Operazione antidegrado in Corte San Domenico

Fino a luglio era occupato abusivamente, ma anche dopo lo sgombero restava un luogo degradato, pieno di rifiuti. Oggi si un’ordinanza impone che vengano sigillate porte e finestre dell’ex centro estetico in Corte San Domenico. Riuscirà questo complesso a decollare?

Il fondo, abbandonato da tempo, era stato occupato nei mesi passati da persone senza fissa dimora. Almeno fino alla fine di luglio quando, in un’operazione congiunta tra Polizia Giudiziaria e Polizia Municipale di Pisa, l’immobile era stato sgomberato. Un blitz che portò anche all’identificazione e alla denuncia di tre persone.

Nonostante da allora nell’immobile ad uso commerciale non sia più stata segnalata alcuna occupazione abusiva, i cittadini hanno continuato a segnalare il degrado del sito. All’interno del locale infatti continuavano ad essere accatastati rifiuti di vario genere, dalla carta al vetro, dai residui di alimenti ad escrementi umani. Proprio per questo l’ordinanza impone che gli ingressi dell’ex centro estetico siano sigillati, in attesa che una nuova proprietà (al momento infatti il locale è in fase di liquidazione coatta amministrativa) possa avviare una nuova attività.

 “Dopo l’operazione di sgombero effettuata in estate – dichiara l’assessore alla Sicurezza Giovanna Bonanno – a seguito di una segnalazione di un cittadino alla Polizia Municiaple, siamo intervenuti con questa ordinanza per la messa in sicurezza dell’immobile al fine di impedire il ripetersi di nuovi episodi di occupazioni abusive ed il verificarsi di episodi delinquenziali. Ciò a conferma dell’attenzione e dell’impegno a proseguire in tutte quelle azioni di contrasto ai fenomeni di illegalità e di occupazioni abusive che grazie alla costante presenza del territorio degli Agenti di Polizia Municipale stiamo riuscendo ad arginare. Questa operazione non rimarrà isolata: proseguiremo a monitorare gli immobili segnalati e provvederemo a far mettere in sicurezza le proprietà, anche da parte dei privati, per evitare che tornino ad essere obiettivo di occupazioni abusive e motivo di degrado»

Niente camper nei parcheggi

Con un’ordinanza si vieta l’ingresso ai camper nel parcheggio di via Donatori di Sangue, a Cisanello. A breve saranno installati i limitatori agli accessi, perché se il campeggio è selvaggio porta degrado e mancanza di sicurezza.

A seguito di numerose richieste da parte dei residenti della zona di Cisanello, l’Amministrazione Comunale ha emanato in questi giorni l’ordinanza della Polizia Municipale che vieta ai camper l’accesso e la circolazione nel parcheggio di via Donatori di sangue, disponendo la successiva installazione di apposti portali di limitazione della sagoma per automezzi con altezza superiore a 2,20 metri.

L’ordinanza fa riferimento al Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Pisa che vieta in tutte le strade ed aree pubbliche il campeggio tramite tende, camper e autocaravan, ad eccezione delle aree appositamente attrezzate e autorizzate all’interno della città. Come lamentato anche dai residenti, l’utilizzo inappropriato del parcheggio con numerosi episodi di campeggio abusivo, produce fenomeni di degrado ambientale, derivati dall’abbandono di rifiuti e dallo sversamento di liquami sulla sede stradale, con il conseguente pericolo di insorgenza di criticità igienico-sanitarie. I cittadini della zona hanno inoltre segnalato episodi di danneggiamenti e furti nei confronti di beni e proprietà private, abbandono di rifiuti e deiezioni, uso improprio dei beni pubblici, come aree a verde, panchine e fontanelle. 

Dopo i numerosi interventi della Polizia Municipale per allontanare soggetti privi di fissa dimora che campeggiavano in modo indiscriminato nel parcheggio, l’Amministrazione Comunale ha provveduto ad emanare l’apposita ordinanza mirata ristabilire la vivibilità e il decoro dell’intera area destinata alla sosta pubblica. Per renderla effettiva a breve verranno installati i limitatori in altezza negli accessi al parcheggio che impediscono l’accesso ai carovan, come già successo per altri parcheggi, come via Battelli, Pratale e Paparelli, in modo da ristabilire la vivibilità e il decoro di tutte le aree di sosta pubbliche in città.

A caccia di decoro

Con un intervento congiunto di Polizia Municipale e Avr è stata ripulita, almeno per il momento, l’area di via Cammeo: si tratta del percorso che tanti turisti seguono per accedere alla piazza del duomo per il cui decoro è stato richiesto uno sforzo ai gestori delle bancarelle piramidali.

Il personale di Avr, in collaborazione con la Polizia Municipale, ha effettuato nei giorni scorsi un intervento massiccio di pulizia e di rimozione di materiale abbandonato presso le bancarelle a forma di piramide in via Cammeo, lungo le mura. Sono state rimosse numerose tavole di legno, pedane, cassette di plastica, sgabelli e altro materiale utilizzato dai gestori di alcune bancarelle di via Cammeo come supporti per l’apertura delle strutture, materiale che poi veniva lasciato quotidianamente nell’area a ridosso delle mura, lungo il percorso di ingresso alla zona monumentale, creando forte degrado. L’area dietro le bancarelle, piena di sporcizia come bottiglie di vetro e plastica, cartacce e rifiuti vari abbandonati, è stata ripulita, con la collaborazione degli stessi gestori.

L’intervento è stato realizzato su segnalazione dell’assessore alla cura della qualità urbana Raffaele Latrofa: “Dopo aver più volte richiamato i gestori delle bancarelle a forma di piramide di via Cammeo a mantenere l’area dove lavorano pulita e decorosa, nell’interesse comune di accogliere i turisti in ingresso a piazza dei Miracoli in maniera dignitosa, senza mai ricevere alcun riscontro da parte degli stessi, abbiamo fatto intervenire la Polizia Municipale insieme ad Avr per effettuare una pulizia dell’area e rimuovere il materiale che crea degrado. I gestori delle bancarelle sono stati invitati a collaborare per ripulire il marciapiede dai rifiuti e contribuire loro stessi a mantenerlo in ordine. Ho chiesto alla Polizia Municipale non soltanto di intervenire, richiamando i gestori ad un comportamento rispettoso delle regole e del decoro urbano, ma di proseguire a monitorare la zona, in modo scoraggiare azioni e abitudini che creano degrado.”

Parole fuori posto

A noi piace pensare che le scritte sui muri siano espressione di una voce che non ha trovato altro mezzo con cui esprimersi, ma è pur vero che tanti sono gli incivili, i volgari, gli stupidi, i blasfemi, gli estremisti che trasformano un gesto di espressione in degrado al quale ora si cerca di rimediare.

La guerra del Comune di Pisa al degrado e ai vandalismi è aperta: quasi 80 mila euro già investiti per pulire i muri del centro, mentre da San Zeno parte la sperimentazione con la vernice antigraffito contro scritte e affissioni abusive. Dopo la cancellazione delle tante scritte con le quali una causa sacrosanta come quella per i diritti delle donne era diventata motivo di recriminazioni, prosegue l’azione dell’amministrazione comunale; che, naturalmente, non andrà per il sottile fermandosi a valutare intenti e poeticità di ogni singolo intervento, ma non potrà che rimuovere, insieme al tanto degrado, anche quel po’ di romanticismo o di ironia che, diciamo la verità, un po’ ci piacevano.

Rallentate solo nei mesi del lockdown, le operazioni di ricognizione degli atti vandalici e le stime dei danni procurati su muri di palazzi storici, monumenti, marciapiedi, strade e arredi urbani di gran parte del centro storico, nel mese di maggio le attività svolte da Avr per rimuovere le scritte, ritinteggiare i muri e ripulire gli arredi vandalizzati sono riprese, concentrandosi in gran parte nella zona di Corso Italia e via San Martino, che sono risultate le più colpite dagli atti vandalici dell’8 marzo. Interventi in Corso Italia, via San Martino via San Bernardo, vicolo Albiani, piazza del Crocifisso, piazza Toniolo, via Pietro Gori, piazza Dante, piazza Clari, vicolo del Moro, vicolo del Ruschi, via Carmignani e via Santa Marta. Nel solo mese di maggio sono stati realizzati interventi per un importo complessivo di 12 mila euro, di cui 7 mila solo per interventi di rimozione e di restauro facciata e delle colonne in pietra di Palazzo Gambacorti e 5 mila per il resto degli attività di tinteggiatura. 

Nel mese di giugno sono stati eseguiti ulteriori lavori per un importo di 11.350 euro. Le attività si sono estese al Ponte della Vittoria, piazza Vettovaglie, via delle Belle Torri, via Franceschi, via Moro, via Mosotti, vicolo dell’Oro, via San Lorenzino, via Kinzica, via La Pera. Gli interventi di pulizia, ritinteggiatura e restauro proseguono nel resto della città, soprattutto sulle facciate in pietra di palazzi e monumenti, per cui è stato calcolato che l’Amministrazione spenderà ulteriori 56 mila euro. Le spese di rimozione delle scritte sono lievitate dato che ad essere imbrattati soprattutto l’8 marzo non sono stati soltanto normali intonaci, ma anche muri di palazzi sottoposti al vincolo della Soprintendenza, pavimentazioni in marmo e asfalto architettonico, arredi in marmo, dove la rimozione di scritte deve essere effettuate con le tecniche e le professionalità del restauratore.

 “Come è possibile vedere passando dalla zona di Corso Italia e via San Martino, stiamo ripulendo i muri della città da graffiti recenti ma anche da scritte che erano lì da decenni e che rappresentavano un manifesto del degrado. Abbiamo deciso di dichiarare guerra ai graffiti, convinti che costituiscano una ferita all’estetica della città e rappresentino il manifesto del degrado – spiega l’assessore all’ambiente Filippo Bedini -. Il progetto è ambizioso e di lungo respiro. Dal punto di vista amministrativo abbiamo iniziato con un atto di indirizzo della Giunta a fine febbraio, cui seguirà, nel prossimo bilancio preventivo, l’istituzione di un nuovo capitolo di spesa appositamente dedicato a questa attività, in cui quest’anno l’Amministrazione Comunale ha investito quasi 80 mila euro. Muri devastati da scritte che sono presenti a volte anche da decenni, monumenti e arredi pubblici deturpati da vandali trasformano in modo negativo l’aspetto urbano, imbrattando, deprimendo e deprezzando l’intera zona interessata da questo fenomeno. Le scritte murarie sono il manifesto del degrado e chiamano ulteriore degrado, secondo la logica della celebre “teoria della finestra rotta”.

“È bene premettere che mi sto riferendo a veri e propri atti vandalici – prosegue Bedini – ben diversi dalla street-art, cui vanno dedicati spazi, anche importanti, ma selezionati sulla base di criteri precisi. Nella guerra al degrado derivante delle scritte murarie e dalle affissioni abusive, il programma è stato fortemente rallentato proprio sul nascere dagli oltre 350 sfregi della manifestazione “Non una di meno” della notte dell’8 marzo, che si è andata per giunta a combinare con la sospensione dell’attività dei restauratori causa Covid-19. Ora la priorità è cancellare ognuna di quelle coltellate inferte a Pisa. Ma il percorso programmato non si ferma qui: oggi affrontiamo una nuova tappa. Abbiamo scelto il muro di via San Zeno, uno degli ingressi al centro storico cittadino, come campione, muro-pilota su cui sperimentare il trattamento con vernici antigraffito. Parte oggi la sperimentazione, una novità per Pisa. Si tratta di un prodotto con una pellicola che impedisce alla vernice spray di penetrare nel muro ed essere quindi rimossa più facilmente. Sarà un test con cui valuteremo l’efficacia e il rapporto costi-benefici di questa nuova metodologia che può essere utile per scoraggiare gli atti di inciviltà e ridurre i costi di pulizia a carico di tutta la comunità cittadina”.

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