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Don Chisciotte, Sancho Panza e noi

Al Verdi sabato 15 e domenica 16 febbraio Don Chisciotte ci fa ricordare che ciascuno di noi ha i propri mulini a vento. E che vale sempre la pena di vivere la propria avventura.

Sesto appuntamento della stagione di prosa del Teatro Verdi, arriva a Pisa il Don Chisciotte interpretato da Alessio Boni, che ne firma anche la regia insieme a Roberto Aldorasi e Marcello Prayer. Fedele allo spirito del romanzo di Cervantes, il cavaliere parte per rincorrere i propri sogni, sedotto dalla passione sprigionata dalle avventure dei romanzi cavallereschi: si butta a capofitto in una cavalcata che lo porta ad inanellare una serie di episodi strampalati e buffi, apparentemente privi di senso, ma vissuti come se fossero l’unica strada possibile per un cavaliere degno di questo nome.

Al fianco di Don Chisciotte un’incredibile Serra Yilmaz, attrice icona del regista Ferzan Özpetek, è un Sancho Panza indolente e onirico, degno scudiero che fa da contraltare al cavaliere errante e completamente assorto nel proprio mondo.

L’adattamento di Francesco Niccolini rende viva sul palco l’avventura, umana prima ancora che cavalleresca, di questa coppia così improbabile eppure perfettamente equilibrata, inseparabile nella narrazione e nell’essere due facce della stessa medaglia umana. La follia lucidissima che li spinge a partire, la passione vera che li immerge nelle loro imprese è quella che a volte ci manca nel perseguire quello che ci interessa e in cui crediamo davvero ma che non collima con le aspettative o l’opinione degli altri.

Menzione d’onore al cavallo in scena: se Sancho Panza si muove in scena dentro un asinello – ciambella, il cavallo di Don Chisciotte è animato da una triade che ci stupirà perché non si limita a farlo muovere, ma, appunto, gli dà un’anima.

Teatro Verdi sabato 15 febbraio ore 21 e domenica 16 febbraio ore 17

In occasione della prima recita, sabato 15 febbraio, dialogheranno con il pubblico Francesco Niccolini, Roberto Aldorasi e Marcello Prayer, in un incontro dal titolo Don Chisciotte al Cardarelli, coordinato dal drammaturgo e docente Franco Farina, alle ore 18.00 in Sala Titta Ruffo.

Per informazioni tel 050 941 111 e www.teatrodipisa.pi.it

leggi l’articolo sulla Stagione di Prosa del Teatro Verdi di Pisa

Don Chisciotte balla

Se Don Chisciotte è il simbolo della libertà di scegliere il proprio modo di esprimersi, la propria individualità, perché non può farlo danzando?

Terzo appuntamento della stagione di Danza del Teatro Verdi, sabato 8 febbraio, alle 21, il mito della letteratura mondiale arriva a Pisa in uno spettacolo firmato dal coreografo Fabrizio Monteverde.

Con Io, Don Chisciotte, non c’è niente di certo, niente di sicuro, niente di univoco. Ce lo mostrano non solo la bella idea di invitare gli spettatori a trattenersi dopo lo spettacolo per un incontro conversazione con la compagnia per confrontarsi, riflettere, esporre il proprio punto di vista o la propria interpretazione; ma anche il desiderio esplicito di non fornire risposte preconfezionate agli interrogativi che la storia di Cervantes continua a porre a tutti noi.

Quello di Don Chisciotte è un mondo di con-fusione degli opposti, in cui la scelta di combattere contro i mulini a vento è la vittoria dell’individualità contro l’universalità eteronoma, è il destino, sbilenco, zoppicante, strambo, ma per ciò stesso unico, di chi abbandona i canoni per crearne di nuovi, i propri, destinati a restare incomprensibili e assurdi, se non completamente folli, agli occhi degli altri. E il Don Chisciotte messo in scena da Monteverde è esattamente un eroe che non teme il ridicolo delle proprie imprese perché non lo percepisce come tale, facendoci riflettere su quanto il senso delle cose non sia assoluto, ma relativo. Al centro della scena i rottami di una macchina: forse il destriero dei nostri giorni? Di certo il simbolo di una continua evoluzione di tutte le cose, quelle concrete e quelle astratte, che cambiano il proprio aspetto e il modo in cui le si percepisce a seconda del modo e del tempo in cui vengono guardate.

Fabrizio Monteverde firma anche regia e scene, le musiche sono di Ludwig Minkus e autori vari, i costumi di Santi Rinciari, assistenti alla coreografia Anna Manes e Sarah Taylor, light designer Emanuele De Maria. Lo spettacolo è prodotto dal Balletto di Roma, direzione artistica Francesca Magnini, direttore generale Luciano Carratoni, con il contributo di Regione Lazio. La danza è affidata a Francesco Costa Don ChisciotteAzzurra Schena Sancho PanzaRoberta De Simone Dulcinea e Paolo Barbonaglia, Cecilia Borghese, Lorenzo Castelletta, Emma Ciabrini, Aurora Conte, Matteo Giudetti, Kinui Oiwa, Michele Ruggiero, Giulia StrambiniVoce recitante Stefano Alessandroni tratto da A tutti gli illusi da Don Chisciotte, diario intimo di un sognatore di Corrado D’Elia.

Durante l’incontro/conversazione con la compagnia, alla fine dello spettacolo, oltre a condividere le proprie sensazioni sarà possibile lasciarsi guidare dal critico di danza e giornalista Silvia Poletti tra le sfumature dello spettacolo appena visto.

Per ulteriori informazioni: Fondazione Teatro di Pisa, tel 050 941111, www.teatrodipisa.pi.it

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