Siamo tutti Anfitrione

Al Teatro Era il 29 e il 30 Ottobre prima nazionale per una riscrittura della commedia di Plauto diretta da Filippo Dini

Lo stesso divertimento, la stessa comicità dell’originale latino, può, grazie alla riscrittura “incidere ancora più prepotentemente nella nostra coscienza, nel nostro intimo, facendoci ritrovare forse, un dialogo con il nostro doppio, con quella zona remota e temibile del nostro essere, quel dio appunto, che tutto può, che tutto vede e domina, a nostra insaputa”.
Questa l’idea del regista Filippo Dini che si misura con un capolavoro classico perché verità e inganno, intesi e malintesi, situazioni comiche, bizzarre e spiazzanti sono lo specchio, oggi come nell’antichità, della nostra vita quotidiana.

Anfitrione di Sergio Pierattini debutta in prima nazionale al Teatro Era di Pontedera il 29 e il 30 Ottobre, diretto da Dini e con Gigio Alberti, Barbora Bobulova, Antonio Catania, Giovanni Esposito, Valerio Santoro, Valeria Angelozzi.

Nessuno tema vaghi ricordi scolastici: riflettere sul nostro essere umani, mortali, sulle nostre paure e sugli inganni che tramiamo prima di tutto nei confronti di noi stessi è un’esercizio di attualità.

teatroera.it

I ’60 pisani

Nuovo decennio in mostra dall’archivio Frassi: dal 30 ottobre al 13 aprile a Palazzo Blu, dopo i Cinquanta arrivano i favolosi anni Sessanta

Nuova mostra di immagini dell’archivio di Luciano Frassi, la miniera di fotografie che rispecchiano la memoria storica cittadina: con Pisa gli anni ’60. Il boom e il rock, a cura di Giuseppe Meucci e Stefano Renzoni, si passa dalla ricostruzione post bellica all’adozione del nuovo Piano Regolatore che ribaltava gli orientamenti urbanistici precedenti; dallo sviluppo della motorizzazione nel centro urbano all’espansione delle strutture universitarie in seguito alla grande crescita del numero degli iscritti. Sono gli anni della prima giunta di centrosinistra del sindaco Viale e della strage di Kindu, dell’alluvione, della visita di Paolo VI e della promozione del Pisa in Serie A.

I dischi dei Beatles e il raduno di Woodstock tra le foto esposte nelle sale al secondo piano di Palazzo Blu, a ricordare il mondo che cambia velocemente e ben al di là delle mura cittadine fanno da cornice ad una mostra che ci racconta chi siamo stati e come siamo cambiati, insieme ad un breve ciclo di incontri pomeridiani con Alberto Mario Banti, Marco Masoni, Giuseppe Meucci e Renzo Castelli per ripercorrere i momenti salienti di un decennio che ha cambiato la società.

palazzoblu.it

Macerie pisane

Il 30 ottobre al Teatro Verdi Macerie, l’opera in vernacolo che mette in scena il dramma della distruzione, non solo fisica

Le compagne teatrali Il Gabbiano e Crocchio Goliardi Spensierati tornano al Verdi mercoledì 30 ottobre alle 21 con Macerie di Domenico Sartori. Un testo che, tra il 1945 (anno del debutto) e il 1955 (anno precedente alla scomparsa dell’autore) venne replicato a lungo in tutti i teatri d’Italia con grande successo diventando parte integrante della storia del teatro popolare.

Una delle pagine più drammatiche dell’identità cittadina raccontata attraverso la storia di una famiglia pisana che, dopo la guerra, aspetta il ritorno di un figlio portato via dai tedeschi cercando di sopravvivere tra le macerie concrete della città distrutta e quelle interiori, non meno difficili da affrontare. Il prezzo simbolico di 6 e 10 euro, con riduzione a 3 euro per i giovani fino a diciotto anni, vuol essere un invito a tutti i pisani a conoscere questo pezzo della propria storia, la disperazione e la speranza, la solidarietà e l’impegno civile che ci hanno permesso di guardare avanti.

Regia: Nicola Fanucchi; interpreti: Lorenzo Gremigni, Arianna Priami, Linda Campolo, Matteo Micheli, Daniela Bertini, Fabiano Cambule, Alice Bianchi, Valdo Mori.

Prevendita: Botteghino del Teatro Verdi, tel. 050.941188 o www.vivaticket.it.

Arte, natura e impegno

Al Museo di Storia Naturale di Calci due esposizioni diverse ma con in comune la voglia di migliorare l’ambiente e le persone.

Si tratta di La Natura Investe, dal 25 ottobre al 3 novembre, mostra di elaborati grafici nati nell’ambito di un progetto finanziato con un bando regionale per dare una risposta creativa alla tragedia dell’incendio del Monte Pisano dello scorso anno. Nella sala dei Cetacei ci saranno acquarelli, disegni, motivi stilizzati che diventano decoro per tessuti ma che partono da rielaborazioni di flora e fauna del Monte Pisano grazia all’immaginazione e al lavoro dei ragazzi di tre scuole: I. C. F. De Andrè (capofila), Liceo d’Arte F. Russoli e Modartech di Pontedera.

In occasione dell’inaugurazione, venerdì 25 ottobre alle 16, alla Certosa sarà realizzata una video installazione evocativa e immersiva. Il lavoro di un anno, tra riflessione e creatività, diventa spunto per il futuro. Quello dell’ambiente e quello delle persone che devono averne cura.

Dal 26 ottobre al 17 novembre c’è anche Orto ispirami la presentazione delle opere realizzate in occasione del concorso di disegno estemporaneo 2019 organizzato dall’Orto Botanico delle Alpi Apuane a cura dell’Associazione “Aquilegia” Natura e Paesaggio Apuano ONLUS che, all’inaugurazione di sabato 26 ottobre alle 15.30, presenterà le prossime iniziative, inclusa la prossima edizione del concorso di disegno.

Le mostre sono visitabili gratuitamente negli orari di apertura del Museo.

Tra storia e cronaca

Dal 16 ottobre al 18 dicembre, un percorso nella storia pisana antica e recente alle Officine Garibaldi. Con tanta ricostruzione storica e un po’ di fantasia

Pisa tra storia e cronaca è un racconto a più voci fatto di ricostruzioni storiche, testimonianze dirette, aneddoti popolari  ed elaborazioni fantasiose. Grazie a filmati e foto sarà possibile riscoprire, tra l’altro, la storia dell’Orto Botanico, di Barbaricina, delle piazze delle Vettovaglie e dei Cavalieri; i temi trattati toccheranno epoche diverse, da Leonardo all’Ottocento, passando per i Medici e i Gherardesca. e i racconta saranno sempre accompagnati da una sana merenda offerta dall’Università Permanente per la Grande Età.

La rassegna è organizzata da Officine Garibaldi, UISP, Pisa in TV e Pisa città che cammina.

Il Futurismo, oggi

Fino al 9 febbraio a Palazzo Blu si racconta il Futurismo con una grande mostra che ci fa rileggere lo spirito di un’epoca.

Marinetti era già arrivato a Pisa, con una delle sue Serate Futuriste, quelle strane performance che dovevano essere davvero sovversive anche solo per il modo in cui proponevano l’arte. Era stato accolto al Teatro Rossi: accolto si fa per dire, visto che la serata era finita con un sonoro lancio di ortaggi che il padre fondatore del movimento aveva commentato come il segno di una riuscita perfetta. Ma si sa: con il futurismo tutti i canoni sono rovesciati; dunque sì, in effetti un’accoglienza calorosa. Oggi torna nella nostra città con la mostra Futurismo in programma fino al 9 febbraio a Palazzo Blu, se chissà vorrebbe che gli fossero tirati ortaggi.

La peculiarità del Futurismo, unica vera grande avanguardia artistica italiana del 900, è la volontà del movimento di intrecciare l’arte con la vita, di non affascinare un ristretto gruppo di addetti ai lavori arroccati nella torre di una cultura d’élite, ma arrivare a tutti. Arrivare e smuovere, rivoluzionare, ribaltare quello che c’era prima per creare qualcosa di nuovo. Quindi il movimento, il culto della rivoluzione, del rovesciamento della tradizione; la velocità, il cambiamento, le innovazioni, le macchine, le industrie. Ma, attenzione: tutto secondo regole precise che dal primo Manifesto del 1909, venivano pubblicate, dunque appunto rese pubbliche, diffuse, e rispettate.

A 110 anni dal primo Manifesto, la mostra curata da Ada Masoero, propone una ricca scelta di opere dei firmatari di quel primo Manifesto e di quelli che, dedicati di volta in volta alle diverse declinazioni artistiche, furono pubblicati negli anni seguenti. Più di cento opere di primissimo rilievo da Marinetti a Boccioni, Carrà, Russolo, Balla, Severini e poi Prampolini, Depero, Fillia, Benedetta descrivono un movimento che è stato coerente nella sua eversività e rivolto al popolo tutto pur rompendo tutte le regole che il popolo poteva conoscere.

La mostra segue l’ordine cronologico dei tre decenni del movimento senza mai risultare pedante; raggruppa i temi che hanno interessato i futuristi risultando comunque fluida; racconta un periodo storico e le sue immancabili implicazioni politiche mettendo in luce le connessioni senza ambiguità, ma operando i dovuti distinguo; è ricchissima di opere di primo rilievo ma resta leggera e piacevolissima da visitare. Marinetti sarebbe contento: oltre alla possibilità di leggere di sala in sala il testo completo di ciascun manifesto, ci sono lungo il percorso momenti ludici nei quali il visitatore può vedere il proprio viso sovrapposto al ritratto del fondatore o giocare su una lavagna magnetica con le parole in libertà componendo la propria poesia futurista. Più divertente che tirare ortaggi.

www.futurismopisa.it www.mondomostre.it www.palazzoblu.it

Metti l’arte nella scienza

Un viaggio tra arte e scienza al Museo della Grafica: dal 12 ottobre all’8 dicembre Il ritmo dello spazio ci accompagna da Marconi alle Onde Gravitazionali.

Nell’ambito della Quindicesima edizione della Giornata del Contemporaneo, il Museo della Grafica propone la mostra Le rythme de l’espace / Il ritmo dello spazio / The rhythm of space, Arte e scienza da Marconi alle Onde Gravitazionali per farci assaporare l’entusiasmo delle scoperte della fisica contemporanea, oltre che la loro fondamentale importanza per la nostra vita.

A cura di Stavros Katsanevas, l’esposizione ci racconta infatti come la recente rilevazione delle onde gravitazionali derivanti dalla fusione di buchi neri e/o stelle di neutroni che producono vibrazioni nello spazio-tempo, consente di aggiungere il ritmo o, in un certo senso, il suono dello spazio alla millenaria concezione e rappresentazione dell’Universo come immagine sublime ma silenziosa, invitando a profonde riflessioni sul rapporto dell’uomo con il Cosmo, la Terra, la Società.

Attraverso installazioni, sculture, video, opere grafiche e fotografie realizzate da Gorka Alda, Pavel Buchler, Attila Csorgo, Raphaël Dellaporta, Raymond Galle, Bertrand Lamarchw, Liliane Lijn, Letizia De Maigret, Aitor Ortiz, Tomas Saraceno, Jol Thomson, il percorso della mostra ha un forte impatto concettuale ed emotivo, ci spinge a riflettere attraverso mescolando bellezza e concetto, arte e scienza.

Per informazioni sul progetto della mostra, le opere e gli artisti, gli scienziati e gli intellettuali che l’hanno resa possibile sites.ego-gw.eu/ilritmodellospazio

Vibrazioni culturali

Una rassegna di eventi in piazza della Stazione per animare un luogo difficile. Perché il degrado si vince con la cultura

Va bene il presidio di forze dell’ordine, il riassetto del verde, addirittura il cambio delle panchine, giudicate forze troppo invitanti al bivacco; ma solo la cultura può vincere il degrado. Riempire Piazza della Stazione di contenuti positivi era la scelta obbligata per chi volesse affrontare la sfida di riqualificazione della zona della stazione senza fermarsi ad interventi superficiali. Prosegue dunque la proficua collaborazione con il Cinema Teatro Nuovo che ormai da anni va in questa direzione la rassegna di spettacoli di arte varia Vibrazioni positive alla Stazione. Organizzati dal Comune di Pisa, gli spettacoli, tutte le sere, a partire dalle 21, animeranno la piazza per tutto il mese di ottobre, alternandosi con quelli all’interno del Cinema Teatro Nuovo, che collabora all’organizzazione della rassegna, mettendo a disposizione lo spazio esterno e interno al teatro, oltre a proporre una serie di appuntamenti che si aggiungono alla rassegna del Comune.

Il programma: 

Martedì 1 ottobre Vulcana. Canti e cunti tra Etna e Vesuvio

Giovedì 3 ottobre Acoustic Dream di Valentina Bagni e  Massimo Pancrazi

Venerdì 4 ottobre Passo dopo, teatro canzone con Francesco Bottai e Daniele Aiello

Domenica 6 ottobre Natural Woman, teatro canzone con Simona Generali e Romina Malagoli

Lunedì 7 ottobre The Soda Sisters, musiche della tradizione popolare toscana con Benedetta Pallesi

Martedì 8 ottobre, Celtic Night, musica celtica con cornamuse con la Royal  Highland Company Pipes and Drums

Mercoledì 9 ottobre, LePard Live Show, successi italiani ed internazionali rivisitati in chiave teatrale, con Elena Pardini e Alex Bimbi

Giovedì 10 ottobre, Zero, beat box  & musica elettronica generativa con Spet of Ree

Sabato 12 ottobre, Un uomo che s’offre, teatro comico, con Antonio Calandrino e Paolo Giommarelli

Lunedì 14 ottobre, Threep, musica NuSoul Hnb Funk

Martedì 15 ottobre, Si ricomincia, improvvisazione teatrale con Leningrad Cafè

Mercoledì 16 ottobre, Si continua, improvvisazione teatrale con ADA

Giovedì 17 ottobre, Lisa e Linda acoustic Duo, un repertorio di rn’b/jazz declinato al femminile

Martedì 22
 ottobre, Synantisi, canti e suoni dalla Magna Grecia, con Mico Corapi e Vittoria Agliozzo

Mercoledì 23 ottobre, Progetto Sanacore. Musiche dal Sud Italia

Giovedì 24 ottobre, Gli Streetlovers

Martedì 29 ottobre, Pisa o della memoria dannata, storia di Pisa dalla fondazione al 100 con Paolo Giommarelli e Sergio Costanzo

Mercoledì 30 ottobre, Cronache dello Santo Frate Mario Miracolo e dello stolto buon Bernardo, forma medievale maccheronica sulle stile di Brancaleone alle crociate. Con Luca Orsini e Paolo Cioni

Giovedì 31 ottobre, Lorenzo Pagni Live, musiche originali dell’autore.

Artemisia, quella vera

Quella in mostra a Palazzo Blu fino all’8 marzo 2020, ritratta da Simon Vouet, è un’ Artemisia Gentileschi autentica, bellissima e orgogliosa. Pronta per volare alla National Gallery di Londra.

Di lei colpiscono la mano con il toccalapis, fissata in un gesto vezzoso e pratico insieme; il medaglione dorato che le pende sul corpetto, sul quale un piccolo mausoleo omaggia, in un gioco di enigmistica archeologica, il suo nome; l’orecchino di perla, pendente che anticipa Vermeer. Ma soprattutto lo sguardo fiero, che riassume nel silenzio della tela la sua storia di sofferenze e l’orgoglio per la sua emancipazione come donna e come artista. Leggibile anche espressamente nella firma della pittrice nel cartiglio accanto a lei.

Fotografata come una diva, Artemisia, pittrice secentesca figlia di Orazio, pure pittore, di origine pisana, al tempo del ritratto era già una professionista affermata e conosciuta, apprezzata a Firenze e a Roma, dove già ha prodotto tanti dei suoi capolavori e dove, intorno al 1620, Vouet la ritrae nella tela appena acquisita da Fondazione Pisa per Palazzo Blu.

Artemisia Gentileschi, Clio Musa della Storia

Il Ritratto di Artemisia Lomi Gentileschi di Vouet, scoperto anni fa da Roberto Contini e Francesco Solinas che ha curato l’opuscolo catalogo della mostra, rimarrà esposto a Palazzo Blu accanto alla Clio Musa della Storia dipinta da Artemisia stessa e già nella Collezione Permanente di Palazzo Blu, in attesa di andare a fare bella mostra di sé, sempre insieme alla Clio, alla National Gallery di Londra per la grande mostra a cura di Letizia Treves Artemisia, in programma dal 4 aprile al 26 luglio 2020. Per poi tornare definitivamente a Pisa nelle rinnovate sale dedicate al Seicento pisano, aggiungendosi alle altre già in collezione e valorizzando il prestigio e il valore attrattivo del Palazzo e della città.

palazzoblu.it

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