Scatti, note e gorgheggi

Un nuovo progetto culturale dell’associazione Lungofiume di Cascina mescola diverse forme d’arte lasciando spazio alla creatività: si chiama, guarda caso, Contaminazioni e ci dà appuntamento con il primo evento il 6 e il 7 novembre alla Casa di Lungofiume

A Cascina nasce un nuovo progetto culturale dell’Associazione Lungofiume. Primo appuntamento a novembre con due eventi dedicati alla musica, alla fotografia e al canto il 6 novembre alle 21 e il 7 novembre alle 17.30 alla Casa di lungofiume, a Cascina

Un incontro tra varie forme d’arte, per dare spazio alle idee e alla creatività: Contaminazioni va in scena e sceglie come protagonisti degli eventi, in un rimbalzo di scatti, note e gorgheggi, Fausto Meini, con un racconto fotografico tra immagini, musica, narrazione di paesaggi, natura e still life, e la cantante Chiara Mattioli, che presenterà la serata, accompagnata dalle voci di Elisabetta Coradeschi e Filippo Fredducci, con il loro canto consapevole.

Prenotazioni: Associazione Lungofiume: 339 8269696; Fausto Meini 329 0041908.

Fausto Meini e Chiara Mattioli saranno alla Casa di Lungofiume nei prossimi mesi con i loro corsi di fotografia digitale e canto consapevole.

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La storia del complotto

In questi tempi di rinnovato fascino per i complotti, un ciclo di eventi a Palazzo Blu ci guida attraverso casi storici in cui si è parlato di trame oscure: con i cinque incontri, dal vivo e online, de Il complotto e la storia impareremo forse a riconoscere questo fenomeno antico e modernissimo.

Inizia il 28 ottobre il ciclo di eventi Il complotto e la storia organizzato a Palazzo Blu, ma fruibile anche online, con l’appuntamento con Simona Siano, ricercatrice dell’Università di Torino.

A cura del Prof. Daniele Menozzi, gli incontri ci accompagneranno alla scoperta di un fenomeno che tendiamo a pensare come recente e che invece ha radici antiche: la lettura della realtà in chiave complottista è già ben presente nella storia otto-novecentesca e non ha fatto che dilatarsi negli ultimi anni. L’interpretazione della diffusione della pandemia di Covid-19 e delle misure prese per contenerla in termini cospirazionisti ne costituisce l’ultima manifestazione contemporanea.  

Con la guida di studiosi e esperti, potremo forse imparare a riconoscere questo fenomeno, le sue radici e le sue articolazioni, cosa ci spinge a ritenere valide teorie spesso strampalate, quali sono le strategie attraverso le quali si diffonde e si radica nei singoli e nelle comunità.

I molteplici risvolti del complottismo saranno approfonditi attraverso il contributo delle scienze sociali, dalla politologia alla linguistica, dalla semiologia alla storia. Il primo appuntamento, del 28 ottobre alle 17.30, è con Il Covid 19, la congiura e la rete Internet: il caso dei vaccini, con Simona Stano dell’Università di Torino.

A seguire, il 4 novembre l’evento Semiotica delle teorie del complotto: segni, parasegni, e pseudosegni’ con Massimo Leone (Università di Torino); l’11 novembre toccherà a La radice delle teorie del complotto: il conflitto politico con Nicolas Guilhot (IUE Firenze); il 18 novembre appuntamento con La retorica del complotto: una vicenda linguistica, con Gianluca Lauta (Università di Cassino); a chiudere la rassegna sarà lo stesso Prof. Daniele Menozzi il 25 novembre con L’archetipo storico: il complotto giudaico

palazzoblu.it  

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La città in mostra

Con Pisa Percorsi Museali nasce una rete museale pisana, un percorso per valorizzare gli spazi espositivi cittadini e quindi i nostri beni culturali. Grazie alla firma di un protocollo d’intesa che coinvolge tutti gli enti culturali e all’uso del digitale.

Nasce a Pisa la rete museale cittadina che coinvolge tutti gli enti del territorio interessati alla tutela, conservazione e valorizzazione dei beni culturali. È stato presentato infatti il protocollo d’intesa per la rete PPM – Pisa percorsi Museali che dà vita a un coordinamento tra tutte le realtà museali cittadine e le amministrazioni competenti nel territorio,: Comune di Pisa, Direzione Regionale Musei della Toscana – Ministero della Cultura (Museo nazionale di Palazzo Reale e Museo nazionale di San Matteo), Fondazione Pisa (Palazzo Blu), Opera della Primaziale Pisana (Musei delle Sinopie, della Primaziale, del Camposanto), Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Pisa (Museo delle navi antiche di Pisa), Sistema Museale d’Ateneo dell’Università di Pisa.

“Grazie al percorso avviato lo scorso anno con Pisa capitale della cultura, per la prima volta – spiega l’assessore alla cultura, Pierpaolo Magnani – , siamo riusciti ad avviare una collaborazione attiva e un percorso comune con tutti i soggetti che a Pisa si occupano di beni culturali, di tutela e di spazi espositivi. È un grande risultato perché mettere insieme tutti i musei pisani che hanno caratteristiche, mission e governance molto diverse tra loro era complesso. Con questo protocollo d’intesa – spiega l’assessore – siamo in grado di definire un comitato tecnico e uno scientifico per definire e programmare le attività e iniziative comuni, nell’interesse della valorizzazione e promozione cittadina. Il primo obiettivo già raggiunto sarà, a breve, la presentazione di un percorso di realtà aumentata che propone ai visitatori un percorso virtuale all’interno della città e dei musei coinvolti“.

Il protocollo avrà validità 3 anni e definisce la istituzione di un Comitato Esecutivo e un Comitato Scientifico. Il primo, presieduto dal Sindaco del Comune di Pisa o suo delegato, sarà composto da tecnici e rappresentanti di ognuno dei soggetti firmatari, con il compito di definire l’indirizzo annuale culturale della Rete PPM – Pisa Percorsi Museali, di concerto con il Comitato Scientifico; approvare il programma e il piano di attività; costituire gruppi di lavoro, anche con la partecipazione di altri soggetti e definendone la durata, per la progettazione e l’attuazione di specifici obiettivi del programma; svolgere il monitoraggio e controllo sullo stato di attuazione del Protocollo e sui risultati conseguiti, anche sul piano economico.

Il Comitato Scientifico, invece, sarà coordinato dall’assessore alla cultura del comune di Pisa o da suo delegato e sarà composto da soggetti di comprovata competenza culturale scientifica; e nominato in occasione di progetti e/o iniziative specifiche dai singoli musei. Proporrà al Comitato esecutivo il programma e il piano di attività; garantirà la valenza scientifica dei progetti e attività anche attraverso il raccordo con altri soggetti chiamati a partecipare all’attuazione degli obiettivi del programma.

La Rete “PPM – Pisa Percorsi Museali”, si legge nel protocollo, si si pone “come obiettivi principali la promozione e valorizzazione del patrimonio culturale, anche immateriale, della Città di Pisa; la qualificazione dell’offerta museale di competenza di ognuno, anche attraverso la crescita dei servizi offerti, l’integrazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie, progettando, organizzando e promuovendo iniziative ed eventi anche con il coinvolgimento delle realtà scolastiche, educative e della ricerca e di altri enti e soggetti del territorio; lo sviluppo di politiche volte alla realizzazione di progetti condivisi per il raggiungimento e il miglioramento della qualità dell’offerta museale; la promozione di progetti e attività rete con particolare attenzione alla diffusione della conoscenza attraverso le forme digitali”.

Con successivi accordi, i firmatari si impegnano a condividere progetti e attività specifici, disciplinando l’impegno di ciascuno di essi, l’organizzazione delle iniziative e individuando le risorse e/o i servizi resi disponibili da ognuno. Oltre alle risorse specificate negli accordi attuativi, i soggetti aderenti si impegnano a ricercare ulteriori finanziamenti regionali, nazionali e comunitari, o da sponsor.

Il protocollo d’intesa nasce in seguito a Pisa2022 (il cantiere virtuale istituito nel 2020 per la candidatura della città capitale italiana della cultura) in un aggregatore di contenuti che sfrutti il web come contenitore al quale si possa accedere sia da remoto che da apposite postazioni multimediali. Con l’obiettivo di sperimentare in un laboratorio di multimedialità applicata alla rete dei musei cittadini una doppia modalità: all’esigenza di esperire l’arte da una distanza sempre più ravvicinata, al desiderio della contemplazione si coniuga la possibilità di una simulazione esperienziale dove i confini tra immaterialità della rappresentazione e materialità dell’oggetto sono ormai assai labili.

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La Commedia in un avatar

Doppio appuntamento sabato 11 settembre per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante: oltre alla lettura del XXXIII canto dell’inferno in piazza dei Cavalieri, alla Sapienza verrà presentata l’avatar che trasforma i volti in terzine, per continuare l’uso di tramandare a voce i versi dell’Alighieri.

Saranno il disperato dolor che ‘l cor mi preme e gli eterni versi del XXXIII canto dell’Inferno dantesco, interpretati da Maurizio Lombardi con la conduzione di Renato Raiimo, a celebrare il genio della nostra letteratura sabato 11 settembre. Sì perché le celebrazioni per i settecento anni dalla mostre di Dante continuano e uno dei cento eventi organizzati dal Consiglio Regionale porta a Pisa un doppio appuntamento: se alle 18.30 i versi dell’Inferno risuoneranno in piazza dei Cavalieri, alle 17 nell’aula magna del palazzo della Sapienza verrà inaugurata Divina, l’avatar che traduce i volti in terzine.

Il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, insieme al rettore dell’Università di Pisa Paolo Maria Mancarella e alla responsabile scientifico del laboratorio ASTRO Gabriella Caroti, presenteranno l’installazione che ha lo scopo di farci immedesimare nella Commedia perpetrando l’antica storia del Dante popolare e trasmesso dai tanti che nei secoli ne imparavano i versi e li diffondevano ovunque.

L’accesso è gratuito, contingentato e legato al Green pass.

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Qualcuno si ricorda dei libri

Con un contributo di oltre 9 mila euro dal Ministero della cultura, la SMSBiblio di Pisa potrà acquistare nuovi libri dalle librerie del territorio e prendere una boccata d’aria in un periodo per il settore dell’editoria davvero difficile, non solo per la pandemia.

La Biblioteca Comunale di Pisa SMSBiblio è risultata tra i beneficiari del contributo previsto dal decreto del Ministro della cultura del 24 maggio 2021 di riparto del “fondo emergenze imprese e istituzioni culturali”, finalizzato al sostegno del libro e dell’intera filiera dell’editoria libraria. La biblioteca SMS ha ricevuto un contributo di 9.204,87 euro. Il decreto prevede che le risorse assegnate a ciascuna biblioteca siano utilizzate esclusivamente per l’acquisto di libri da effettuarsi per almeno il 70% presso almeno tre diverse librerie presenti sul territorio della provincia in cui si trova la biblioteca.

“Il contributo del Ministero della Cultura rappresenta un aiuto concreto – dichiara l’assessore alla cultura del Comune di Pisa Pierpaolo Magnani – per far crescere la nostra biblioteca e per offrire un sostegno a tutta la filiera del libro e dell’editoria locale che ha attraversato un lungo periodo di difficoltà dovuto alla pandemia. Per quanto riguarda la SMSBiblio, dopo le chiusure e limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria, stiamo concentrando la nostra attenzione per arrivare ad un pieno recupero della sua fruizione e ad una valorizzazione del servizio.”

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Carpe diem, a Marina

Sabato 28 a Marina di Pisa presentazione libro di Massimo Raffanti Carpe diem, riprendersi il tempo per una rivoluzione interiore. Per chi ha voglia di leggere, di ascoltare, di farsi domande.

Sabato 28 agosto a Marina di Pisa, all’Etoile-Yacht Club Porto di Pisa, alle 18.30, si terrà la presentazione del libro del giornalista e scrittore Massimo Raffanti Carpe Diem: riprendersi il tempo per una rivoluzione interiore (Passaggio Al Bosco Edizioni). Insieme all’autore saranno presenti Pierpaolo Magnani, assessore alla cultura, e Renato Guerrucci, per la casa editrice Passaggio Al Bosco. Modera il giornalista Francesco Meucci. Durante l’incontro verranno letti alcuni brani del saggio filosofico romanzato.

Dalla quarta di copertina. “Nell’epoca dei meccanismi globali, della sorveglianza digitale e della corsa al profitto, anche il tempo è diventato un bene monetizzabile: lo appaltiamo, lo deleghiamo e ne abbiamo sempre meno. Malgrado la crescente disponibilità di comfort e mezzi, l’insoddisfazione regna sovrana: incertezza e precarietà fanno da sfondo a un deserto di isolamento e depressione. Le contraddizioni della moderna “società liquida” suggeriscono un quesito fondamentale: siamo davvero i padroni della nostra esistenza? Questo libro – a metà tra il saggio e il romanzo – affronta questo tema senza tabù, compiendo un viaggio straordinario nel vasto orizzonte dei cieli e nel silenzio immacolato delle vette. Riprendersi il proprio tempo, allora, diventa un imperativo assoluto per chiunque voglia dare un senso alla propria vita: un consapevole atto di riappropriazione e di ribellione, in ordine con una necessaria rivoluzione interiore. Queste pagine, capaci di stimolare la più fervida immaginazione, hanno il pregio di proiettarci oltre lo stagno dei “giorni tutti uguali”, stimolando il coraggio delle scelte e delle azioni: perché ‘cogliere l’attimo’ significa cercare il rumore della libertà in ogni respiro”.

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Pisa, il cinema, il mondo

La nostra città si trasforma in un grande set cinematografico con Cinemadamare: una grande occasione per valorizzare la nostra città attraverso lo sguardo di cinquanta giovani registi e attori di tutto il mondo.

Cinemadamare, il più grande raduno internazionale di giovani filmmaker, è il più lungo campus della cinematografica e dell’audiovisivo, per la formazione, per la promozione e per la produzione: si svolge, ogni anno, in 10 regioni italiane; dura oltre 3 mesi; viaggia per oltre 7.500 chilometri; si ferma una settimana in ogni tappa/città; porta con sé, 50 giovani cineasti italiani e stranieri (oltre 30 nazionalità presenti) che girano decine di short movies in ogni tappa; offre a tutti anche workshop e lezioni di cinema; favorisce la creazione del pubblico per il cinema di qualità; promuove la co-produzione tra società cinematografiche italiane e straniere; incentiva il lavoro comune tra filmmaker di diversi Paesi; valorizza territori italiani solitamente esclusi dalla grande produzione, sempre alla ricerca di nuove locations.

Registi e attori da Stati Uniti d’America, Canada, Brasile, Argentina, Grecia, Germania e altri 20 Paesi per una intera settimana gireranno film nella città di Pisa. L’iniziativa si chiama Cinemadamare. 

Dopo aver fatto tappa a Roma, in Umbria, Lazio, Basilicata, Sardegna e Lombardia, Cinemadamare arriva infatti anche Pisa, dal 20 al 26 agosto, con il sostegno dell’assessorato alla cultura del Comune. La città della Torre diventa così un immenso set a cielo aperto, con decine di troupes che gireranno fiction, documentari, video clip e interviste, coinvolgendo la gente del posto e promuovendo le risorse artistiche di una delle città più note al mondo. 

“Il nostro – dichiara il direttore di Cinemadamare Franco Rina – è un format lontano dal glamour e dei red carpet. Il nostro obiettivo è mettere al centro della scena i filmakers, dando loro tutti gli strumenti utili a realizzare la loro opera. Da quasi vent’anni portiamo in Italia ragazzi da tutto il mondo: in questo caso abbiamo scelto tra le location Pisa, una città speciale che rappresenta una delle eccellenze del nostro Paese e della nostra cultura”.

I circa 50 giovani artisti che seguono la kermesse realizzeranno le loro opere, ognuna della durata massima di 10 minuti, dal 20 al 26 agosto. Sono inoltre previste proiezioni gratuite per tutti, dalle ore 21.30, presso Giardino Scotto: dal 23 al 25 agosto, film da sala cinematografica; l’ultima sera (26 agosto) saranno invece proposti tutti i film girati a Pisa, dai giovani cineasti, con la premiazione dei lavori più belli.

Cinemadamare è organizzato in partnership con 47 scuole e università di cinema di tutti i continenti, dalla Santa Monica College di Los Angeles alla South African School Of Motion Picture Medium di Città del Capo, alla Moscow School Of New York Media di Mosca alla Mit Insistute Of Disign di New Deli, e da tante altre. Da 19 anni, dunque, gli studenti di tutte queste scuole si danno appuntamento in Italia, per continuare la loro formazione sul campo, e per dar vita al più grande campus itinerante per la formazione e per la produzione cinematografica.

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L’estate di Palazzo Blu

Per tutto agosto c’è ancora la mostra De Chirico e la Metafisica, quella sulle illustrazioni dell’Inferno di Dante e il museo è aperto anche a ferragosto. Naturalmente dal 6 di agosto è necessario avere il green pass per entrare, ma perché non approfittare delle ferie per scoprire o riscoprire le meraviglie di Palazzo Blu?

Sempre aperti, anche a Ferragosto e con le aperture serali del palazzo fino a mezzanotte, che proseguono anche ad agosto nelle serate di venerdì e sabato. A Palazzo Blu l’attività non si ferma e continuano fino al 5 settembre le visite alle mostre in corso. Per De Chirico e la Metafisica, la mostra dedicata a uno degli artisti italiani più conosciuti al mondo, si apre l’ultimo mese di esposizione delle 80 opere selezionate da Saretto Cincinelli e Lorenzo Canova per raccontare tutte le fasi del percorso artistico del pictor optimus. Dalle prime opere “böckliniane” della fine del primo decennio del Novecento agli anni Dieci della grande pittura Metafisica; dai capolavori del periodo “classico” dei primi anni Venti della “seconda metafisica” parigina, fino ai Bagni Misteriosi degli anni Trenta, alle straordinarie ricerche sulla pittura dei grandi maestri del passato riscontrabili nelle nature morte, nei nudi e negli autoritratti, realizzati tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, giungendo all’ultima, luminosa fase neometafisica che recentemente ha riscosso un grande interesse internazionale.   

È aperta anche la mostra Tom Phillips Dante’s Inferno. La mostra, che si inserisce nella rassegna degli eventi dedicati ai 700 anni dalla morte di Dante, è un commento visivo dell’Inferno dantesco, realizzato dall’artista britannico contemporaneo Tom Phillips a corredo della sua traduzione del testo di Dante in inglese per la prestigiosa edizione uscita nel 1983 per i tipi di Talfourd Press. La mostra è a ingresso gratuito fino al mese di agostocosì come è gratuito l’ingresso, sempre fino ad agosto, alla collezione permanente.   

A partire dal 6 agosto 2021, per accedere al Museo è richiesta la certificazione verde COVID-19 (Green passinsieme al documento di identità.  

palazzoblu.it dechiricopisa.it e dante.palazzoblu.it   

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Arte a cielo aperto

Pisa torna ad essere museo all’aperto con la mostra delle sculture di Franco Adami, il pisano adottato da Parigi che con le sue figure umane, disumane, mitiche, popola il centro storico e il litorale di esseri ibridi, al di là delle classificazioni, che ci parlano con il loro silenzio.

Fino al 23 settembre 14 sculture saranno disposte in dieci installazioni tra il centro storico e il litorale: sono le creazioni raccolte nella mostra Franco Adami. L’uomo e i grandi miti che riporta le opere dell’artista pisano nella sua terra d’origine. Un’estate, ancora una volta, all’insegna dell’arte, gratuita e fruibile senza limiti di orario, intesa come bellezza della quale circondarsi; una bellezza che ci parla, muta, dalle strade e dalle piazze; una bellezza da incontrare per la strada, che ci viene incontro in silenzio, ma carica di cose da dire.

Un itinerario artistico che si snoda tra la Cittadella, gli Arsenali Medicei, piazza Cavallotti, piazza San Matteo, Palazzo Blu, Chiesa della Spina, piazza Vittorio Emanuele, per proseguire sul Litorale con installazioni in piazza Baleari, piazza Belvedere e Calambrone.

“Nato nel 1933 ad un passo dalla Torre – dichiara il curatore della mostra Massimiliano Simoni – Franco Adami ha raggiunto la fama e la notorietà in Francia dopo essersi formato a Parigi, la città più feconda per quello che riguarda l’arte contemporanea. Nel corso della sua carriera ha attraversato varie fasi e oggi ce le racconta tutte attraverso questo percorso ideale formato da 14 grandi opere disseminate in 10 delle più belle location della città e del litorale”.

Franco Adami. La famiglia di sua madre possedeva uliveti e suo padre era un chirurgo ortopedico. Innamorato della natura, è cresciuto in campagna sulle colline che circondano la Certosa. Era un bambino curioso e indipendente che riconosceva e imitava alla perfezione i canti degli uccelli. Attento, sviluppa un grande legame con il mondo animale e il suo cane è il suo eterno compagno. Ha studiato all’Istituto Leonardo Da Vinci di Cascina dove ha scoperto la lavorazione del legno e ha frequentato il Magistero di Porta Romana a Firenze prima di proseguire le sue ricerche l’Ècole des Beaux Arts di Parigi. Parigi, centro culturale internazionale, lo ha fatto sognare e gli ha teso le braccia nel 1958 con l’amicizia dello scultore Collamarini. Riesce a stabilirsi nella capitale francese nel 1959 dove stringe un intenso rapporto di collaborazione con il grande cubista russo Zadkine. Frequenta, in uno scambio artistico, Marino Di Teana, Antoine Poncet, César, Arman. Dal 1960 e per l’intero decennio, nel suo atelier di Faubourg Saint-Antoine di Parigi comincia a lavorare soprattutto il legno, materiale allora più facile da reperire e scolpire: questi anni corrispondono ad un periodo di ricerca nello svolgimento della sua opera e, nonostante l’accostamento all’arte contemporanea – in particolare quella di Zadkine e di Moore – il suo lavoro resta figurativo. Alla Francia sono legati i suoi esordi, quando nel ’75 partecipa per la prima volta al Salon d’Automne e nel ’76 al Salon des Realités Nouvelles, avendo ormai delineato il proprio linguaggio scultoreo nell’ambito di una figurazione sintetica di profonda qualificazione simbolica. Stringe intesi rapporti di collaborazione Franco Adami è famoso per il suo stile le cui linee e le forme sono facilmente riconoscibili. I suoi bronzi e le sculture di creature ibride ispirate, tra le altre cose, alla mitologia antica, sono realizzati con materiali nobili o rari come il marmo, l’onice o il porfido e il bronzo. Durante la sua carriera riceve numerosi premi e la sua notorietà, dopo l’Europa e l’Africa, arriva anche in Asia con una grande esposizione a Seul, in Corea del Sud. Oggi le sue sculture si trovano in tutti i musei d’arte moderna del mondo, nella maggior parte delle fondazioni e nelle principali collezioni private. Con la Mostra di Pisa (3 luglio 2021 – 26 settembre), dopo un lungo viaggio, torna finalmente a casa e le sue 14 monumentali sculture, disseminate tra il centro storico e la marina, ci raccontano de L’Uomo e i Grandi Miti.

Le creature di Franco Adami. Focalizzandosi sull’essenza dell’essere umano, Franco Adami interroga prima di tutto l’essere e il suo modo di esistere. Essere è un atto immediato che traduce una volontà di vivere. Annuncia l’inizio, il principio di un’avventura. Quanto alla parola “esistere”, se è onnipresente nel cuore, nella vita e nel carattere dell’artista, significa: “uscire da”, “manifestarsi, essere fuori di sé”, invita a rompere l’involucro carcerario che impedisce di affrontare il mondo. Ogni essere di Franco Adami testimonia questo immenso bisogno di vivere. Le ellissi pronte a dispiegarsi sulla parte superiore dell’opera Liberazione lasciano percepire la nascita di una forma, di una vita. E’ l’inizio di una nuova esistenza. Con la pressione del corpo, la crisalide si libera dalla sua costrizione che neutralizza ogni movimento. È un’esperienza che si verifica nella vita di ogni uomo, nella storia di ogni civiltà. È un invito a liberarsi dei vincoli circostanziali.

Le potenti creature di Franco Adami dalle linee pure, sobrie e statiche, rappresentate qui dai Totems e dai Centurions, traboccano di vita. Non si tratta di statuette inanimate e decorative, ma di colossi abitati da un’anima, da una coscienza, che si esprimono per mezzo dei loro occhi. Di forme perfette e lisce, vengono a costruire e completare la composizione, pur imponendosi come un vero e proprio sguardo. Con il riflesso del bronzo, l’occhio è allo stesso tempo uno specchio del mondo e una finestra sull’anima, che insieme interrogano e rinterrogano i passanti.

Essere significa dunque vivere. Il linguaggio e la logica sociale impongono che si definisca il suo campo d’azione. È impossibile “essere” in un modo libero. Il sostantivo Essere deve essere accompagnato da un qualificativo, un attributo che determina il tipo dei suoi atti: essere umano, essere inumano. L’uomo qui, si oppone all’animale. Con il rischio di contrariare alcuni filosofi, Franco Adami rifiuta questa classificazione riduttiva e condiscendente. I suoi esseri sono creature umane, inumane e animali allo stesso tempo. 

Horus illustra la complessità di questo stato di essere. Quest’antica e arcaica divinità egizia ha conosciuto diversi aspetti nel corso dei secoli. Spesso identificata dal falco nei testi antichi, è universalmente riconosciuta come un uomo ieracocefalo (uomo con testa di falco). Il suo nome, che significa “lontano” in riferimento al volo maestoso del rapace, è associato alla monarchia faraonica. Egli si presenta allo stesso tempo come un Dio protettore dell’habitat e della città e una divinità cosmica. Si tratta di una creatura favolosa dotata di organi straordinari. I suoi occhi ibridi rappresentano il sole e la luna. Uno dei suoi occhi feriti da suo zio Seth, successivamente guarito da Thot, è associato all’altro notturno, che appare e scompare in cielo. 

Franco Adami non cerca di illustrare il mito nella sua complessità, è solo affascinato da questa creatura umana, animale e cosmica che infrange le classificazioni consuetudinarie. 

Le Tartarughe installate in piazza dei Miracoli si rispondono faccia a faccia. Sono sormontate da un guscio di forma arrotondata e sorretta da larghe arcade, che evoca le cupole delle Chiese romaniche. Les Centurions fanno riferimento al mondo romano e Il cavaliere nero alla letteratura medievale, si tratta di un cavaliere in campagna che desidera viaggiare nell’anonimato. Coprendo il suo stemma di pittura nera, il cavaliere cancella le caratteristiche che faranno di lui la sua originalità in modo che possa muoversi senza costrizione, né appartenenza; rifiutando di dare il suo nome, il cavaliere conserva il segreto di ciò che è. Quest’opera pone allora la questione dell’identità: “Chi sei?” L’interlocutore introduce la sua relazione all’altro e si interroga sulla propria identità. Così una stessa persona può essere sia il figlio di sua madre, l’allievo del suo insegnante e il vassallo del suo signore. Mantenendo il mistero, il cavaliere rimane libero senza generare indifferenza. Al momento del passaggio, ciascuno potrà formulare suggerimenti che si configurano come veri e propri enigmi. L’abbraccio invece esprime il sentimento amoroso e il bisogno dell’altro. Il desiderio è così forte che i corpi si fondono in modo perenne e irreversibile, dando così origine ad una mostruosa creatura bicefala, tenera e allo stesso tempo accattivante.

A immagine di certe divinità antiche, gli esseri inspiegabili o le creature mostruose di Franco Adami pongono degli enigmi che conviene a ciascuno risolvere. L’enigma è più di una semplice domanda, è un problema. Tra gli antichi greci, gli enigmi sfidavano la comprensione e sconvolgevano le regole convenzionali della logica. Essa suscitava anche, nel più comune dei mortali, la paura di non possedere la risposta. Richiamate a verità profonde mai formulate, le soluzioni potrebbero scuotere il processo del ragionamento tradizionale. L’opera di Franco Adami interpella e incita alla riflessione. Comprenderla significa acquisire una migliore conoscenza di sé e del mondo circostante. Gli esseri misteriosi di Franco Adami offrono uno spazio di libertà, un luogo di disordine nelle città poliziesche della società attuale.

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Sui passi di Dante

Una mostra al Museo di Storia Naturale di Calci è l’occasione per ripercorrere i luoghi del viaggio di Dante nell’aldilà: dal 25 giugno al 31 gennaio 2022, creature mitologiche e personaggi storici popoleranno questo Bestiario dell’inferno dantesco.

Anche il Museo di Storia Naturale di Calci fa la propria parte nel celebrare i settecento anni dalla morte del Sommo Poeta e propone un’esposizione temporanea per farci conoscere alcune delle figure che Dante incontra lunga la sua discesa negli inferi. La mostra Inferno. Bestiario dantesco, visitabile dal 25 giugno 2021 al 31 gennaio 2022, allestita nei locali più antichi della Certosa, è curata dalla Naturaliter con la collaborazione del Museo e si inserisce nel ricco e variegato programma diffuso in tutta la regione Toscana.
In occasione dell’apertura, venerdì 25 giugno, , per l’intera giornata, l’ingresso alla mostra e a tutto il Museo sarà gratuito e ci sarà una piccola sorpresa riservata ai visitatori. Bisogna comunque registrarsi online al link: https://www.msn.unipi.it/it/prenota-online/.
Ricordare, rileggere, ma anche scoprire e approfondire alcuni aspetti della Commedia significa ricordare che la grande eredità che questo capolavoro ci ha lasciato non è solo linguistica.

Ripercorrendo idealmente alcune tappe del viaggio ultraterreno di Dante e Virgilio nei gironi dell’Inferno, si incontra Caronte, traghettatore delle anime nell’Ade, ma anche le Furie, le Arpie, creature mitologiche, animali dei bestiari medievali e personaggi storici come Ugolino della Gherardesca, Farinata degli Uberti, Paolo e Francesca.
Il percorso espositivo, costituito principalmente dal susseguirsi di scene ricostruite in dimensioni reali, è reso suggestivo da curate scenografie immersive, illuminazioni soffuse e suoni di sottofondo, e arricchito da videoproiezioni, tra cui quella di un attore che personifica Dante Alighieri e che, raccontando le scene in prima persona, guida i visitatori nel loro viaggio nell’oltretomba.
A corredo dell’esposizione sono presentate le edizioni originali della Divina Commedia illustrate da Gustave Dorè (dalle quali la mostra ha tratto ispirazione per la ricostruzione tridimensionale delle scene) e proiettati alcuni momenti di backstage.
Inoltre, per tutta la durata della mostra, il Museo propone una serie di attività e approfondimenti, dedicati ad adulti e bambini, come visite guidate, esperienze didattiche, passeggiate e incontri con Dante, che saranno di volta in volta comunicati attraverso i canali ufficiali del Museo.

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