Tra romanze e prosecco

Tornano le presentazioni conviviali delle opere in programma al Verdi: sabato 5 ottobre si parte con un aperitivo a base de L’Empio punito offerto da Fondazione Teatro Verdi di Pisa

Si capiva già dal video diffuso su fb per presentare la prima opera in cartellone per la prossima stagione lirica al Teatro Verdi che il piglio sarebbe stato di personalità. Ci sarà da divertirsi quindi sabato 5 ottobre alle 11, nel foyer del Verdi con la prima delle presentazioni aperitivo.

L’Empio Punito di Melani, capolavoro barocco, apre la stagione lirica 19/20, la terza a firma del direttore artistico Stefano Vizioli che introduce e coordina l’incontro, al quale interverranno Luca Della Libera, docente di Storia della Musica presso il Conservatorio di Frosinone, critico musicale de Il Messaggero, il Maestro Direttore, il Regista e il Cast. L’ingresso è libero, l’occasione di conoscere meglio quest’opera in particolare, e il mondo della lirica in generale, da non perdere.

teatrodipisa.pi.it

Dalla Laguna al Lungarno

Un po’ di Venezia e del suo Festival del Cinema arriva a Pisa con la rassegna Dalla Laguna al Lungarno al cinema Arsenale. Da martedì 1 a domenica 6 ottobre

Al cineclub di vicolo Scaramucci arriva in anteprima Ema, di Pablo Larrain, e in evento speciale Il sindaco del Rione Sanità, presentato in sala Sabato 5 alle 20.30 dal regista Mario Martone. Sempre in anteprima, ma dalla sezione Orizzonti Madre di Rodrigo Sorogoyen, vincitore del premio per la Miglior interpretazione femminile; il regista Simone Scafidi presenta il documentario Fulci For Fake venerdì 4 alle 22.30, evento in collaborazione con il Fi.Pi.Li Horror Festival, introdotto dal dj-set a tema Fulci di Meo Dj. Lunedì 1 alle 21, sarà invece Bruna Niccoli, Storica del costume e della moda dell’Università di Pisa a introdurre House of Cardin di P. David Ebersole. I cinefili pisani potranno vedere in anteprima il vincitore del Premio per il Miglior restauro da Venezia Classici, Exstase (Estasi) di Gustav Machatý, dalla sezione Sconfini, Effetto Domino di Alessandro Rossetto e, da Fuori Concorso, Il pianeta in mare di Andrea Segre.

arsenalecinema.com

Artemisia, quella vera

Quella in mostra a Palazzo Blu fino all’8 marzo 2020, ritratta da Simon Vouet, è un’ Artemisia Gentileschi autentica, bellissima e orgogliosa. Pronta per volare alla National Gallery di Londra.

Di lei colpiscono la mano con il toccalapis, fissata in un gesto vezzoso e pratico insieme; il medaglione dorato che le pende sul corpetto, sul quale un piccolo mausoleo omaggia, in un gioco di enigmistica archeologica, il suo nome; l’orecchino di perla, pendente che anticipa Vermeer. Ma soprattutto lo sguardo fiero, che riassume nel silenzio della tela la sua storia di sofferenze e l’orgoglio per la sua emancipazione come donna e come artista. Leggibile anche espressamente nella firma della pittrice nel cartiglio accanto a lei.

Fotografata come una diva, Artemisia, pittrice secentesca figlia di Orazio, pure pittore, di origine pisana, al tempo del ritratto era già una professionista affermata e conosciuta, apprezzata a Firenze e a Roma, dove già ha prodotto tanti dei suoi capolavori e dove, intorno al 1620, Vouet la ritrae nella tela appena acquisita da Fondazione Pisa per Palazzo Blu.

Artemisia Gentileschi, Clio Musa della Storia

Il Ritratto di Artemisia Lomi Gentileschi di Vouet, scoperto anni fa da Roberto Contini e Francesco Solinas che ha curato l’opuscolo catalogo della mostra, rimarrà esposto a Palazzo Blu accanto alla Clio Musa della Storia dipinta da Artemisia stessa e già nella Collezione Permanente di Palazzo Blu, in attesa di andare a fare bella mostra di sé, sempre insieme alla Clio, alla National Gallery di Londra per la grande mostra a cura di Letizia Treves Artemisia, in programma dal 4 aprile al 26 luglio 2020. Per poi tornare definitivamente a Pisa nelle rinnovate sale dedicate al Seicento pisano, aggiungendosi alle altre già in collezione e valorizzando il prestigio e il valore attrattivo del Palazzo e della città.

palazzoblu.it

Contemporaneo pisano

Archetipi spirituali: nove opere dell’artista Anna Chromy per le strade, nelle piazze, davanti alle chiese pisane. Perché i contrasti fanno riflettere

Davanti a San Michele in borgo c’è Cloak of Conscience, Sisyphus, qui in un’eterna pedalata, è davanti alla stazione, Prometheus in largo Ciro Menotti, mentre i due Chronos, I e II, saranno all’imbocco di corso Italia. E poi ancora Alcyon e Olympic Spirit, Don Giovanni, Ulysses. C’è anche Poseidon, una specie di fuorisalone, a Marina di Pisa, in piazza delle baleari. Con il progetto Archetipi spirituali, le sculture, le installazioni gigantesche di Anna Chromy rappresentano personaggi del mito, idoli e chimere, spunti di riflessione a sé stanti e ancor più significativi se immersi in un contesto ricco di simboli, di storia, di monumenti come quello pisano dove ogni architettura è un richiamo, dove la vita delle persone si mescola alla forza evocativa dei luoghi.

La grande arte contemporanea torna a Pisa, dal 20 settembre fino al 10 novembre, con il linguaggio dell’artista ceca nota in tutto il mondo ma da tempo innamorata della toscana.

Tutte le informazioni su Comune di Pisa

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