Artemisia, quella vera

Quella in mostra a Palazzo Blu fino all’8 marzo 2020, ritratta da Simon Vouet, è un’ Artemisia Gentileschi autentica, bellissima e orgogliosa. Pronta per volare alla National Gallery di Londra.

Di lei colpiscono la mano con il toccalapis, fissata in un gesto vezzoso e pratico insieme; il medaglione dorato che le pende sul corpetto, sul quale un piccolo mausoleo omaggia, in un gioco di enigmistica archeologica, il suo nome; l’orecchino di perla, pendente che anticipa Vermeer. Ma soprattutto lo sguardo fiero, che riassume nel silenzio della tela la sua storia di sofferenze e l’orgoglio per la sua emancipazione come donna e come artista. Leggibile anche espressamente nella firma della pittrice nel cartiglio accanto a lei.

Fotografata come una diva, Artemisia, pittrice secentesca figlia di Orazio, pure pittore, di origine pisana, al tempo del ritratto era già una professionista affermata e conosciuta, apprezzata a Firenze e a Roma, dove già ha prodotto tanti dei suoi capolavori e dove, intorno al 1620, Vouet la ritrae nella tela appena acquisita da Fondazione Pisa per Palazzo Blu.

Artemisia Gentileschi, Clio Musa della Storia

Il Ritratto di Artemisia Lomi Gentileschi di Vouet, scoperto anni fa da Roberto Contini e Francesco Solinas che ha curato l’opuscolo catalogo della mostra, rimarrà esposto a Palazzo Blu accanto alla Clio Musa della Storia dipinta da Artemisia stessa e già nella Collezione Permanente di Palazzo Blu, in attesa di andare a fare bella mostra di sé, sempre insieme alla Clio, alla National Gallery di Londra per la grande mostra a cura di Letizia Treves Artemisia, in programma dal 4 aprile al 26 luglio 2020. Per poi tornare definitivamente a Pisa nelle rinnovate sale dedicate al Seicento pisano, aggiungendosi alle altre già in collezione e valorizzando il prestigio e il valore attrattivo del Palazzo e della città.

palazzoblu.it

Contemporaneo pisano

Archetipi spirituali: nove opere dell’artista Anna Chromy per le strade, nelle piazze, davanti alle chiese pisane. Perché i contrasti fanno riflettere

Davanti a San Michele in borgo c’è Cloak of Conscience, Sisyphus, qui in un’eterna pedalata, è davanti alla stazione, Prometheus in largo Ciro Menotti, mentre i due Chronos, I e II, saranno all’imbocco di corso Italia. E poi ancora Alcyon e Olympic Spirit, Don Giovanni, Ulysses. C’è anche Poseidon, una specie di fuorisalone, a Marina di Pisa, in piazza delle baleari. Con il progetto Archetipi spirituali, le sculture, le installazioni gigantesche di Anna Chromy rappresentano personaggi del mito, idoli e chimere, spunti di riflessione a sé stanti e ancor più significativi se immersi in un contesto ricco di simboli, di storia, di monumenti come quello pisano dove ogni architettura è un richiamo, dove la vita delle persone si mescola alla forza evocativa dei luoghi.

La grande arte contemporanea torna a Pisa, dal 20 settembre fino al 10 novembre, con il linguaggio dell’artista ceca nota in tutto il mondo ma da tempo innamorata della toscana.

Tutte le informazioni su Comune di Pisa

Ecco le navi antiche

Le navi antiche ritrovate durante i lavori alla stazione di San Rossore ormai più di vent’anni fa hanno finalmente un luogo dove essere esposte, ricostruite e, per la nostra gioia, ammirate. E’ pronto il Museo delle Navi Antiche di Pisa che dal 1998 era il punto d’arrivo di un’avventura iniziata con un ritrovamento che aveva del miracoloso. Quelle imbarcazioni così ben conservate dalla mancanza di ossigeno, lì, sottoterra, dove si scavava per ammodernare la stazione ferroviaria; tutti quegli oggetti che ne erano stati il carico e che aprivano uno squarcio sulla vita di due millenni fa; la ricostruzione dei relitti e della vita che gli ruotava intorno, della Pisa antica, anzi antichissima, ben precedente all’epoca che conosciamo come quella dei maggiori fasti della nostra città, quella della Repubblica Marinara.

Dopo vent’anni di ricerca e restauro, dopo che gli Arsenali Medicei si sono rivelati una sede adattissima e con la certezza che il contenuto valorizzerà il contenitore tanto quanto il contenitore farà con il contenuto, il museo sarà inaugurato alla presenza del Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, domenica 16 giugno alle 18, mentre dalle 21 alle 23, in concomitanza con la luminara di San Ranieri, sarà possibile visitarlo gratuitamente.

Dal giorno successivo, sarà ufficialmente aperto al pubblico a cura di Cooperativa Archeologia, responsabile della concessione

I 4700 metri quadri di superficie espositiva e le 47 sezioni divise in 8 aree tematiche nelle quali saranno esposte sette imbarcazioni di epoca romana, databili tra il III secolo a.C. e il VII secolo d.C. e circa 8000 reperti, sono sotto la cura della Cooperativa Archeologia cui è stata affidata la concessione del museo dopo che aveva seguito negli ultimi anni lo scavo archeologico e il restauro delle navi e dei reperti, sotto la direzione scientifica di Andrea Camilli, responsabile di progetto per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno.

Il Museo, allestito all’interno degli Arsenali Medicei sul lungarno pisano, espone le navi di età romana e i reperti a esse riferiti rinvenuti nel cantiere delle Navi Antiche e restaurati presso il Centro di restauro del Legno Bagnato. L’adiacente complesso di San Vito ospiterà a breve il Centro di restauro del Legno Bagnato, struttura di rilievo internazionale nel restauro delle sostanze organiche, attualmente ospitata provvisoriamente presso il cantiere di scavo.

www.navidipisa.it.

Possiamo fare a meno di Hitchcook?

Nell’ambito della mostra Alfred Hitchcook nei film della Universal Pictures, giovedì 13 giugno alle 18.30, il Museo della Grafica diPalazzo Lanfranchi organizza Perché non possiamo fare a meno di Hitchcook un ncontro con Gianni Canova, curatore della mostra.
Introduce Sandra Lischi, a cura Università di Pisa
www.museodellagrafica.unipi.it

Gipi in Blu

Mostre – Gipi al Palazzo Blu

Amosfere rarefatte eppure nitide, taglienti che fanno male, ma anche morbide e lisce come seta. I disegni del Gipi sono opere d’arte e come tali non stanno dentro ad una definizione univoca, ma sono belle in tanti modi diversi. Gian Alfonso Pacinotti è un talento presente sulla scena culturale italiana ormai da tempo ma capace di mantenere un piglio naturale, molto poco costruito, sia nel suo lavoro, creando opere sempre fresche e mai copie di loro stesse, sia nel modo in cui si pone quando partecipa a presentazioni e anteprime. Disegna fumetti, ma fa anche film, è uno scrittore, un illustratore e un regista. In effetti racconta storie, in ogni caso, le sue e quelle degli altri, particolarissime e universali.

Finalmente Pisa decide di dedicargli una mostra in quello che è ormai il luogo delle grandi esposizioni, Palazzo Blu, rendendolo protagonista della abituale mostra estiva. Dal 15 Giugno al 13 Ottobre Gipi. Storie d’artista propone tante tavole originali e più di novanta disegni da alcuni dei suoi successi, Esterno notte, La terra dei figli, unastoria, Appunti per una storia di guerra.

“Sfogliando i suoi libri – spiega il curatore della mostra, Giorgio Bacci – a colpire il lettore o l’osservatore sono prima di tutto la qualità grafica e la capacità narrativa dell’artista, capace di sviluppare un’ampia e delicata tastiera stilistica: dall’acquerello al gesso, dalla matita al pennarello, dall’olio all’acrilico, impiegando formati e supporti diversi”.

www.palazzoblu.it

Bentornato Giugno

Sembrava non dovesse arrivare mai, tra l’attenzione rivolta alle mille incombenze e questioni cittadine aperte e una primavera che non si decideva a partire. E invece, meteo permettendo, eccolo qui.

Bentornato Giugno Pisano.

Tanta voglia di tradizione e di valorizzazione, di riscoprire tutta la nostra pisanità e di esportarla a chi ancora, vicino o lontano, non la conosce.

Fulcro dei festeggiamenti le celebrazioni per il Patrono San Ranieri, con la Luminara del 16 giugno e il Palio di San Ranieri il 17. A fine mese, sabato 29 giugno, il Gioco del Ponte.

Il sindaco Michele Conti, l’assessore alle tradizioni storiche, Filippo Bedini e la presidente della Terza commissione consiliare, Maria Punzo hanno presentato il programma

«Il Giugno Pisano è una tradizione importante della Città – ha detto il Sindaco Michele Conti – ed è nostro dovere rilanciarlo a livello turistico per far conoscere la Luminara e il Gioco del Ponte fuori dai confini territoriali. Come hanno fatto altre città toscane, Pisa deve fare del Giugno Pisano il perno del suo turismo, per aiutarlo a scoprire i nostri Lungarni dove, torno a sottolinearlo, deve essere costruito un percorso che faccia vivere ai turisti la Città vista dal fiume, come succede in molte città europee».

«Per Pisa il Giugno Pisano è il mese più importante dell’anno – ha detto l’assessore alle tradizioni storiche Filippo Bedini – sia per le tradizioni della città, che per l’offerta turistica che da queste può scaturire. L’edizione che presentiamo quest’anno nasce dalla volontà di mantenere i momenti della Regata delle Repubbliche Marinare, della Luminara, del Palio di San Ranieri e del Gioco del Ponte come perni centrali intorno a cui costruire una serie di eventi che valorizzano la storia, la cultura e le tradizioni identitarie di Pisa. La nostra idea è di costruire intorno alle radici pisane il senso dello stare insieme e del vivere la città”. Non a caso sarà presentata una pubblicazione per ribadire il concetto e farlo sedimentare. “Momento centrale del mese – continua Bedini – sarà, infatti, la presentazione del libro dedicato alla riscoperta dell’identità e delle tradizioni pisane, che speriamo possa entrare nelle case di tutti i pisani, proprio a simboleggiare un senso di appartenenza”.

Come sempre il Giugno Pisano è l’occasione per tante associazioni culturali cittadine di comporre un cartellone unico per permettere di vivere e scoprire la città in ogni sua sfumatura.

Il programma su www.comune.pisa.it

La mia Pisa, arte a chilometro zero

Mostre – Iniziano i festaggiamenti del Giugno pisano e ognuno dà il meglio di sé, ogni realtà che voglia partecipare alla festa della città propone iniziative legate al tema cittadino, ma, possibilmente, senza dimenticare la propria natura. Risponde in pieno a queste caratteristiche La mia Pisa: il GAMeC Centro arte moderna di lungarno Mediceo propone dal 1 al 12 Giugno le opere di Carla Baltresi, Giuseppe Biondi, Mario Meucci e Aspreno Simonelli, autori pisani dei quali verrano proposti, indovinate?, opere che sono scorci della città e quindi, un po’, di tutti noi.

Curata da Massimiliano Sbrana, la mostra è ad ingresso libero.

Festivaldera: teatro, danza, musica

Teatro – Dopo il grande successo della prima edizione, dal 2 al 16 giugno 2019 torna il Festivaldera, per scoprire le meraviglie di un territorio in cui dimora la toscanità più profonda, attraverso i grandi nomi del mondo dello spettacolo che saranno coinvolti in vere e proprie produzioni originali, tra teatro, danza e musica

Dopo il grande successo della prima edizione, dal 2al 16 giugno 2019 torna il Festivaldera, per scoprire le meraviglie di un territorio in cui dimora la toscanità più profonda, attraverso i grandi nomi del mondo dello spettacolo che saranno coinvolti in vere e proprie produzioni originali, tra teatro, danza e musica. I “Giganti” è il tema attorno al quale si è sviluppato il progetto artistico della seconda edizione del Festivaldera. Giganti sono “poco più che persone”, uomini e donne che nella loro quotidianità compiono gesti e scelte straordinarie. Giganti sono i paesaggi della Valdera, emblema di una toscanità pura e genuina e portatori della memoria storica del luogo. Giganti sono le statue, create per l’Impianto di Smaltimento Rifiuti di Legoli che caratterizzano ormai il territorio della Valdera, pensate come figure che emergono dalla terra come simbolo di rinascita. Giganti sono i protagonisti del Festivaldera 2019: Sergio Rubini (il 2 giugno a Ponsacco), Valeria Solarino (il 6 giugno a Pontedera), Edoardo Leo (il 9 giugno a Pontedera), Luca Zingaretti (il 16 giugno a Legoli, presso l’Impianto di Smaltimento Rifiuti) invitati a interpretare i monologhi e i testi scritti dal drammaturgo Michele Santeramo. Per un’offerta che si arricchisce anche di due appuntamenti con la grande danza (il 4 giugno a Peccioli e il 12 giugno a Pontedera).

Organizzato da Fondazione Peccioliper e Fondazione Teatro della Toscana insieme al brandculturale The Other Theater, con il patrocinio dei Comuni di Peccioli, Pontedera e Ponsacco, il Festivaldera può vantare la direzione artistica di Marco D’Amore, noto ai più per la fortunata serie TV “Gomorra”, ma soprattutto attore e regista talentuoso, raffinato e autentico. Grazie alla sua supervisione il festival si svilupperà su sei serate che si inseriscono nel territorio della Valdera immaginata come un panorama che assume una veste naturalmente teatrale. Il Festivaldera nasce del resto come iniziativa progettuale che ha l’obiettivo di abbracciare più territori, per proporre le eccellenze culturali, ambientali, storiche e turistiche presenti a un pubblico esigente, curioso e di qualità.

Il Festivaldera crea. Le discipline artistiche fondamentali su cui si innestano le attività del festival – il teatro, la musica e la danza – sono pensate in un continuo rapporto con il territorio e, come tale, il festival si differenzia da altre iniziative del panorama toscano proprio per questa sua assoluta peculiarità: essere un festival di produzione. Lo spettacolo nasce sul territorio, ne è parte, partecipa dandogli un contesto, un’immagine e coinvolgendo i giovani in formazione, le scuole e chi vuole attivarsi con la propria vitalità creativa sul territorio. I professionisti coinvolti per le creazioni del Festivaldera sono il regista Lino Musella, il musicista Marco Zurzolo, il coreografo Kristian Cellini e il drammaturgo Michele Santeramo. Proprio Santeramo, autore dei monologhi del Festivaldera, già dal mese di marzo ha iniziato a lavorare con gli allievi nella nuova Biblioteca Comunale e Archivio Fonte Mazzola a Peccioli, creando un momento atteso e partecipato di formazione e relazione profonda con il territorio. Per accompagnare in modo creativo ed evocativo nel cuore profondo del Festival, è stato chiesto al regista Vito Palmieri di raccontare per immagini sei storie scritte da Santeramo che hanno dato vita a sei brevi cortometraggi che verranno svelati, uno ad uno, fino al mese di giugno.

I Cooking Show a cura di Rubina Rovini. Tra le iniziative più intriganti del Festivaldera, i preshow dedicati all’arte del gusto a cura di un “gigante” della Valdera come Rubina Rovini, nata a Pontedera e protagonista di Masterchef All Stars Italia. Grazie alla sua presenza, e agli eventi da lei curati, ogni serata vedrà la presenza di proposte eterogenee legate al tema del gusto e occasioni in cui conoscere le materie prime del territorio anche da altre prospettive.

La Valdera è il territorio che nasce a partire dalle colline della provincia di Pisa ed è attraversato dalle acque del fiume Era, da cui prende il nome. Il fiume, le cui rive sono ricche di una vegetazione spontanea, ha creato nei secoli una vallata vitale che appare dipinta e florida, tra fattorie, tenute, campagne e case sparse. I suoi cieli sono spesso animati da stormi di uccelli che disegnano figure affascinanti su quel mosaico agrario che si sviluppa intorno ai principali borghi collinari. Il suo territorio fa parte della Provincia di Pisa ed è costituito da quindici Comuni, tra cui Peccioli, Pontedera e Ponsacco. La posizione della Valdera è particolarmente strategica perché, essendo al centro della Regione, costituisce un’ottima base per gli spostamenti verso tutte le principali mete turistiche della Toscana. L’idea e il concetto di “Valdera” si affermano nel corso del XX secolo in seguito alla crescente importanza economica e amministrativa di un territorio in cui gravitano realtà istituzionali, culturali, imprenditoriali oltre a servizi amministrativi, scolastici e sanitari di prestigio. In questo senso la “Valdera” è venuta nel tempo a sostituirsi a entità geografiche più antiche.

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