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Un po’ di Dante a Pisa

Via Contessa Matilde: Tre giardini pubblici a ridosso delle Mura di via Contessa Matilde sono stati intitolati a altrettanti personaggi della Divina Commedia, a memoria dell’indissolubile legame con la storia della nostra città.

Pier delle Vigne, Arrigo VII e Federico II di Svevia: tre personaggi della Divina Commedia che ricordiamo quasi tutti, ma anche da questi giorni, tre giardini pubblici pisani, lungo le mura in via Contessa Matilde. Il primo, dedicato a Pier delle Vigne, nelle vicinanze di Largo Cocco Griffi; il secondo, intitolato ad Arrigo VII, all’altezza dell’incrocio con via Piave; l’ultimo, dedicato a Federico II di Svevia, nei pressi della Porta di San Ranierino. 

“Pier delle Vigne, Arrigo VII e Federico II di Svevia – ha dichiarato il vicesindaco Raffaella Bonsangue – sono tre personaggi citati da Dante nella Divina Commedia e indissolubilmente legati alla storia nostra città. Abbiamo deciso cogliere l’occasione del 700° anniversario dalla morte del Sommo Poeta per intitolare queste tre aree a ridosso delle Mura urbane a queste tre figure che, comunque, avrebbero meritato questo riconoscimento. Ci auguriamo che questa iniziativa possa essere apprezzata da tutti i cittadini pisani e da tutti coloro che avranno modo di ammirare le bellezze della nostra città”.

“Come non pensare, quindi, a Pier delle Vigne, giurista, uomo politico, letterato, considerato uno dei massimi esponenti della prosa latina medioevale – ha proseguito Bonsangue – portato in prigionia a Pisa e sepolto nel quartiere di Chinzica, “soccorso, morì nell’ospedaletto di Sant’Andrea in Barattolaia e fu sepolto nella chiesa attigua”.  Ricoprì importanti incarichi alla corte di Federico II, custode dei sigilli dell’Impero,“io sono colui che tenni ambo le chiavi del Cor di Federigo…”. Pier delle Vigne è citato nella Divina Commedia, precisamente nel XIII canto dell’Inferno, nella selva dei suicidi”. 

“Non poteva mancare il doveroso riconoscimento ad Arrigo VII, Enrico VII di Lussemburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero, sepolto in una tomba monumentale all’interno della Cattedrale di Pisa.  L’”Alto Arrigo ch’a drizzare Italia”, non aveva ancora 40 anni quando giunse in Italia per tentare di unificarla sotto l’egida del Sacro Romano Impero, ma il suo intento fallì, ponendo definitivamente fine al sogno di un’Italia pacificata e unita, che tanto aveva fatto sognare Dante Alighieri. All’interno del sarcofago, realizzato da Tino da Camaino, sono stati ritrovati la corona imperiale, lo scettro e il globo, tutti oggetti realizzati in argento dorato, oggi conservati all’interno del Museo dell’Opera del Duomo. Oltre al tesoro è stato rinvenuto quello che, oggi, per dimensioni è il tessuto più importante del Medioevo: un “telo” di tre metri per 120 centimetri in seta con fasce rosa-azzurre e con il disegno di due leoni affrontanti che avvolgeva il corpo dell’imperatore. Nella Divina Commedia, il poeta assegna all’Imperatore un seggio nel Paradiso e lo cita varie volte con parole di ammirazione”. 

“Infine, ma indubbiamente non da ultimo – conclude Bonsangue – abbiamo ricordato Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero all’età di 26 anni, chiamato “Stupor Mundi”, grande mecenate, fautore del progresso scientifico, molto legato alla storia di Pisa; nel 1223, l’imperatore assistette ad un singolare torneo tra i più insigni matematici dell’epoca, il cui vincitore risultò Leonardo Pisano, noto con il nome di Fibonacci; nei pressi del parco oggetto di intitolazione all’Imperatore, vi è una iscrizione, di difficilissima lettura, incisa sull’architrave della porta detta di Santo Stefano, che secondo l’archeologo Federico Andreazzoli, essendo datata nel 1240, starebbe a significare l’inserimento dell’opera nel contesto degli interventi volti a completare la cinta muraria effettuati negli anni quaranta del duecento, come prova dello speciale interesse dell’Imperatore Federico II per la città dell’Arno, considerato altresì il suo ruolo strategico sullo scacchiere tirrenico. Nella Divina Commedia, Dante pone l’Imperatore nell’Inferno, Canto X”.

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La Commedia in un avatar

Doppio appuntamento sabato 11 settembre per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante: oltre alla lettura del XXXIII canto dell’inferno in piazza dei Cavalieri, alla Sapienza verrà presentata l’avatar che trasforma i volti in terzine, per continuare l’uso di tramandare a voce i versi dell’Alighieri.

Saranno il disperato dolor che ‘l cor mi preme e gli eterni versi del XXXIII canto dell’Inferno dantesco, interpretati da Maurizio Lombardi con la conduzione di Renato Raiimo, a celebrare il genio della nostra letteratura sabato 11 settembre. Sì perché le celebrazioni per i settecento anni dalla mostre di Dante continuano e uno dei cento eventi organizzati dal Consiglio Regionale porta a Pisa un doppio appuntamento: se alle 18.30 i versi dell’Inferno risuoneranno in piazza dei Cavalieri, alle 17 nell’aula magna del palazzo della Sapienza verrà inaugurata Divina, l’avatar che traduce i volti in terzine.

Il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, insieme al rettore dell’Università di Pisa Paolo Maria Mancarella e alla responsabile scientifico del laboratorio ASTRO Gabriella Caroti, presenteranno l’installazione che ha lo scopo di farci immedesimare nella Commedia perpetrando l’antica storia del Dante popolare e trasmesso dai tanti che nei secoli ne imparavano i versi e li diffondevano ovunque.

L’accesso è gratuito, contingentato e legato al Green pass.

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Dannati e Beati all’Archivio di Stato

La mostra documentaria Pisa e Dante nei documenti dell’Archivio di Stato, allestita nel Salone della musica di Palazzo Toscanelli celebra Dante nel settecentenario dalla morte; curata dalla dott.ssa Rosalia Amico, sarà accompagnata da un ciclo di incontri e pubbliche letture nel giardino del palazzo.

Dante e Pisa: il legame, anche se non esattamente idilliaco, c’è. La mostra organizzata al Palazzo Toscanelli, sede dell’Archivio di Stato sul lungarno Mediceo, è l’occasione per raccontare, sullo sfondo delle vicende narrate nella Commedia, i luoghi ed i personaggi dell’intenso legame che intercorse tra Pisa a Dante: Ugolino della Gherardesca, Arrigo VII, Guido da Pisa e Francesco da Buti.

Programma degli incontri:

Venerdì 10 settembre, ore 17.00-18.30:

Ugolino della Gherardesca traditore della patria?
Incontro con la Prof.ssa Maria Luisa Ceccarelli Lemut, con lettura del canto XXXIII dell’Inferno e della canzone di Guittone d’Arezzo a Ugolino della Gherardesca e Nino Visconti.
A seguire visita guidata alla mostra.

Venerdì 17 settembre, ore 17.00-18.30:

Arrigo VII a Pisa: speranze e delusione
Incontro con la Prof. Gabriella Garzella, con lettura del Paradiso XXX 124-148 e passi dell’Epistola dantesca dedicata all’Imperatore.
A seguire visita guidata alla mostra.

Venerdì 24 settembre, ore 17.00-18.30:

L’amore di Pisa per Dante: da Guido da Pisa a Francesco da Buti
Incontro con il Prof. Fabrizio Franceschini, con lettura del Purgatorio VIII 49-60 e del sonetto di ispirazione dantesca sulla Cosmografia (Camposanto di Pisa).
A seguire visita guidata alla mostra.

La mostra rimarrà aperta, con visite guidate e su prenotazione, anche nelle domeniche 26 settembre, 3 e 10 ottobre, alle ore 15.30 e alle ore 17.00.

L’accesso agli incontri è libero e gratuito previa esibizione di greenpass valido e fino al raggiungimento dei 70 posti disponibili. Le visite guidate che seguono gli incontri sono contingentate per un massimo di 15 persone a turno.

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Dante dal vivo

E se a guidarci alla mostra Inferno. Bestiario dantesco fosse proprio Dante in persona? Il Museo di Storia Naturale di Calci organizza per il 10 luglio visite guidate teatralizzate in collaborazione con City Grand Tour.

Alla scoperta dei riferimenti danteschi all’interno del Museo di Storia Naturale: il Sommo Poeta in persona ci accompagnerà in un viaggio ancor più emozionante perché raccontato in prima persona.

Data: sabato 10 luglio
Orario: primo turno ore 10, secondo turno ore 11, terzo turno ore 12.Le visite hanno la durata di circa 45 minuti.
Numero massimo di partecipanti: 12 persone a turno.
La prenotazione (al 348 4352485) è obbligatoria entro il giorno precedente alla visita.

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Sui passi di Dante

Una mostra al Museo di Storia Naturale di Calci è l’occasione per ripercorrere i luoghi del viaggio di Dante nell’aldilà: dal 25 giugno al 31 gennaio 2022, creature mitologiche e personaggi storici popoleranno questo Bestiario dell’inferno dantesco.

Anche il Museo di Storia Naturale di Calci fa la propria parte nel celebrare i settecento anni dalla morte del Sommo Poeta e propone un’esposizione temporanea per farci conoscere alcune delle figure che Dante incontra lunga la sua discesa negli inferi. La mostra Inferno. Bestiario dantesco, visitabile dal 25 giugno 2021 al 31 gennaio 2022, allestita nei locali più antichi della Certosa, è curata dalla Naturaliter con la collaborazione del Museo e si inserisce nel ricco e variegato programma diffuso in tutta la regione Toscana.
In occasione dell’apertura, venerdì 25 giugno, , per l’intera giornata, l’ingresso alla mostra e a tutto il Museo sarà gratuito e ci sarà una piccola sorpresa riservata ai visitatori. Bisogna comunque registrarsi online al link: https://www.msn.unipi.it/it/prenota-online/.
Ricordare, rileggere, ma anche scoprire e approfondire alcuni aspetti della Commedia significa ricordare che la grande eredità che questo capolavoro ci ha lasciato non è solo linguistica.

Ripercorrendo idealmente alcune tappe del viaggio ultraterreno di Dante e Virgilio nei gironi dell’Inferno, si incontra Caronte, traghettatore delle anime nell’Ade, ma anche le Furie, le Arpie, creature mitologiche, animali dei bestiari medievali e personaggi storici come Ugolino della Gherardesca, Farinata degli Uberti, Paolo e Francesca.
Il percorso espositivo, costituito principalmente dal susseguirsi di scene ricostruite in dimensioni reali, è reso suggestivo da curate scenografie immersive, illuminazioni soffuse e suoni di sottofondo, e arricchito da videoproiezioni, tra cui quella di un attore che personifica Dante Alighieri e che, raccontando le scene in prima persona, guida i visitatori nel loro viaggio nell’oltretomba.
A corredo dell’esposizione sono presentate le edizioni originali della Divina Commedia illustrate da Gustave Dorè (dalle quali la mostra ha tratto ispirazione per la ricostruzione tridimensionale delle scene) e proiettati alcuni momenti di backstage.
Inoltre, per tutta la durata della mostra, il Museo propone una serie di attività e approfondimenti, dedicati ad adulti e bambini, come visite guidate, esperienze didattiche, passeggiate e incontri con Dante, che saranno di volta in volta comunicati attraverso i canali ufficiali del Museo.

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Nel nome di Dante (e di tanti altri)

Tre luoghi della città verranno intitolati a tre personaggio danteschi, a un mese dal Dantedì che celebrava l’inizio del viaggio all’inferno raccontato nella Commedia e a 700 anni dalla sua morte. Ma la toponomastica pisana si arricchisce intitolando ben 13 aree pubbliche a personalità che hanno segnato la storia cittadina.

Tredici in tutto le aree che prenderanno nomi nuovi ricordando chi si è distinto a vario titolo ed è bello ricordare: oltre ai tre personaggi danteschi, ci sono personalità legate in qualche modo a Pisa, da Artemisia a Marie Curie, da Federico II di Svevia a Pier delle Vigne, ma anche i fondatori del Rotary Club International e del Lions Club International.

“In particolare – dichiara la vicesindaco Raffaella Bonsangue – in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante, abbiamo voluto ricordare tre importanti personaggi narrati nella Divina Commedia e legati alla nostra città, dedicando loro uno spazio pubblico lungo le mura, in via Contessa Matilde: Federico Secondo di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero e scopritore di Fibonacci; Arrigo VII, anch’egli imperatore del Sacro Romano Impero, sepolto in una tomba monumentale all’interno della cattedrale di Pisa; Pier delle Vigne giurista, uomo politico, letterato, considerato uno dei massimi esponenti della prosa latina medioevale, che fu portato in prigionia a Pisa, dove morì”.

“Nell’area Ex Vacis – prosegue Bonsangue – abbiamo deciso di dedicare alcuni spazi a donne che con il loro apporto e valore, sono state protagoniste in campo culturale, sociale o scientifico. Tra queste possiamo sicuramente ricordare Artemisia Gentileschi, una delle più importanti pittrici italiane, considerata un’artista di scuola caravaggesca, figlia del pittore pisano Orazio Gentileschi, e Marie Curie, unica donna tra i quattro vincitori di due Nobel e la sola ad aver vinto il Premio in due distinti campi scientifici: durante un suo viaggio in Italia, a Pisa, nel 1918, la Curie compì sopralluoghi presso sorgenti termali e miniere da cui si riteneva possibile estrarre materiali radioattivi. Ne nacque così un legame particolare con l’Italia e con l’ambiente chimico pisano”.

“Infine – conclude Bonsangue – in considerazione della vocazione internazionale della città abbiamo deciso di intitolare due rotatorie a Paul Percy Harris e a Melvin Jones, rispettivamente fondatori del Rotary Club International e del Lions Club International. In città ci sono infatti ben 4 club di queste due associazioni internazionali”.

Le intitolazioni e le rispettive motivazioni

– Rotatoria Don Fiore Menguzzo (da via Fiorentina a via Marsala): Don Fiore Menguzzo; nato a Cascina nel maggio 1916; divenne parroco delle Mulina alla fine del 1941; nell’aprile del 1943 fu inviato come cappellano militare in Grecia e Albania; Don Fiore Menguzzo e i suoi familiari (sepolti nella Cappella San Giovanni del cimitero suburbano di Pisa), furono i primi martiri delle centinaia che il sabato 12 agosto 1944 vennero trucidati a Muluna di Stazzema dalle SS tedesche.

– Viale pedonale Pier Giorgio Cavallini (da via Mario Lalli a via San Francesco): Pier Giorgio Cavallini; nato a Siena il 22 aprile 1943 ha conseguito la laurea in Ingegneria Aeronautica presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa il 23 novembre 1968 conseguendo il premio nazionale “G.Crocco”; a partire dall’anno accademico 1972/73, ha inaugurato il corso di insegnamento in Strutture Accademiche dove conseguì la relativa cattedra; è stato Vice direttore del Dipartimento di Ingegneria Areospaziale nonché direttore del medesimo; è stato eletto, per due mandati consecutivi, quale rappresentante dei professori ordinari nel Consiglio di Amministrazione; è stato insignito dell’Ordine del Cherubino, massima onorificenza dell’Università di Pisa; è deceduto a Pisa il 12 novembre 2015.

– Rotatoria Lupetti Enzo (da via di Padule a via Italo Bargagna): Enzo Lupetti; personaggio di spicco della vita politica cittadina; assessore comunale con impegno profuso per la sanità pisana e toscana; è stato, dall’inizio degli anni sessanta alla seconda metà degli anno ottanta, membro del consiglio di amministrazione degli Spedali riuniti S. Chiara; per un decennio, presidente dello stesso c.d.a.; suoi la ristrutturazione e l’ammodernamento del Santa Chiara: Clinica Chirurgica, Nefrologia Ospedaliera, divisione ostetrico – ginecologica Rook.

– Giardino Federico Secondo di Svevia (da via Contessa Matilde a Mura Urbane): Imperatore del Sacro Romano Impero, chiamato Stupor Mundi, grande mecenate, fautore del progresso scientifico, molto legato alla storia di Pisa; nel 1223, l’imperatore Federico II assistette ad un singolare torneo tra i più insigni matematici dell’epoca, il cui vincitore risultò Leonardo Pisano, Fibonacci; nei pressi del parco che sarà oggetto di intitolazione all’Imperatore, c’è un’iscrizione, di difficilissima lettura, incisa sull’architrave della porta detta di Santo Stefano, che secondo l’archeologo Federico Andreazzoli, essendo datata al 1240, starebbe a significare l’inserimento dell’opera nel contesto degli interventi volti a completare la cinta muraria effettuati negli anni quaranta del duecento, come prova dello speciale interesse dell’Imperatore Federico II per la città dell’Arno, considerato altresì il suo ruolo strategico sullo scacchiere tirrenico. Nella Divina Commedia, Dante pone l’Imperatore nell’Inferno, Canto X.

– Giardino Arrigo VII (da via Contessa Matilde a Mura Urbane):  Imperatore del Sacro Romano Impero, sepolto in una tomba monumentale all’interno della Cattedrale di Pisa. Enrico VII non aveva ancora 40 anni quando giunse in Italia per tentare di unificarla sotto l’egida del Sacro Romano Impero, ma il suo intento fallì, ponendo definitivamente fine al sogno di un’Italia pacificata e unita, che tanto aveva fatto sognare Dante Alighieri. All’interno del sarcofago, realizzato da Tino da Camaino, sono stati ritrovati la corona imperiale, lo scettro e il globo, tutti oggetti realizzati in argento dorato, oggi conservati all’interno del Museo dell’Opera del Duomo. Oltre al tesoro è stato rinvenuto quello che è oggi per dimensioni il tessuto più importante del Medioevo: un telo di tre metri per 120 centimetri in seta con fasce rosa-azzurre e con il disegno di due leoni affrontanti che avvolgeva il corpo dell’imperatore. Nella Divina Commedia, il poeta assegna all’Imperatore un seggio nel Paradiso e lo cita varie volte con parole di ammirazione (Purg. VI, 102; Par. XVII,82; Par. XXX, 137).

– Largo  Pier delle Vigne – (da Via C. Matilde a Via C. Matilde): Giurista, uomo politico, letterato, considerato uno dei massimi esponenti della prosa latina medioevale, fu portato in prigionia a Pisa dove morì e fu sepolto nel quartiere di Chinzica, “soccorso, morì nell’ospedaletto di Sant’Andrea in Barattolaia e fu sepolto nella chiesa attigua”.  Pier delle Vigne è noto per essere citato nella Divina Commedia, precisamente nel XIII canto dell’Inferno.

– Via Carlo Alberto Dringoli (da via Antonio Meucci a Fondo Chiuso):  nato a Roma nel 1933; figura notissima nel mondo imprenditoriale e politico locale; approdò a Pisa negli anni sessanta per un incarico in Piaggio e nella fabbrica di Pontedera si è svolta la maggior parte della sua carriera professionale. Nel 1974 ne diventò direttore del personale, negli anni novanta guidò l’Unione Industriale Pisana facendo anche parte della Giunta nazionale di Confindustria. Nel 1998 si candidò a Sindaco di Pisa, sedendosi successivamente sugli scranni dei consiglieri comunali dove, alla guida dell’opposizione, si guadagnò la stima e la considerazione degli avversari. Seguì l’incarico nel consiglio di amministrazione della Società Aeroporto Toscano. E’ venuto a mancare il 16 luglio 2007.

– Rotatoria don Angelo Fontana (da via Conte Fazio a Via Ranieri Sardo): sacerdote che, durante la seconda guerra mondiale, non abbandonò la città di Pisa e si impegnò a recare soccorso, nascondere i giovani dai rastrellamenti, seppellire i morti. In una città praticamente deserta, era in possesso di un prezioso lasciapassare che consentiva di muoversi in città e di distribuire qualche cibo. A Pisa, l’arcivescovo Gabriele Vettori, uno dei pochissimi rimasti in città oltre a don Angelo Fontana, aprì le porte del duomo e dell’arcivescovado dando rifugio a centinaia di persone dando vita, altresì, ad un comitato per l’alimentazione guidato da don Angelo Fontana e dal commissario al Comune Angelo Gattai;

– Via Riccardo Galazzo (da via Aurelia sud a svincolo Superstrada): nasce a Livorno il 24 aprile 1956. Nel 1960 si trasferisce a Pisa dove il padre, ing. Adriano, aveva fondato il primo nucleo della sua azienda. Inizia la sua attività lavorativa facendo gavetta presso una ditta di prefabbricati industriali di Udine. Tornato a Pisa, si dedica al ramo aziendale riguardante montaggio dei prodotti della Galazzo Prefabbricati. Lavorando in questo settore, si mostra particolarmente sensibile alla protezione dei lavoratori dagli infortuni migliorandone sensibilmente le condizioni di lavoro. Successivamente si concentra sulla società primaria, la Galazzo Prefabbricati SpA, ove sostiene e sostituisce il padre che nel frattempo ha aperto un nuovo stabilimento a Latina. Nel 1986 si sposa con l’architetto Maria Carosi. Il 30 giugno 1988 improvvisamente muore per un aneurisma cerebrale. Nella sua breve vita, grazie alle sue doti di empatia, cordialità e correttezza è riuscito ad instaurare grandi e profonde amicizie;

– Rotatoria Marie Curie (da via Riccardo Galazzo a via Artemisia Gentileschi): Maria Solomea Sklodowska, conosciuta come Marie Curie (Varsavia 7 novembre 1867 – Passy 4 luglio 1934) è stata una fisica chimica polacca naturalizzata francese. Laureata in fisica e matematica alla Sorbona di Parigi dove si era trasferita nel 1891 dalla Polonia (nel paese natio le donna non potevano essere ammesse agli studi superiori). Nel 1897 cominciò a compiere studi sulle sostanze radioattive che da allora rimasero al centro dei suoi interessi. Nel 1903 fu insignita del premio Nobel per la fisica (assieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel) per gli studi compiuti sulle radiazioni. Nel 1911, del premio Nobel per la chimica per la scoperta del radio e del polonio. Marie Curie, unica donna tra i quattro vincitori di due Nobel, è l’unica ad averlo vinto in due discipline diverse. Durante un suo viaggio in Italia, nel 1918, compì sopralluoghi presso sorgenti termali e miniere da cui si riteneva possibile estrarre materiale radioattivo. Ne nacque un legame particolare con l’Italia ed in particolare con l’ambiente chimico pisano;    

– Via Artemisia Gentileschi (da via Riccardo Galazzo a rotatoria Marie Curie):  Artemisia Gentileschi (Roma 1593 – Napoli 1653) è stata una delle più importanti pittrici italiane. E’ considerata una artista di scuola caravaggesca. Fin dalla tenera età, Artemisia viene educata alla pittura dal padre, il pittore pisano Orazio Gentileschi. Nel 1611 la ragazza subisce uno stupro da parte del pittore Agostino Tassi. Artemisia non denuncia subito l’artista dietro la promessa di un matrimonio riparatore. Il pittore tuttavia non rispetta l’impegno (pare fosse già sposato). Artemisia decide così di andare incontro ad un umiliante processo pur di vedere riconosciuti i propri diritti. Al termine del processo verrà riconosciuta la colpevolezza del Tassi che sceglierà l’esilio per Roma pur di non affrontare la pena dei lavori forzati. Anche Artemisia dovrà lasciare la città in considerazione del vasto eco che il processo aveva riscosso nell’opinione pubblica. Ciò non le impedisce di coltivare la propria passione. Nel 1614 si trasferisce a Firenze dove viene accolta presso l’Accademia delle belle arti del disegno, prima donna a ricevere questo privilegio. Dopo vari spostamenti in altre città, decide di raggiungere il padre presso la corte di Carlo I a Londra. Il padre morirà tuttavia un anno dopo. Artemisia morirà nel 1653 lasciando in eredità i suoi capolavori. 

– Rotatoria Paul Percy Harris (da via Fiorentina a Via della Vecchia Tranvia):  nacque il 19 aprile 1868 a Racine, una cittadina del Wisconsin. Si laureò in legge presso l’università dell’Iowa nel 1891. Nel 1896 aprì uno studio legale a Chicago. Successivamente riuscì a formare una associazione di professionisti locali. Il 23 febbraio 1905 si riunì con tre amici: Silvester Schiele, un commerciante di carbone, Gustave E. Loher, un ingegnere minerario e Hiram E. Shorey, un sarto. Si svolse così quella che in seguito sarebbe stata considerata la prima riunione di un Rotary club. I quattro soci fondatori erano di discendenza diversa (americana, tedesca, svedese e irlandese) ed appartenevano a fedi religiose diverse (protestante, cattolica ed ebraica). I membri scelsero il nome Rotary in quanto le riunioni ruotavano ogni settimana nei rispettivi uffici. Nel febbraio 1907 Harris fu eletto presidente del Rotary Club Chicago. Mori il 27 gennaio 1947 a Chicago. Tra le sue ultime volontà chiese che al posto dei fiori si facessero donazioni alla Fondazione Rotary. Alla sua morte, il numero dei Rotary Club del mondo aveva raggiunto la cifra di 6.000. Oggi i club sono circa 32.000 con oltre 1,2 milioni di soci distribuiti in oltre 200 paesi.

– Rotatoria Melvin Jones (da via della Vecchia Tranvia a via Emilia): Melvin Jones nacque a Fort Thomas (Arizona), il 13 gennaio 1879. Figlio di un capitano dell’esercito degli Stati Uniti. In seguito al trasferimento del padre, la famiglia si spostò nella parte orientale degli Stati Uniti. Da giovane si stabilì a Chicago, lavorando presso una compagnia di assicurazione e nel 1913 ne fondò una propria. Subito dopo entrò a far parte del Business Circle, un gruppo di uomini di affari, di cui divenne ben presto il segretario. Questo gruppo era uno di quelli destinati a promuovere il benessere finanziario dei soci e pertanto, destinati a scomparire. Melvin Jones aveva tuttavia altri programmi pensando a quali traguardi si potessero raggiungere se queste persone che godevano di tanto successo dati il loro impegno intelligenza e ambizione, avessero usato i loro talenti per migliorare le proprie comunità. Per cui, dietro suo invito, i delegati di tali club si riunirono a Chicago per fondare una organizzazione di tal genere e, il 7 giugno 1917, fu costituito il Lions Club International. Venne stipulato che i club non erano di carattere sociale e che ai soci non era consentito di perseguire i propri interessi. Melvin Jones abbandonò la sua attività per dedicarsi a tempo pieno ai Lions presso la sede di Chicago. Morì a Flossmoor, il 1° giugno 1961.

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Non chiamatelo Dante Day

Si chiama Dantedì ed è il giorno in cui in tutto il mondo si ricorda il sommo poeta: a settecento anni dalla morte di Dante, il 25 marzo, data in cui si fa cominciare il viaggio nell’oltretomba: Palazzo Blu condivide l’anteprima video di una mostra che celebra il padre della nostra lingua e della nostra letteratura.

Il primo omaggio all’Alighieri è nell’aver saputo resistere alla tentazione di chiamarlo Dante Day: si tratta pur sempre del padre della lingua italiana. E poi, a dire il vero, di omaggi ce ne sarebbero stati tanti altri per ricordare l’autore di uno dei poemi più noti nella storia della letteratura mondiale: ma, lo sappiamo, tante iniziative non potranno svolgersi a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia. Almeno per ora.

Non si arrende alle difficoltà Palazzo Blu, che una di queste iniziative deve rimandarla, ma che non rinuncia a condividerne con il proprio pubblico un assaggio: si tratta della mostra Tom Philips. Dante’s Inferno, della quale, proprio il 25 marzo, sarà possibile gustare un’anteprima video.

Curata da Giorgio Bacci, promossa da Palazzo Blu, Fondazione Pisa e Società Dantesca Italiana, con il contributo e il patrocinio del Comitato Nazionale per Dante 700, la mostra è pronta e allestita negli spazi di Palazzo Blu e sarà aperta al pubblico non appena le condizioni lo consentiranno.  

L’edizione 2021 del Dantedì, che ricorre il 25 marzo come data che gli studiosi indicano per l’inizio del viaggio nell’aldilà raccontato dal Sommo Poeta nella Divina Commedia, è particolarmente importante perché si celebrano anche i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. E proprio in virtù di questo anniversario così importante, in tanti avevano pensato a omaggi e celebrazioni per le quali, purtroppo, dovremo aspettare ancora un po’.

Palazzo Blu ci offre la possibilità di andare a guardare cosa coi aspetta: mercoledì 25 marzo si potrà entrare virtualmente nella mostra attraverso le immagini che verranno diffuse dai suoi account social a partire da youtube.   

L’anteprima video svelerà le prime immagini dell’allestimento e condurrà il pubblico alla scoperta di Tom Phillips, artista britannico contemporaneo e del suo racconto in 139 illustrazioni dell’Inferno dantesco. L’artista ha iniziato la sua ricerca espressiva sul testo di Dante nel 1976. Le opere presenti in mostra, realizzate con tecniche diverse tra loro – serigrafia, incisione, litografia, mezzatinta – appartengono ad una serie completa e rappresentano un commento visivo alle terzine dantesche. Un commento dai tratti post moderni con citazioni da opere celebri, oggetti di culto, icone della società di massa, incursioni nel mondo dei fumetti. Un racconto della Divina Commedia che assume significati nuovi e inaspettati.  

Tom Phillips è oggi tra gli artisti più importanti a livello internazionale, in grado di spaziare dalla scultura alla pittura, dalla grafica all’illustrazione. Le sue opere sono conservate nei maggiori musei di tutto il mondo, tra cui la Tate Gallery, il British Museum e il Victoria and Albert Museum di Londra, il Museum of Modern Art di New York, il Philadelphia Museum. Nel corso degli anni gli sono state dedicate mostre personali in tutto il mondo tra cui Londra, Parigi, New York, Rotterdam, Milano.  

Le immagini da Palazzo Blu saranno accompagnate dalle interviste a Giorgio Bacci, curatore della mostra, Marcello Ciccuto, presidente della Società Dantesca Italiana, Alberto Casadei, coordinatore del Gruppo Dante dell’Associazione degli Italianisti e Cosimo Bracci Torsi, presidente della Commissione Cultura di Fondazione Pisa.  

La mostra, una volta aperta al pubblico sarà visitabile fino al 18 luglio.

palazzoblu.it  

Quel toscano di Dante

Per il settimo centenario dalla morte, la Toscana celebra Dante, testimone della cultura italiana, e toscana, nel mondo. Due giornate speciali, il 25 marzo e il 14 maggio in cui le città citate nella Commedia si uniscono con iniziative, app, un documentario e tanti percorsi turistici. Alla scoperta del sommo poeta e del nostro territorio.

I pisani, almeno quelli che si ricordano qualcosa dai banchi di scuola, lo sanno: non è che Dante esprima proprio tanto amore per la nostra città che definisce “vituperio delle genti”. Senza rancore, Pisa e tutte le altre città e aree geografiche citate dall’Alighieri nel suo capolavoro celebreranno i settecento anni dalla sua morte con una serie di iniziative speciali che ruotano intorno a due giornate speciali, il 25 marzo e il 14 maggio. Ci sarà un’app promossa da Fondazione Sistema Toscana che coinvolgerà turisti e appassionati di storia e letteratura in una colta e divertente caccia al tesoro basata sulla vita di Dante e sul suo rapporto con i territori. Il progetto Le vie di Dante, con itinerari turistici e cicloturistici appositamente progettati da Toscana Promozione Turistica nell’ambito di un progetto interregionale tra Toscana ed Emilia Romagna. Un documentario sulla vita del poeta che sarà trasmesso da Rai.doc. Una mostra fotografica gratuita ed itinerante, che unirà foto storiche Alinari e foto contemporanee di Sestini a tema dantesco, sarà allestita inizialmente al primo piano della Presidenza della Regione e poi proseguirà il suo percorso in vari Comuni per ritornare infine al Museo Casa di Dante a Firenze. Ma soprattutto quella che è stata chiamata la carica dei 101, dove per 101 si intendono le realtà (94 Comuni e le 7 aree geografiche Lunigiana, Garfagnana, Casentino, Mugello, Maremma, Val di Chiana e Romagna toscana) citate direttamente da Dante nei canti della Divina Commedia.

Dante Alighieri è da sempre ed in tutto il mondo il simbolo della Toscana – ha spiegato il presidente della Regione Eugenio Giani – Lui stesso nella Commedia non si è mai definito ‘fiorentino’, ma ben due volte, in canti fondamentali come il X dell’Inferno ed il XXII del Paradiso, si definisce o si fa definire ‘tosco‘. La sua è una toscanità diffusa, mostrata attraverso la conoscenza e la citazione diretta nelle terzine di ben 100 luoghi toscani e di un 101esimo luogo, cioè la Romagna toscana di Acquacheta e Castrocaro, che apparteneva ai confini toscani fino al 1925. Questi 101 territori saranno il nucleo fondamentale delle celebrazioni dantesche del 2021 ed ospiteranno tra giugno e settembre iniziative di vario tipo finalizzate a riscoprire, valorizzare e promuovere a fini culturali ma anche turistici il proprio legame con Dante. E’ questo che chiamo ‘la carica dei 101’, un fiorire di iniziative alle quali potranno aggiungersi altri eventi organizzati anche da tutti gli altri Comuni ed enti, anche se non esplicitamente citati dall’Alighieri: Dante è il padre culturale di tutta la Toscana e le celebrazioni in suo onore coinvolgeranno tutta la regione”.
“Il programma delle celebrazioni è una porta aperta – ha spiegato il presidente Giani – entro il 25 marzo ogni realtà toscana potrà aderire ed entrare a far parte di questo grande evento diffuso. Nel corso dell’anno ci saranno anche grandi eventi nazionali, ci saranno iniziative a Ravenna, dove Dante è morto 700 anni fa. Dunque questo calendario si arricchirà sempre più, ma per il momento sono due i giorni simbolo che abbiamo fissato: il Dante Day del 25 marzo 2021 e il nuovo Corteo delle bandiere previsto per il 14 maggio 2021. Il 25 marzo è storicamente una data toscana, è il capodanno toscano, ancora oggi ricordato a Pisa, il capodanno dell’Annunciazione ed è la data che Dante sceglie per iniziare il viaggio della Commedia. Il 14 maggio è invece la data in cui nel 1865, in occasione dei 600 anni dalla nascita del poeta, si tenne a Firenze il Corteo delle bandiere da Piazza Santo Spirito a Piazza Santa Croce, per celebrare la statua di Dante e l’inizio della stagione di Firenze Capitale d’Italia. Il 14 maggio auspico che le condizioni sanitarie siano tali da poter organizzare un nuovo corteo e che sia possibile prevedere anche un ritrovo di tutte le associazioni dantesche a Firenze, magari nel Salone dei 500”.

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