Sagra del Cinghiale – Riparbella

Il 9-10 e 16-17 novembre a Riparbella (PI) si terrà la 48ª edizione della Sagra del Cinghiale.

Il borgo medievale di Riparbella, adagiato sul crinale di una collina che domina la valle del fiume Cecina, è da quasi 50 anni teatro di una sagra dedicata alla gastronomia locale ed in particolare ai piatti a base di carne di cinghiale.

Nel menù della sagra si potranno gustare moltissime specialità della zona, tra le quali citiamo le fettuccine e lasagne cinghiale, la polenta accompagnata da cinghiale in salmì, ragù di cinghiale od olio nuovo e cacio, il cinghiale in salmì, l’arrosto di cinghiale, altre carni arrosto o alla griglia e fagioli lessi. Per finire in bellezza ci saranno il castagnaccio e i cantuccini, mentre il tutto sarà accompagnato da vino riparbellino e vinsanto.

Gli stand gastronomici restano aperti il sabato a cena dalle 19:00 e la domenica anche a pranzo dalle 12:30. Nei giorni della sagra non mancheranno altri eventi come musica dal vivo e da ballo, tornei, mostre, esibizioni e animazione per i più piccoli. Lo svolgimento è garantito anche in caso di maltempo presso la tensostruttura del Parco Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Sagra del Cinghiale – Chianni

7-8-9-10 e 14-15-16-17 novembre: 44ª Sagra del Cinghiale di Chianni

Giovedì 7 Novembre

Ore 19.00 presso la sala polivalente del Piccolo Teatro: Inaugurazione della 44ª Sagra del Cinghiale di Chianni a cura della Federcaccia Pisana.
A Seguire “La caccia a tavola”. Parteciperanno dirigenti regionali e provinciali. Info e prenotazioni (obbligatoria) al numero 335 7128749 oppure 347 3618553.

Venerdì 8 Novembre

Ore 19:00 Apertura festa con cena su prenotazione con doppio turno: 19:30 e 21:30.

Info e prenotazioni (nei giorni lunedì, mercoledì, venerdì) al numero 0587 648809 dalle ore 9:00 alle ore 12:00. Inizio prenotazioni mercoledì 30/10/2019. È obbligatorio lasciare un recapito telefonico, comunicare l’ora e confermare la presenza.

Sabato 9 Novembre

Ore 12:00 e 19:00 Apertura ristorante.

Centro Polivalente “Piccolo Teatro”. Grazie alla disponibilità dei sigg. Neumann e con la collaborazione de “La Compagnia di Luca” e “Archivio fotografico di Chianni” presentazione del libro “Il paesechenoncepiù” nei racconti di Luigi Benvenuti e nei dipinti di Massimo Salvoni.

Ore 18:00 Presso la Sala Convegni del Comune di Chianni, inaugurazione della Mostra fotografica “Tracce di luce 5° Ed.” con autori della UIF (Unione Italiana Fotoamatori) a cura dell’Associazione Fotografica Fornacette.

Scambio gastronomico in collaborazione con l’Associazione Radicchio Rosso di Dosson (TV).

Durante la cena degustazione gratuita di specialità a base di radicchio rosso.

Dalle ore 21:00 Live music con Slang Live Music: una serata da cantare e ballare.

Domenica 10 Novembre

Per le vie del Borgo: odori, sapori, tradizioni e musica dal vivo.

Ore 12:00 e 19:00 Apertura ristorante.

Nel pomeriggio Stage di ballo con Guidi Paolo e Barbara Signorini del Centro Danza Fidanzi e spettacolo bandistico con la Filarmonica G. Puccini di PalaiaSara Gesi con la zumba, bachata e salsa nello stage open a tutti.

Ore 15:00 in Piazza del Castello spazio per i bambini: giochi e intrattenimenti a cura dei Cinghialotti.

Giovedì 14 Novembre

Ore 18:00 Presso la Sala Convegni del Comune di Chianni a cura dell’Amministrazione Comunale: Convegno sul tema “Sistema economico territoriale tra cultura, identità, tradizioni e prodotti locali”.

Le Eccellenze della Sagra: La Bottega del Morino presenta una cena a tema. Menù a prezzo fisso € 35 su prenotazione, massimo 130 partecipanti. Per le prenotazioni, per maggiori chiarimenti e per il dettaglio della serata telefonare al numero 335 7128749 oppure 348 4120390.

Venerdì 15 Novembre

Ore 19:00 Cena su prenotazione con doppio turno: 19:30 e 21:30.

Info e prenotazioni (nei giorni lunedì, mercoledì, venerdì) al numero 0587 648809 dalle ore 9:00 alle ore 12:00. Inizio prenotazioni mercoledì 30/10/2019. È obbligatorio lasciare un recapito telefonico, comunicare l’ora e confermare la presenza.

Sabato 16 Novembre

Ore 12:00 e 19:00 Apertura ristorante.

Ore 13:00 Incontro e scambio con la comunità di Cles (Trentino Alto Adige) alla presenza delle rispettive Amministrazioni Comunali.

Nel pomeriggio esibizione del Gruppo Bandistico Clesiano della comunità di Cles.

Dalle ore 19:00 Live music con la Crazy Band: una serata da cantare e ballare.

Domenica 17 Novembre

Per le vie del Borgo: odori, sapori, tradizioni e musica dal vivo.

Ore 12:00 e 19:00 Apertura ristorante.

Ore 11:00 Esibizione del Gruppo Bandistico Clesiano.

Ore 15:00 in Piazza del Castello spazio per i bambini: giochi e intrattenimenti a cura dei Cinghialotti e O.C.R. Bear Team.

Sfilata folcloristica delle locali squadre di caccia al cinghiale accompagnata dalla Ciaccia Banda Street Band.

Danza sotto la cenere

La stagione di Danza del Teatro Verdi si inaugura sabato 9 novembre con una Cenerentola femminista, cupa, ma che non rinuncia a sognare

Chi è Cenerentola se non la parte inespressa di tutte le donne (ma forse anche di tutti gli uomini), quella parte di noi che, sopita sotto la polvere non aspetta che di brillare? E poco cambia che la polvere sia quella del focolare dove la bella orfana ramazza invece di andare alle feste o quella della società, degli obblighi, delle convenzioni; o ancora se è il pulviscolo mefitico di un sobborgo minerario nel pieno della rivoluzione industriale, in un’ambientazione dickensiana. Sarà una versione inedita per il grande classico coreutico questa Cenere Cenerentola, della compagnia vicentina Naturalis Labor, che, in prima nazionale, inaugurerà la Stagione di Danza del Verdi sabato 9 novembre alle 21.

Scelta dal direttore artistico della stagione Silvano Patacca, in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo Onlus, per inaugurare il cartellone di quest’anno, Cenere Cenerentola è una produzione per dieci danzatori firmata da Luciano Padovani. Attraverso il linguaggio della danza contemporanea, Padovani propone una storia piena di contrasti nella quale gli incubi si mescolano ai sogni: senza rinunciare ai momenti topici della storia che tutti conosciamo, dall’incontro col principe alla perdita della scarpetta, alla fuga allo scoccare della mezzanotte, quello messo in scena dai dieci danzatori è un mondo imperfetto, ma nel quale il desiderio e la passione spingono ad inseguire i propri sogni.

Uno straordinario gruppo di danzatori – Stefano Babboni, Marco Bissoli, Alice Beatrice Carrino, Umberto Gesi, Elisa Mucchi, Francesco Pacelli, Roberta Piazza, Alice Risi, Andrea Rizzo, Elisa Spina – che ci farà riscoprire un classico che credevamo di conoscere. Facendolo brillare da sotto la cenere.

Fondazione Teatro di Pisa, tel 050 941111, www.teatrodipisa.pi.it

Don Giovanni a Palazzo

Sabato 9 novembre per l’ultimo appuntamento con Opera a Palazzo arriva a Palazzo Blu un Don Giovanni on the road

Don Giovanni è la dissolutezza, l’arroganza e la versione in programma per sabato 9 a Palazzo Blu per l’ultimo appuntamento con Opera a Palazzo non fa che sottolineare proprio questa sua natura grazie ad una messa in scena che sottolinea l’azione. L’omicidio del Commendatore, la fuga, il pentimento che non arriva mai rendono viva un’azione movimentata anche dall’ambientazione anni ’70, psichedelica e surreale, pienamente on the road. Un’atmosfera sempre in bilico, sull’orlo della fuga e di una redenzione sempre negata che esalta per contrasto la scrittura musicale sublime e il rigore formale impeccabile che fanno di quest’opera un capolavoro.

L’appuntamento di sabato 9 novembre alle 20.30 nell’auditorium di Palazzo Blu, in collaborazione con la compagnia Fuori Opera, è il quarto ed ultimo dell’edizione 2019 del progetto Opera a Palazzo, nato dalla volontà di valorizzare la cultura operistica italiana riportandola ad una dimensione popolare di facile accesso. Gli spettacoli, della durata di 90 minuti, sono fruibili da intenditori e neofiti, perché la breve durata e l’approccio particolare rendono più facile anche un primo avvicinamento al mondo dell’opera.


Lo spettacolo è gratuito, ma è necessario prenotarsi tramite il sistema Event Brite. Coloro che non hanno accesso ad internet possono richiedere assistenza presso la biglietteria di Palazzo Blu a partire dalle 14:30 del martedì precedente la data dell’evento.

palazzoblu.it

Don Giovanni
dramma giocoso in due atti

 
libretto di Lorenzo da Ponte
musica di Wolfgang Amadeus Mozart
 
PERSONAGGI e INTERPRETI

Don Giovanni, Yukihiro Yamamoto
Donna Anna, Luisa Bertoli
Donna Elvira, Demetra Fogazza
Leporello, Giovanni Ventimiglia
Commendatore e pianoforte, Elia Tagliavia
maestro concertatore – Andrea Deutsch Gottfried
allestimento – Fabio Midolo
videoinstallazione – Nicola Console

(Thanks to Karlie Mitchell for making this photo available freely on @unsplash)

Un’isola chiamata Terraneo

Una mostra di illustrazioni a Palazzo Blu completa l’offerta del Pisa Book Festival. Fino al 9 febbraio 2020, Terraneo. Isola di tutti i popoli di Vincenzo del Vecchio

Gli ingredienti per una storia affascinante ci sono tutti: un’isola mitica, una serie di popoli diversi che condividono una cultura millenaria, tante città bellissime. Le illustrazioni di Vincenzo del Vecchio per il libro per bambini Terraneo. Isola di tutti i popoli, scritto con Marino Amodio, saranno in mostra a Palazzo Blu e si legano a doppio filo al tema di questa edizione del festival, dedicato all’Europa.

Si inaugura mercoledì 6 novembre alle 18.30, l’esposizione di 15 tavole a china, alcune colorate in digitale, tratte dal libro di Amodio e Del Vecchio che resteranno nella sala a piano terra di Palazzo Blu fino al 9 febbraio 2020.

Se il Mediterraneo fosse un’isola, questa l’idea, sarebbe popolata da tutti i popoli che vi si affacciano e che, avendolo sempre navigato e vissuto, sono sempre in qualche modo stati in contatto. Tra fantasia e attualità, un libro che può far riflettere su questo tema anche i più piccoli, mentre le sue immagini sognanti non potranno che incantare tutti.

Vincenzo Del Vecchio e Marino Amodio saranno presenti all’inaugurazione di mercoledì 6 novembre alle 18.30 a Palazzo Blu mentre alle 19 di giovedì 7 saranno in sala Pacinotti al Palazzo dei Congressi, ospiti del Pisa Book Festival per un incontro con Giorgio Bacci palazzoblu.it

Pisa, i libri, l’Europa

Dal 7 al 10 Novembre, il Palazzo dei Congressi ospita il salone degli editori indipendenti arrivato alla diciassettesima edizione: torna il Pisa Book Festival

Più di 200 presentazioni, 160 espositori, seminari, laboratori, letture. E soprattutto libri, libri per tutti.

Il più importante salone nazionale del libro organizzato in Toscana è una scommessa vinta per Lucia Della Porta, ideatrice e direttrice del festival promosso e sostenuto da Regione Toscana, Fondazione Pisa e Camera di Commercio, con la collaborazione dell’Università di Pisa: “Da giovedì 7 a domenica 10 novembre il Palazzo dei Congressi sarà una vera e propria cittadella del libro – spiega – nella quale entrare in contatto con chi, i libri che tanto amiamo, li crea”.

Il filo conduttore dell’edizione 2019 sarà un viaggio nel vecchio continente, una sorta di tour europeo non a caso pensato in un momento in cui tante domande si fanno a proposito della nostra identità e delle nostre radici. Non un singolo paese come d’abitudine, quindi, ma l’intero continente, come ospite d’onore; due sezioni speciali dedicate a Portogallo e Romania, a sottolineare l’estensione dell’intera Europa, e un focus sulle letterature dell’est europeo a trent’anni dalla caduta del muro di Berlino

Un percorso tra identità e memoria, confini fisici e non, attraverso la storia e il futuro dell’Europa, in un dibattito dalle tante sfaccettature che prende spunto dai libri e che, volutamente, sottolinea il ruolo fondamentale della loro traduzione come snodo nel processo comunicativo.

“La letteratura sta dando un contributo fondamentale alla costruzione di un’Europa aperta, inclusiva, plurale” dice Riccardo Michelucci, curatore della sezione internazionale. Ed ecco autori provenienti da tutti i paesi, e il coraggio di chi li traduce per farceli apprezzare.

Tantissimi i nomi, dai più conosciuti alle perle non ancora note al grande pubblico: citiamo Radu Pavel Gheo, Claudiu Florian e Eugen Uricaru dalla Romania; Almeida Faria, Luis Cardoso e Valerio Romao per la letteratura lusitana. L’ucraino Andreri Kurkov e il serbo Dragan Velikic e l’albanese Artur Spanjolli. Torna Catherine Dunne, già madrina dell’edizione del festival dedicata all’Irlanda, Matthew Sturgis e Adam Zamoyski. Dalla Scozia Clare Hunter e dalla Svezia niente meno che Biorn Larsson. Ci sono anche America e Cina con Annie Dewitt e Xia Jia.

E l’Italia? Apre Malvaldi con la lectio magistralis Perché scrivo; il premio Strega Sandro Veronesi e Marco Vichi presenteranno qui le loro ultime uscit, così come Lina Bolzoni e Emanuele Trevi. Ma ci saranno anche Giulia Corsalini e Desy Icardi. Attualità con Benedetta Tobagi, Franco Cardini, Manlio Dinucci e Giulietto Chiesa. Attesissimi Valerio Aiolli e Franco Faggiani, Edoardo Nesi, Arnaldo Marcone, Marino Bartoletti, Giampaolo Simi. E tanti, tanti altri.

Autori e giornalisti chiacchiereranno col pubblico al Repubblica Caffè con cui si rinnova la partnership, i più piccoli troveranno di che divertirsi con laboratori, sezioni dedicate e tanti progetti con le scuole. Come di consueto una serie di appuntamenti dedicati alla scena toscana e un occhio particolare all’ambiente, sempre più in cima all’interesse di tutti.

da giovedì 7 a domenica 10 novembre . Palazzo dei Congressi, via Matteotti, Pisa . giovedì 15 – 20, venerdì, sabato e domenica 10 – 20

pisabookfestival.com

Il paradiso di Ambrogio

Presentazione il 9 novembre per Paradiso vista Inferno, il nuovo appuntamento alla Gipsoteca per il ciclo Scrittori in Borgo organizzato dalla Libreria Ghibellina.

Si intitola Paradiso vista Inferno. Buon governo e tirannide nel Medioevo di Ambrogio Lorenzetti l’ultimo libro della professoressa Chiara Frugoni per le edizioni Il Mulino, con il quale l’autrice, sabato 9 novembre alle 18.30, alla Gipsoteca di Arte Antica, ci dà un’idea della scelta profondamente innovativa di Lorenzetti.

Nel Medioevo il diritto all’immagine appartiene soprattutto ai protagonisti del mondo religioso, della Chiesa come delle Sacre Scritture, o a grandi personaggi laici e famosi. Con gli affreschi di Palazzo Pubblico a Siena Ambrogio Lorenzetti ci propone una straordinaria novità, rappresentando gente comune, senza storia. Ad essa per la prima volta è affidato il compito di illustrare la ridente vita in città e in campagna assicurata dall’ottimo governo dei Nove. Non importa che la realtà, ben diversa, fosse fatta di carestie, rivolte, corruzione. Nella prestigiosa Sala dei Nove i cittadini e i contadini senesi del tempo – siamo intorno al 1338 – vedono raffigurata una città orgogliosa dei suoi splendidi palazzi, una lieta e fertile campagna dove vecchi e giovani, donne e bambini, e poi artigiani, mercanti, nobili e intellettuali, contadini e pastori sono partecipi di una convivenza operosa e felice. È il trionfo del Bene Comune, e della guida illuminata dei governanti cittadini. Dove invece ognuno tende al bene proprio ecco infuriare un corteo nefasto: anarchia, violenza, distruzione, soprusi, guerra. Un capitolo vivo di storia medievale, ma non solo: additando il pericolo della Tirannide e le sue conseguenze, questo grande manifesto politico ha parlato a tutte le epoche, e oggi parla a noi con voce particolarmente forte.

Nella scoperta del capolavoro di Ambrogio, ad accompagnare il lettore un ricchissimo corredo di immagini smaglianti.

I ’60 pisani

Nuovo decennio in mostra dall’archivio Frassi: dal 30 ottobre al 13 aprile a Palazzo Blu, dopo i Cinquanta arrivano i favolosi anni Sessanta

Nuova mostra di immagini dell’archivio di Luciano Frassi, la miniera di fotografie che rispecchiano la memoria storica cittadina: con Pisa gli anni ’60. Il boom e il rock, a cura di Giuseppe Meucci e Stefano Renzoni, si passa dalla ricostruzione post bellica all’adozione del nuovo Piano Regolatore che ribaltava gli orientamenti urbanistici precedenti; dallo sviluppo della motorizzazione nel centro urbano all’espansione delle strutture universitarie in seguito alla grande crescita del numero degli iscritti. Sono gli anni della prima giunta di centrosinistra del sindaco Viale e della strage di Kindu, dell’alluvione, della visita di Paolo VI e della promozione del Pisa in Serie A.

I dischi dei Beatles e il raduno di Woodstock tra le foto esposte nelle sale al secondo piano di Palazzo Blu, a ricordare il mondo che cambia velocemente e ben al di là delle mura cittadine fanno da cornice ad una mostra che ci racconta chi siamo stati e come siamo cambiati, insieme ad un breve ciclo di incontri pomeridiani con Alberto Mario Banti, Marco Masoni, Giuseppe Meucci e Renzo Castelli per ripercorrere i momenti salienti di un decennio che ha cambiato la società.

palazzoblu.it

Arte, natura e impegno

Al Museo di Storia Naturale di Calci due esposizioni diverse ma con in comune la voglia di migliorare l’ambiente e le persone.

Si tratta di La Natura Investe, dal 25 ottobre al 3 novembre, mostra di elaborati grafici nati nell’ambito di un progetto finanziato con un bando regionale per dare una risposta creativa alla tragedia dell’incendio del Monte Pisano dello scorso anno. Nella sala dei Cetacei ci saranno acquarelli, disegni, motivi stilizzati che diventano decoro per tessuti ma che partono da rielaborazioni di flora e fauna del Monte Pisano grazia all’immaginazione e al lavoro dei ragazzi di tre scuole: I. C. F. De Andrè (capofila), Liceo d’Arte F. Russoli e Modartech di Pontedera.

In occasione dell’inaugurazione, venerdì 25 ottobre alle 16, alla Certosa sarà realizzata una video installazione evocativa e immersiva. Il lavoro di un anno, tra riflessione e creatività, diventa spunto per il futuro. Quello dell’ambiente e quello delle persone che devono averne cura.

Dal 26 ottobre al 17 novembre c’è anche Orto ispirami la presentazione delle opere realizzate in occasione del concorso di disegno estemporaneo 2019 organizzato dall’Orto Botanico delle Alpi Apuane a cura dell’Associazione “Aquilegia” Natura e Paesaggio Apuano ONLUS che, all’inaugurazione di sabato 26 ottobre alle 15.30, presenterà le prossime iniziative, inclusa la prossima edizione del concorso di disegno.

Le mostre sono visitabili gratuitamente negli orari di apertura del Museo.

Il Futurismo, oggi

Fino al 9 febbraio a Palazzo Blu si racconta il Futurismo con una grande mostra che ci fa rileggere lo spirito di un’epoca.

Marinetti era già arrivato a Pisa, con una delle sue Serate Futuriste, quelle strane performance che dovevano essere davvero sovversive anche solo per il modo in cui proponevano l’arte. Era stato accolto al Teatro Rossi: accolto si fa per dire, visto che la serata era finita con un sonoro lancio di ortaggi che il padre fondatore del movimento aveva commentato come il segno di una riuscita perfetta. Ma si sa: con il futurismo tutti i canoni sono rovesciati; dunque sì, in effetti un’accoglienza calorosa. Oggi torna nella nostra città con la mostra Futurismo in programma fino al 9 febbraio a Palazzo Blu, se chissà vorrebbe che gli fossero tirati ortaggi.

La peculiarità del Futurismo, unica vera grande avanguardia artistica italiana del 900, è la volontà del movimento di intrecciare l’arte con la vita, di non affascinare un ristretto gruppo di addetti ai lavori arroccati nella torre di una cultura d’élite, ma arrivare a tutti. Arrivare e smuovere, rivoluzionare, ribaltare quello che c’era prima per creare qualcosa di nuovo. Quindi il movimento, il culto della rivoluzione, del rovesciamento della tradizione; la velocità, il cambiamento, le innovazioni, le macchine, le industrie. Ma, attenzione: tutto secondo regole precise che dal primo Manifesto del 1909, venivano pubblicate, dunque appunto rese pubbliche, diffuse, e rispettate.

A 110 anni dal primo Manifesto, la mostra curata da Ada Masoero, propone una ricca scelta di opere dei firmatari di quel primo Manifesto e di quelli che, dedicati di volta in volta alle diverse declinazioni artistiche, furono pubblicati negli anni seguenti. Più di cento opere di primissimo rilievo da Marinetti a Boccioni, Carrà, Russolo, Balla, Severini e poi Prampolini, Depero, Fillia, Benedetta descrivono un movimento che è stato coerente nella sua eversività e rivolto al popolo tutto pur rompendo tutte le regole che il popolo poteva conoscere.

La mostra segue l’ordine cronologico dei tre decenni del movimento senza mai risultare pedante; raggruppa i temi che hanno interessato i futuristi risultando comunque fluida; racconta un periodo storico e le sue immancabili implicazioni politiche mettendo in luce le connessioni senza ambiguità, ma operando i dovuti distinguo; è ricchissima di opere di primo rilievo ma resta leggera e piacevolissima da visitare. Marinetti sarebbe contento: oltre alla possibilità di leggere di sala in sala il testo completo di ciascun manifesto, ci sono lungo il percorso momenti ludici nei quali il visitatore può vedere il proprio viso sovrapposto al ritratto del fondatore o giocare su una lavagna magnetica con le parole in libertà componendo la propria poesia futurista. Più divertente che tirare ortaggi.

www.futurismopisa.it www.mondomostre.it www.palazzoblu.it

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