Non chiamatelo Dante Day

Si chiama Dantedì ed è il giorno in cui in tutto il mondo si ricorda il sommo poeta: a settecento anni dalla morte di Dante, il 25 marzo, data in cui si fa cominciare il viaggio nell’oltretomba: Palazzo Blu condivide l’anteprima video di una mostra che celebra il padre della nostra lingua e della nostra letteratura.

Il primo omaggio all’Alighieri è nell’aver saputo resistere alla tentazione di chiamarlo Dante Day: si tratta pur sempre del padre della lingua italiana. E poi, a dire il vero, di omaggi ce ne sarebbero stati tanti altri per ricordare l’autore di uno dei poemi più noti nella storia della letteratura mondiale: ma, lo sappiamo, tante iniziative non potranno svolgersi a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia. Almeno per ora.

Non si arrende alle difficoltà Palazzo Blu, che una di queste iniziative deve rimandarla, ma che non rinuncia a condividerne con il proprio pubblico un assaggio: si tratta della mostra Tom Philips. Dante’s Inferno, della quale, proprio il 25 marzo, sarà possibile gustare un’anteprima video.

Curata da Giorgio Bacci, promossa da Palazzo Blu, Fondazione Pisa e Società Dantesca Italiana, con il contributo e il patrocinio del Comitato Nazionale per Dante 700, la mostra è pronta e allestita negli spazi di Palazzo Blu e sarà aperta al pubblico non appena le condizioni lo consentiranno.  

L’edizione 2021 del Dantedì, che ricorre il 25 marzo come data che gli studiosi indicano per l’inizio del viaggio nell’aldilà raccontato dal Sommo Poeta nella Divina Commedia, è particolarmente importante perché si celebrano anche i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. E proprio in virtù di questo anniversario così importante, in tanti avevano pensato a omaggi e celebrazioni per le quali, purtroppo, dovremo aspettare ancora un po’.

Palazzo Blu ci offre la possibilità di andare a guardare cosa coi aspetta: mercoledì 25 marzo si potrà entrare virtualmente nella mostra attraverso le immagini che verranno diffuse dai suoi account social a partire da youtube.   

L’anteprima video svelerà le prime immagini dell’allestimento e condurrà il pubblico alla scoperta di Tom Phillips, artista britannico contemporaneo e del suo racconto in 139 illustrazioni dell’Inferno dantesco. L’artista ha iniziato la sua ricerca espressiva sul testo di Dante nel 1976. Le opere presenti in mostra, realizzate con tecniche diverse tra loro – serigrafia, incisione, litografia, mezzatinta – appartengono ad una serie completa e rappresentano un commento visivo alle terzine dantesche. Un commento dai tratti post moderni con citazioni da opere celebri, oggetti di culto, icone della società di massa, incursioni nel mondo dei fumetti. Un racconto della Divina Commedia che assume significati nuovi e inaspettati.  

Tom Phillips è oggi tra gli artisti più importanti a livello internazionale, in grado di spaziare dalla scultura alla pittura, dalla grafica all’illustrazione. Le sue opere sono conservate nei maggiori musei di tutto il mondo, tra cui la Tate Gallery, il British Museum e il Victoria and Albert Museum di Londra, il Museum of Modern Art di New York, il Philadelphia Museum. Nel corso degli anni gli sono state dedicate mostre personali in tutto il mondo tra cui Londra, Parigi, New York, Rotterdam, Milano.  

Le immagini da Palazzo Blu saranno accompagnate dalle interviste a Giorgio Bacci, curatore della mostra, Marcello Ciccuto, presidente della Società Dantesca Italiana, Alberto Casadei, coordinatore del Gruppo Dante dell’Associazione degli Italianisti e Cosimo Bracci Torsi, presidente della Commissione Cultura di Fondazione Pisa.  

La mostra, una volta aperta al pubblico sarà visitabile fino al 18 luglio.

palazzoblu.it  

Pisa, In anticipo sul resto del mondo

Il prossimo 25 marzo Pisa entra nel 2022 secondo il Capodanno in stile Pisano, che no, non è uguale a quello in stile fiorentino che si celebra sempre il 25 marzo, ma è un anno indietro. E se anche quest’anno i festeggiamenti saranno limitati, non rinunciamo alla tradizione. I pisani non potranno vedere il raggio di sole al Duomo? Saranno simbolicamente illuminati tre punti della città.

Un’esposizione di immagini della tradizione cittadina, una conferenza in streaming e l’illuminazione di luoghi simbolici della città: forse dovremo accontentarci di festeggiamenti poco di piazza, ma il 25 marzo non vogliamo rinunciare a celebrare il Capodanno Pisano con il quale entreremo nel 2022 nove mesi prima del resto del mondo.

È una tradizione che affonda le radici nel Medioevo: già nel X secolo la città faceva infatti coincidere l’inizio del nuovo anno con l’Annunciazione a Maria Vergine dell’Incarnazione di Gesù. Una serie di iniziative, tra le quali la cerimonia del raggio di sole, alle ore 12, in Cattedrale, celebrano questo passaggio così carico di importanza per la nostra identità cittadina.

“Per il secondo anno consecutivo – ha spiegato l’assessore alle tradizioni della storia e della identità di Pisa, Filippo Bedini – non possiamo purtroppo vivere a pieno l’appuntamento con il nostro Capodanno, ma abbiamo comunque voluto tenere alta l’attenzione su questo momento anche se la comunità cittadina non potrà riunirsi come di consuetudine in Cattedrale”.

Il programma prevede alle ore 9.30 l’alzabandiera con il nuovo vessillo comunale sul Ponte di mezzo e l’esposizione dei nuovi stendardi degli antichi quartieri medievali. In particolare sulle bifore di Palazzo Gambacorti saranno esposti quattro vessilli dei quattro quartieri della città, mentre sulla terrazza di Palazzo Pretorio saranno esposte le quattro insegne che rappresentano Pisa: la Madonna, la croce, l’aquila e la gramigna.

A seguire, nell’atrio di Palazzo Gambacorti, avverrà l’esposizione delle 25 fotografie selezionate dal contest fotografico Scatti nella Tradizione che ha visto la partecipazione di oltre 200 immagini, poi scelte da una commissione di esperti formata dal fotoreporter di fama internazionale, Massimo Sestini (presidente), dal fotografo de Il TirrenoFabio Muzzi, e dal fotografo freelance, Vincenzo Penné. Le 25 immagini sono attualmente sottoposte al giudizio degli utenti dei canali Social (Facebook e Instagram) del Comune di Pisa e nella mattinata del 25 marzo sarà stata indicata la fotografia vincente.

Alle ore 11.30, in Cattedrale, la celebrazione delle preghiere per Pisa e la Cerimonia del raggio di sole alle 12, alla presenza di una delegazione istituzionale cittadina, comprese le rappresentanze del Gioco del Ponte, Regata delle Repubbliche marinare, Palio di San Ranieri e altre associazioni che hanno dato vita alla giornata.

Alle ore 17.30 la conferenza dal titolo Origini storiche e religiose del Capodanno Pisano, con la professoressa Gabriella Garzella e Filippo Bedini, assessore alle tradizioni della storia e della identità di Pisa (diretta streaming sui canali Social del Comune di Pisa).

Alle ore 19.30, tre punti della città saranno illuminati a simboleggiare il raggio di sole, in particolare sulla facciata degli Arsenali Medicei, sul letto del fiume, sul primo muro della città, ripulito con la vernice antigraffito, in via San Zeno.

Vista l’impossibilità di prevedere il coinvolgimento della cittadinanza, è stata anche realizzata una campagna di affissioni con alcune immagini simbolo per ricordare a tutti la ricorrenza del Capodanno Pisano che non può essere festeggiata a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Capodanno in Stile Pisano. Note storiche. Fin dal X secolo i Pisani fecero coincidere l’inizio dell’anno con l’Annunciazione (e quindi l’Incarnazione di Gesù), ossia 9 mesi prima del 25 dicembre. Si ottenne così l’Anno Pisano ab Incarnatione Domini (o Christi). Il primo documento datato in Stile Pisano che lo attesta  risale al 985. Questa data di inizio anno rimase in vigore per secoli anche nelle terre appartenenti alla Repubblica di Pisa: la costa fra Portovenere e Civitavecchia, Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Corsica, Sardegna, Baleari, Gaeta, Reggio Calabria, Tropea, Lipari, Trapani, Mazara, Tunisia, Algeria, Egitto, Palestina, Siria, la città di Azov (nel Mare omonimo, sulla foce del fiume Don) e Costantinopoli, dove i Pisani furono gli unici occidentali a potersi stabilire, insieme ai Veneziani.

Cerimonia del raggio di sole. Differente, rispetto a quello tradizionale, è poi il momento del passaggio al nuovo anno che non corrisponde alla Mezzanotte bensì al Mezzogiorno, quando da una finestra della navata centrale del Duomo un raggio di sole illumina la mensolina a forma di uovo posta sul pilastro accanto al celebre pergamo di Giovanni Pisano.

Ripresa della tradizione. Il Capodanno in Stile Pisano durò fino al 20 novembre 1749, giorno in cui il Granduca di Toscana, Francesco I di Lorena, ordinò che in tutti gli stati toscani il primo giorno del gennaio seguente avesse inizio l’anno 1750. Quindi, anche Pisa dovette uniformarsi all’uso del calendario gregoriano. Solo negli anni ’80 del Novecento si tornò a parlare di questa ricorrenza e da allora il Capodanno è tornato ad essere festeggiato con iniziative culturali in anticipo sul resto del mondo.

La tradizione in uno scatto

Oltre 200 le fotografie inviate per partecipare al #PisaContestPhoto, il concorso fotografico Scatti nella tradizione.: selezionate le migliori 25 che verranno sottoposte al giudizio dei Social e saranno esposte dal 25 marzo, per il Capodanno Pisano 2022.

No, anche quest’anno, ormai è certo, non potremo festeggiare il capodanno pisano con le celebrazioni, l’attesa per il raggio di sole che colpisce quel punto preciso all’interno del duomo, i cortei, i fuochi d’artificio. Eppure non ci è passata la voglia, anzi forse è aumentata, di partecipare in qualche modo, di dire a noi stessi e al re3sto del mondo quanto siamo fieri di onorare le nostre tradizioni; anzi, forse è dovuta anche a questo la grandissima partecipazione al contest fotografico Scatti nella tradizione lanciato dal Comune di Pisa e concluso lo scorso 6 marzo. Le oltre 200 immagini partecipanti sono state oggetto del giudizio della commissione di esperti che ha selezionato i migliori 25 scatti che, da lunedì 15 marzo prossimo, saranno sottoposti al gradimento dei social. La fotografia vincitrice sarà decretata il prossimo 25 marzo, in occasione del Capodanno Pisano 2022 in stile pisano. A partire dallo stesso giorno tutte le fotografie selezionate saranno esposte nell’atrio di palazzo Gambacorti.

Il giudizio della Commissione. “Immagini altamente qualitative, anche come ricerca e composizione”, è questa la sintesi espressa dalla commissione di esperti composta dal celebre fotoreporter, Massimo Sestini (presidente), dal fotografo de Il TirrenoFabio Muzzi, e dal fotografo freelance, Vincenzo Penné. «”con i colleghi Fabio Muzzi e Vincenzo Pennè, abbiamo visionato tutte le immagini partecipanti al Contest e, con soddisfazione, possiamo dire di avere incontrato un ottimo livello di fotografia – scrive Massimo Sestini, presidente della commissione giudicatrice -. Le immagini partecipanti sono altamente qualitative, come ricerca e composizione. Molte di esse, infatti, anche se inizialmente valutate separatamente, sono state da subito selezionate nella scelta individuale. Gran parte delle fotografie realizzate dagli autori possedevano un’ottima ricerca dell’inquadratura, dell’individuazione del soggetto, dell’attimo documentativo, quasi mai banale, con una percezione del senso della piacevolezza espressa dall’immagine, unito molto spesso a una equilibrata composizione del contenuto finale. Un’interezza di immagini che sicuramente ben rappresenta lo spirito cui si rivolgeva il tema indicato dal Contest”. Le immagini interessanti, conclude, erano ben più delle 25 che il regolamento imponeva di selezionare.

Il concorso sui Social. Le 25 fotografie selezionate saranno sottoposte al giudizio degli utenti dei canali Social del Comune di Pisa e di Pisa Turismo. In palio per il vincitore un proiettore Full Hd, mentre a tutti i partecipanti al Contest sarà dato il volume “Pisa – identità e Tradizioni”. La consegna sarà organizzata tenuto conto delle disposizioni vigenti per il contenimento del Covid-19. Tutte le immagini inviate al Contest potranno essere utilizzate dal Comune di Pisa per le proprie finalità istituzionali e promozionali. Da lunedì 15 marzo prossimo sulla pagina Facebook del Comune di Pisa sarà creato l’Evento Vota “Scatti nella Tradizione”. Contest photo sondaggio in cui saranno svelate 25 immagini selezionate e tutti gli utenti potranno votare (mettendo Mi Piace) e far votare le migliori. Ci sarà tempo fino a martedì 23 marzo, alle ore 23.59. Le 2 fotografie che riceveranno più Mi Piace si sfideranno tra loro nelle 24 ore tra mercoledì 24 e giovedì 25 marzo attraverso un apposito sondaggio nelle Storie delle pagine Facebook e relativi profili Instagram del Comune di Pisa e di Pisa Turismo. La somma dei voti ottenuti dai diversi canali Social decreterà la fotografia vincente che si aggiudicherà la 2^ edizione del #PisaContestPhoto.

La memoria e il ricordo

Così come il 27 gennaio, con il Giorno della Memoria, si ricordano le vittime della Shoa, il 10 febbraio è il Giorno della Memoria per non dimenticare le vittime delle foibe, l’esodo forzato di istriani, fiumani e dalmati costretti a lasciare le proprie terre d’origine. E anche questa ricorrenza deve essere celebrata.

“Sono molte le iniziative che la nostra amministrazione ha voluto organizzare per celebrare questa significativa ricorrenza – ha dichiarato il vicensindaco, Raffaella Bonsangue. Furono infatti oltre 250mila gli esuli dell’Istria, della Dalmazia e della città di Fiume che, in conseguenza di un trattato di pace particolarmente gravoso per l’Italia, dovettero abbandonare le loro terre, lasciandosi alle spalle dolore e morte, nella drammatica ed assoluta incertezza del proprio futuro e di quello delle loro famiglie. A muoverli non fu solo il pericolo delle violenze titine ma, soprattutto, la ferma volontà di non rinunciare alla propria identità nazionale: erano e volevano restare Italiani. Oltre ad uno striscione che verrà esposto dal balcone di Palazzo Gambacorti, il programma prevede due momenti di celebrazione per ricordare le vittime di questa tragedia: il primo al cimitero suburbano di via Pietrasantina, il secondo al cippo delle vittime delle Foibe a Marina di Pisa. Si svolgerà poi un consiglio comunale straordinario dedicato al tema. Infine verrà intitolata la rotatoria tra via Maccatella e via di Cisanello a Norma Cossetto: una giovane studentessa che abitava in quel difficile confine orientale che fu catturata, seviziata e torturata per poi essere gettata, probabilmente ancora viva, nel buio profondo di una foiba insieme ad altri civili che niente avevano a che fare con il conflitto, tragica sorte che fu comune ad altre migliaia di nostri connazionali. Una figura alla quale il presidente della Repubblica Ciampi ha conferito nel 2005 la medaglia d’oro al valore civile. Mi piace anche ricordare che nel ’49 un deputato del Pci, Concetto Marchesi, volle che l’università di Padova, dove la ragazza studiava, conferisse a Norma Cossetto, la laurea honoris causa in lettere”.

“Quest’anno – ha dichiarato il presidente del consiglio comunale Alessandro Gennai –  a causa della pandemia, dobbiamo celebrare il Giorno del ricordo con una seduta straordinaria ed aperta del consiglio comunale soltanto da remoto e visibile comunque a tutta la cittadinanza tramite la diretta streaming dal sito internet del Comune di Pisa. Ci auguriamo che la partecipazione possa essere comunque numerosa. Dopo il Giorno della memoria del 27 Gennaio scorso, il prossimo 10 febbraio celebriamo il Giorno del ricordo, istituito con la legge 30 marzo 2004 n. 92, in memoria delle vittime delle foibe e degli esuli istriano-dalmati, fuggiti dalle loro case dopo la cessione di Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia in seguito la sconfitta dell’Italia nella seconda guerra mondiale. Una legge approvata con voto bipartisan dal Parlamento. Un atto dovuto, un atto di riconciliazione nazionale e di verità e di giustizia. Nulla può giustificare né le foibe né la vergogna dell’esodo”.

Il programma delle iniziative

–         Esposizione dal balcone di Palazzo Gambacorti di striscione commemorativo 

–         ore 10.30 Pisa Cimitero Suburbano, via Pietrasantina Chiesa di San Gregorio Maglio – Celebrazione Santa Messa; a seguire Cippo delle Vittime delle Foibe e degli Esuli Giuliano Dalmati – Deposizione corona di alloro del Comune di Pisa e dell’Associazione Giuliano-Dalmata 

–         ore 14.00 Consiglio Comunale – Giorno del Ricordo diretta streaming 

–         ore 16.30 Logge di Banchi – Musiche eseguite dall’Orchestra di archi e coro da camera del Liceo Musicale G. Carducci di Pisa 

In ricordo di Norma Cossetto sarà intitolata una rotatoria cittadina, quella all’incrocio tra via Maccatella e via di Cisanello.

Quel toscano di Dante

Per il settimo centenario dalla morte, la Toscana celebra Dante, testimone della cultura italiana, e toscana, nel mondo. Due giornate speciali, il 25 marzo e il 14 maggio in cui le città citate nella Commedia si uniscono con iniziative, app, un documentario e tanti percorsi turistici. Alla scoperta del sommo poeta e del nostro territorio.

I pisani, almeno quelli che si ricordano qualcosa dai banchi di scuola, lo sanno: non è che Dante esprima proprio tanto amore per la nostra città che definisce “vituperio delle genti”. Senza rancore, Pisa e tutte le altre città e aree geografiche citate dall’Alighieri nel suo capolavoro celebreranno i settecento anni dalla sua morte con una serie di iniziative speciali che ruotano intorno a due giornate speciali, il 25 marzo e il 14 maggio. Ci sarà un’app promossa da Fondazione Sistema Toscana che coinvolgerà turisti e appassionati di storia e letteratura in una colta e divertente caccia al tesoro basata sulla vita di Dante e sul suo rapporto con i territori. Il progetto Le vie di Dante, con itinerari turistici e cicloturistici appositamente progettati da Toscana Promozione Turistica nell’ambito di un progetto interregionale tra Toscana ed Emilia Romagna. Un documentario sulla vita del poeta che sarà trasmesso da Rai.doc. Una mostra fotografica gratuita ed itinerante, che unirà foto storiche Alinari e foto contemporanee di Sestini a tema dantesco, sarà allestita inizialmente al primo piano della Presidenza della Regione e poi proseguirà il suo percorso in vari Comuni per ritornare infine al Museo Casa di Dante a Firenze. Ma soprattutto quella che è stata chiamata la carica dei 101, dove per 101 si intendono le realtà (94 Comuni e le 7 aree geografiche Lunigiana, Garfagnana, Casentino, Mugello, Maremma, Val di Chiana e Romagna toscana) citate direttamente da Dante nei canti della Divina Commedia.

Dante Alighieri è da sempre ed in tutto il mondo il simbolo della Toscana – ha spiegato il presidente della Regione Eugenio Giani – Lui stesso nella Commedia non si è mai definito ‘fiorentino’, ma ben due volte, in canti fondamentali come il X dell’Inferno ed il XXII del Paradiso, si definisce o si fa definire ‘tosco‘. La sua è una toscanità diffusa, mostrata attraverso la conoscenza e la citazione diretta nelle terzine di ben 100 luoghi toscani e di un 101esimo luogo, cioè la Romagna toscana di Acquacheta e Castrocaro, che apparteneva ai confini toscani fino al 1925. Questi 101 territori saranno il nucleo fondamentale delle celebrazioni dantesche del 2021 ed ospiteranno tra giugno e settembre iniziative di vario tipo finalizzate a riscoprire, valorizzare e promuovere a fini culturali ma anche turistici il proprio legame con Dante. E’ questo che chiamo ‘la carica dei 101’, un fiorire di iniziative alle quali potranno aggiungersi altri eventi organizzati anche da tutti gli altri Comuni ed enti, anche se non esplicitamente citati dall’Alighieri: Dante è il padre culturale di tutta la Toscana e le celebrazioni in suo onore coinvolgeranno tutta la regione”.
“Il programma delle celebrazioni è una porta aperta – ha spiegato il presidente Giani – entro il 25 marzo ogni realtà toscana potrà aderire ed entrare a far parte di questo grande evento diffuso. Nel corso dell’anno ci saranno anche grandi eventi nazionali, ci saranno iniziative a Ravenna, dove Dante è morto 700 anni fa. Dunque questo calendario si arricchirà sempre più, ma per il momento sono due i giorni simbolo che abbiamo fissato: il Dante Day del 25 marzo 2021 e il nuovo Corteo delle bandiere previsto per il 14 maggio 2021. Il 25 marzo è storicamente una data toscana, è il capodanno toscano, ancora oggi ricordato a Pisa, il capodanno dell’Annunciazione ed è la data che Dante sceglie per iniziare il viaggio della Commedia. Il 14 maggio è invece la data in cui nel 1865, in occasione dei 600 anni dalla nascita del poeta, si tenne a Firenze il Corteo delle bandiere da Piazza Santo Spirito a Piazza Santa Croce, per celebrare la statua di Dante e l’inizio della stagione di Firenze Capitale d’Italia. Il 14 maggio auspico che le condizioni sanitarie siano tali da poter organizzare un nuovo corteo e che sia possibile prevedere anche un ritrovo di tutte le associazioni dantesche a Firenze, magari nel Salone dei 500”.

Non si festeggia, ma non si dimentica

La festa della Toscana, che ricorda il primato del granducato nell’abolizione della pena di morte, è stata celebrata ieri, sia pur nell’impossibilità di festeggiare. Il sindaco Conti interviene in Consiglio Comunale e si dice fiero dell’influenza che la nostra regione ha avuto in questo senso sul resto del mondo.

Il sindaco di Pisa, Michele Conti, è intervenuto questa mattina al Consiglio Comunale convocato per celebrare la Festa della Toscana. Erano collegati da remoto gli studenti delle scuole cittadine IIS Santoni, liceo Carducci e istituto Leonardo Da Vinci. Sono intervenuti anche lo scrittore Marco Malvaldi, e Pietro Finelli, direttore della Domus Mazziniana. Il sindaco ha definito “atto di ‘civiltà normativa’” la riforma di Pietro Leopoldo di Lorena che, nel Granducato di Toscana, abolì la pena di morte e di tortura nel 1786. “Un atto – ha detto – che avrebbe influenzato il resto del mondo verso quella abolizione della pena di morte che ancora, purtroppo, è realtà in alcuni Stati. Un atto di civiltà normativa tanto importante quanto semplice di cui come toscani dobbiamo andare giustamente fieri. Fu il segno che l’umanità aveva imboccato una nuova strada che, ancora oggi, non ha finito di percorrere”.

Il sindaco Conti ha, poi, ricordato il terribile anno che stiamo vivendo caratterizzato dall’emergenza Covid. “Purtroppo, a causa di questo virus. nessuno può essere dello spirito giusto per festeggiare la ricorrenza della Festa della Toscana come merita. In questi mesi molte famiglie hanno avuto lutti a causa del Covid-19, altre hanno patito sofferenze per i ricoveri o le cure, mentre tanti sono quelli che vivono sospesi nella paura perché positivi o entrati in contatto con positivi. Questa pandemia ci ha costretti a cambiare abitudini, relazioni, a modificare i nostri programmi nel mondo del lavoro, della scuola, del tempo libero e persino all’interno delle nostre case.

Tante persone hanno conosciuto le difficoltà che questo virus ha provocato, non solo dal punto di vista sanitario. Penso ai tanti che hanno perso il lavoro, a chi ha avuto gli stipendi ridotti o azzerati, ai lavoratori dipendenti, agli autonomi. Penso alla immane perdita di ricchezza che una regione come la Toscana e una città come la nostra hanno dovuto subire, specialmente nei settori del turismo e dell’export.

Fu ben altro, per fortuna, il virus che dalla nostra Toscana, e in particolare dalle nostre sponde dell’Arno, 234 anni fa partì in ogni direzione del mondo. Si trattava allora dell’inizio di una battaglia ideale che avrebbe contaminato ogni angolo del mondo: la globalizzazione della civiltà.

Grazie alla sua firma su un semplice atto, infatti, Pietro Leopoldo di Lorena, Granduca di Toscana, avrebbe influenzato il resto del mondo nel  rivedere il principio cardine della morte inflitta a un essere umano dallo Stato in nome della giustizia. Si trattò di un processo che avrebbe finito per coinvolgere l’intero pianeta, verso quella abolizione della pena di morte che ancora, purtroppo, è realtà in alcuni Stati.

Che la strada sia ancora lunga lo confermano i dati sulle esecuzioni capitali nel mondo resi noti dalle agenzie internazionali. Nel 2019, sebbene i dati siano per fortuna in costante diminuzione, ci sarebbero state 657 esecuzioni capitali in 20 paesi diversi. Ancora troppe per dire conclusa questa grande battaglia.

Anche per questo dobbiamo fare in fretta a uscire da questa pandemia sanitaria che ha sospeso il nostro tempo. Lo dobbiamo a noi stessi, alla nostra economia che deve riprendere a marciare ed esportare, al nostro sistema imprenditoriale, ai nostri figli che devono riprendere gli studi.

Ma lo dobbiamo anche alla nostra grande tradizione fatta di arte, cultura e di civiltà di cui la giornata che celebriamo è un esempio”.

Fibonacci, la sequenza e noi

Nell’850° anniversario della nascita, Pisa celebra Leonardo Fibonacci: dal 20 al 23 novembre convegni, concerti e persino racconti di fantascienza ispirati al pisano del dodicesimo secolo che ha rivoluzionato la matematica e non solo.

A Pisa lo ricordiamo con il nome di un lungarno e di una scuola, mentre al Camposanto Monumentale c’è una statua ottocentesca che ne immortala la figura. Fibonacci era Pisano: nacque qui nel 1170 e, dopo avere tanto viaggiato, tornò a Pisa e ci restò fino alla morte. Eppure il nostro concittadino di otto secoli fa è conosciuto in tutto il mondo come uno dei più grandi matematici di tutti i tempi, noto come autore del Liber Abaci con il quale introduce in Europa il sistema numerico decimale indo-arabico, e per la celebre sequenza numerica che porta il suo nome.

Perché allora non celebrarne il genio, rendendogli omaggio tenendo viva, o perlomeno cercando di stimolare, quella brillantezza che gli ha reso possibile lasciare un’impronta così forte sulla nostra cultura tutta

Dal 20 al 23 novembre convegni, incontri, mostre, presentazioni di pubblicazioni ci racconteranno l’importanza di quelle sue intuizioni che hanno cambiato il modo stesso in cui contiamo, con tutto ciò che ne consegue; ma che ci mostreranno quanto questa sua rivoluzione abbia influenzato anche ambiti apparentemente molto lontani dalla matematica.

Organizzati da Comune e Università di Pisa, in collaborazione con la Scuola Normale Superiore e la Scuola Superiore Sant’Anna in luoghi prestigiosi della città, gli eventi in programma proporrà insomma quattro giorni di approfondimento, ma anche di scoperta, non solo per addetti ai lavori.

“Se oggi l’Università di Pisa è una delle più importanti e prestigiose in Italia e nel mondo è anche grazie all’eredità che Leonardo Fibonacci, con le sue intuizioni uniche, ci ha lasciato – commenta il Rettore, Paolo Mancarella –. I suoi numeri magici, come li ha definiti Keith Devlin in un suo libro di qualche anno fa, hanno d’altronde un’applicazione quasi universale che dall’aritmetica ci conduce alla geometria e alla biologia. Ma quella sua sequenza ha ispirato dall’arte fino all’informatica che qui a Pisa ha mosso i suoi primi passi. Celebrarlo a 850 anni dalla sua nascita significa per noi rendere omaggio ad un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’umanità”.

Su richiesta dell’assessore al commercio e al turismo del Comune di Pisa, Paolo Pesciatini, il Ministero dello Sviluppo Economico tramite Poste Italiane emetterà un francobollo commemorativo, il primo in Italia dedicato alla figura del celebre matematico.

“Pisa, anche grazie a uomini di genio come Leonardo Pisano – spiega l’assessore Paolo Pesciatini -, è sempre stata protagonista in ogni processo innovativo, affermandosi nel tempo come città dei saperi: saperi scientifico-tecnologici e delle scienze umanistiche. Ad essa si legano nomi grandissimi di origine pisana o che comunque hanno attinto alle sue profonde radici culturali, e noi, come nel caso di Fibonacci, abbiamo il dovere di onorare coloro che l’hanno resa famosa nel mondo per guardare al nostro futuro attingendo sempre al suo glorioso passato. È anche per questo motivo che lo celebriamo in occasione dell’850 anniversario della nascita nella nostra città con eventi rivolti a cittadini e turisti per approfondire le molteplici implicazioni che i suoi studi hanno avuto nella natura e nelle creazioni degli uomini”.

Tra le numerose iniziative in programma anche alcuni concerti di musica classica ispirati dalla celebre sequenza numerica e la pubblicazione di racconti inediti di fantascienza scritti appositamente da scrittori del genere quali Rudy Rucker, Bruce Sterling, Paul Di Filippo, Ian Watson, Nicoletta Vallorani, Linda De Santi.

77 anni fa, le bombe

Il 31 agosto ’43 Pisa veniva bombardata: lunedì si commemorano le vittime di quell’attacco che provocò anche ferite, ancora visibili, alla città, mentre il 2 settembre si festeggia il 76esimo anniversario dalla Liberazione: quella che arrivò, per Roma e per l’Italia, il 25 aprile.

Pisa non dimentica la ricorrenza del 31 agosto 1943 quando la città venne colpita da un bombardamento aereo da parte degli Stati Uniti che distrusse gran parte della città, provocando 952 vittime e migliaia di feriti. Lunedì 31 agosto cerimonia per ricordare il tragico evento; mercoledì 2 settembre le celebrazioni per la Liberazione.

Il programma della commemorazione di lunedì 31 agosto prevede alle ore 11.15 la deposizione presso il Sostegno del Canale dei Navicelli (via di Porta a Mare) di una corona di alloro sulla lapide in memoria delle vittime del bombardamento del quartiere di Porta a Mare. Previsti gli interventi del Sindaco di Pisa, Michele Conti, del presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori, del presidente del Consiglio Comunale di Pisa Alessandro Gennai e del presidente del Comitato provinciale Anpi di Pisa, Bruno Possenti. La cerimonia proseguirà alle ore 12 con la Santa Messa nella Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno.

Mercoledì 2 settembre si svolgeranno inoltre le celebrazioni del 76° anniversario della liberazione di Pisa con un programma di iniziative che coinvolgerà diverse parti della città.

Alle 9.30 sarà deposta una corona di alloro al cimitero Suburbano in memoria dei sindaci Italo Bargagna e Vittorio Galluzzi e al cimitero della Misericordia per il sindaco Renato Pagni. Corone di alloro saranno deposte anche alle 10.15 al cimitero Monumentale Ebraico in memoria dei Caduti, alle 10.30 al Camposanto Monumentale in ricordo del sindaco Enrico Pistolesi, subito dopo in Cattedrale in ricordo dell’arcivescovo Gabriele Vettori. Alle 11 presso la Chiesa di Santa Caterina di Alessandria celebrazione della Santa Messa e deposizione di una corona di alloro presso la Cappella dei Caduti.

Alle ore 12 le celebrazioni si spostano sotto le Logge di Palazzo Gambacorti per la deposizione dei una corona di alloro alla Lapide dei Caduti e a seguire in Logge dei Banchi avverrà la commemorazione del 76° anniversario della Liberazione di Pisa. Interverranno il sindaco di Pisa Michele Conti, il presidente della Provincia Massimiliano Angori, il presidente del consiglio comunale Alessandro Gennai e il presidente provinciale di Anpi Bruno Possenti.

Le celebrazioni proseguiranno anche nel pomeriggio con la Santa Messa e la deposizione di una corona di alloro in ricordo delle vittime civili della Cascina Rosa (alle ore 17 presso la Chiesa di San Biagio) e con il concerto della Società Filarmonica Pisana (a partire dalle 18.30 in Logge dei Banchi).

C’era una volta l’assedio

Nel 1500 Pisa subiva l’assedio fiorentino e francese: venerdì 10 luglio una cerimonia celebrativa e una visita guidata in quota, sul camminamento recuperato in cima alle Mura, con guide in costume d’epoca, ci fa ricordare, e rivivere, quei momenti. E apprezzare la bellezza e la forza della nostra città.

Una giornata per ricordare la storia di Pisa, in particolare la strenua difesa della città che il 10 luglio 1500 permise di cacciare gli assedianti fiorentini e francesi accampati fuori dalle Mura. Per commemorare la storica giornata, a 520 anni di distanza, venerdì 10 luglio, alle 12, al Parco delle Concette sarà deposta una corona d’alloro. Sarà presente anche il Gonfalone del Comune e una delegazione dei Balestrieri di Porta San Marco.

Nel pomeriggio visita guidata speciale sul camminamento in quota delle Mura di Pisa, con guide in costume d’epoca che racconteranno ai partecipanti l’evento storico basandosi sul  libro Onore e Gloria dello storico pisano Mario Chiaverini.

Le visite si divideranno in tre turni con partenze dalla Torre di Legno (Piazza Del Rosso) ogni mezz’ora a partire dalle 18.30 e arrivo e discesa in piazza delle Gondole. Ultimi posti disponibili: prenotazioni telefonando al numero 050 0987480 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, oppure direttamente la sera dell’evento fino ad esaurimento posti. Biglietti a 3 euro (più 1,50 euro di prevendita), gratuito per bambini sotto gli 8 anni e per accompagnatori di disabili. Essendo presenti in questo tratto delle Mura alcuni scalini, i visitatori con disabilità motoria potranno comunicarlo per individuare eventuali soluzioni.

Orgoglio pisano in quota

Il 10 luglio, sulle Mura di Pisa, una ricostruzione storica dell’antica battaglia del 1500 rinsalda l’orgoglio cittadino di resistenza al nemico invasore: i Balestrieri di Porta San Marco racconteranno la fine dell’assedio pisano di fiorentini e francesi.

Il 10 luglio del 1500 l’esercito fiorentino, insieme a quello francese, assediava Pisa ma, grazie alla strenua resistenza dei pisani, si arrese e abbandonò la città. Di quel momento storico restano ancora oggi evidenti tracce sulle Mura di Pisa, nel tratto tra Porta Calcesana e Torre alle Piagge. Per rievocare quei fatti, a 520 anni di distanza, venerdì 10 luglio, a partire dalle ore 18.30, sul camminamento in quota delle mura cittadine, i Balestrieri di Porta San Marco, in costumi d’epoca, accompagneranno i visitatori nel racconto di quei giorni basandosi sul libro Onore e Gloria dello storico pisano Mario Chiaverini.

“Prosegue il nostro progetto – dichiara l’assessore alle tradizioni storiche Filippo Bedini – di riscoprire e far riscoprire con celebrazioni, incontri, approfondimenti, date della storia di Pisa poco conosciute, ma significative e decisive nel percorso di formazione dell’identità della nostra comunità. Il calendario alfeo offre moltissime occasioni da questo punto di vista. La data che ricordiamo oggi si inserisce in una fase storica difficilissima per Pisa: persa la libertà all’inizio del XIV secolo, la città visse un periodo di decadenza sotto il giogo fiorentino, finché il 9 novembre del 1494 non sarà proclamata la Seconda Repubblica Pisana. L’episodio che rievocheremo il 10 luglio si inquadra in questo contesto di difesa della riconquistata libertà contro un nemico di gran lunga più forte. Una “guerra di popolo”, come l’ha definita il professor Banti nella sua Breve storia di Pisa, da cui emersero una volta di più la straordinaria capacità strategica e militare, la forza d’animo e il coraggio di una comunità che voleva a tutti i costi mantenere la propria libertà”.

Le visite si divideranno in tre turni con partenze dalla Torre di Legno ogni mezz’ora a partire dalle ore 18.30, con arrivo e discesa in piazza delle Gondole. Prenotazioni telefonando al numero 050 0987480 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, oppure direttamente la sera dell’evento fino a esaurimento dei 60 posti disponibili. Biglietti a 3 euro (più 1,50 euro di prevendita), gratuito per bambini sotto gli 8 anni e per accompagnatori di disabili. Essendo presenti in questo tratto delle Mura alcuni scalini, i visitatori con disabilità motoria potranno comunicarlo per individuare eventuali soluzioni.

Si tratta del primo degli eventi estivi sulle Mura di Pisa che ripartono dopo l’emergenza Covid, un programma che prevede domenica 12 luglio ‘Maigret sulle Mura’, passeggiata letteraria con il laboratorio di lettura del Teatro Sant’Andrea, e due aperture straordinarie in notturna con visita guidata, nel tratto tra Torre Piezometrica (Ex Marzotto) e Piazza dei Miracoli (domenica 19 e 26 luglio). E da questo fine settimana il percorso in quota torna percorribile da piazza dei Miracoli fino alla Torre Piezometrica, sempre sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, con ultimo ingresso rispettivamente alle 12.30 e alle 18.30. Accessi e biglietteria sia alla Torre Santa Maria sia alla Torre Piezometrica, ingressi contingentati e mascherina obbligatoria.

CoopCulture, Cooperativa Itinera e Promocultura costituiscono l’associazione di imprese che gestisce il camminamento in quota delle Antiche Mura di Pisa. Realizzate tra il XII e il XIII secolo, le Mura di Pisa sono un esempio dell’architettura militare dell’epoca, un segno della grandezza della Repubblica Pisana e oggi un punto di vista privilegiato da cui ammirare la città.

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