Il Palio fuori stagione

Arriva per prima la barca celeste del Santa Maria, ma poi viene squalificata e declassata all’ultimo posto: vince dunque il Palio di San Ranieri la barca verde di Sant’Antonio seguita al secondo e terzo posto della rossa di San Martino e della gialla di San Francesco; anche fuori stagione, la regata del patrono regala emozioni.

Dopo aver saltato due edizioni a causa della pandemia, si è disputato il Palio di san Ranieri in un’edizione autunnale, decisamente fuori stagione ma che non ha fatto mancare le emozioni e lo spirito della gara.

La sfida in Arno tra le quattro imbarcazioni che rappresentano i quattro quartieri storici della città che gareggiano per 1500 metri controcorrente dal Ponte della Cittadella, presso la sede dei Canottieri Arno, fino all’arrivo allo Scalo dei Renaioli, non è infatti stata una competizione scontata: la barca celeste del Santa Maria, arrivata per prima alla piattaforma sulla quale il montatore è riuscito ha conquistare il proprio paliotto issato sulla cima del pennone, è stata in seguito squalificata dai giudici di gara risultando dunque ultima in classifica. Vincitrice l’imbarcazione verde del Sant’Antonio, seguita dalla rossa di San Martino e dalla gialla di San Francesco.

Al di là dell’ordine di arrivo e delle ovvie polemiche del caso, la soddisfazione è quella di essere tornati a celebrare, anche se in tempi desueti, una delle rievocazioni della nostra tradizione “purtroppo spesso considerata la cenerentola fra le manifestazioni del Giugno Pisano – commenta l’assessore alle tradizioni della storia e dell’identità di Pisa, Filippo Bedini – ma che stiamo cercando di valorizzare, cogliendo anche segnali positivi come la presenza di tanti giovanissimi fra i vogatori”

Svolgimento del Palio. Le imbarcazioni impiegate si ispirano alle tipiche fregate stefaniane dell’Ordine Mediceo dei Cavalieri di Santo Stefano. La barca del quartiere San Francesco è contraddistinta dal colore giallo, quella di San Martino dal rosso, quella di Santa Maria dal celeste, quella di Sant’Antonio dal verde.

Ogni equipaggio è composto da otto vogatori, un timoniere ed un montatore. Quest’ultimo deve arrampicarsi su un pennone alto dieci metri, posto al traguardo su di una piattaforma galleggiante e recuperare la bandierina che simboleggia la conquista de il Paliotto. Questa particolare modalità di assegnazione della vittoria si ispira all’impresa di Lepanto del 1571 quando le truppe cristiane, una volta abbordata l’ammiraglia turca, si impadronirono della fiamma da combattimento posta sul pennone dell’imbarcazione musulmana.

Gli equipaggi

Barca Gialla: Santi Gianluca, Grassini Andrea, Fabozzi Mirko, Marsigli Fabio, Pratesi Michele, Taddei Federico, Vito Saggese, Delcarratore Davide; Timoniere Riccardi Pellegrini. Allenatore Cini Primo.

Barca Rossa: Pioli Leonardo, Papini Gabriele, Miccoli Simone, Cavatorta Lorenzo, Figuccia Federico, Pratelli Nicola, Bellani Marco, De Pasquale Mattia, Marrocchelli Leonardo, Niola Carlotta; Montatore Ognibene Michele; Timoniere Fedeli Samuel. Allenatore Simoncini Alessandro.

Barca Verde: Mollica Alessio, Barandoni Simone, Sbrana Daniele, Del Lucchese  Tommaso, Vitarelli Lapo, Rubessi Adriano, Colombini Matteo, Carmignani Tommaso, Traso Andrea; Montatore Perice Michele. Allenatore Nencini Maurizio.

Barca Celeste: Mostardi Luigi, Barbieri Mirko, Romani Luca, Giarri Emanuele, Vanni Francesco, Possenti Luca, Lorenzini Alessio, Ricci Flavio; Timoniere Ciulli Gabriele; Montatore Bellani Edoardo. Allenatori Landi Massimiliano, Foschi Massimiliano.

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Dalla parte delle tradizioni

In questa seconda estate senza giugno pisano le tradizioni ci mancano parecchio. Per sentire meno questo vuoto da mancanza di sfilate e costumi storici, sabato 10 luglio al parco delle Concette c’è una rievocazione storica con dimostrazioni, coreografie e visite guidate sulle Mura.

Nell’estate del 1500 gli eserciti fiorentino e francese assediarono Pisa per riuscire a riconquistare la città tornata indipendente nel 1494. Dodici giorni di battaglie dal 29 giugno al 10 luglio a ridosso della cerchia muraria tra la Porta Calcesana e la Torre delle Piagge: ancora oggi si può vedere la breccia che gli assedianti riuscirono ad aprire, ma che non bastò loro per non essere ricacciati dopo una serie di strenue lotte. Nel 1509 Firenze tornò a dominare sulla città della Torre, grazie anche all’ulteriore appoggio della Spagna, ma l’episodio del 1500 rimase da allora radicato nella memoria storica cittadina come momento in cui i pisani dimostrarono un’incredibile caparbietà nel difendere la propria indipendenza. Sabato 10 luglio si rinnova la manifestazione nell’anniversario dalla fine dell’assedio: presso il Parco delle Concette, dove 521 anni fa si svolse la battaglia.

“Prosegue il progetto, stabilito all’inizio del nostro mandato, di restituire visibilità a momenti della storia di Pisa meno conosciuti – dice l’assessore alle tradizioni della storia e dell’identità di Pisa Filippo Bedini – e di dare rilievo agli appuntamenti del calendario Alfeo non circoscritti solo al mese di giugno. Visibilità che può contribuire anche alla formazione della cultura e identità della nostra città. Purtroppo, in questi anni il programma è stato ostacolato dalla pandemia ma non si è fermato del tutto e ora riparte da dove si era interrotto lo scorso anno con la prima edizione della rievocazione dell’assedio. Ringrazio i Balestrieri di Porta San Marco, le associazioni che hanno aderito, le Mura di Pisa che consentono di arricchire la giornata con una visita speciale, e Renzo Ciangherotti per la sua pervicacia e amore per la città».

Il programma della giornata di sabato 10 luglio prevede, a partire dalle 9, la visita a un accampamento a tema medievale grazie ai Balestrieri di Porta San Marco, ideatori dell’iniziativa, con la partecipazione dei gruppi storici: “Musici e Sbandieratori Città di Pisa”, “Ordo Civitas Pisarum”, “Mazzascudo”, “Associazione Rievocazione Storica della Battaglia di Ponte di Sacco A.D. 1497”, “Pisa Ghibellina”, “Compagnia di Calci”. Alle 12 sarà apposta una corona di alloro, mentre nel pomeriggio, alle 17.30, inizieranno le dimostrazioni di arcieri e balestrieri con le coreografie di musici e sbandieratori. Dalle 18 alle 19.45 visite guidate sulle Mura di Pisa con salita da Torre di Legno e discesa in piazza delle Gondole: i “Balestrieri di Porta San Marco”, vestiti in costumi d’epoca, accompagneranno i visitatori nel racconto di quei giorni, basandosi sul libro Onore e Gloria dello storico pisano Mario Chiaverini.

Prenotazione allo 0500987480 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, sul sul sito di Coopculture al link http://bit.ly/BigliettiMura oppure presso la biglietteria di Torre Santa Maria negli orari di apertura.

www.muradipisa.it

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Niente luminara, però

Il Giugno Pisano, lo sappiamo bene, deve aspettare. Ancora. Ma la Parte di Tramontana ci tiene a far sapere che comunque le tradizioni vanno rispettate e che anche piccole celebrazioni simboliche possono tenere vivo l’amore per le tradizioni della Pisanità.

Nonostante le restrizioni imposte dal perdurare dello stato di emergenza, che hanno comportato lo slittamento al 2022 della Luminara di San Ranieri la Parte di Tramontana del Gioco del Ponte non ha voluto rinunciare ad onorare il Patrono della Città nella notte in cui tradizionalmente avviene l’emozionante spettacolo offerto dai lampanini sui lungarni, ravvivando alcuni luoghi del centro cittadino.

I volontari del settore civile della fazione boreale hanno voluto simbolicamente illuminare coreograficamente, a nome di tutta la Parte, la sede del Comando, nel Parco degli Arsenali Repubblicani a ridosso del Ponte della Cittadella.

Anche la Magistratura dei Mattaccini ha voluto rendere omaggio al Patrono Cittadino illuminando il Bastione del Parlascio, fuori dalla Porta a Lucca, con una biancheria sagomata sul nome della squadra ed animando la serata con un simbolico ritrovo dei propri componenti.

Infine la Magistratura di Santa Maria ha celebrato San Ranieri illuminando la sua nuova sede civile, in Via Pasquale Paoli, a due passi da Piazza dei Cavalieri.

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Ci manchi, luminara

Già l’anno scorso farne a meno è stata dura, ma eravamo convinti sarebbe stata una volta sola. Un nuovo 16 giugno senza lumini sui lungarni sarà difficile da affrontare: possiamo solo sperare che i lucciconi che ci riempiranno gli occhi riflettano le luci che illumineranno simbolicamente i palazzi del comune, moltiplicandole e dandoci l’illusione della luminara.

Per il secondo anno consecutivo, la vigilia di San Ranieri, il 16 giugno, non sarà illuminata dai centomila lumini a cera posizionati sulle facciate dei palazzi sui Lungarni. A causa dell’emergenza Covid-19, infatti, il Comune ha da tempo annunciato l’annullamento di tutti gli eventi del Giugno Pisano e, dunque, anche della Luminara. Come lo scorso anno sono state allestite nei giorni scorsi le tradizionali biancherie sulle facciate di palazzo Gambacorti e palazzo Mosca, in questo caso del tutto rinnovate, grazie al contributo di Toscana Energia. I lampanini cominceranno a risplendere con le luci del crepuscolo.

I temi della tradizione della Luminara saranno oggetto di una puntata televisiva de La Pisaniana che verrà trasmessa in diretta dal Ponte di Mezzo dalle 21: per chi comunque vuole poterne almeno parlare o rievocare quelle degli anni passati.

Per gli inguaribili romantici, ci vediamo lì.

Il 16 e 17 giugno saranno adottati i seguenti provvedimenti temporanei di viabilità e sosta: Lungarno Gambacorti, tratto compreso tra piazza XX Settembre e via Toselli dalle ore 14.00 del 16 giugno alle ore 14.00 del 17 giugno 2021: divieto di sosta con rimozione coatta; Ponte Di Mezzo, chiusura al traffico veicolare dalle ore 16.00 del 16 giugno fino alle ore 01.00 del 17 giugno e chiusura al traffico pedonale dalle ore 22.00 alle ore 01.00. 

Nella giornata di giovedì 17 giugno, giorno di San Ranieri patrono della città, non si svolgerà nemmeno il tradizionale Palio di San Ranieri. Alle ore 20.30 nella chiesa di San Vito, a cura della Compagnia di San Ranieri, con il patrocinio del Comune di Pisa, si terrà la conferenza “La storia di San Ranieri”, raccontata da don Severino Dianich, grazie alla celebre  incisione di Giovanni Girolamo Frezza riproducente gli affreschi del Campo Santo. L’ingresso è ammesso fino a esaurimento dei posti disponibili a sedere.

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Ciao Giugno

E anche per quest’anno, niente Giugno Pisano: niente luminare, niente palio, niente Gioco del Ponte, non sarebbe possibile farlo in sicurezza. La speranza è poter rimandare a settembre almeno il Paio di San Ranieri e la sfida sul ponte.

Lo sapevamo, perché sappiamo che per organizzare tutto devono essere fatti bandi per assegnare i lavori con mesi di anticipo, bandi che non ci sono stati. Lo sapevamo, ma sentirselo dire fa sempre male: anche per il 2021 dovremo rinunciare ai lungarni illuminati dai lampanini e, almeno per giugno, al Gioco del Ponte, al Palio di San Ranieri e alla Regata delle Repubbliche Marinare.

Troppa folla, troppa calca, nessuna possibilità di mantenere le distanze e di godersi la festa senza mettere a rischio il rispetto delle regole che, anche se le cose vanno meglio, siamo ancora tenuti a rispettare.

Unica speranza: restiamo in attesa di conoscere le decisioni in merito alla Regata delle Repubbliche marinare, che quest’anno dovrebbe svolgersi ad Amalfi.

“Anche quest’anno, come già accaduto lo scorso anno, il Giugno Pisano non potrà avere le forme del passato – spiega Filippo Bedini, assessore alle tradizioni della storia e identità di Pisa -. Le disposizioni ancora in vigore in tema di contrasto alla diffusione del Covid-19 rimangono in vigore fino a tutto giugno e non consentono di far svolgere eventi come i nostri. Per quanto riguarda il Gioco del Ponte e il Palio di san Ranieri, stiamo cercando di programmarli nella seconda parte dell’estate, tra settembre e l’inizio di ottobre, mentre per la regata delle Repubbliche marinare attendiamo a breve la convocazione del comitato organizzatore per capire le decisioni. Quest’anno sarà ospitata da Amalfi. La Luminara, invece, con grandissimo rammarico, non potremo viverla e goderla nemmeno nel 2021 e ci diamo appuntamento al 2022″.

“Tuttavia – prosegue Bedini -, in questi mesi abbiamo lavorato molto per le prossime edizioni, per migliorare alcuni degli aspetti che sembravano più critici: i problemi legati ai lampanini in particolare e alcune scelte scenografiche sui palazzi. Gli uffici hanno documentato tutte le facciate e provveduto a proporre soluzioni e migliorie per le biancherie con alcuni interventi sia su palazzi storici di proprietà pubblica che su altri privati, in modo da valorizzarli al meglio e rendere tutto l’insieme più bello e spettacolare”.

Non ci resta che aspettare.

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Perdonaci San Torpè

Fra le cose alle quali dobbiamo rinunciare per evitare il rischio di assembramento ci sono tutti i riti e le celebrazioni in attesa del Giugno Pisano, o almeno il loro svolgimento con la consueta partecipazione di massa. La Parte di Tramontana ha onorato il proprio patrono San Torpè, senza partecipazione corale, ma con tanto sentimento.

San Torpè, il cortigiano di Nerone che visse ai tempi in cui San Pietro, in viaggio verso Roma, si fermò a Pisa, in quella che sarebbe diventata la Basilica di San Piero a Grado; quel Torpete che si convertì al cristianesimo, fu decapitato e il cui corpo, lasciato su una zattera a bocca d’Arno, fu ritrovato in una cittadina della della Provenza che in suo onore fu ribattezzata Saint Tropez.

San Torpè è il patrono della Parte di Tramontana che, fra i tanti riti e cerimonie che precedono e preparano la sfida sul ponte, lo ricorda il 29 aprile, giorno in cui morì a Pisa nel 68 d. C.

La festa di San Torpè è tradizionalmente momento di incontro per tutta la Parte che in questa occasione abitualmente presenzia alla cerimonia che si tiene nell’omonima chiesa alla presenza delle massime cariche cittadine e delle autorità della Città di Saint Tropez che ogni anno si recano in pellegrinaggio a Pisa. In questa giornata negli anni passati la Parte organizzava al termine della Santa Messa l’investitura dell’Ambasciatore e del Cavaliere Alfiere, in memoria dell’antica cerimonia del cartello, atto che nei secoli passati costituiva uno dei momenti propedeutici allo svolgimento della battaglia sul ponte.

Purtroppo quest’anno la situazione pandemica non ha consentito lo svolgimento della consueta cerimonia giocopontesca, né la presenza delle autorità di Saint Tropez a Pisa. Il Comando di Tramontana ha tuttavia voluto presenziare alla celebrazione eucaristica presieduta dai Padri Carmelitani, con una delegazione guidata dal Generale Matteo Baldassari e dal Consigliere Civile Giuseppe Lippi, alla presenza delle autorità cittadine ed in collegamento streaming con le istituzioni della città di Saint Tropez. Il Comando, a nome di tutta la Parte, ha offerto un omaggio floreale al busto di San Torpè ed ha rivolto un messaggio di devozione al termine della messa. Il Generale di Tramontana, in rappresentanza di tutto il popolo boreale, ha inoltre fatto pervenire al Sindaco della Città francese una lettera con un messaggio augurale di saluto auspicando di poter tornare il prossimo anno a celebrare insieme la memoria del Santo.

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Il turismo che verrà

Per ora, stessa spiaggia stesso mare: l’inizio della stagione balneare anticipato al 1 maggio con le stesse regole dell’estate scorsa. Poi, le riaperture graduali delle realtà del territorio che vivono di turismo come i musei, le mura, i punti d’informazione: l’importante è essere pronti a valorizzare la grande risorsa del turismo. Ma anche quest’anno dobbiamo rinunciare al Giugno Pisano.

Intervento dell’assessore al turismo del Comune di Pisa, Paolo Pesciatini, in merito alle riaperture previste del 1 maggio. “Credo sia un bene che la stagione balneare possa ricominciare già dal 1 maggio, tempo permettendo. Pisa e il suo litorale si faranno trovare pronti per accogliere in sicurezza i turisti. Questa opportunità consente ai nostri stabilimenti di anticipare l’inizio della stagione estiva e ospitare i clienti, grazie anche al rispetto dei protocolli già stati collaudati lo scorso anno.

Si tratterà anche per quest’anno prevalentemente di un turismo di prossimità e questa anticipazione di stagione permetterà di gestire anche meglio i flussi, evitando assembramenti nei luoghi maggiormente d’interesse. Unitamente a questo, è positivo che le riaperture riguardino anche i più importanti musei della città, dal complesso di piazza dei Miracoli, ai vari musei del sistema di Ateneo, alle Mura di Pisa, al museo delle Navi Antiche che aprirà il 7 maggio prossimo, e a seguire gli altri luoghi di attrazione e di richiamo turistico.

L’ufficio di informazioni turistiche in piazza Duomo è rimasto sempre aperto anche nei periodi in cui la Toscana era rossa, per garantire un presidio fisico di accoglienza e per promuovere la città tramite i canali social di Pisa Turismo. A breve riapriremo anche il punto informazioni di piazza XX settembre. Sul fronte degli eventi di richiamo, oltre a quelli legati a Marenia anche se ridotta nel suo cartellone, torna a Pisa la storica corsa delle 1000 Miglia il prossimo 17 giugno quando le auto d’epoca sfileranno sui nostri Lungarni, mentre la sera precedente il litorale sarà protagonista assoluto del passaggio di una tappa del Ferrari tribute, con sosta a partire dalle 20.30″.

Sì, abbiamo letto bene: il 16 e il 17 giugno 1000 miglia e Ferrari tribute. Niente Luminara, niente Regata di San Ranieri.

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Aspettando il Capodanno Pisano

Come sarà il Capodanno Pisano 2021? L’anno passato, in pieno lock down, non abbiamo potuto festeggiarlo come facciamo di solito. In attesa di sapere cosa potremo fare quest’anno, un concorso fotografico tira fuori la creatività, e la pisanità, che abbiamo dentro di noi.

Sio chiamo Scatti nella tradizione il concorso fotografico con il quale immortalare lo spirito delle nostre tradizioni pisane, Capodanno Pisano, Luminara, Gioco del Ponte, ma anche Regata delle Repubbliche marinare, Palio di San Ranieri. in maniera unica ed originale: fino al 27 febbraio possiamo inviare i nostri scatti e aspettare di sapere come si piazzeranno in classifica.

Lanciato in occasione del Capodanno pisano 2021 per coinvolgere appassionati di fotografia, principianti o professionisti, pisani di nascita o di adozione, il contest vuole naturalmente valorizzare le nostre tradizioni storiche cittadine.

“Lanciamo questo concorso – dichiara l’assessore alle tradizioni storiche Filippo Bedini – per anticipare tutti gli eventi che compongono il calendario delle celebrazioni e dei momenti relativi alle tradizioni storiche cittadine. Sarà l’occasione per celebrare e ricordare la bellezza e lo spirito della nostra città attraverso i momenti della tradizione più sentiti dai pisani”.

Fino a sabato 27 febbraio, è sufficiente inviare a ufficiostampa@comune.pisa.it fino a un massimo di 10 fotografie che descrivano a pieno gli eventi che caratterizzano la storia e l’identità di Pisa: Capodanno pisano, Luminara, Gioco del Ponte, Regata delle Repubbliche marinare, Palio di San Ranieri. Ogni foto dovrà essere accompagnata da un titolo e una breve didascalia.

Una commissione giudicatrice di esperti selezionerà le 25 fotografie che insieme concorreranno a cogliere lo spirito della città. I migliori 25 scatti saranno sottoposti al giudizio degli utenti sui canali social che decreteranno quello migliore. 

Le fotografie selezionate dalla commissione formeranno un archivio fotografico delle tradizioni storiche pisane, pubblicato nel sito ufficiale del Comune; le migliori 25 saranno esposte nell’atrio di Palazzo Gambacorti nel periodo del Capodanno pisano 2021. Il bando e il regolamento del concorso sono consultabili al link: https://www.comune.pisa.it/it/dettaglio-bando/30499/CONCORSO-FOTOGRAFICO-SCATTI-NELLA-TRADIZIONE-I-EDIZIONE-2021-.html

Una sede per il Santa Maria

Fornire una sede alle magistrature del Gioco del Ponte non significa solo regalare ai partecipanti un luogo in cui riunirsi per organizzare la manifestazione della fine di giugno, ma anche radicare le nostre tradizioni creando un punto di riferimento nei quartieri. Stavolta tocca al Santa Maria.

Si è inaugurata la sede civile del Santa Maria, per cui è stato scelto un fondo nel cuore del territorio di riferimento della Magistratura, in via Paoli, a due passi dalla chiesa di San Sisto. Dopo la consegna ai Mattaccini della sede civile nel parco pubblico di via Abba a Porta a Lucca, prosegue il percorso di assegnazione di una sede a ogni Magistratura del Gioco del Ponte per sostenere l’attività di carattere civile nei quartieri di riferimento.

“Pemso che la sede di via Paoli – ha dichiarato l’Assessore alle Tradizioni Storiche Filippo Bedini – sia un’ottima soluzione per la nobile compagine di Santa Maria, che finora non aveva la disponibilità di uno spazio dove appoggiarsi per svolgere la propria attività civile. Offrire una sede a titolo gratuito significa aiutare le Magistrature a 360° e stimolarle ad accelerare nella loro azione volta a incentivare la cultura pisana attraverso il mondo del Gioco e in generale le iniziative di promozione della storia e delle tradizioni di Pisa, e a sviluppare il radicamento sul territorio di chi si occupa di Gioco tutto l’anno, avvicinando giovani e non solo, che domani potranno aver voglia di sfilare nel meraviglioso corteo storico, di provare a salire sul Ponte, o anche solo di far vita di quartiere insieme alla Magistratura. Dare una sede significa anche sostenere i progetti delle Magistrature di carattere formativo nelle scuole del quartiere piuttosto che in ambito sociale, che devono essere pensati e organizzati con incontri e riunioni, per i quali c’è assoluto bisogno di uno spazio dignitoso”.

“Mi piacerebbe che le sedi civili delle Magistrature diventassero un punto di riferimento nei quartieri, che fossero conosciute e aperte il più possibile, che rappresentassero un presidio nel territorio. Assegnare alle Magistrature una sede civile è un esempio di buon utilizzo di spazi pubblici non utilizzati o sottoutilizzati, quando non di riappropriazione di spazi “a rischio”, come nel caso della nuova sede dei Mattaccini e di quella che prima possibile consegneremo al San Martino”.

A favore delle tradizioni

Al via i lavori su tre immobili comunali destinati alle Magistrature del Gioco del Ponte: dopo il lavoro su costumi e accessori, ci si concentra sulla riqualificazione degli immobili assegnati alle magistrature. A favore delle tradizioni e della socialità.

Al via importanti lavori su tre immobili di proprietà comunale assegnati alle Magistrature del Gioco del Ponte. Dopo il lavoro sui costumi dei cortei storici, si apre un secondo, importantissimo fronte, peraltro già inaugurato con le assegnazioni della sede civile a Mattaccini, Santa Maria (che sarà inaugurata sabato 16 gennaio) e San Martino.

“Per mantenere vivi tutti gli aspetti, di carattere culturale, aggregativo, sociale, che ruotano intorno a questi momenti fondanti dell’identità di Pisa – sottolinea l’Assessore alle Tradizioni della storia e dell’identità di Pisa Filippo Bedini – è fondamentale mettere a disposizione luoghi di incontro adeguati, con i giusti spazi, conformi alle prescrizioni normative vigenti in materia di impianti, igiene e sicurezza. La presenza capillare, fisica, visibile delle Magistrature nei quartieri è un elemento sociale determinante che dà corpo e vitalità alle nostre tradizioni, per la quale abbiamo iniziato a investire risorse per risolvere una serie di criticità rilevate negli immobili utilizzati per la preparazione degli eventi. L’attività di sopralluogo svolta, pur tra mille problemi legati all’emergenza covid-19, ha evidenziato una serie di criticità nei diversi immobili di proprietà comunale destinati alle Tradizioni Storiche che ha portato alla programmazione per il 2021 degli interventi più urgenti e alla previsione di altri nel piano triennale delle opere pubbliche”.

Gli interventi previsti interessano 3 immobili di proprietà comunale destinati alle Magistrature del Gioco del Ponte. Di seguito il dettaglio dei 3 interventi.

1) Rifacimento completo della copertura dell’ex-Chiesino di via Byron, utilizzato dalla Magistratura di San Francesco: negli anni passati si è verificato un importante sfondellamento del solaio di copertura dell’immobile, che ha messo in luce importanti criticità strutturali che è necessario risolvere con urgenza.

2) Lavori di sostituzione dei lucernari e dei canali di gronda del fabbricato ex-magazzino comunale di via Andrea Pisano. Piove dai 4 lucernari presenti e questo comporta, oltre al gocciolamento nei locali, l’imbibizione delle strutture del solaio di copertura e provoca un’accelerazione del processo di ossidazione delle armature metalliche dei travetti. Pertanto si procederà alla sostituzione dei lucernari e al posizionamento dei canali di gronda, per consentire un regolare deflusso delle acque meteoriche.

3) Lavori di messa in sicurezza dell’immobile ex-Annona di via Corridoni, assegnato nei mesi scorsi alla Magistratura di San Martino perché vi realizzi la propria sede civile nel quartiere.

L’Assessore Bedini pone in evidenza quest’ultimo intervento: “Da quando è inutilizzato, l’immobile dell’ex-Annona è stato oggetto di frequenti occupazioni abusive che hanno determinato ingenti danni a infissi e sanitari. Per poterlo consegnare in sicurezza alla nobile Magistratura di San Martino, è doveroso dotarlo di cancelli di sicurezza e ripristinare i servizi igienici. Questo progetto si propone lo stesso ambizioso obiettivo di riappropriazione di uno spazio importante della città che è stato centrato nel caso del fondo assegnato ai Mattaccini nel giardino pubblico di via Abba a Porta a Lucca: questo, come quello di via Corridoni, è un caso significativo di riappropriazione e valorizzazione degli spazi di proprietà comunale”.

“In questa drammatica situazione – continua Bedini – non è semplice reperire fondi da investire in questo ambito, ma ritengo che, nonostante le difficoltà, sia indispensabile dare continuità a questo tipo di interventi se si vuole garantire un futuro al Gioco del Ponte e ai Palii remieri. I fronti sono due: da un lato quello dei costumi, degli arredi e dei materiali dei cortei di rievocazione storica; dall’altro questo degli interventi sui locali da mettere a disposizione per le diverse attività. Questo appalto è solo il primo di una serie, che porterà a riqualificare nel medio – lungo termine tutti gli immobili utilizzati per le attività connesse alla realizzazione degli eventi legati alle tradizioni storiche della città. Un po’ alla volta, se riusciremo a dare continuità al nostro lavoro, potremo sistemare il patrimonio in carico alla nostra direzione e assegnato a Magistrature e Barche del Palio”.

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