Siate affamati

Un racconto che nasce dall’esperienza personale dell’incontro e dell’ascolto dell’altro al centro di Stay hungry – indagine di un affamato, lo spettacolo di Angelo Campolo e dei giovani africani che ha accolto nel suo laboratorio teatrale, in scena alla Città del Teatro il 29 maggio.

Stay hungry! diceva Steve Jobs, ma la fame può essere di tanti tipi: quella raccontata da Angelo Campolo nel suo Stay hungry – indagine di un affamato fa apparire beffardo l’augurio del fondatore di Apple perché è una narrazione che nasce dall’esperienza personale. Perché, questa narrazione, priva di retorica ma venata di ironia, denuncia l’impotenza, o l’incapacità, da parte della cosiddetta società civile, di intervenire nella sofferenza endemica del Sud del mondo.

Angelo Campolo, attore e regista, formatosi alla Scuola di Luca Ronconi al Piccolo di Milanofinalista nel 2016 al premio Ubu come miglior attore, racconta come ha conosciuto e accolto nei suoi laboratori teatrali dei giovani africani.  

Durante lo spettacolo, vincitore del Premio In-Box e del Nolo Fringe Festival di Milano, in scena Sabato 29 maggio alle 19 alla Città del Teatro di Cascina, sullo schermo montato in palcoscenico si alternano video nei quali le immagini fanno da contrappunto a una storia vissuta in prima persona.

Il gioco del teatro si trasforma in uno strumento per leggere il presente ed affrontare la vita. 

Ecco che il monito “Stay Hungry”, risuona in chiave beffarda nel caleidoscopio di storie umane, da Nord a Sud, che attraversano i ricordi di questa autobiografia, in cui vittime e carnefici si confondono, bene e male sono divisi da confini incerti e tutti i personaggi sono segnati, ciascuno a suo modo, da una fame di amore e conoscenza, in un tempo di vuoti che diventano voragini. 

«Idriss, scusa, se vuoi in scena puoi metterti i pantaloni lunghi invece dei pantaloncini corti…» 

«Perché?» 

«Perché magari hai quella ferita che si vede che la gamba è un po’…» 

«Bruciata! Me l’ha fatta motoscafo in mare» 

«Eh, lo so, mi dispiace…» 

«No, perché? Questa mi ha fatto immortale» 

«Immortale? Come?» 

«Sì, immortale! Mi ricorda che se non sono morto quella volta, basta, io non muoio più». 

Elaborazione in corso…
Fatto! Sei nell'elenco.

Il teatro guarda avanti

La stagione teatrale presentata alla Città del Teatro di Cascina si chiama Oltrepassare, perché vuole passare attraverso il periodo buio che stiamo vivendo e guardare, con fiducia e ottimismo, al domani. Sicuri che in quel domani, come nell’oggi che lo precede, il teatro non possa mancare.

Dopo un 2020 di successi sul palco, ma anche di tanta incertezza quando è stato necessario, come in questo mese che stiamo vivendo, chiudere i teatri, la Città del Teatro di Cascina presenta un cartellone di date, tra la fine di novembre e la prossima primavera, divise tra la stagione serale e la Domenica a teatro per i più piccoli. E non lo fa con il freno a mano tirato, ma cercando come sempre di proporre titoli interessanti, scegliendo testi nuovi o riletture che abbiano la capacità di farci pensare, di migliorarci. Perché è questo che il teatro deve fare e che ne fa un bene imprescindibile, anche in questi tempi così difficili.

“Oltrepassare, e non passare oltre come se nulla fosse: essere presenti, anche, con leggerezza, ben diversa dalla superficialità, come ci ricorda Calvino. Questa stagione – dichiara Luca Marengo, Direttore artistico della Fondazione Sipario Toscana – inizia nella convinzione che il teatro sia e debba essere un pubblico servizio e un presidio socioculturale che risponde a una pubblica necessità: fare comunità, in questo momento storico, è ancora più importante. Vi aspettiamo a teatro, per condividere una nuova stagione che possa rappresentare un segno concreto in questo tempo ancora sospeso: il teatro, inteso come spazio fisico e come poetica e attività, può e deve essere punto di riferimento presente sul territorio, con il quale il confronto deve rimanere costante e vivo”.

“Abbiamo oltrepassato la nostra immaginazione – dichiara la Presidente della Fondazione Sipario Toscana Antonia Ammirati – ho percepito da subito la Città del teatro come un luogo sempre in movimento e con una capacità inesauribile di produrre idee e cultura, e quest’anno abbiamo superato tutte le nostre aspettative. Infatti, la Fondazione Sipario Toscana, nonostante il periodo difficilissimo, si è attestata come una realtà importantissima sia sul territorio, offrendo spettacoli e attività culturali con risultati emozionanti, e sia nel panorama nazionale teatrale, vincendo premi, debuttando sui più grandi palcoscenici, e partecipando a prestigiosi festival. Tutto grazie al lavoro di persone che da anni si dedicano con cura e passione e che vi aspettano anche quest’anno nel nostro grande teatro di Cascina per una stagione imperdibile”. 

Davide Enia, Lella Costa, Silvio Orlando, Marco Baliani, Lino Musella tra i grandi protagonisti di questa stagione serale Oltrepassare, dal 12 dicembre 2020 al 17 aprile 2021, mentre dal 29 novembre 2020 all’11 aprile 2021 saranno in scena anche tanti appuntamenti della rassegna dedicata alle famiglie La Domenica a teatro, scelti con l’obiettivo di creare una prospettiva e dare massima importanza all’esercizio di un pensiero critico per i cittadini di oggi e, ancor di più, per quelli di domani.

Per chi ha voglia non solo di sognare, ma di pensare che il tetro sia un luogo di cultura importantissimo, dove si crea, anche, la nostra coscienza di cittadini, la nostra capacità di affrontare la vita con le sfide personali e sociali che ci propone, ecco l’elenco degli spettacoli in programma:

Stagione serale

La stagione teatrale a La Città del Teatro di Cascina si aprirà il prossimo 12 dicembre con maggio ’43, di e con Davide Enia, una coproduzione Fondazione Sipario Toscana – Accademia Perduta/Romagna Teatri, un lavoro che ha girato l’Italia e l’Europa. Uno degli artisti più riconosciuti e premiati del panorama teatrale ci racconta di tempi cinici e bari che tanto assomigliano a quelli di oggi, con lo sguardo senza filtri del giovane protagonista. Tra i più recenti riconoscimenti: Premio Ubu, Premio Le Maschere del Teatro Italiano, Premio Hystrio; in passato Premio Eti, Premio Tondelli, Premio Vittorio Gassman, Premio Vittorio Mezzogiorno, Teatrul Unui Actor (Moldova), Fescennino d’oro, Premio Anima.

Dopo il debutto al Napoli Teatro Festival di questa estate, il 16 gennaio 2021 andrà in scena Miracoli Metropolitani di Carrozzeria Orfeo, una coproduzione Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Fondazione Teatro di Napoli -Teatro Bellini, in collaborazione con Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale. Lo spettacolo, immaginando un futuro possibile, ma non ancora reale, cerca di richiamare alla responsabilità individuale e sociale, affinché la storia non ci presenti nuovamente il conto attraverso quelle derive populiste ed estreme che nel passato hanno fatto precipitare nell’orrore del fascismo, qui inteso non solo nella sua accezione politica, ma esistenziale.

Grande attesa per lo spettacolo Se non posso ballare non è la mia rivoluzione, in calendario il 24 gennaio 2021 con Lella Costa, ispirato a Il catalogo delle donne valorose di Serena Dandini, con la regia di Serena Sinigaglia. Una produzione Mismaonda con Centro Teatrale Bresciano e Carcano Centro d’arte contemporanea. In scena donne intraprendenti, controcorrente, spesso perseguitate, a volte incomprese, che hanno lottato per raggiungere traguardi che sembravano inarrivabili, se non addirittura impensabili. Donne valorose che seppure abbiano segnato la storia, contribuendo all’evoluzione dell’umanità, con difficoltà appaiono nei libri di storia e tanto meno sono riconosciute come maestre e pioniere. Ci sono Marie Curie, Nobel per la fisica, e Olympe De Gouges che scrisse la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina. Ci sono Tina Anselmi, primo ministro della Repubblica italiana e Tina Modotti, la fotografa guerrigliera. C’è Maria Callas con la sua voce immortale, come immortale è il canto poetico di Emily Dickinson. C’è Angela Davis che lottò per i diritti civili degli afroamericani e c’è la fotoreporter llaria Alpi. Entrano una dopo l’altra, chiamate a gran voce con una citazione, un accento, una smorfia, un lazzo, una canzone, una strofa, un ricordo, una poesia, un gemito, una risata. O solo col nome, che a volte non serve aggiungere altro. E ballano. Perché, come disse magistralmente e per sempre una di loro, Emma Goldman, se non posso ballare questa non è la mia rivoluzione.

Il 6 febbraio 2021 sarà la volta di Mammamia!, con Maria Cassi, attrice “tosco-fiesolana”, come le piace definirsi, con una carriera di oltre trent’anni alle spalle in giro per il mondo, una capacità mimica strepitosa, un talento unico di connettersi con il pubblico.

In programma il 18 febbraio 2021, dopo il debutto estivo al Napoli Teatro Festival Italia, La vita davanti a sé, con Silvio Orlando, attore pluripremiato, dal testo La vie devant a soi, di Romain Gary (Emile Ajar). E’ la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Un romanzo che racconta di vite sgangherate che vanno alla rovescia, ma anche di un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia. Silvio Orlando ci conduce dentro le pagine del libro con la leggerezza e l’ironia di Momò diventando, con naturalezza, quel bambino nel suo dramma. Il genio di Gary ha anticipato senza facili ideologie e sbrigative soluzioni il tema dei temi contemporaneo: la convivenza tra culture, religioni e stili di vita diversi.

Il 27 febbraio 2021 a Cascina arriva L’ammore nun’è ammore, 30 sonetti di Shakespeare traditi e tradotti da Dario Jacobelli. Uno spettacolo diretto e interpretato da Lino Musella, premio UBU 2019 come miglior attore. I sonetti di Shakespeare sono traditi e tradotti in napoletano, trasformati in un’intensa e vibrante recita dei sentimenti. L’attore col fare leggero di un poetico Pulcinella si cala nei panni odierni di ganzo, anziano, funambolo. Ad affiancarlo sulla scena, Marco Vidino – ai cordofoni e alle percussioni – con musiche suggestive e avvolgenti che accompagnano gli spettatori in questo intimo viaggio. L’ammore nun’è ammore racconta l’amore, la bellezza e la caducità della vita in una lingua brutale, spergiura, violenta ma anche dolce, viscerale e coraggiosa. Nelle parole di Jacobelli, poeta inusuale, autore di racconti e romanzi, abile paroliere per musicisti come i Bisca e gli Almamegretta, la darklady più misteriosa della letteratura universale, quella a cui sono destinati gli ultimi 28 componimenti della raccolta del Bardo, diventa “una mala femmina al cui cospetto un guappo innamorato perde la ragione”.

Il 6 marzo 2021 un altro omaggio al Bardo, La bisbetica domata di W. Shakespeare, con la regia di Tonio De Nitto, una produzione Fondazione Sipario Toscana | Factory Compagnia Transadriatica. Una commedia che si fa favola nera, grottesca, più contemporanea forse, nel cinico addomesticamento che non è molto diverso dallo spietato soccombere. De Nitto dà una lettura corale e visionaria dove la musica e la rima concorrono a restituirci una sorta di opera buffa, caustica e comicamente nera.

Appuntamento a teatro il 13 marzo 2021 con Kohlhaas con Marco Baliani, di Marco Baliani e Remo Rostagno, dal racconto Michele Kohlhaas di H. von Kleist, regia di Maria Maglietta; una produzione La casa degli Alfieri | Centro di produzione Teatrale. La storia di Kohlhaas è un fatto di cronaca realmente accaduto nella Germania del 1500, scritto da Heinrich von Kleist in pagine memorabili. Kohlhaas è la storia di un sopruso che, non risolto attraverso le vie del diritto, genera una spirale di violenze sempre più incontrollabili, ma sempre in nome di un ideale di giustizia naturale e terrena, fino a che il conflitto generatore dell’intera vicenda, cos’è la giustizia e fino a che punto in nome della giustizia si può diventare giustizieri, non si risolve tragicamente lasciando intorno alla figura del protagonista una ambigua aura di possibile eroe del suo tempo.

In scena il 27 marzo 2021 Stay Hungry – indagine di un affamato, di e con Angelo Campolo, una produzione DAF | Teatro dell’Esatta Fantasia, Premio Inbox 2020. La compilazione di un ennesimo bando a tema sociale diventa il pretesto per il racconto aperto al pubblico dell’avventura di Angelo, attore e regista messinese, diviso tra Milano e Messina, impegnato in un percorso di ricerca teatrale nei centri di accoglienza in riva allo stretto. Il monito di Steve Jobs, Stay Hungry, risuona in chiave beffarda nel caleidoscopio di storie umane, da Nord a Sud, che attraversano i ricordi di questa autobiografia, in cui vittime e carnefici si confondono, bene e male sono divisi da confini incerti e tutti i personaggi sono segnati, ciascuno a suo modo, da una fame di amore e conoscenza. Tre anni di vita diventano il racconto di un’Italia che schizofrenicamente ha aperto e poi richiuso le porte dell’accoglienza, lasciando per strada storie, sogni, progetti, relazioni umane avviate al grido di Integrazione. Nel racconto di Angelo Campolo, teatranti e migranti si ritrovano insieme, sempre con minor occasione di colmare la propria fame di vita e di senso in una società come la nostra, ritrovando nel gioco del teatro un’arma inaspettata per affrontare la vita.

Il 10 aprile 2021 ci aspetta Lenòr, con Nunzia Antonino e la regia di Carlo Bruni, una produzione Diaghilev. Un monologo denso di amore, passione, ricordi, profezie, dolore, dedicato alla memoria della straordinaria Eleonora de Fonseca Pimentel, giornalista e donna di immensa cultura, vissuta nel XVIII secolo in Italia. Lo spettacolo vuole toccare le corde emotive dello spettatore e trascinarlo nella tormentata vita di Eleanor, detta appunto Lenòr. Una figura femminile, interpretata da Nunzia Antonino, che dà voce alle donne di tutto il mondo e di tutte le epoche, che non vuole sottostare alle regole di un mondo maschile, ma lotta in prima persona per una società migliore e porta avanti le proprie convinzioni, non piegandosi mai ai voleri del potere.

La stagione serale alla Città del Teatro si chiuderà il 17 aprile 2021 con Una cosa enorme, di Fabiana Iacozzilli, una coproduzione della Fondazione Sipario Toscana con CRANPI, Teatro Vascello-La Fabbrica dell’attore, in collaborazione con Carrozzerie n.o.t., con il contributo di Regione Lazio. Premio Ubu con il suo precedente lavoro, ospitato a La città del teatro, “La classe”, su questo nuovo lavoro Fabiana Iacozzilli dichiara: “Quando inizio a lavorare a un nuovo progetto penso a Paul Haggis quando dice “So di avere una storia quando c’è una domanda a cui non è facile dare risposta”. Le domande che mi muovono e intorno alle quali mi interrogo sono: “perché ho così tanta paura di mettere al mondo un figlio?”, “perché ho così tanta paura di dire che non voglio mettere al mondo un figlio?” e “perché oggi mi devo vergognare se sono una donna senza figli, abbassare lo sguardo se non sono genitrice?” E così in un’età ormai avanzata, mentre le domande che mi pongo sono queste, mi ritrovo a constatare che mia madre ottantaduenne, così vicina alla sua dipartita e nel pieno di una demenza senile avanzata, ha un’incontinenza urinaria importante e mentre mi domando quando e come potrò riuscire a metterle il pannolone comprendo che ho comunque un ruolo di genitrice da assolvere. Quella spinta tristemente umana che ci porta ad essere genitori dei nostri genitori. Ci sono dunque due me in questo progetto: la prima che ha il terrore di avere figli o di non averli. La seconda che diventa, per uno spietato gioco dello stare al mondo, genitrice di sua madre morente”.

Domenica a teatro

In scena ci saranno tre produzioni della Fondazione Sipario Toscana: Ecila, Alice al rovescio, liberamente ispirato ad Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carrol; testo e regia di Francesca Pompeo, in scena il 13 dicembre 2020, con Chiara Pistoia e Federico Raffaelli; Osteria Leonardo, con Daniele Marmi; drammaturgia di Dario Focardi, regia di Luca Cortina, che debutterà a Cascina il 20 dicembre 2020; Io (sono) robot, creazione di Dario Focardi, studio dei movimenti del robot di Pericle Salvini, Robot AlterEgo animato da Federico Raffaelli, in scena il 14 febbraio 2021. Lo spettacolo ha debuttato di recente all’Internet Festival di Pisa, presso il Museo delle Navi Antiche, organizzato da Fondazione Sistema Toscana.

Ospiti per la domenica a teatro anche Pilar Ternera con Il principe canarino (29 novembre 2020), Antitesi Teatro Circo con Imago (6 gennaio 2021 Befana a Teatro), il Teatro del Buratto con La terra dei sogni (10 gennaio), Accademia Perduta Romagna Teatri con Pinocchio (17 gennaio 2021), Topo Federico racconta (24 gennaio 2021), con Roberto Anglisani, prodotto dal CSS di Udine, I tre porcellini (31 gennaio 2021) di Giallo Mare Minimal Teatro, Teatro Gioco Vita con Circoluna (7 febbraio 2021), Elea Teatro con Che forma hanno le nuvole? (28 febbraio 2021), Marco Baliani con Frollo (14 marzo 2021), prodotto da Casa degli alfieri, la Compagnia La luna nel letto con Semino (21 marzo 2021), regia di Michelangelo Campanale, Gianni e il gigante (28 marzo 2021) della Fondazione Solares-Teatro delle Briciole, Taro il pescatore (11 aprile 2021) del Teatro della Tosse.

“Mi ripeto spesso su alcuni concetti – sottolinea Antonia Ammirati – come ‘il teatro è necessario’, ma trovo che come i saluti, o le frasi convenzionali che usiamo ogni giorno, ribadire l’importanza che ha un teatro finisce per essere indispensabile. Non bisogna mai dimenticarsi di nutrire tutto il nostro corpo, che è fatto soprattutto di pensiero. Riprogrammare ogni anno una nuova stagione è come rifiorire, è come rigenerarsi. Si studia cosa offrire e come rendere felici gli spettatori, come arrivare e nutrire le loro anime, e noi Fondazione Sipario Toscana, quest’anno abbiamo, ancora una volta, cercato di dare il meglio di noi stessi, per essere sempre più vicini a tutto il nostro pubblico, grande e piccino, in questo strano anno, dove essere presenti è per noi un dovere imprescindibile”.

“Com’è mia abitudine – spiega Luca Marengo – ho immaginato questa stagione pensando anche al pubblico delle famiglie. In questo ultimo periodo abbiamo toccato con mano quanto peso abbia avuto nei mesi scorsi la chiusura dei teatri e delle attività culturali in generale. Con il lavoro di programmazione si tratta di dare una possibilità di condivisione, una prospettiva, un’occasione per esercitare l’empatia, come il teatro insegna”.

Ripartire dal teatro

La città del Teatro di Cascina torna ad animarsi di attività per ragazzi e adulti: i nuovi laboratori di teatro e fotografia sono un segno di normalità che ci ricorda che, oltre agli spettacoli, sono anche attività come queste a rendere il teatro è un luogo vivo.

In programma da lunedì 12 ottobre le lezioni di prova dei laboratori teatrali e di fotografia dedicati a bambini e ragazzi da 6 a 19 anni e agli adulti. 

Come animali è il laboratorio teatrale narrativo, a cura di Valentina Bischi, Luigi Petrolini, Irene Rametta dell’Associazione INFESTANTI, che si occupa di cura e attenzione al territorio da diversi anni, nell’area di Calci. Si tratta di un lavoro teatrale, da elaborare insieme ai bambini, liberamente ispirato al racconto “Per ultimo venne il corvo”, pubblicato sull’inserto “Robinson” del quotidiano “La Repubblica” nei mesi primaverili del 2020. Un racconto corale dove la pandemia è vista e narrata da parte degli animali che decidono di unirsi per ribellarsi all’uomo e alla sua prepotenza sulla natura. Attraverso le espressioni teatrali si potranno scoprire e riscoprire nuovi linguaggi. Il progetto si costituirà di tre fasi fondamentali: lo spazio scenico e le sue possibilità, l’ascolto e la creazione, il prodotto finale audio e video. La lezione di presentazione si terrà giovedì 15 ottobre, alle ore 16.30. (Età: 6-10 anni; termine iscrizione: 18 ottobre).

Il laboratorio GT Giovani Teatro, a cura di Federico Raffaelli, aiuterà i ragazzi a sperimentare le proprie capacità creative ed esprimere idee ed emozioni senza timore. Un laboratorio per fare teatro ed esplorare forme e linguaggi che permettano di acquisire maggiore consapevolezza di sé e del proprio potenziale espressivo, sviluppando una migliore capacità di integrazione e relazione con gli altri. I ragazzi e le ragazze saranno inventori del loro fare e delle storie che racconteranno, utilizzando gli strumenti della grammatica teatrale: il corpo, la voce, il gesto, il movimento, l’improvvisazione, la musica, il silenzio, lo spazio. Al termine del lavoro sarà organizzata una presentazione pubblica della mise en espace. La lezione di prova è in programma lunedì 12 ottobre, alle ore 17.45. (Età: 15-19 anni; termine iscrizione: 18 ottobre).

Il laboratorio di fotografia Catturare i riflessi, curato da Sonia Marrese, cerca di avvicinare i bambini alla fotografia, attraverso un corso di educazione all’immagine. Utilizzando le regole del linguaggio visivo e della fotografia i ragazzi capiranno come comunicare un messaggio con le immagini e impareranno a riconoscere quali sono gli elementi estetici, cromatici e compositivi che le caratterizzano. Il mondo dei riflessi diventerà fonte d’ispirazione per raccontare se stessi e avvicinarsi al teatro dietro le quinte. Le lezioni saranno integrate da ed esercizi per stimolare l’attività espressiva. Il laboratorio è stato concepito per poter essere facilmente comprensibile ai bambini, prendendo spunto dall’arte, dalla natura e da tutte quelle discipline che potranno aiutarli a stimolare l’immaginazione e a comprendere meglio le regole base della fotografia. Le lezioni di prova si terranno il 16 e 23 ottobre, alle ore 17  (Età: 6-11 anni; termine iscrizione: 28 ottobre).

Provare per crescere, a cura di Federico Raffaelli, è un laboratorio che da anni si svolge per favorire la motivazione e l’interesse a fare teatro per il semplice piacere di farlo. Un laboratorio ideato e pensato per i ragazzi e con i ragazzi, come un’esperienza libera e protetta per dare vita alla propria creatività. Cercare nuovi modi per sentire e comprendere il mondo circostante, per crescere, attraverso la re-invenzione fantastica delle cose da condividerle con gli amici: questo è il teatro, uno spazio sicuro dove potersi esprimere, confrontare, mostrare agli altri come si è e non come si dovrebbe essere. L’atmosfera di gruppo non competitiva e di reciproco stimolo sarà la cornice per un primo vero approccio alla disciplina teatrale per gli adolescenti. Sarà un’occasione per dare spazio al proprio immaginario, alla propria creatività, raccontando e raccontandosi, interpretando e reinterpretando le proprie esperienze. Questi i moduli in programma: giocare con il corpo, il corpo nello spazio, io e il partner, approccio teatrale, mostrare, ascolto e cooperazione, lo spazio e l’azione scenica, dalla voce alla parola. La lezione di presentazione si terrà martedì 13 ottobre, alle ore 15. (Età: 11-14 anni; termine iscrizione: 18 ottobre).

Teatro dei tre mondi: emozioni, corpo, spirito. Un laboratorio teatrale per adulti, a cura di Francesca Pompeo, incentrato sui linguaggi e le tecniche del teatro come strumenti di formazione e gestione delle dinamiche di gruppo. L’obiettivo è di affinare l’attenzione e la percezione di sé, degli altri e della relazione fra sé e gli altri. Il teatro è strumento di gioco e il gioco è canale, modalità primaria di apprendimento e di relazione con gli altri. Il laboratorio potrà essere luogo e tempo per tentare, in un contesto di gruppo, di esperire una modalità di relazione autentica che ha a che fare con un’energia di presenza più che un atteggiamento. Il percorso laboratoriale punterà al raggiungimento dei seguenti obiettivi: pratica di allenamento per gestire l’imprevisto e trovare un senso alla propria presenza nella vita; possibilità di esperire se stessi con consapevolezza in relazione agli altri; risvegliare e riequilibrare i nostri mondi (emotivo, fisico e spirituale) attraverso il gioco; osservarsi senza giudizio, ma con risvegliata attenzione nell’incontro con l’altro; mettersi al servizio del gruppo, del lavoro, del pubblico; scoprire la bellezza della quale siamo portatori e renderla manifesta con e per gli altri. La presentazione si terrà mercoledì 14 ottobre, ore 20.30/ 21.30. (Termine iscrizione: 19 ottobre).

Ornella Pampana: formazione.pampana@lacittadelteatro.it

https://cittadelteatro.com/formazione-e-progetti/

Teatro, natura, creatività

Cosa succede se un progetto mette insieme la meraviglia della natura e quella della della cultura? Che si crea un luogo magico aperto alle famiglie e a chi creda che la connessione tra cose semplici possa dare grandi frutti; come al Bioparco di Cascina che si presenta il 31 luglio.

Il Bioparco che si inaugura a Cascina il 31 luglio alle 18, a un passo dalle sale della Città del Teatro di Cascina, è un progetto di teatro, natura e creatività della Fondazione Sipario Toscana che si apre alle associazioni e a quanti siano curiosi di scoprirlo: sì perché l’idea, già sviluppata e ricca di spunti e iniziative, è tutta da costruire insieme a chi di questo spazio potrà fruire.

In programma il 31 luglio la presentazione dello spazio rurale dedicato alle famiglie, un luogo magico, immerso nella natura, completamente plastic free  a un passo dalle sale del teatro e dalla nuova arena estiva del cinema sotto le stelle. Un luogo in cui, a partire dal prossimo autunno, anche i più piccoli potranno riscoprire i valori della terra, giocare all’aperto, in uno spazio rigenerato e sicuro, al confine con il Fiume Arno e con vista sui monti che dominano la vallata. In un ettaro di terreno incontaminato i ragazzi potranno partecipare ai laboratori sensoriali e divertirsi con le letture teatrali campestri, recitate da un abbeveratoio trasformato in palcoscenico, tra alberi da frutto, spaventapasseri, piante aromatiche e installazioni artistiche.

Un’idea da provare, e da copiare, è Aguzza la vista, che regalerà ai bambini la cartolina di un fantastico viaggio in natura: tante cornici colorate, posizionate sul prato, inquadreranno i monti con una diversa prospettiva, per far disegnare ai ragazzi il proprio quadro da portare a casa come ricordo del Bioparco, sottolineando i particolari della natura che più li colpiscono e colorandoli con le tinte della fantasia.

Il progetto è fortemente voluto dalla presidente della Fondazione Sipario Toscana Antonia Ammirati: “Abbiamo pensato al Bioparco con l’intenzione di portare il teatro all’aperto, inglobando un’area verde incontaminata, per preservarla e valorizzarla. Sarà un’area di formazione e gioco, di socialità e creatività. Ci apriamo a un confronto e a una raccolta di idee”.

Per far comprendere le potenzialità di questo luogo unico e per sperimentare varie forme di linguaggio, venerdì sera saranno proposti un adattamento del Barone Rampante, una caccia al tesoro di pietre naturali, ci sarò spazio per i nostri giovani artisti in erba e la serata si chiuderà con un momento di musica live, al calar del sole. 

La natura e la cultura non sono mai state così vicine.

Il Bioparco di Cascina

Sotto le stelle di Cascina

Prosegue Cinema sotto le stelle la rassegna cinematografica estiva alla Città del Teatro di Cascina. Perché davanti ad uno schermo all’aperto, al fresco della nuova arena estiva, e a titoli da non perdere, le serate d’estate sono più belle.

Organizzato dalla Fondazione Sipario Toscana, in collaborazione con il Cinema Arsenale di Pisa, il calendario di di Cinema sotto le stelle prevede tanto cinema italiano di qualità, dalla prima visione de Il Regno, commedia in costume con Stefano Fresi a Gli anni più belli, ultima opera di Gabriele Muccino con Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti e Claudio Santamaria, fino all’emozionante Figli con Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea. E poi i grandi cult della stagione Cena con delitto e Dolittle, le prime visioni di L’uomo invisibile ed Emma, e le animazioni per i più piccini come La famiglia Addams e Playmobil – The movie.

Buona visione!

biglietti sono acquistabili online (https://www.liveticket.it/cinemacascina) e presso la biglietteria del cinema, la sera dello spettacolo, nel cortile interno della Città del Teatro (intero a 6 euro; ridotto a 5 euro per gli over 65). Non è possibile la prenotazione. Tutte le proiezioni avranno inizio alle 21.30.

Il teatro nell’orto

A Cascina nasce il Bioparco, un luogo dove, tra letture teatrali, orti didattici e laboratori sensoriali i bambini, e non solo loro, potranno riscoprire il legame con la terra.

Si parla spesso di territorio e forse troppo poco di terra: nasce dalla volontà di colmare questa lacuna nel modo più creativo quello che sarà il Bioparco di Cascina, una porzione di terreno che diventerà presto un luogo dove imparare, divertirsi, sognare. Sì perché qui nasceranno orti didattici e spazi per letture e performance all’aperto, si potranno allestire laboratori e, in ogni caso si imparerà in tanti modi diversi a rispettare la terra. Solo così, scoprendone o riscoprendone i segreti e le meraviglie, le peculiarità e le ricchezze, anche i più piccoli potranno imparare ad averne rispetto, a curarla come un patrimonio di grandissimo valore; imparando che il legame con la terra è il primo imprescindibile passo per il legame con il territorio.

Di proprietà della Contessa Elisabetta da Cascina, questo ettaro di terreno sarà allestito grazie ad un progetto fortemente voluto dalla presidente della Fondazione Sipario Toscana Antonia Ammirati. 

Si sta realizzando un sogno – racconta Ammirati – grazie alla Contessa Elisabetta Da Cascina, proprietaria del fondo, che da subito ha accolto con entusiasmo l’idea di dedicare quell’antico spazio incontaminato pieno di bei ricordi della sua infanzia alle nuove giovani generazioni. Il terreno, con un pozzo artesiano, confina con il fiume Arno e ha una vista bellissima sulle colline che dominano la vallata”. 

Nascerà a giugno e sarà un luogo magico dove i bambini potranno riscoprire i valori della terra, saggiamente amalgamati dalla bella letteratura, dalla creatività a dalla scienza, dalla dinamica e istrionica attività teatrale.

“La Fondazione ha avuto in concessione gratuita dalla Contessa Elisabetta da Cascina un terreno agricolo dove poter fare i campi estivi nella prossima estate e attività culturali e ricreative per far crescere bambini con un ‘idea di tutela, di cura, di protezione della nostra terra”, dichiara Antonia Ammirati. “A causa del periodo di emergenza covid la presentazione al pubblico è slittata, così come si sono rallentati un po’ i lavori di adeguamento. Anche la progettazione ha subito modifiche, poiché si stanno valutando le distanze opportune per lavorare con i bambini, distanze possibili, visto la grandezza del terreno”. 

Un ringraziamento da parte della Fondazione, per il supporto allo sviluppo del Bioparco, va al Comune di Cascina, che ha creduto e sostenuto questo progetto e ancora a Toscana energia e alla società Sogefarm.

Stasera vado a teatro, a casa

Stasera alle 21 va in scena I tre capelli d’oro del diavolo preceduto dalla diretta fb con autore e regista: il frutto del lavoro de Lacitt@incasa per trovare un’altra forma di spettacolo.

il trailer de I tre capelli d’oro del diavolo

Alle 21 prendete posto sul vostro divano, o dove preferite, e collegatavi al sito della Città del teatro di Cascina, alla pagina fb, al canale youtube per assistere ad uno spettacolo che ci mostra che la creatività non si rinchiude. E anche nei momenti di difficoltà ci aiuta ad evadere.

Il teatro a casa

Non si può uscire? La Città del Teatro di Cascina propone un’attività a distanza per sviluppare la fantasia dei più piccoli, che mettendo in pratica qualche semplice tecnica, possono utilizzare al meglio il tempo passato in casa. E avvicinarsi al mondo del teatro.

Uno spettacolo fai da te? Se di solito si pensa che il tempo per organizzare in casa un’attività del genere scarseggi, quale occasione migliore di questi giorni di obbligo fra le mura domestiche per provare ad avvicinare i più piccoli al meraviglioso mondo del teatro?

L’idea nasce alla Città del Teatro di Cascina che con il progetto La citt@ in casa regala alle famiglie uno spunto ma anche del materiale per creare un piccolo spettacolo teatrale. I bimbi e le loro famiglie potranno avere il supporto di un team di professionisti e fare un’esperienza di formazione creativa.

Si parte dalla lettura di una fiaba, cui seguirà il riadattamento del testo alle esigenze della messa in scena e poi della produzione delle scenografie. I progetti completati potranno essere inviati a  segreteria@lacittadelteatro.it  per poter essere condivisi sui canali social della Città del Teatro.

Il teatro mette a disposizione sul proprio sito, all’indirizzo https://cittadelteatro.com/lacittaincasa, un modello dal quale partire: un regista, un autore, due attori e una scenografa, naturalmente a distanza, hanno letto I tre capelli d’oro del diavolo dei Fratelli Grimm; Daniele Marmi (attore), Luca Cortina (regista) e Dario Focardi (autore) hanno ricavato una riduzione teatrale, interpretata da personaggi in forma di marionette, doppiati dallo stesso Marmi e da Paola Fresa (attrice). Le scene e i personaggi sono stati costruiti da Claudia Castriotta, secondo la tecnica del diorama con silhouette su carta.

Sul sito del del Teatro saranno visibili video delle prove, i tutorial per le scenografie, i testi e le foto delle diverse fasi del lavoro e naturalmente il risultato finale, mentre a partire da lunedì 16 marzo i protagonisti racconteranno su fb l’intero progetto.

“In questi giorni difficili per tutti abbiamo pensato di mantenere vivo il contatto con il nostro pubblico e non solo – spiega Luca Marengo, direttore artistico della Città del Teatro di Cascina – cercando di coinvolgere i diversi talenti (autori, attori, registi, scenografi, dipendenti) che ci stanno accompagnando e che stanno facendo de La Città del Teatro una vera e propria fucina culturale, presidio indispensabile per la comunità e per il pubblico, che sempre più numeroso, sta apprezzando le diverse attività della Fondazione. Un progetto interattivo, che non vuole e non deve sostituire il teatro, in attesa di incontrarci di nuovo, al più presto, a La Città del Teatro”.

“Al Teatro dei Giovani di Sarajevo – racconta il regista Luca Cortina – durante gli anni dell’assedio continuarono a dare spettacoli nel sottopalco, a lume di candela. Quando ci arrivai a lavorare, qualche anno fa, esprimevo loro la mia ammirazione per quella resistenza culturale. Un giorno i miei attori, con l’ironia elegante di chi ha visto passare tutto, mi dissero: “Non capiamo cosa ci sia di tanto esaltante per te, è tutto quello che sappiamo fare e abbiamo continuato a farlo”. Anni dopo, qualche mattina fa, mi sono ritrovato a leggere il significato etimologico della parola “resistere” che, riassunto, sarebbe ‘non cedere all’urto, alla spinta di altri corpi’. La citt@ incasa è il teatro che accade nelle case del pubblico, è tutto quello che sappiamo fare e abbiamo continuato a farlo”.

Corona virus – Si fermano teatri e musei

Dopo la cancellazione di tutti gli appuntamenti in auditorium a Palazzo Blu, anche al Museo di Storia Naturale di Calci si interrompono tutte le attività; attività sospese e spettacoli annullati anche al Teatro Verdi e alla Città del Teatro di Cascina.

Se per i musei è comunque possibile rimanere aperti al pubblico contingentando gli ingressi, nei teatri gli spettacoli non possono andare in scena perché sarebbe impossibile rispettare le norme che prevedono una distanza minima tra le persone.

Per lo stesso motivo sono sospesi tutti i corsi, i laboratori e anche le attività di botteghino.

Per maggiori informazioni è possibile consultare i siti o le pagine fb di ciascun teatro o fondazione

www.lacittadelteatro.it  www.teatrodipisa.pi.it www.palazzoblu.it www.msn.unipi.it

Sonetti traditi

Cosa succederebbe se i sonetti di Shakespeare fossero tradotti in napoletano, cambiando decisamente d’accento, ma continuando a pulsare d’amore e di vita? Ce lo racconta Lino Musella in scena a Cascina il 6 marzo.

I versi di trenta sonetti di Shakespeare sono i protagonisti de L’ammore nun’è ammore, in scena il 6 marzo alle 21 alla Città del Teatro di Cascina.

Sì, i protagonisti sono i versi, tradotti anzi traditi, come li definì lo stesso traduttore, l’artista Dario Jacobelli, in tutta la violenza e insieme la dolcezza che il parlato napoletano sa esprimere. Una traduzione libera, la sua, da ogni obbligo e da ogni scadenza, da ogni costrizione editoriale ed esigenza filologica, ma proprio per questo in un certo senso più vera, nella quale più forte si sente pulsare la passione

Ricorda Musella che Jacobelli poeta, scrittore e paroliere prematuramente scomparso nel 2013, “si dedicò negli ultimi anni della sua vita alla traduzione in napoletano e al tradimento, come amava definirlo, di 30 Sonetti di Shakespeare. Non aveva scadenze, non doveva rispettare le indicazioni o correzioni di nessun editore. Per committenti aveva i suoi amici più cari ai quali dedicava ogni sua nuova traduzione. I Sonetti in napoletano suonano bene. Battono di un proprio cuore. Indossano una maschera che li costringe a sollevarsi dal foglio per prendere il volo, tenendo i piedi per terra”.

Premio Ubu come miglior attore, Premio Le Maschere del Teatro, Premio Enriquez, Premio Associazione Nazionale Critici Teatrali, Premio Inbox, volto noto di Gomorra e di The Young Pope, Lino Musella accompagnato in scena da Marco Vidino ai cordofoni e alle percussioni, riesce a dare vita ad una commistione tra due mondi lontanissimi, ma che sono accomunati da una grande, grandissima passione.

Lo spettacolo sarà preceduto da un piccolo aperitivo con specialità campane, a cura di ACIT Associazione Campani in Toscana (dalle ore 19:30).

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INFO STAGIONE https://cittadelteatro.com/programmazione/serale

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