merenda.

* Alcuni degli eventi in programma saranno a pagamento.

Info: 0587 271727 – annalisa.rossi@piaggio.com 

museopiaggio.it

Olivetti, la Toscana, il mondo

Al Museo della Grafica una mostra ripercorre il legame tra il geniale imprenditore di Ivrea e il nostro territorio. Dal 20 dicembre OLIVETTI@TOSCANA.IT territorio, comunità, architettura nella Toscana di Olivetti ci porta nei luoghi che Olivetti scelse come fucine della sua idea di futuro attraverso tre elementi chiave: il territorio, la comunità, l’architettura.

Organizzata dall’Università di Pisa (Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni e Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, dal Museo della Grafica e dal Museo degli Strumenti per il Calcolo), la mostra, visitabile dal 20 dicembre 2019 al 13 aprile 2020, parte dal racconto della storica fabbrica di macchine da scrivere fondata a Ivrea nel 1908 per accompagnarci attraverso foto, lettere, mappe, materiali audiovisivi, lungo il successo delle idee visionarie del suo fondatore Adriano Olivetti e attraverso i luoghi che hanno contribuito al suo sviluppo.

Quella di Pisa è in effetti concepita come la prima tappa di una mostra itinerante internazionale: la mostra di un percorso che vede un’idea trasformarsi in un modo nuovo di guardare le cose, dell’intuito che fa decidere a Olivetti di investire in elettronica a Pisa; della nascita del primo computer scientifico italiano: la Calcolatrice Elettronica Pisana, frutto della collaborazione tra l’Olivetti e l’Università di Pisa. E’ la mostra che vede, sempre a Pisa, Olivetti fondare il Laboratorio di Ricerche Elettroniche che, grazie alla competenza di Mario Tchou, progetta il primo calcolatore elettronico totalmente a transistor: l’Elea 9003. Un percorso che, come tutte le grandi visioni, non mette paletti tra le discipline fino all’incontro e alla collaborazione tra l’imprenditore e Carlo Ludovico Ragghianti, storico dell’arte, normalista, presidente del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale e professore dell’Università di Pisa fin dal 1948. Per proseguire con la sperimentazione, in Valdera, del messaggio del Movimento Comunità, organizzazione a carattere culturale e politico fondata da Olivetti nel 1947.

Curata da Marco Giorgio Bevilacqua, Mauro Ciampa, Lucia Giorgetti, Stefania Landi e Denise Ulivieri, con la collaborazione della Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti e dell’Associazione Archivio Storico Olivetti, la mostra insiste sull’architettura in Toscana, con le fotografie di Eva Mulas, come segno tangibile di presenza sul territorio e sull’impatto sulla comunità che in quel territorio vive e lavora, attraverso contributi di chi ha lavorato nell’ambito del grande progetto Olivetti.

Contributo culturale leggibile dunque da più punti di vista, la vicenda Olivetti rappresentata al Museo della Grafica fa eco alla mostra HelloWorld! all’ex convento delle Benedettine, prorogata fino a fine aprile 2020, a proposito degli strumenti per il calcolo, entrambe parte del progetto Informatica50 dedicato ai cinquanta anni dalla nascita, a Pisa, del primo corso di studi in Italia dedicato all’informatica.

museodellagrafica.sma.unipi.it

Arte per raccontarsi

Al Museo della Grafica, la mostra L’arte risveglia l’anima espone le opere di artisti con disturbi dello spettro autistico. Perché§ l’arte è un linguaggio meraviglioso e particolarmente espressivo.

“L’arte è il linguaggio più adatto per far esprimere a pieno le persone con autismo, scrigni pieni di tesori che vanno solo stimolati ad aprirsi” dichiara l’assessore con delega alla disabilità Sandra Munno. E la mostra itinerante L’arte risveglia l’anima, la cui ottava tappa è a Palazzo Lanfranchi dal 14 dicembre al 2 febbraio, è un progetto che parte da questo presupposto per valorizzare le potenzialità di ciascuno e portare l’attenzione su questo tipo di disturbi.

Con 38 tra dipinti e illustrazioni e tanti eventi collegati alla mostra, tra i quali rassegna cinematografica, dibattiti, corso di formazione a proposito di accessibilità museale e autismo, L’arte risveglia l’anima ha l’obiettivo di contribuire a sensibilizzare la società e a modificare l’atteggiamento nei confronti delle persone con disturbi dello spettro autistico, valorizzandone le potenzialità creative. “Il progetto, di grande valore educativo, oltre a quello di valorizzare la creatività artistica dei ragazzi con disturbo dello spettro autistico – dichiara la presidente del Museo della Grafica Virginia Mancini – ha l’obiettivo di sensibilizzare la società su questo tipo di tematiche”.

Un progetto articolato: al cinema Arsenale Cinema di Pisa martedì 10 alle 20.30, Francesca Corradi, responsabile per i progetti di accessibilità museale per UniPi e il Prof. Filippo Muratori dell’IRCCS Fondazione Stella Maris, introducono il film Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores, racconto di un viaggio tra un padre e il suo figlio autistico tratto dalla realtà al quale seguirà il dibattito alla presenza dello sceneggiatore del film, Umberto Contarello. 

Provenienti da Toscana, Piemonte, Lombardia, Lazio e Marche, i 24 artisti in mostra ci offrono una galleria di colori e segni usati come parole per raccontare il proprio universo, anche il più intimo. Ma oltre ad esporre le opere, Palazzo Lanfranchi sarà anche la sede di Musei Arte Autismi il corso di formazione per educatori museali e educatori specializzati nell’autismo finalizzato alla disseminazione di programmi accessibili alle persone neurodiverse nei musei italiani, mentre il professor Muratori, Direttore dell’Unità Operativa di Psichiatria dello Sviluppo dell’ IRCCS Fondazione Stella Maris contribuirà con una lezione sull’autismo.

In parallelo alla mostra, sarà organizzata una rassegna culturale promossa dal Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Pisa, dalla IRCCS Fondazione Stella Maris e da Autismo Pisa Onlus con eventi a sostegno dell’iniziativa.

L’arte risveglia l’anima nasce da un’idea di Mikhail Piotrovski, Direttore del Museo Ermitage, ed è curato dalla storica dell’arte Cristina Bucci con il coordinamento scientifico della psicologa Anna Kozarzewska.

Il progetto internazionale di inclusione culturale e sociale è patrocinato dal MiBAC ed è promosso dall’Associazione Autismo Firenze, l’Associazione culturale L’immaginario e l’Associazione Amici del Museo Ermitage (Italia) .

Ingresso gratuito

www.facebook.com/larterisveglialanima

www.larterisveglialanima.it

Parlando di romanzi

Dai 19 gennaio al 22 marzo il ciclo Romanzi Italiani ci fa riscoprire quattro grandi classici italiani di Pirandello, Moravia, Morante e Busi

IL FU MATTIA PASCAL DI LUIGI PIRANDELLO

Domenica 19 gennaio 2020, ore 11.00
Ciclo: Romanzi Italiani
Auditorium di Palazzo Blu
Luca Curti

Il fu Mattia Pascal (1904) è il romanzo più famoso, e forse il più felice, di Luigi Pirandello. Il racconto, realizzato in prima persona da chi, paradossalmente, si dichiara defunto, trascina fin dall’inizio il lettore in una serie di vicende assai ‘romanzesche’ di amori, tradimenti, viaggi, scoperte, colpi di fortuna e suicidi veri e fittizi. Queste vicende sono, in realtà, le forme narrative nelle quali si esprime una riflessione desolata sulla libertà del volere umano e sulla impraticabile rinuncia alle regole e alle convenzioni che rendono possibile la convivenza tra gli uomini.


Luca Curti è professore ordinario di Letteratura italiana nell’Università di Pisa. Nei suoi studi si è occupato di Dante, Folengo, Parini, Carducci, Svevo; di storia filologico-letteraria dell’Ottocento; di teoria del comico. È stato responsabile nazionale della scuola di specializzazione per la formazione iniziale degli insegnanti di scuola secondaria. È condirettore della «Nuova rivista di letteratura italiana».

GLI INDIFFERENTI DI ALBERTO MORAVIA

Domenica 2 febbraio 2020, ore 11.00
Ciclo: Romanzi Italiani
Auditorium di Palazzo Blu
Alberto Casadei

Scandaloso, immorale, disfattista: gli aggettivi che hanno bollato il romanzo Gli indifferenti (1929) di Alberto Moravia sono numerosi, eppure la morale non ha avuto il sopravvento sull’efficacia letteraria. Opera che segnalava la condizione di giovani già privi di ogni prospettiva, sotto un regime che stava diventando totalitario, nel tempo Gli indifferenti è entrato nei manuali come esempio di una scrittura narrativa rapida e diretta, quella che arriverà a prevalere anche in Italia, ma trent’anni dopo.


Alberto Casadei insegna Letteratura italiana all’Università di Pisa ed è coordinatore del Gruppo Dante dell’Associazione degli Italianisti. Si è occupato di testi dal Tre al Cinquecento, nonché di poesia e narrativa contemporanee, anche in una prospettiva comparatistica e teorica. Fra i suoi libri recenti si ricordano Dante oltre la “Commedia” (2013), Ariosto: i metodi e i mondi possibili (2016) e Biologia della letteratura. Corpo, stile, storia (2018), che è stato segnalato in premi nazionali e internazionali come il “Mondello”, di cui ha vinto la sezione “Saggistica”.

LA STORIA DI ELSA MORANTE

Domenica 8 marzo 2020, ore 11.00
Ciclo: Romanzi Italiani
Auditorium di Palazzo Blu
Cristina Savettieri

Quando uscì nel 1974, La storia di Elsa Morante divenne immediatamente un caso editoriale e l’oggetto di una disputa critica molto accesa, sintomatica degli assetti del campo letterario italiano alla metà degli anni Settanta. La conferenza discuterà sia alcuni momenti significativi della ricezione del romanzo sia le sue caratteristiche fondamentali come distintive di una linea alternativa della narrativa italiana del Novecento.


Cristina Savettieri insegna letteratura italiana contemporanea all’Università di Pisa. Ha lavorato alla Freie Universität di Berlino come Alexander von Humboldt Fellow, alla New York University in Florence e alla University of Edinburgh come Marie Curie Fellow. Si occupa di narrativa dell’Otto e del Novecento e di questioni di teoria dei generi e storia dei concetti estetico-letterari. Il suo libro La trama continua. Storia e forme del romanzo di Gadda ha ricevuto nel 2010 l’Edinburgh Gadda Prize.

SEMINARIO SULLA GIOVENTù DI ALDO BUSI

Domenica 22 marzo 2020, ore 11.00
Ciclo: Romanzi Italiani
Auditorium di Palazzo Blu
Raffaele Donnarumma

Pubblicato per la prima volta nel 1984 e riscritto a più riprese, Seminario sulla gioventù è l’esordio di Aldo Busi. È un romanzo di formazione picaresca che reinventa l’autobiografia tra comicità e rivendicazione, bravura stilistica e avventure libertine; ed è una tappa importante nella storia della narrativa italiana degli ultimi decenni. Busi mette al centro della sua scrittura una soggettività istrionica e incontenibile, ma la maschera e la traveste perché non ci crede sino in fondo.


Raffaele Donnarumma insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Pisa. È membro del comitato direttivo della rivista “Allegoria”, del comitato scientifico della Pisa University Press e condirettore della collana Pronto Intervento (Transeuropa). I suoi principali campi di interesse attuale sono soprattutto Gadda, Pirandello, Calvino, Pasolini; il tema del terrorismo nel romanzo italiano e i rapporti fra narrativa e televisione; la narrativa modernista, il postmoderno, la definizione della categoria di ipermoderno.

palazzoblu.it

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