Estate in jazz

Torna l’estate, tornano gli appuntamenti con la rassegna Pisa Jazz che scalda l’anima nel fresco delle sere estive al Giardino Scotto. Dal 5 luglio per un mese, da Frida Bollani a Paolo Fresu, da Nico Gori a Franco D’Andrea.

Lug 05 Frida Bollani Magoni

Lug 06 Nico Gori Swing 10tet

Lug 08 Ghost Horse

Lug 08 Gianluca Petrella e Pasquale Mirra

Lug 09 Antonio Sanchez Special Quartet feat. Donny McCaslin, Miguel Zenon & Scott Colley

Lug 10 MAT Alulli Diodati Baron

Lug 10 Roberto Ottaviano Eternal Love Quintet

Lug 11 Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura

Lug 12 Ferdinando Romano “Totem”

Lug 13 Franco D’Andrea / Dave Douglas Quartet

Lug 14 Richard Galliano & Giovanni Guidi

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Ultimo jazz

Con l’appuntamento del 15 dicembre con John Coltrane si chiude questa edizione di Domenica in jazz a Palazzo Blu

Le fortunate lezioni concerto della domenica mattina a Palazzo Blu, in programma per tutto l’autunno inverno e fino alla primavera, spaziano tra i vari generi musicali grazie all’esistenza di diversi cicli all’interno di questa unica grande rassegna. Il ciclo Domenica in Jazz, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Blu e il progetto Pisa Jazz, promosso dall’associazione ExWide con il contributo della Fondazione Pisa e del Comune di Pisa, arriva con quello di domenica 15 dicembre all’ultimo appuntamento: alle 11, nell’auditorium di Palazzo Blu, sarà protagonistya la musica di John Coltrane, eseguita da Stefano ‘Cocco’ Cantini (sassofono), Andrea Beninati (batteria) e Michelangelo Scandroglio (contrabbasso).

Dopo Miles Davis e Thelonious, Coltrane ha dominato il sassofono negli anni ’60, dopo una lunga gavetta proprio accanto a loro, per arrivare a esprimere una urgenza espressiva e spirituale senza eguali. Da Giant Steps a A Love Supreme, fino a Ascension le sue opere sono pietre miliari della storia del jazz.

Per partecipare alla lezione concerto, che è a ingresso libero e gratuito, occorre prenotarsi su eventbrite.it a partire dalle ore 15 di martedì 10 dicembre. Anche questo incontro sarà condotto da Francesco Martinelli, docente, giornalista e uno dei massimi esperti di Storia del Jazz, e consisterà in una vera e propria lezione concerto, con musica dal vivo suonata da grandi esponenti del jazz italiano. Appuntamento alle ore 11 in auditorium. Per info palazzoblu.it

Jazz in Blu

Domenica in jazz: gli appuntamenti musicali di Palazzo Blu si declinano, anche, in chiave jazz

Si affiancano alla musica classica e alla sua versione da camera, quattro monografie su altrettanti artisti che hanno fatto la storia di questo genere musicale: ecco la seconda edizione di Domenica in jazz, appuntamento per appassionati e curiosi con questo genere particolare e insieme universale. Palazzo Blu si conferma capace di variegare la propria offerta culturale ospitando i concerti di grandi esponenti del jazz italiano. Le lezioni concerto della domenica mattina nascono dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Blu e il progetto Pisa Jazz, promosso dall’associazione ExWide con il contributo della Fondazione Pisa e del Comune di Pisa; gli incontri, condotti dal docente, giornalista e grande esperto di storia del jazz Francesco Martinelli, partono il 17 novembre, alle 11, con Silvia Bolognesi, Rossano Emili e la musica di Charles Mingus. Il 24 novembre sarà la volta di quella di Thelonius Monk suonato da Paolo Birro; il 1 dicembre Franco D’Andrea interpreta Duke Ellington e il 15 dicembre Stefano “Cocco” Cantini, Andrea Beninati e Michelangelo Scandroglio ci raccontano con gli strumenti John Coltrane.

PROGRAMMA

17 Novembre ore 11

CHARLES MINGUS

Musicisti: Silvia Bolognesi & Rossano Emili
Charles Mingus è stato un innovatore e un ribelle del jazz, ma è anche stato il musicista la cui carriera ha attivamente attraversato più epoche della storia di questa musica. Partito da Armstrong e Hampton, attraverso Ellington e il bebop ha poi ispirato e anticipato il free. Contrabbassista magistrale, bandleader e compositore, produttore e organizzatore, Mingus è una personalità complessa e ineludibile per chi ama il jazz. Silvia Bolognesi, la bassista toscana di fama internazionale con cui celebriamo la musica di Mingus ha semplicemente detto “Se suono jazz è perché ho sentito Mingus” e Rossano Emili, uno dei maggiori specialisti europei del clarinetto basso, è stato ispirato a sua volta da uno dei collaboratori chiave di Mingus, Eric Dolphy.

24 Novembre ore 11:00

THELONIOUS MONK

Musicisti: Silvia Bolognesi & Rossano Emili
Thelonious Monk, nato nel 1917 come il jazz, si staglia nella storia del jazz come una montagna severa e inarrivabile. Iniziato al pianoforte dai virtuosi di Harlem diventerà il guru di Parker e Gillespie; accusato di non essere un maestro della tastiera si rivelerà come uno dei musicisti più influenti del jazz, e le sue composizioni giudicate “sbagliate” o “troppo difficili” oggi formano la base del jazz moderno. Il pianista padovano Paolo Birro che ha dedicato uno splendido album al repertorio monkiano ci aiuterà a ripercorrere la sua musica insieme al sassofonista Pietro Tonolo.

01 Dicembre ore 11:00

DUKE ELLINGTON

Con Franco D’Andrea
Difficile limitare l’impatto di Duke Ellington al jazz: la musica del compositore di Washington è un corpus tra i più importanti del XX secolo, spesso in dialogo sottile e ironico con gli altri grandi compositori a lui contemporanei, come George Gershwin e Arnold Schoenberg. Nel 2020 ricorre il 70mo anniversario del suo concerto pisano del 18 maggio 1950 al Teatro Verdi. Il suo inconfondibile gusto coloristico, le infinite variazioni sul blues, le opere sinfoniche e sacre e lo swing per big band saranno rievocate da Franco D’Andrea, un personalità fondante del jazz in Europa che ha riletto su disco non solo l’Ellington più celebre ma anche quello delle suite sinfoniche.

15 Dicembre ore 11:00

JOHN COLTRANE

Musicisti: Stefano “Cocco” Cantini, Andrea Beninati, Michelangelo Scandroglio
Coleman Hawkins ha dominato il sassofono negli anni Quaranta, Charlie Parker negli anni Cinquanta e John Coltrane negli anni Sessanta, dopo una lunga gavetta accanto a Miles Davis e a Thelonious per arrivare a esprimere una urgenza espressiva e spirituale senza eguali negli anni subito prima della sua prematura scomparsa. Da Giant Steps ad A Love Supreme fino ad Ascension le sue opere sono pietre miliari della storia del jazz. Stefano “Cocco” Cantini ha approfondito forse come nessun altro in Italia l’universo coltraneiano – suono, composizione, improvvisazione – e ci accompagnerà nella sua esplorazione.


Francesco Martinelli è una vera istituzione internazionale nell’ambito della storia del jazz. Francesco Martinelli è infatti impegnato fino dagli anni Settanta nella diffusione della cultura jazzistica in Italia come organizzatore di concerti, giornalista, saggista e traduttore, insegnante e conferenziere. Ha collaborato negli anni Settanta alla organizzazione delle memorabili Rassegne Internazionali del Jazz di Pisa, e in seguito ha promosso nella sua città concerti e rassegne tra cui La Nuova Onda, l’Instabile’s Festival, An Insolent Noise. Ha tradotto una dozzina di libri dall’inglese all’italiano, collaborando con Arcana, Il Saggiatore, EDT e con la pisana ETS per la collana Sonografie la cui più recente uscita è un volume su Steve Lacy. Insegna Storia della Popular Music al Conservatorio Bomporti di Trento e Storia del Jazz presso l’Istituto Musicale Mascagni di Livorno e la Siena Jazz University; a Siena Jazz dirige anche il Centro Studi sul Jazz “Arrigo Polillo”, la più ampia raccolta di libri, riviste e registrazioni di jazz in Italia, e dirige la collana di testi jazzistici in traduzione creata in collaborazione da EDT e Siena Jazz. In Settembre a conclusione di un vasto progetto internazionale promosso dall’European Jazz Network è stato pubblicato dalla inglese Equinox il volume “The History of European Jazz – The music, musicians and audience in context”, curato da Martinelli.

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