Black Friday? Fair Saturday!

Una settimana di arte, cultura, salute con il Fair Saturday: dal 23 novembre al 1 dicembre eventi, incontri, riflessioni

Si chiama Fair Saturday in evidente contrapposizione al Black Friday: se ormai conosciamo il venerdì nero votato agli sconti, il sabato immediatamente successivo, quest’anno il 30 novembre, sarà dedicato all’arte, alla cultura e alla salute come attori del benessere collettivo. In contemporanea in 180 città del mondo e con l’obiettivo di promuovere la cultura, in tutte le sue forme, come occasione di incontro e riflessione riguardo tematiche di interesse comunitario.

Il calendario di eventi proposto dal Comune di Pisa, in collaborazione con Isbem (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo) e Fondazione Arpa, non si limita al solo sabato 30, ma copre l’intera settimana precedente: da sabato 23 novembre a domenica 1 dicembre incontri, mostre, conferenze, laboratori, spettacoli e intrattenimento presso il Cinema Teatro Nuovo, la Gipsoteca di Arte Antica, la Torre dell’Orologio, l’Istituto Alberghiero G. Matteotti, Tuttomondo di Keith Haring e la Misericordia di Pisa, contribuiranno a fare della manifestazione “un vero e proprio contenitore di eventi, dando modo a diverse realtà di conoscersi e lavorare in sinergia” dichiara l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani. Nell’ambito della manifestazione, il 29 novembre, verrà celebrato il trentesimo compleanno del murale Tuttomondo di Keith Haring con un cartello turistico nella piazza antistante: un gesto di riconoscimento simbolico, ma non per questo meno importante. Ma ci sarò tempo, il 30 novembre, anche per un vernissage di artisti di strada in piazza XX Settembre mentre un videomapping sulla Torre dell’Orologio e sulle Logge di Banchi farà prendere vita al murale di Haring.

Per una settimana oltre gli sconti.

Il programma delle iniziative

Sabato 23 novembre, Cinema Teatro Nuovo

Ore 10.00 – Inaugurazione con l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani

Ore 10.30 – Due parole: AI come Intelligenza Artificiale, a cura del Prof. Paolo Ferragina

Ore 11.00 – Un viaggio in moto contro il Parkinson: Sandro Paffi racconta. A cura di Sandro Paffi e Associazione Pisa Parkinson

Ore 12.00 – I pilastri della medicina moderna: Prevenzione e medicina personalizzata, a cura del Prof. Generoso Bevilacqua

Ore 14.30 – Laboratorio di canto

Ore 21.00 – Un canto essenziale, spettacolo musicale a cura di Enzo e Lorenzo Mancuso

Domenica 24 novembre, Cinema Teatro Nuovo

Ore 10.30 – Fai il punto sulla tua pelle! Conocere e prevenire il melanoma. A cura dell’Associazione Contro il Melanoma OdV con gli interventi di: S. Carpi, R. Gianfaldoni, P. Paolicchi, N. Dubbini;

Ore 12.00 – Aperitivo

Ore 17.00 – La fantastica storia di Giannino e il gatto. Omaggio a Gianni Rodari. Spettacolo a cura della Compagnia ASMED

Martedì 26 novembre, Istituto Alberghiero “G. Matteotti”

Ore 18.00 – I profumi ed i sapori di sua maestà il tartufo, con la D.ssa Cristiana Vettori

Ore 20.00 – Conviviale con gli chef Pietro Vattiata e Benedetto Squicciarini

Giovedì 28 novembre, Cinema Teatro Nuovo

Ore 10.00 – Plauto. Alle radici del comico. Spettacolo a cura dell’Associazione culturale PesoPiuma

Venerdì 29 novembre

Ore 17.30, piazza Keith Haring – Inaugurazione cartello murale Tuttomondo di Keith Haring e djSet. A cura di Comune di Pisa

Ore 21.15, Cinema Teatro Nuovo – La palla al piede. Spettacolo a cura della Compagnia Teatro Studio

Sabato 30 novembre

Ore 15.30, Cinema Teatro Nuovo – Nati per Leggere: l’impatto della lettura ad alta voce nello sviluppo neurocomportamentale del bambino. A cura di Silvia Dragoni e Fiorenza Poli.

Ore 16.15, Cinema Teatro Nuovo – Letture per bambini da 0-6 anni, a cura dei Volontari Nati per Leggere 

Ore 17.00, piazza XX Settembre – Vernissage e videomapping su Torre dell’orologio e Logge di Banchi, a seguire djSet

Ore 21.15, Cinema Teatro Nuovo – Intrappolata, a cura della Compagnia Teatranti Quanto Basta.

Domenica 1 dicembre, Cinema Teatro Nuovo

Ore 17.00 – Solo una favola. 3 favole fatte di magia e 5 raccontastorie. Spettacolo teatrale a cura della Compagnia Policardia Teatro.

Eventi dal 23 al 30 novembre

Gipsoteca di Arte Antica – “In punta di disegno”, mostra di disegno a cura della Compagnia Pisana degli artisti dell’Arno e una esposizione opere e installazioni di arte con giovani artisti della Laba (Libera Accademia di Belle Arti) di Firenze. 

Misericordia di Pisa – Ambulatorio aperto con rilevazione gratuita dei parametri fisiologici (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, SpO2, ECG).

Ci vediamo a Peccioli

A Peccioli tre incontri per capire quello che sta succedendo, spiegato da chi lo racconta ogni giorno: Agnese Pini, Giovanni Floris e Gad Lerner

Potrebbe andare Peccioli torna dopo il successo della prima edizione con tre appuntamenti, a ingresso libero e gratuito, per capire l’attualità e quello che succede intorno a noi attraverso le parole di grandi protagonisti dell’informazione. Per questa seconda edizione autunnale, i nomi sono quelli di Agnese Pini, Giovanni Floris e Gad Lerner. I tre incontri, organizzati da Luca Sofri, si svolgono alla Biblioteca Comunale Fonte Mazzola, alle 21:

Venerdì 15 novembre:  Agnese Pini
Venerdì 29 novembre: Giovanni Floris
– Giovedì 5 dicembre: Gad Lerner

Durante l’edizione 2018, Potrebbe andare Peccioli aveva proposto incontri con Corrado Formigli, Lucia Annunziata, Concita De Gregorio, Mattia Feltri e Peter Gomez, all’interno delle giornate di Pensavo Peccioli, a marzo, e riprende come passaggio autunnale con ospiti altrettanto interessanti per capire il cambiamento e i modi di descriverlo.

Anfiteatro Fonte Mazzola
Strada Vicinale delle Serre, 20
56037 Peccioli

Info:  0587 672158
Fondazione Peccioli Per www.fondarte.peccioli.net evento fb:
https://www.facebook.com/fondazionepeccioliper/

A proposito di Futurismo

Dal 29 novembre tornano gli appuntamenti per approfondire la mostra sul Futurismo a Palazzo Blu.

Se visitare una mostra è un’ occasione di crescita personale, poter partecipare ad una serie di incontri che quella mostra spiegano e approfondiscono, oltre ad un modo di migliorarci e un arricchimento dell’offerta culturale cittadina, è un’opportunità per imparare a guardare le cose da diversi punti di vista.

In questo senso, in occasione della mostra Futurismo a Palazzo Blu fino al 9 febbraio 2020, la Fondazione Blu Palazzo d’Arte e Cultura rinnova l’ormai collaudata formula degli incontri abbinati alla mostra in corso. Ciascun appuntamento presso l’auditorium, in via Pietro Toselli 27, indagherà un particolare aspetto del movimento o del periodo storico, artistico, culturale ad esso collegato, con scrittori, critici d’arte, autori ed esperti di diverse discipline.

Il programma

1° incontro: venerdì 29 novembre 2019, ore 17
Il Futurismo, ostacolo alla gerarchia espositiva del fascismo
Con Sileno Salvagnini, storico dell’arte, professore ordinario all’Accademia di Belle Arti di Venezia, già vicedirettore dell’Accademia di Venezia.
Durante il ventennio vi fu un gigantesco piano di gerarchizzare mediante leggi le esposizioni in tutta Italia, comprendente mostre sindacali, nazionali (Quadriennale di Roma) e internazionali (Biennale di Venezia). Il Futurismo rappresentò una sorta di granello di sabbia che talvolta inceppò questo meccanismo.

2° incontro: venerdì 13 dicembre 2019, ore 17
LE STATUE FUTURISTE VOLANO! Storie e avventure delle “FORME UNICHE DELLA CONTINUITÀ DELLO SPAZIO” di Umberto Boccioni
Con Marco Carminati, storico dell’arte, scrittore e giornalista responsabile delle pagine d’arte de La Domenica de IlSole24Ore.

“Forme uniche della continuità nello spazio” è una celebre scultura del pittore-scultore futurista Umberto Boccioni (1882-1916) nella quale l’artista tentò di rappresentare il movimento e la fluidità, tentando di superare la scultura tradizionale per creare una “forma di continuità nello spazio” e approdando, infine, a un’opera considerata uno dei capisaldi del Futurismo italiano. La scultura è raffigurata sul retro delle monete da 20 centesimi di euro coniate in Italia e se ne conoscono varie versioni in bronzo, la più antica si trova al Museo del Novecento di Milano.

3° incontro ore 17.00, venerdì 10 gennaio 2020
Giacomo Balla e le grandi dimostrazioni 1914-1919
Con Elena Gigli, storica dell’arte ed esperta studiosa di Giacomo Balla.

Il 28 giugno 1914 scoppia la Prima Guerra Mondiale: l’Italia si proclama neutrale, mentre i futuristi sono per l’intervento (la guerra è “igiene del mondo”). Per Giacomo Balla l’interventismo è una posizione morale ma anche una colorata sintesi dell’entusiasmo giovanile. Nel corso del 1915, Balla viene arrestato due volte. Nascono quindi le opere dedicate alle Dimostrazioni Interventiste collegate proprio agli eventi bellici: si va da Le insidie del 9 Maggio a Forme-volume del grido “Viva l’Italia” a Bandiere all’Altare della Patria alla rievocazione della Breccia di Porta Pia nell’opera XX Settembre…per concludersi con Battimani + gridi patriottici e Corazzata + vedova + vento.

4° incontro ore 17.00, venerdì 24 gennaio 2020
La città che sale.
La nascita del Futurismo, nella nuova economia industriale

Con Ada Masoero, curatrice della mostra FUTURISMO, storica dell’arte e giornalista. Collabora con le pagine culturali de La Domenica de IlSole24Ore e de Il Giornale dell’Arte.

Alla fine dell’Ottocento anche in Italia si manifesta un cambiamento epocale: in alcune aree l’economia, da agricola che era, diventa industriale e il paesaggio, sul piano urbanistico e sociale, muta radicalmente. Le città prendono a inglobare le campagne circostanti insieme ai loro abitanti, trasformati da contadini in operai. I futuristi sono i primi esponenti del mondo della cultura a cogliere la portata di tale fenomeno e a trasferirlo nella loro arte.

palazzoblu.it

Il tempo dell’acqua

Da giovedì 21 novembre a domenica 1° dicembre, la terza Biennale di Architettura di Pisa propone eventi, talk, mostre dedicate all’architettura del Tempodacqua.

Il logo della terza edizione della Biennale di Architettura di Pisa, disegnato da Gianluigi Pescolderlung, Tapiro Design, nasce dall’osservazione del frontone della Cattedrale di Pisa: i piccoli vortici di acqua che, scolpiti nel marmo, si rincorrono eternamente, sono un’immagine efficace della relazione tra il fluire dell’acqua e lo scorrere del tempo.

Si parte da una suggestione, insomma. E proprio le suggestioni, asse portante della Biennale 2019, vogliono conciliare i tempi dell’acqua sperimentando il confronto tra culture e generazioni diverse; vogliono contribuire a creare un nuovo immaginario del cambiamento grazie a sguardi individuali e attitudini collettive.

Alfonso Femia, il direttore scelto da LP – Laboratorio Permanente per la Qualità Urbana, promotore e organizzatore dell’evento che farà base agli Arsenali Repubblicani dal 21 novembre al 1 dicembre, spiega che con la Biennale di Pisa sarà attivato un progetto permanente di studio e di ricerca sul tema Tempodacqua.

“Scegliere il tema intorno al quale costruire una Biennale di architettura non significa semplicemente selezionare quello che è più attuale o più legato alle tendenze e ai dibattiti del momento, ma avere consapevolezza di una criticità che impatta sul territorio e sull’ambiente, sul costruito, sulle prospettive future e già sul presente” spiega Femia. “Il dibattito sulla sostenibilità ambientale deve prendere in considerazione che l’acqua, oltre ad essere l’elemento costitutivo universale, ha un rilievo fondamentale nell’intersezione con il fattore tempo anche se spesso si è delegato alla tecnologia la soluzione dei problemi sollevando la scelta architettonica dalla responsabilità di una visione in prospettiva”.

Un’occasione per sviluppare un’analisi e mettere in campo una serie di proposte e progetti, insomma, sollecitati da una Call to Action rivolta a studi di progettazione internazionali.

Fra i tanti proposti, il progetto Instagram Tempodacqua /The time of water (tempodacqua.com/instagram) curato da Alfonso Femia e Antonia Marmo con i contributi di Valentina Temporin, Enrico Martino, Sarah Amari e Sara Gottardo: l’idea è rappresentare la pluralità degli sguardi sul tema senza prevedere confini o schemi, ma lasciando a ciascuno la libertà di interpretare, di creare, di giocare con le immagini valorizzando l’enorme potere, comunicativo ed evocativo, che esse sono capaci di veicolare.

Dieci giorno di appuntamenti durante i quali incontrarsi, confrontarsi, ascoltare, proporre e guardare con sguardo aperto e consapevolezza all’architettura, e non solo a quella.

tempodacqua.com

Tra terra e fuoco

In mostra al Museo di Storia Naturale di Calci il mondo dei vulcani. Per scoprire quanto la terra sia un pianeta in movimento.

Dal 15 novembre, con la mostra Vulcani. Il fuoco della Terra potremo scoprire i segreti di un mondo del quale spesso ci dimentichiamo, ma che è in costante attività: quello dei vulcani. Il nostro è un paese ricco di questi giganti della natura alla cui attività sono legati più fenomeni di quanti pensiamo e che vale la pena conoscere. Attraverso filmati, immagini, ricostruzioni al computer, ologrammi, mappe, diorami a grandezza naturale e campioni di rocce, sarà possibile scoprire i segreti dei vulcani e compiere un percorso affascinante all’interno di una camera magmatica, sulle pendici dei vulcani, all’interno del nostro pianeta.

Dopo l’inaugurazione di venerdì 15 novembre alle 16.30 e fino al 25 maggio 2020, l’Etna, lo Stromboli, il Vesuvio, Vulcano, Ischia, Lipari, Pantelleria, i Colli Albani, i Campi Flegrei ci sembreranno meno lontani: impareremo a conoscerne la forma, la storia, i tipi di eruzione e i prodotti che si originano durante l’attività effusiva o esplosiva. E infine esploreremo le relazioni che esistono con i fenomeni sismici, comprendendo come entrambi siano segnali del fatto che il nostro pianeta è in costante movimento.

Ideata e curata dal vulcanologo, giornalista e fotografo naturalista Marco Carlo Stoppato, responsabile dell’associazione di divulgazione scientifica Vulcano esplorazioni, la mostra prevede anche attività didattiche per le scuole, visite guidate e conferenze.

msn.unipi.it
info.msn@unipi.it

Un’isola chiamata Terraneo

Una mostra di illustrazioni a Palazzo Blu completa l’offerta del Pisa Book Festival. Fino al 9 febbraio 2020, Terraneo. Isola di tutti i popoli di Vincenzo del Vecchio

Gli ingredienti per una storia affascinante ci sono tutti: un’isola mitica, una serie di popoli diversi che condividono una cultura millenaria, tante città bellissime. Le illustrazioni di Vincenzo del Vecchio per il libro per bambini Terraneo. Isola di tutti i popoli, scritto con Marino Amodio, saranno in mostra a Palazzo Blu e si legano a doppio filo al tema di questa edizione del festival, dedicato all’Europa.

Si inaugura mercoledì 6 novembre alle 18.30, l’esposizione di 15 tavole a china, alcune colorate in digitale, tratte dal libro di Amodio e Del Vecchio che resteranno nella sala a piano terra di Palazzo Blu fino al 9 febbraio 2020.

Se il Mediterraneo fosse un’isola, questa l’idea, sarebbe popolata da tutti i popoli che vi si affacciano e che, avendolo sempre navigato e vissuto, sono sempre in qualche modo stati in contatto. Tra fantasia e attualità, un libro che può far riflettere su questo tema anche i più piccoli, mentre le sue immagini sognanti non potranno che incantare tutti.

Vincenzo Del Vecchio e Marino Amodio saranno presenti all’inaugurazione di mercoledì 6 novembre alle 18.30 a Palazzo Blu mentre alle 19 di giovedì 7 saranno in sala Pacinotti al Palazzo dei Congressi, ospiti del Pisa Book Festival per un incontro con Giorgio Bacci palazzoblu.it

I ’60 pisani

Nuovo decennio in mostra dall’archivio Frassi: dal 30 ottobre al 13 aprile a Palazzo Blu, dopo i Cinquanta arrivano i favolosi anni Sessanta

Nuova mostra di immagini dell’archivio di Luciano Frassi, la miniera di fotografie che rispecchiano la memoria storica cittadina: con Pisa gli anni ’60. Il boom e il rock, a cura di Giuseppe Meucci e Stefano Renzoni, si passa dalla ricostruzione post bellica all’adozione del nuovo Piano Regolatore che ribaltava gli orientamenti urbanistici precedenti; dallo sviluppo della motorizzazione nel centro urbano all’espansione delle strutture universitarie in seguito alla grande crescita del numero degli iscritti. Sono gli anni della prima giunta di centrosinistra del sindaco Viale e della strage di Kindu, dell’alluvione, della visita di Paolo VI e della promozione del Pisa in Serie A.

I dischi dei Beatles e il raduno di Woodstock tra le foto esposte nelle sale al secondo piano di Palazzo Blu, a ricordare il mondo che cambia velocemente e ben al di là delle mura cittadine fanno da cornice ad una mostra che ci racconta chi siamo stati e come siamo cambiati, insieme ad un breve ciclo di incontri pomeridiani con Alberto Mario Banti, Marco Masoni, Giuseppe Meucci e Renzo Castelli per ripercorrere i momenti salienti di un decennio che ha cambiato la società.

palazzoblu.it

Il Futurismo, oggi

Fino al 9 febbraio a Palazzo Blu si racconta il Futurismo con una grande mostra che ci fa rileggere lo spirito di un’epoca.

Marinetti era già arrivato a Pisa, con una delle sue Serate Futuriste, quelle strane performance che dovevano essere davvero sovversive anche solo per il modo in cui proponevano l’arte. Era stato accolto al Teatro Rossi: accolto si fa per dire, visto che la serata era finita con un sonoro lancio di ortaggi che il padre fondatore del movimento aveva commentato come il segno di una riuscita perfetta. Ma si sa: con il futurismo tutti i canoni sono rovesciati; dunque sì, in effetti un’accoglienza calorosa. Oggi torna nella nostra città con la mostra Futurismo in programma fino al 9 febbraio a Palazzo Blu, se chissà vorrebbe che gli fossero tirati ortaggi.

La peculiarità del Futurismo, unica vera grande avanguardia artistica italiana del 900, è la volontà del movimento di intrecciare l’arte con la vita, di non affascinare un ristretto gruppo di addetti ai lavori arroccati nella torre di una cultura d’élite, ma arrivare a tutti. Arrivare e smuovere, rivoluzionare, ribaltare quello che c’era prima per creare qualcosa di nuovo. Quindi il movimento, il culto della rivoluzione, del rovesciamento della tradizione; la velocità, il cambiamento, le innovazioni, le macchine, le industrie. Ma, attenzione: tutto secondo regole precise che dal primo Manifesto del 1909, venivano pubblicate, dunque appunto rese pubbliche, diffuse, e rispettate.

A 110 anni dal primo Manifesto, la mostra curata da Ada Masoero, propone una ricca scelta di opere dei firmatari di quel primo Manifesto e di quelli che, dedicati di volta in volta alle diverse declinazioni artistiche, furono pubblicati negli anni seguenti. Più di cento opere di primissimo rilievo da Marinetti a Boccioni, Carrà, Russolo, Balla, Severini e poi Prampolini, Depero, Fillia, Benedetta descrivono un movimento che è stato coerente nella sua eversività e rivolto al popolo tutto pur rompendo tutte le regole che il popolo poteva conoscere.

La mostra segue l’ordine cronologico dei tre decenni del movimento senza mai risultare pedante; raggruppa i temi che hanno interessato i futuristi risultando comunque fluida; racconta un periodo storico e le sue immancabili implicazioni politiche mettendo in luce le connessioni senza ambiguità, ma operando i dovuti distinguo; è ricchissima di opere di primo rilievo ma resta leggera e piacevolissima da visitare. Marinetti sarebbe contento: oltre alla possibilità di leggere di sala in sala il testo completo di ciascun manifesto, ci sono lungo il percorso momenti ludici nei quali il visitatore può vedere il proprio viso sovrapposto al ritratto del fondatore o giocare su una lavagna magnetica con le parole in libertà componendo la propria poesia futurista. Più divertente che tirare ortaggi.

www.futurismopisa.it www.mondomostre.it www.palazzoblu.it

Metti l’arte nella scienza

Un viaggio tra arte e scienza al Museo della Grafica: dal 12 ottobre all’8 dicembre Il ritmo dello spazio ci accompagna da Marconi alle Onde Gravitazionali.

Nell’ambito della Quindicesima edizione della Giornata del Contemporaneo, il Museo della Grafica propone la mostra Le rythme de l’espace / Il ritmo dello spazio / The rhythm of space, Arte e scienza da Marconi alle Onde Gravitazionali per farci assaporare l’entusiasmo delle scoperte della fisica contemporanea, oltre che la loro fondamentale importanza per la nostra vita.

A cura di Stavros Katsanevas, l’esposizione ci racconta infatti come la recente rilevazione delle onde gravitazionali derivanti dalla fusione di buchi neri e/o stelle di neutroni che producono vibrazioni nello spazio-tempo, consente di aggiungere il ritmo o, in un certo senso, il suono dello spazio alla millenaria concezione e rappresentazione dell’Universo come immagine sublime ma silenziosa, invitando a profonde riflessioni sul rapporto dell’uomo con il Cosmo, la Terra, la Società.

Attraverso installazioni, sculture, video, opere grafiche e fotografie realizzate da Gorka Alda, Pavel Buchler, Attila Csorgo, Raphaël Dellaporta, Raymond Galle, Bertrand Lamarchw, Liliane Lijn, Letizia De Maigret, Aitor Ortiz, Tomas Saraceno, Jol Thomson, il percorso della mostra ha un forte impatto concettuale ed emotivo, ci spinge a riflettere attraverso mescolando bellezza e concetto, arte e scienza.

Per informazioni sul progetto della mostra, le opere e gli artisti, gli scienziati e gli intellettuali che l’hanno resa possibile sites.ego-gw.eu/ilritmodellospazio

Artemisia, quella vera

Quella in mostra a Palazzo Blu fino all’8 marzo 2020, ritratta da Simon Vouet, è un’ Artemisia Gentileschi autentica, bellissima e orgogliosa. Pronta per volare alla National Gallery di Londra.

Di lei colpiscono la mano con il toccalapis, fissata in un gesto vezzoso e pratico insieme; il medaglione dorato che le pende sul corpetto, sul quale un piccolo mausoleo omaggia, in un gioco di enigmistica archeologica, il suo nome; l’orecchino di perla, pendente che anticipa Vermeer. Ma soprattutto lo sguardo fiero, che riassume nel silenzio della tela la sua storia di sofferenze e l’orgoglio per la sua emancipazione come donna e come artista. Leggibile anche espressamente nella firma della pittrice nel cartiglio accanto a lei.

Fotografata come una diva, Artemisia, pittrice secentesca figlia di Orazio, pure pittore, di origine pisana, al tempo del ritratto era già una professionista affermata e conosciuta, apprezzata a Firenze e a Roma, dove già ha prodotto tanti dei suoi capolavori e dove, intorno al 1620, Vouet la ritrae nella tela appena acquisita da Fondazione Pisa per Palazzo Blu.

Artemisia Gentileschi, Clio Musa della Storia

Il Ritratto di Artemisia Lomi Gentileschi di Vouet, scoperto anni fa da Roberto Contini e Francesco Solinas che ha curato l’opuscolo catalogo della mostra, rimarrà esposto a Palazzo Blu accanto alla Clio Musa della Storia dipinta da Artemisia stessa e già nella Collezione Permanente di Palazzo Blu, in attesa di andare a fare bella mostra di sé, sempre insieme alla Clio, alla National Gallery di Londra per la grande mostra a cura di Letizia Treves Artemisia, in programma dal 4 aprile al 26 luglio 2020. Per poi tornare definitivamente a Pisa nelle rinnovate sale dedicate al Seicento pisano, aggiungendosi alle altre già in collezione e valorizzando il prestigio e il valore attrattivo del Palazzo e della città.

palazzoblu.it

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