I quartieri al centro

La rigenerazione urbana di tre aree periferiche, quelle di Gagno, via Rindi – via Piave e Pisanova, si farà: sono stati ottenuti 45 milioni di finanziamenti grazie al Pinqua, il programma nazionale della qualità dell’abitare, che vedono la città come fatta di tanti quartieri diversi ma tutti importanti.

Ottenuti dal Comune di Pisa 45 milioni di euro per i progetti candidati al bando ministeriale PinQua: sono infatti state ammesse al finanziamento del Programma nazionale della qualità dell’abitare del Ministero per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibili (MIMS) tutte e tre le proposte progettuali presentate per la nostra città che riguardano tre aree della città, Gagno, via Rindi-via Piave e Pisanova. Nella graduatoria dei 271 progetti finanziati dal Ministero quello sul quartiere di Pisanova-Cisanello ha permesso a Pisa di piazzarsi al primo posto fra i capoluoghi toscani.

“Un grande risultato per la città di Pisa – spiega il sindaco di Pisa Michele Conti – : partiranno molti cantieri a Gagno, Pisanova e via Rindi-via Piave per eseguire lavori che contribuiranno senz’altro ad assicurare una migliore qualità della vita agli abitanti dei quartieri. Si tratta di importanti riqualificazioni sul patrimonio immobiliare, grandi interventi sul verde pubblico, sulle case popolari, sugli spazi a comune: opere decisive per comporre quella visione unitaria di sviluppo della città che abbiamo in mente. Uno sviluppo che rimette al centro i quartieri, con interventi di rigenerazione urbana che proiettano Pisa nel futuro, come città green, moderna e con una migliore qualità della vita. Una visione di città che è stata premiata con l’ottenimento di questo finanziamento”.

Ai 45 milioni ottenuti dal Ministero si aggiungerà una compartecipazione del Comune di Pisa con somme cospicue, per arrivare a un importo complessivo di 62 milioni di euro.

I dettagli inerenti le modalità del finanziamento e le relative tempistiche di avvio e termine degli interventi finanziati saranno specificati nella Convenzione o Accordo di Programma che dovrà essere stipulato dall’ente con il MIMS. L’inizio dei lavori dovrebbe avvenire indicativamente entro novembre 2022. Per presentare le domande il Comune di Pisa si è avvalso di protocolli d’intesa con la Società della Salute e della collaborazione di Apes, l’azienda pisana per l’edilizia sociale.

Cosa è il Pinqua. Il programma è teso alla rigenerazione, in un’ottica di innovazione e sostenibilità (green), di tessuti e ambiti urbani particolarmente degradati e carenti di servizi non dotati di adeguato equipaggiamento infrastrutturale. Il programma ha come obiettivo quello di concorrere alla riduzione del disagio abitativo e insediativo, con particolare riferimento alle periferie, e all’incremento della qualità dell’abitare. I soggetti proponenti presentano dei progetti mirati a dare risposte coerenti ai bisogni che caratterizzano l’ambito prescelto, non solo in termini abitativi, ma anche dal punto di vista sociale inteso, in senso ampio, con il miglioramento di luoghi e della vita dei cittadini, con particolare attenzione alla qualità dei manufatti, al welfare urbano, all’arricchimento culturale, alla sostenibilità ambientale ed economica di quanto viene progettato e realizzato.

I progetti presentati dal Comune di Pisa, riguardano le aree del quartiere di Gagno, di via Rindi-via Piave e di Pisanova.

Progetti su Gagno. Il progetto complessivo che interessa Gagno prevede la riqualificazione di 11 immobili Erp (di proprietà pubblica e a prevalente proprietà pubblica), interventi su viabilità, parcheggi e sotto servizi, la riqualificazione del centro polivalente ‘Il casottino’, la realizzazione di un parco di quartiere e di un centro turistico. Il valore complessivo è pari a circa 15 milioni di euro (14.995.771,35 euro), finanziato interamente dal bando ministeriale. Per la realizzazione di tutte le fasi del progetto, dalla sottoscrizione della convenzione alla piena funzionalità delle opere realizzate, sono previsti 8 anni e 1 mese. 

È interessata un’area di circa 70 ettari che comprende il villaggio delle case popolari e i resedi di pertinenza, la vasta area a verde a est del quartiere adiacente la ferrovia, le aree verdi a sud e a nord dell’area.

Più nel dettaglio il progetto prevede:

·        Riqualificazione e rigenerazione degli edifici Erp. Sono 11 gli edifici oggetto di intervento e sono solo quelli di totale proprietà pubblica o a prevalente proprietà pubblica. In particolare, saranno interessati dalla riqualificazione 10 fabbricati situati nell’area compresa tra via di Gagno e via di Piavola a Buti, e 1 fabbricato in via Marzabotto.  I lavori porteranno a diminuire i consumi energetici, migliorare l’accessibilità realizzando ascensori a impatto ambientale 0 (grazie all’uso di un impianto fotovoltaico), porre in essere interventi di manutenzione straordinaria da tempo chiesti dai residenti, miglioramento/adeguamento sismico, migliorare l’aspetto estetico complessivo.

·      Interventi sulla viabilità. Sono previsti interventi per migliorare la viabilità del quartiere, mitigando l’impatto del traffico, attraverso la rivisitazione dei percorsi carrabili interni con la creazione di strade alberate a senso unico e zona 30 con marciapiedi percorribili.

·        Riorganizzazione parcheggi. Per eliminare il parcheggio casuale tra i fabbricati, sarà dato un ordine agli stalli aumentando così i posti auto disponibili. La regolamentazione degli stalli consentirà di recuperare importanti spazi verdi tra gli edifici.

·        Sottoservizi. Previsto il completo rifacimento del sistema fognario e di illuminazione del quartiere che sarà a Led per ridurre il consumo energetico.

·        Il centro turistico. Considerata la vicinanza del quartiere alla piazza del Duomo e al parcheggio scambiatore, meta anch’esso di turisti, il progetto prevede la manutenzione di un manufatto di proprietà del Comune di Pisa, di circa 55 mq, per la realizzazione di servizi ad uso turistico quale un info point per i turisti, punto vendita prodotti tipici, deposito bagagli.

·        Parco di quartiere e centro polivalente. La progettazione delle aree a verde si sviluppa su due linee, il verde del parco di quartiere con il centro polifunzionale e il verde tra i fabbricati.  È prevista la riqualificazione, tramite l’esperienza dell’auto costruzione, del centro di aggregazione polivalente “il casottino”. L’area circostante sarà incrementata da nuova piantumazione e organizzata in aree con arredi urbani e attrezzature destinate ad ogni fascia di età. Nel parco circostante sono previsti un parco giochi inclusivo anche per i bambini con disabilità; un’area relax dedicata particolarmente agli anziani, allo studio e alla lettura; un’area fitness attrezzata per le attività all’aperto; un’area expo con pannelli dedicati all’arte urbana.

Progetti su via Rindi. Il progetto prevede di realizzare opere di riqualificazione edilizia e urbana sul territorio compreso tra via Rindi, via Piave e via Contessa Matilde. Si tratta di un’area strategica della città con vocazione perlopiù residenziale ma anche turistico-ricettiva vista la vicinanza a piazza del Duomo e allo stadio del Pisa Sporting Club. Nello specifico sono interessati dal progetto 9 edifici Erp situati tra via Piave e via Rindi, il fabbricato ex-sede della Polizia Municipale di via Contessa Matilde, e il percorso turistico che collega l’area residenziale con piazza Duomo. Verrà inoltre realizzato un percorso ciclopedonale tra il parcheggio scambiatore di via Pietrasantina e Largo Cocco Griffi, a ridosso di piazza dei Miracoli. Prevista anche la riqualificazione di Piazza Manin e Largo Cocco Griffi. Il valore complessivo del progetto ammonta a oltre 18 milioni di euro (18.063.795,00 euro) finanziato per il 20% da risorse del Comune di Pisa (circa 3,6 milioni di euro) e per l’80% dal finanziamento ministeriale richiesto. Le tempistiche previste per le varie fasi del progetto ammontano a 7 anni e 10 mesi.

Nel dettaglio il progetto prevede:

·        Riqualificazione del quartiere Erp tramite interventi di miglioramento energetico, strutturale e impiantistico su 9 immobili situati tra via Rindi e via Piave. Al fine di garantire la salubrità delle aree per i residenti della zona, si prevede di rimuovere e bonificare le coperture in amianto dei garage posizionati a sud dei fabbricati.

·        Riqualificazione degli spazi pubblici compresi tra via Rindi e via Piave, dove  verranno realizzate aree verdi tramite sistemazione degli spazi, creati percorsi pedonali e realizzate due aree attrezzate per cani. Prevista anche la realizzazione di un’area ludica dedicata allo svago dei più piccoli, un’area dedicata agli orti urbani e un punto ristoro. Prevista la pavimentazione delle piazze con la piantumazione di alberature e arbusti l’inserimento dell’arredo urbano.

·        Recupero e valorizzazione fabbricato ex-sede polizia municipale “Dopo di noi” di via Contessa Matilde. Più in dettaglio la porzione ad est sarà destinata ai laboratori ed accoglienza turistica mentre la parte centrale e quella ad ovest saranno destinate a residenze e ambienti di accoglienza famigliare. Il giardino circostante sarà utilizzato per attività di laboratorio da svolgersi all’aperto, di ricezione turistica nonché per attività ludiche e ricreative degli abitanti delle residenze.

·      Realizzazione del percorso ciclopedonale ‘artistico’ che dalla parte nord della città, in corrispondenza del parcheggio scambiatore di via Pietrasantina, condurrà all’ambito di piazza dei Miracoli in largo Cocco Griffi, passando per via Padre Fedeli, via Leonardo da Vinci. Verrà realizzata un’area a verde di sosta su via Padre Fedeli pensata per ospitare anche rassegne di scultura o installazioni artistiche. 

·       Riqualificazione di piazza Manin, Largo Cocco Griffi e del percorso che va dal Parcheggio di via Pietrasantina a via Contessa Matilde. L’intervento prevede la ripavimentazione in pietra di tutta l’area adiacente il cimitero ebraico, lungo le mura urbane e piazza Manin e l’inserimento di filari di alberature, nuova illuminazione ed arredo urbano. Relativamente all’area del mercato, lo studio prevede una nuova localizzazione dei punti di vendita lungo il percorso turistico, con nuovi banchi di vendita e la modifica dei prodotti di vendita, che dovranno essere prodotti artigianali e locali.

Progetti su Pisanova. Sul quartiere di Pisanova è stato sviluppato il progetto denominato “PISA.T.H.I.S. (Tollerance, Hospitality, Inclusion e Sustainability). Il valore complessivo del progetto ammonta a oltre 29 milioni di euro (29.263.632,81 euro), finanziato per il 42% da risorse Apes derivanti dai fondi previsti dal DL 34/2020 cosiddetto “Superbonus” per la rigenerazione di unità immobiliari (12.400mila euro), per il 5% da risorse della Regione Toscana per la rigenerazione di unità immobiliari e la riqualificazione di parchi nell’area (1.450mila euro), per l’1,4% da risorse del Comune di Pisa (451mila euro,) e per il 52% dalle risorse del programma Pinqua per quasi 15 milioni di euro (14.997.998,81 euro). Per la realizzazione di tutte le fasi del progetto, dalla sottoscrizione della convenzione alla piena funzionalità delle opere realizzate, sono previsti 6 anni e 11 mesi.

Gli obiettivi del progetto comprendono la riqualificazione e rigenerazione degli edifici di Edilizia Residenziale Pubblica che riversano in uno stato di degrado, con azioni volte al miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza dei luoghi urbani; la erogazione di servizi sociali che favoriscano processi partecipativi e di inclusione sociale, attraverso aree per attività sportive, sociali, culturali e di sostegno; il miglioramento della sicurezza dei luoghi urbani con lo sviluppo di legami di vicinato e inclusione sociale atti a generare un ambito socievole ove sia presente la tutela della qualità dell’abitare, della salute e della sicurezza dei cittadini, dell’inclusione sociale e dello sviluppo di servizi; il contenimento del consumo energetico e delle risorse naturali del territorio attraverso il ricorso a modalità innovative di costruzione e gestione.

Tra gli interventi principali:

·        Interventi che riguardano principalmente nuovi poli universitari entrano in forte relazione sia con il substrato della popolazione residente sia con tutta l’infrastruttura di collegamento capillare del sistema trasporti;

·        Interventi che riguardano i fabbricati di Residenza Pubblica e quelli strategici per la collettività, intesi come spazi pubblici coperti che necessitano di opere di riqualificazione e rigenerazione;

·        Interventi di urbanizzazione primaria: realizzazione di parchi a verde attrezzato e realizzazione di due passerelle ciclopedonali servite da scale di emergenza e ascensori di almeno 2,40 metri in lunghezza ma senza rampe di accesso. Le passerelle saranno dotate di nodo Wifi, sistemi emergenziali (defibrillatore e pulsante di chiamata S.o.S.), oltre che di un impianto fotovoltaico necessario all’autosufficienza e all’impatto zero sul bilancio energetico globale dell’intervento;

·      Interventi di urbanizzazione secondaria: quali la realizzazione di circa 40 orti di 50 mq ciascuno, compresi di wc, alcune attrezzature e ripostigli, una piccola pala eolica e alcune paline di illuminazione; recupero del fabbricato storico sito in via Giuseppe Garibaldi, confinante con l’istituto I.P.S.A.R., a disposizione della popolazione residente e delle associazioni.

·        Interventi sui fabbricati residenziali di Edilizia Residenziale Sociale che hanno necessità di riqualificazione energetica e sismica.

Il Centro di via Garibaldi e portierato di quartiere Il giardino e il pian terreno della struttura realizzata presso l’immobile di via Garibaldi, accoglierà un centro aggregativo con punto ristoro, gestito in collaborazione con il vicino Istituto Alberghiero, dove saranno creati spazi aggregativi attrezzati dove realizzare: laboratori e percorsi gestiti da operatori sociali su proposta dei giovani frequentatori e mostre, eventi, feste e performance frutto di queste esperienze e della progettazione dei giovani stessi; spazi di incontro utilizzabili a rotazione dalle associazioni e dai gruppi che hanno sede e/o operano nella zona, al fine di facilitare la vita associativa, per realizzare eventi e manifestazioni a favore degli abitanti del quartiere; aula studio destinata agli studenti delle tre scuole secondarie di secondo grado della zona; almeno un’ambiente destinato a sportelli di ascolto nei quali possano essere offerti servizi di consulenza su temi differenti (genitorialità, educazione, orientamento allo studio e al lavoro…), gestiti da enti pubblici o privati; un angolo “base” per il portierato di quartiere, le cui attività verranno definite incrociando le richieste degli abitanti della zona con le disponibilità dei giovani frequentatori, in un’ottica di progettazione-partecipata e di scambio di competenze e tempo disponibile; area attrezzata e disponibile per il co-working.

Il Centro potrà configurarsi come polo dell’animazione di quartiere, con l’obiettivo di facilitare la costruzione di relazioni positive tra gli abitanti e un punto di collegamento tra la Città storica e il quartiere di Pisanova. L’ “hot spot” potrà essere gestito da una cabina di regia che coinvolga persone con competenze e ruoli sociali differenti, anche in rappresentanza dei diversi interessi presenti (giovani, anziani, abitanti del quartiere, scuole…) coordinati da almeno un operatore sociale.

I parchi. Il progetto del verde attrezzato è previsto nelle aree di Parco di Pungilupo; Parco Timpanaro; Parco di Cisanello.

Nuovo parco di via Pungilupo. Il progetto prevede, in un’area perimetrata a sud dalla via Pungilupo e a nord dal fosso murato di circa 11 ettari, la messa a dimora di 1.800 alberature articolate con filari alberati, boschi urbani compatti e radi di diverse specie autoctone di diverse dimensioni ed adatte ai climi umidi tipici dei boschi igrofili, vista la possibilità che il parco potrà allagarsi a seguito di eventi estremi. Realizzazione di una pista ciclabile e pedonale, lungo la via Pungilupo che seguirà l’andamento del terreno per una lunghezza di 1.000 ml e larghezza complessiva di 250 cm. Il nuovo percorso ciclabile e pedonale connetterà, attraverso una mobilità dolce, i quartieri nord e sud di Pisanova separati dalla viabilità a grande scorrimento di traffico sia su via di Cisanello che su via Bargagna poiché entrambe, tra l’altro, si collegano all’ospedale di Cisanello che è in fase di un grande ampliamento delle strutture sanitarie. Realizzazione di un’area ludica attrezzata a quota di sicurezza idraulica pertanto sempre fruibile articolata in 4 aree con specifiche attrezzature ludiche e arredo urbano, di cui: l’area dei gattonamenti (1/5 anni) l’area dei salti e dell’equilibrio (6/12 anni) l’area delle arrampicate (13/18 anni) e un’area per la lettura e giochi da tavolo attrezzata con un gazebo e tavoli picnic. Sul percorso della pista ciclopedonale sono previste l’installazione di panchine, bacheche informative, rastrelliere per biciclette e l’impianto di pubblica illuminazione alimentato dai pannelli fotovoltaici posti in copertura del gazebo attrezzato, l’impianto di videosorveglianza e gli hot spot WI-FI per dare all’area piena connessione digitale.

Il parco degli artisti e un albero per ogni nato. Si tratta di un progetto che può offrire esperienze culturali d’avanguardia e la possibilità di scoprire il misterioso legame che intercorre tra l’arte e il paesaggio. Fruire di un’esperienza artistica all’interno della natura permette di esplorare percorsi improntati alla libertà e all’improvvisazione e di vivere una fiaba con una scenografia a tre dimensioni, cielo, terra, acqua, capaci di coinvolgere la mente con opere immaginifiche. L’intervento del parco che affianca via Pungilupo, si colloca all’interno di un progetto che prevede la creazione di un “parco artistico” pensato per valorizzare tutto il percorso ciclopedonale che si vuole sviluppare al suo interno, una greenway che collegherà spazi verdi, di ricreazione, di intrattenimento culturale, secondo una nuova concezione degli spazi, in linea con le più recenti realizzazioni di parchi urbani internazionali. L’area sarà aperta alle diverse attività sportive e ricreative e sarà allestita con opere di artisti “site specific” pensate e inserite in luoghi precisi, in stretta interazione con l’ambiente circostante.

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Lezione per le vacanze

I cantieri aperti in diverse scuole di Pisa, dagli asili nido, salle cuole dell’infanzia, alle primarie e secondarie di primo grado, riguardano manutenzioni, efficientamento energetico, antisismica e antincendio; si approfitta della pausa estiva per essere pronti a settembre.

I principali lavori riguardano l’adeguamento antiincendio alla scuola primaria Filzi e alla scuola media Galilei, lavori di manutenzione ordinaria agli edifici scolastici delle scuole Cambini e Toniolo centrale e succursale e alle Genovesi. Lavori in alcune palestre di proprietà comunale alle scuole Galilei, Castagnolo e Parmini.

“La sicurezza degli alunni è una priorità – ha dichiarato il Sindaco di Pisa Michele Conti. – e per questo dobbiamo rendere il patrimonio edilizio scolastico più  sicuro e accogliente. Non era scontato riuscire a continuare in questa direzione durante la pandemia, ma abbiamo investito e programmato lavori nelle scuole cittadine per rendere confortevoli quei luoghi fondamentali in cui avviene la formazione e la crescita dei nostri figli”.

“Abbiamo impostato un cronoprogramma di lavori – spiega l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Latrofa – che tenesse conto delle priorità segnalate. Un percorso fatto anche di riunioni convocate ad hoc con genitori e personale scolastico dai quali abbiamo raccolto segnalazioni e richieste, tutte messe al vaglio degli ingegneri comunali incaricati di fare le opportune verifiche. In questi anni abbiamo continuato a predisporre progetti di adeguamento sismico per farci trovare pronti ad eventuali finanziamenti che auspichiamo arrivino con il PNRR. I lavori in corso, programmati nella pausa estiva dalle lezioni, sono una parte degli interventi in programma: si attendono da parte delle istituzioni superiori, Regioni e Stato, importanti contributi in termini di risorse disponibili nella messa in sicurezza degli edifici scolastici, già anticipati dagli avvisi pervenuti, per i quali si intensificherà ancora maggiormente l’impulso a quell’importante processo di miglioramento del patrimonio edilizio esistente di cui le scuole costituiscono certamente questione centrale”.

Elenco dei lavori suddivisi per appalti (gli importi sono tutto al netto dell’Iva):

Lavori di adeguamento antincendio presso la scuola primaria Filzi – materna Ciari (importo 84.675 euro, con contributo statale di 70mila euro);

Lavori di adeguamento antincendio presso la scuola media Galilei (importo 76.521 euro con contributo statale di euro 70mila euro);

Lavori di manutenzione straordinaria presso gli edifici scolastici sede delle scuole Cambini e Toniolo centrale, nonché opere di controsoffittatura alle scuole Toniolo succursale e Genovesi (importo 104.310 euro);

Lavori di ripristino funzionale dei locali a servizio di alcune palestre scolastiche di proprietà comunale alle scuole Galilei, Castagnolo, Parmini (importo 40.985 euro).

I primi due lavori, sulla scorta del finanziamento del Miur, mirano all’ottenimento della certificazione di prevenzione antincendio, mentre i restanti lavori contemplano importanti adeguamenti/ripristini funzionali nelle scuole e palestre citate; ad esempio il rifacimento delle pavimentazioni delle palestre, ripristini e riparazioni conseguenti a periodi di inattività per Covid in cui si sono evidenziate problematiche di infiltrazioni o atti vandalici.

A questi lavori in corso bisogna poi aggiungere quelli già realizzati nell’anno passato i cui cantieri, in alcuni casi, stanno terminando o sono in piena attività. Tra questi, sono di rilievo i lavori di miglioramento sismico presso le scuola Sauro, ormai giunti a conclusione (importo 319.056 euro) e i lavori di consolidamento strutturale su porzione di edificio vincolato alla sede della scuola media “Fibonacci” succursale e elementare “N. Pisano” (II stralcio), propedeutici all’adeguamento sismico complessivo (importo 608.904 euro). In quest’ultimo caso occorre evidenziare che i lavori si aggiungono a quelli già conclusi del I stralcio funzionale per un importo di euro 489.580 euro e di quelli ulteriori in programma (II stralcio) a completamento dell’adeguamento sismico dell’intero organismo strutturale che abbraccia ben due scuole in un complesso monumentale per il quale l’Amministrazione comunale ha deciso di investire tenuto conto del suo valore storico-culturale. Gli interventi previsti del III stralcio non avranno inizio prima della conclusione del prossimo anno scolastico, per rendere compatibile la successione dei lavori con le esigenze di preservazione di una parte dell’attività didattica, riducendo gli impatti del cantiere e rendendoli coesistenti con il contesto di inserimento.

Inoltre, in merito agli interventi di riduzione del rischio sismico si sono già conclusi i lavori di rinforzo locale e miglioramento sismico all’edificio della scuola primaria G. Oberdan (importo 158.479 euro); lavori di miglioramento sismico all’edificio della scuola primaria Rismondo (importo 249.005 euro); lavori di miglioramento sismico con sostituzione di parti non strutturali della copertura dell’edificio sede della scuola primaria L. Cambini (importo 355.004 euro).

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Rotatoria delle Cascine: ci siamo quasi

Si avviano verso la conclusione i lavori alla nuova rotatoria tra il viale delle Cascine e l’Aurelia: lo svincolo funziona già da un bel po’ senza semaforo, ora manca solo l’asfaltatura definitiva che verrà realizzata tra 1 e 3 luglio senza mai interrompere il flusso del traffico.

Funzionerà con il senso unico alternato e con cantiere aperto anche di notte per impattare il meno possibile sul traffico: il cantiere per la realizzazione della rotatoria tra l’Aurelia e il viale delle Cascine è nella sua fase conclusiva. Giovedì 1 luglio, prenderanno infatti il via i lavori di asfaltatura definitiva dell’intera area. Per consentire l’intervento il Comune ha disposto il senso unico alternato, regolato con impianto semaforico temporaneo, nei tratti interessati dai lavori, dalle ore 8 del 1 luglio alle ore 18 del 3 luglio. I lavori partiranno quindi domattina con la fresatura dell’asfalto vecchio e proseguiranno per tutta la giornata di giovedì e venerdì. 

Per non creare disagi alla circolazione delle auto, dato che si tratta di un punto nevralgico per la viabilità lungo l’Aurelia, le operazioni di asfaltatura saranno eseguite in orario notturno, a partire dalle ore 21 di venerdì, con termine entro la mattina di sabato. Lunedì 5 luglio i lavori saranno terminati con la realizzazione della segnaletica stradale. Durante tutte le fasi delle lavorazioni, la rotatoria non verrà chiusa al traffico, ma permarrà il senso unico alternato. 

Con l’asfaltatura definitiva dell’area si completa la nuova rotatoria che ha visto anche la realizzazione di marciapiedi sul lato nord, di due attraversamenti protetti con semaforo a chiamata, la sostituzione dell’impianto di illuminazione e il rinnovo arboreo del viale delle Cascine. Proseguiranno invece i lavori per realizzare la una nuova pista ciclopedonale, larga 3 metri, che va dalla rotatoria fino al sottopasso veicolare.

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Ospedaletto a Colori

Infrastrutture, utilizzo del verde, alberature e colori per rigenerare l’area industriale della città e renderla più attrattiva: approvato il progetto di riqualificazione che cambierà l’appeal di Ospedaletto. L’inizio dei lavori sarà entro la fine del 2021.

La Giunta ha approvato il progetto definitivo per la riqualificazione dell’area produttiva di Ospedaletto. L’intervento, finalizzato a potenziare i servizi e promuovere l’attrazione di investimenti, è inserito nell’elenco annuale dei lavori pubblici 2021 per un investimento complessivo stimato di poco superiore al milione di euro, di cui circa 800 mila euro di contributo regionale e circa 200 mila euro di finanziamento comunale. Sono previsti interventi su viabilità, verde pubblico, marciapiedi e illuminazione. Il piano di riqualificazione, che è stato presentato all’agenzia Sviluppo Toscana, dovrebbe partire con i primi interventi entro la fine del 2021.

Si tratta di un’area di grande importanza, dove si sono già insediate importanti realtà industriali, alcune fortemente basate sull’innovazione tecnologica, che hanno scelto questa zona proprio per sfruttare l’indotto di ricerca e di formazione d’eccellenza di cui dispone la nostra città. Un’area che risulta già strategica, grazie alla sua posizione geografica e agli ottimi collegamenti stradali, ma che si cerca di rigenerare e liberare dal degrado che c’è stato e che c’è.

Una riqualificazione dell’immagine complessiva dell’area, finalizzata a renderla più attrattiva e a metterla in grado di operare al massimo delle sue potenzialità. “L’intervento – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Raffaele Latrofa – mira in particolare a riqualificare l’area industriale, costituita da edifici costruiti a partire dagli anni ‘70, che oggi presenta una serie di criticità sia funzionali che di immagine, attraverso un processo di rinnovamento basato su un massiccio utilizzo del verde pubblico e dei colori lungo i marciapiedi che serviranno a individuare i vari comparti industriali e a promuovere un’operazione di marketing territoriale”.

Tra gli interventi previsti: riqualificazione della viabilità; riqualificazione e rigenerazione dei nodi viari di accesso alle varie zone individuate nell’area industriale; riqualificazione, rifunzionalizzazione e ampliamento del verde pubblico, dei servizi e delle opere di urbanizzazione; adozioni di modifiche degli strumenti urbanistici vigenti nella zona industriale finalizzati alla riqualificazione e alla realizzazione di opere e servizi per agevolare i processi di rigenerazione urbana; riqualificazione urbana e promozione di marketing territoriale con omogeneizzazione e potenziamento della segnaletica e strumenti di comunicazione; 

Più nello specifico il progetto prevede il rifacimento dei marciapiedi, utilizzando il colore (azzurro, rosso, verde e giallo) per identificare e caratterizzare i diversi comparti industriali della zona, che saranno individuati con l’installazione di nuovi totem indicatori con frecce colorate al centro delle rotatorie e di nuova cartellonistica per l’orientamento e l’individuazione delle aziende. Il progetto si distingue soprattutto per l’attenzione all’utilizzo del verde e delle alberature, con la messa a dimora di nuovi alberi e riqualificazione di aree a verde con funzioni di ricucitura tra ambito rurale e ambito urbano: dunque più verde e alberature lungo strade e rotatorie principali di accesso all’area e creazione di piccole pioppete distribuite nelle aree incolte della zona di Ospedaletto.

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Sempre più Mura

Anni fa le abbiamo riscoperte grazie ad un progetto di recupero che ha ripristinato il camminamento in quota per un lungo tratto: presto sarà recuperata una nuova porzione della cinta muraria che ci offre una nuova prospettiva sulla città e un’ulteriore attrazione per i visitatori.

Inizieranno nel 2022 i lavori di restauro di un nuovo tratto dei camminamenti in quota delle mura pisane: è stato approvato il progetto esecutivo per il recupero della porzione che costeggia il Giardino Scotto. L’intervento, allacciandosi ai lavori già realizzati nell’ambito del progetto PIUSS, prevede la riqualificazione del tratto compreso tra la Torre di Sant’Antonio, in prossimità del Ponte della Fortezza, e il Bastione Sangallo. Dalla Torre di Sant’Antonio verrà inoltre realizzato un punto di salita sulle mura del Giardino Scotto che consentirà di accedere al camminamento in quota (galleria e parapetto) e rappresenterà il punto iniziale o finale del percorso perimetrale esistente, al quale si accede da una scala sul lato opposto.  

Il costo dell’intervento è di 798 mila euro, di cui circa 84 mila di contributo regionale. La parte restante verrà invece finanziata dal Comune di Pisa attraverso un mutuo da contrarre con Cassa Depositi e Prestiti. Nelle prossime settimane verranno avviate le procedure di gara per affidare i lavori che partiranno nel 2022 e avranno una durata complessiva stimata di circa un anno.

“Il progetto – dichiara il sindaco Michele Conti – prevede il restauro di una porzione di mura urbane situata in una zona di particolare pregio, sia dal punto di vista monumentale che paesaggistico. Con questo intervento miriamo in particolare a recuperare una parte importante e abbandonata da circa due secoli di un monumento che caratterizza la nostra città, garantendone la fruibilità attraverso l’apertura di camminamenti in quota che si svilupperanno per circa 460 metri complessivi, inseriti nel sistema di percorsi murari già esistenti. Il tratto che andremo a riqualificare sarà infine inserito nella gestione attuale dei percorsi in quota delle mura, che prevede visite e iniziative di carattere sociale e culturale che si svolgono durante il corso dell’anno».

L’intervento prevede nel dettaglio: il restauro e consolidamento delle strutture murarie esistenti; la ricostruzione con strutture in legno della parte superiore della torre di S. Antonio, già inglobata nel sistema difensivo delle mura medievali, ma originariamente con funzione di campanile della chiesa di S. Andrea, al fine di permettere l’accesso a due percorsi in quota mediante la realizzazione di opere, quali elevatori e rampe, per garantire la piena accessibilità anche alle persone disabili: dei due percorsi in quota, uno è posto sulla sommità a circa 10 mt di altezza, il secondo, posto ad una quota di 6,25 mt, si sviluppa in una galleria con volta a botte posta all’interno dello spessore murario; il restauro conservativo della sommità dalla Torre di S. Barbara, con la messa in sicurezza della scala di accesso alla garitta.

Stato attuale. Allo stato attuale, il sistema fortificato sud-est di Pisa termina con il Giardino Scotto, un parco urbano di circa 17 mila metri quadri che presenta sul suo perimetro triangolare una galleria con delle grandi finestre ad arco e un camminamento a cielo aperto; le mura, anche grazie a interventi di restauro che si sono succeduti negli anni, sono perlopiù integre e in buono stato di conservazione, ma l’accesso al pubblico è interdetto. Il vertice settentrionale del triangolo fortificato è mancante, in quanto in parte crollato e in parte inglobato dentro un palazzo costruito alla fine del Settecento. In particolare, dal lato del lungarno Fibonacci, le mura si interrompono in corrispondenza della torre di S. Antonio che si presenta “mozzata” alla quota del camminamento e sormontata da un solaio costruito dopo la Seconda Guerra Mondiale; a fianco della torre è attualmente presente uno degli ingressi al giardino. Nei pressi della torre, la volta galleria e le strutture portanti sono crollate. Il muro esterno (a due teste) è stato puntellato per impedirne l’ulteriore crollo.

Cenni storici. Giardino Scotto fu costruito dai fiorentini come “Fortezza San Marco” o “Cittadella nuova” dopo la conquista della città di Pisa del 1406, non a difesa della città ma per dominarla militarmente. Per la realizzazione del progetto urbanistico, iniziato a partire dal 1440, fu necessario demolire un’area nella quale si trovava la chiesa di S. Andrea in Chinzica con annesso monastero e ospedale. Il campanile della chiesa fu inglobato nel complesso murario e rimase con la funzione di torre di difesa. I lavori per la costruzione della “Cittadella nuova” durarono circa trent’anni. 

La rivolta pisana del 1495 portò alla parziale demolizione della “Cittadella nuova” e a un breve periodo di libertà cittadina che terminò con la riconquista di Pisa da parte dei fiorentini (1509). Durante la rivolta le mura medievali subirono drastiche distruzioni, da cui si salvò soltanto la porta San Marco con alcuni annessi nel mastio nella fortezza meridionale. Una volta riconquistata la città i fiorentini iniziarono la costruzione di una nuova cittadella fortificata sulle strutture precedenti ordinando un nuovo progetto a Giuliano da Sangallo. A ridosso della struttura quattrocentesca furono così erette due fortezze, una a sud e una a nord, poi abbattuta sulla fine del Settecento. Sul lato est il muro fu ricostruito con una cortina in laterizio listata di marmo, soggetta a una serie di rifacimenti che vanno dal Seicento agli anni trenta del Novecento, quando fu tagliata con i due grandi archi per il passaggio della viabilità del lungarno e perforata con le finestrature ad arco a fini estetici.

La Cittadella Nuova fu disarmata e privatizzata da Pietro Leopoldo di Lorena nel 1781. Nel 1798 fu acquistata da Domenico Scotto, armatore livornese, che la trasformò in giardino con ambulacri coperti e scoperti, annesso ad un palazzo che costruì lungo il fiume sul tratto nord-orientale della fortezza. In seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale l’edifico ad angolo tra Lungarno Fibonacci e Lungarno Galilei e l’altro edifico attiguo furono danneggiati.

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Un ponte solo per le biciclette

Approvato il progetto per il nuovo ponte sull’Arno per pedoni e biciclette, entro l’anno cominceranno i lavori per la sua realizzazione: sorgerà tra Riglione e Cisanello collegando due parti della città finora distanti, ridisegnando la mobilità cittadina e incentivando la mobilità dolce.

Con l’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione del nuovo Ponte ciclopedonale Riglione-Cisanello, ora dovrebbe mancare solo quella del progetto esecutivo e la pubblicazione della gara d’appalto da parte di Pisamo: c’è ancora qualche passo da fare, ma se tutto va come previsto entro la fine dell’anno dovrebbe aprirsi il cantiere per la realizzazione di quasta grande opera.

“Con il progetto definitivo approvato – dichiara il sindaco di Pisa Michele Conti – siamo ormai prossimi alla pubblicazione della gara che permetterà di dare avvio ai lavori entro la fine del 2021 e arrivare all’inaugurazione del nuovo ponte entro dicembre 2022. Si tratta di un’opera che ridisegna la mobilità tra due parti della città rimaste scollegate, da quando negli anni ’60 esisteva in quel punto il passo di barca. La passerella, che darà grande impulso alla mobilità dolce, permetterà a Riglione, quartiere densamente abitato, di essere messo agevolmente in collegamento con il polo ospedaliero di Cisanello e quindi alla città, senza utilizzare necessariamente l’auto; un passo a sostegno della mobilità sostenibile”.

“Siamo finalmente arrivati ad approvare il progetto definitivo – spiega l’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli – dopo aver introdotto modifiche sostanziali al progetto preliminare, relative alle rampe di accesso nelle aree di golena, in maniera da integrare le norme per la sicurezza idraulica entrate in vigore nel 2018. Queste modifiche, che hanno inciso sull’impatto della struttura in golena d’Arno, sia dal punto di vista idraulico che dal punto di vista paesaggistico, hanno dovuto superare i pareri del Genio Civile della Regine Toscana e della Soprintendenza di Pisa. Nonostante il ritardo nei tempi della progettazione dovuto a queste variazioni, stiamo comunque rispettando i tempi che stono stati fissati dalla Regione Toscana per mantenere i finanziamenti.”

Un’opera, del costo complessivo di 3,5 milioni di euro (di cui il 60% sostenuto dal Comune di Pisa con un investimento di 2,1 milioni di euro e il restante 40% finanziato dalla Regione Toscana per un importo di 1,4 milioni di euro) che dà continuità e sviluppo alla rete delle piste ciclabili del territorio, che permetterà di proseguire il tratto di Ciclopista dell’Arno tra Cascina e Pisa fino ad arrivare alla foce, con un percorso collegato lungo tutto il fiume, che può rappresentare una nuova infrastruttura verde e sicura a servizio di cittadini e turisti.

Il nuovo ponte ciclopedonale sull’Arno collegherà le due sponde, mettendo in diretta comunicazione il quartiere di Riglione con l’Ospedale di Cisanello; progettato per consentire in caso di emergenza straordinaria, soltanto nel caso in cui il Ponte delle Bocchette dovesse risultare chiuso al traffico, il transito di ambulanze e mezzi di soccorso. Dalla parte di Cisanello è previsto un tratto di viadotto che collegherà la passerella attraverso una rampa alla pista ciclopedonale che sarà realizzata dietro l’ospedale, in corrispondenza della zona dei parcheggi, da dove proseguirà il collegamento con il Viale delle Piagge. Dalla parte di Riglione il ponte si ricollegherà a via Malatesta, attraverso una rampa rilevata, posizionata in direzione parallela al fiume.

Il progetto prevede la realizzazione di una passerella “strallata”, sostenuta da due antenne metalliche alte quasi 27 metri: una struttura in acciaio e cemento armato, leggermente curva, che si sviluppa per un totale di circa 600 metri (596,54 metri) con una larghezza di 4 metri e balaustre di protezione al confine del piano viabile. La passerella è posizionata a quota +12,50 metri sul livello del mare, ad un’altezza calcolata in modo che rimanga un metro e mezzo oltre la portata massima del fiume, che è calcolata con la quota di piena registrata ogni 200 anni. Questo consente eventuali innalzamenti degli argini di circa 1,70 metri, senza dover modificare la passerella. In questo modo l’impatto dell’opera con il regime idraulico del fiume rimane secondario, limitato a ridotte porzioni di zone di golena vicine ai due argini, senza influire sul corso del fiume.

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Diritto allo studio vuol dire, anche, alloggi

242 posti letto pubblici destinati agli studenti universitari: la nuova residenza universitaria del DSU Toscana in località San Cataldo, pronta entro l’estate, funzionale e energeticamente virtuosa, consentirà di accorciare le tempistiche di scorrimento delle graduatorie alloggi.

Il cantiere per la realizzazione della nuova Residenza Universitaria dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario in via Paolo Semeraro in località San Cataldo è quasi completato. Con una visita guidata, si è fatto il punto sulla stato dei lavori che, nonostante intoppi burocratici e rallentamenti dovuti alla pandemia, vanno avanti e dovrebbero concludersi entro l’estate.

I nuovi 242 posti letto andranno ad aggiungersi ai 1574 già presenti nel territorio pisano (per un totale di 1.816) gestiti direttamente e mediante concessione. Questo incremento consentirà di accorciare le tempistiche di scorrimento delle graduatorie alloggi.

La residenza è composta da 102 camere doppie con bagno e 38 singole con bagno (di cui 9 camere sono attrezzate per ospitare13 persone diversamente abili). L’edificio è costituito da 4 piani fuori terra ed un seminterrato riservato a garage, locali tecnici, magazzini/guardaroba, lavanderia e servizi igienici/spogliatoi. Al primo piano e ai piani successivi ci sono le camere e gli spazi comuni con punti cottura.

Il complesso è servito da due strade pubbliche e da una strada di piano con i relativi percorsi pedonali che consentirà una grande accessibilità pedonale da ogni lato del complesso oltre a permettere la dislocazione di un adeguato numero di posti auto.

Nella fase di progettazione è stata posta grande attenzione alla qualità architettonica ed all’efficientamento energetico al fine di ottenere la certificazione dall’Ente certificatore autonomo Casa Clima in classe Gold, in considerazione della presenza di fonti rinnovabili di approvvigionamento basate su pannelli fotovoltaici e solari/termici. Dal punto di vista impiantistico ed infrastrutturale è garantita la connessione dedicata alla rete web in ogni stanza oltre alla presenza di WI-FI in tutta la struttura.

La genesi della costruzione risale al 2003 quando il Consiglio di Amministrazione dell’allora Azienda Regionale DSU di Pisa, nell’ottica di implementare il patrimonio residenziale pubblico destinato agli studenti universitari, firma un accordo con il Demanio per la concessione perpetua in uso gratuito di un terreno nel Comune di Pisa in località San Cataldo con l’intenzione di costruirvi una nuova Residenza Universitaria.

L’iniziativa viene ripresa successivamente dal CdA dell’Azienda unica regionale DSU della Toscana ad inizio 2011 in concomitanza con l’uscita del nuovo bando Legge 338/2000 al quale l’Azienda partecipa presentando un progetto definitivo predisposto da professionisti interni ed esterni e da sviluppare sulla stessa porzione di terreno. 

La domanda viene accolta nel 2012 dal Ministero dell’Università e della Ricerca e nel 2014, il Consiglio di Amministrazione dell’Azienda dà mandato di individuare nella ditta Edificanda srl di Latina il soggetto esecutore dell’opera tramite affidamento di appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione della struttura.

prevede il termine lavori per giugno/luglio 2021 ed una apertura per gli studenti agli inizi del 2022.

Il costo complessivo dell’intervento è di 14.100.000 di euro, oltre 1.121.000 euro per gli arredamenti, e viene sostenuto in parte dal contributo del bando MIUR ed in parte da risorse Regionali e risorse DSU.

“Con il completamento della residenza San Cataldo particolarmente attesa a Pisa e l’imminente apertura a Firenze del nuovo edificio annesso alla Residenza Calamandrei con ulteriori 122 posti – sottolinea il Presidente del DSU Toscana Marco Moretti – il patrimonio residenziale pubblico complessivo del DSU diventerà di 4891 alloggi riservati ad universitari, rendendo a livello nazionale l’Ente della Toscana uno dei primi tre soggetti erogatori di servizi per il Diritto allo Studio per numero di alloggiati. Una realtà fra le più virtuose per il numero, la distribuzione e la qualità di servizi resi e l’attenzione alle necessità degli utenti. In un momento in cui le garanzie sociali per i più deboli vengono costantemente ridotte, è con particolare orgoglio che possiamo affermare di aver onorato l’impegno assunto all’inizio del mandato giunto a conclusione, di ampliare gli interventi per il diritto allo studio che lasceremo in eredità ai futuri amministratori dell’Azienda ”

Una rotonda verso il mare

Al via in questi giorni due grandi cantieri: il marciapiede lungo tutta la via di Cisanello, pensato per migliorare la vita del quartiere, ma soprattutto la rotatoria tra il ponte del Cep e il viale D’Annunzio. Se tutto va come deve, andare al mare non sarà più la stessa cosa.

Al di là della definizione che le vuole strategiche (in realtà ogni opera, grande o piccola, è strategica: altrimenti perché realizzarla?), le opere i cui cantieri si aprono in questi giorni sulle strade pisane non sono normale amministrazione, ma pensate per cambiare le cose in maniera radicale.

Si tratta della realizzazione del nuovo marciapiede in via di Cisanello, lungo l’intero perimetro del parco urbano e di quella della rotatoria all’incrocio tra il viale D’annunzio e il ponte del Cep, per fluidificare il traffico soprattutto nei mesi estivi.

“Partono in contemporanea  dichiara il sindaco Michele Conti – due opere strategiche per la città e per i quartieri che attraversano, dando risposte ai piccoli e grandi problemi che ci pongono”

“Con l’intervento del nuovo marciapiede in via di Cisanello prosegue il nostro impegno sul quartiere di Pisanova, caratterizzato da un’urbanistica disordinata e grandi palazzi che hanno creato un’area dormitorio, sprovvista di servizi, verde e spazi di aggregazione. In questi anni abbiamo già iniziato a rimediare a questa situazione, concentrandoci sul verde (pensiamo al Parco di Cisanello, all’area verde di via Norvegia, alla creazione di tre nuovi boschi urbani dedicati ai nuovi nati) per riqualificare tutta la zona di Pisa nord, ma il lavoro prosegue attraverso la creazione di marciapiedi, piste ciclabili, filari alberati, aree verdi di aggregazione e percorsi pedonali. Oggi passiamo alla realizzazione di un’infrastruttura di sicurezza tra le più importanti, un grande marciapiede che finora era mancato lungo la via principale di Cisanello. Circonderà tutto il Parco urbano e finalmente permetterà di mettere in sicurezza i pedoni che si spostano dal centro commerciale fino all’Ospedale di Cisanello. Il marciapiede sarà inoltre corredato dalla piantumazione di 60 tigli, a cui poi se ne aggiungeranno altri 80 lungo l’area destinata al polo ospedaliero della Stella Maris, per un totale di 150 nuovi alberi. Quest’opera, che definirei storica per il quartiere, si affianca alla realizzazione dell’altro importante marciapiede lungo via San Pio da Pietralcina in uscita dal Ponte alla Bocchette, cantiere in corso in questi giorni che confluirà poi alla stessa rotatoria dell’Ospedale, per completare l’intervento”.

“L’altra grande opera in partenza – conclude il Sindaco – è la nuova rotatoria tra il ponte del Cep e Viale D’Annunzio, che eliminerà gli attuali semafori presenti (che costringono gli automobilisti ad attese in alcuni casi anche molto lunghe) e renderà più fluido il transito in uscita dal Cep. Un intervento importante che permetterà di snellire il primo tratto di traffico diretto verso il litorale, in particolare nei mesi estivi quando l’afflusso verso il mare assume volumi importanti”.

Via di Cisanello. L’intervento prevede la riqualificazione di circa 560 metri di marciapiede realizzato in asfalto natura, che si estenderà dal parcheggio dietro la Pubblica Assistenza fino alla rotonda Battistini (che conduce all’Ospedale di Cisanello), per un investimento complessivo di quasi 300 mila euro, che prevede anche la sostituzione di 60 piante attuali con nuove 150 alberature (di cui 60 subito e le altre dopo la costruzione dell’ospedale della Stella Maris) lungo tutto il marciapiede. Il cantiere viene allestito a partire da oggi giovedì 4 febbraio e saranno adottati i seguenti provvedimenti temporanei di viabilità fino al 4 marzo: su via Cisanello, carreggiata nord (lato Parco Cisanello) dal parcheggio posto sul retro della Pubblica Assistenza fino alla rotonda Caduti S. Quirico di Valleriana sarà istituito il restringimento di carreggiata con cantieri di circa 150 mt in stato di avanzamento. I lavori si dovrebbero concludere entro il mese di giugno, condizioni metereologiche permettendo.

Rotatoria Ponte del Cep. L’intervento, del valore di circa 175 mila euro, prevede la realizzazione di una nuova rotatoria di forma ellissoidale all’incrocio tra il Ponte del Cep, via Due Settembre, via Livornese e viale D’Annunzio. Al suo interno verrà realizzata un’aiuola circolare del raggio di 3,9 metri e un punto luce per illuminare l’infrastruttura. 

E’ inoltre prevista la demolizione e ricostruzione dei due marciapiedi lato nord (imbocco del ponte) in quanto attualmente in stato di degrado. Sul lato sud (imbocco di via Livornese) verranno realizzati nuovi marciapiedi in modo da ottenere un percorso pedonale in ogni direzione. Per consentire l’inizio lavori con cantieri in stato di avanzamento, dal 3 febbraio fino al 19 febbraio, il Comune ha adottato i seguenti provvedimenti temporanei di viabilità: restringimento di carreggiata sulla rampa di collegamento tra la via Livornese e il viale D’annunzio; su via Due Settembre, occupazione con cantiere su banchina. I lavori si dovrebbero concludere entro il mese di maggio, condizioni metereologiche permettendo.

Ed è, quasi, rotonda

Prende forma la rotatoria tra l’Aurelia e il viale delle Cascine: un intervento molto atteso, con il quale si andrà a completare il progetto, partito anni fa, di fluidificare il traffico su questa strada percorsa ogni giorno da tanti pisani e da tanti che a Pisa arrivano da fuori. Ora mancano piste ciclabili e aree verdi.

Sei rotatorie al posto di sei semafori: chi si ricorda quando il tratto cittadino dell’Aurelia era inframezzato dagli stop? L’ultimo tassello dell’opera di fluidificazione del traffico su quest’arteria, che ai sei semafori ha sostituito sei rotatorie in corrispondenza degli incroci più importanti, è quello che vede vicina alla conclusione la realizzazione della rotatoria all’altezza del viale delle Cascine. Un intervento del valore di circa 535 mila euro finanziato per il 35% dal Comune e per il 65% dalla Regione Toscana.

L’intervento è iniziato a settembre scorso con la conclusione prevista nel mese di febbraio 2021, salvo eventuali slittamenti dovuto alle condizioni metereologiche. La sagoma della rotatoria è già stata predisposta con l’isola spartitraffico che, dal punto di vista della viabilità, svolge già la sua funzione a pieno regime. Restano da realizzare importanti opere accessorie tra cui: un tratto di pista ciclopedonale che collegherà il sottopasso di viale delle Cascine alla rotatoria, una nuova aiuola alberata tra il percorso ciclopedonale e le corsie veicolari, i marciapiedi sul lato nord della rotatoria e due attraversamenti protetti con semaforo a chiamata, di cui uno pedonale, a nord della rotatoria, e uno ciclopedonale a sud.

Il progetto prevede anche un successivo intervento di riqualificazione paesaggistica del viale delle Cascine, con il rinnovo di quelle alberature che risultano morte o malate, così come accertato da Arpat nel caso dei platani. Gli alberi saranno sostituiti da piante ad alto fusto di tipo bagolari, adeguati alla storicità del viale. Sarà effettuata anche un’operazione di ricucitura unitaria delle aiuole verdi e di ricomposizione dei filari di alberi su entrambi i bordi stradali. Al centro della rotatoria sarà realizzata un’area a verde con la messa a dimora quattro platani in modo da creare un asse prospettico con le alberature del viale delle Cascine. Altre aree a verde saranno inoltre realizzate a ai margini della rotatoria.

La rotatoria avrà un diametro esterno di 39 metri, doppia attestazione in entrata su tutti e 4 i rami, corsia nell’anello di 9 metri, fascia pavimentata di 1 metro delimitata da cordolo che, in caso di necessità, può essere sormontato da un mezzo pesante.

La via d’acqua

Una vera e propria via d’acqua, con attracchi sia nel tratto naturalistico che in quello cittadino, per un’accesso alla città che valorizzi nuovi percorsi turistici e nuove opportunità economiche: questa l’idea di città proposta da Pisa per ottenere finanziamenti di City Branding. Come fare di Pisa un marchio, una visione riconoscibile di città, sfruttando la risorsa più antica.

A pensarci l’idea non è nuova e la materia prima è addirittura antica, antichissima: da tempo si parla di una valorizzazione dell’Arno e da sempre il nostro fiume è quello che ci unisce, che ha originariamente costituito il motivo di attrazione per l’insediamento umano e nei secoli rappresentato un ottimo canale di trasporto a vantaggio delle attività produttive.

Niente di nuovo, dunque, se non fosse che ora si prova ad intercettare, attraverso il bando Italia City Branding 2020, i finanziamenti messi in campo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in proposito. In pratica saranno selezionate 20 città pilota, che beneficeranno dei fondi, fra quelle che avranno proposto, come ha fatto Pisa, un progetto per la valorizzazione della propria immagine grazie ad una visione unitaria, ad un progetto che leghi insieme più aspetti, più settori; che sia non solo sensato, attuabile e sostenibile, ma anche che riesca a coinvolgere l’intera città.

La proposta pisana, siglata da un protocollo firmato da Comune e associazioni di categoria cittadine, tra cui Unione Industriale Pisana, CNA di Pisa, Confcommercio e Confesercenti, è quella di rendere l’Arno una vera e propria via d’acqua: aggiungere attracchi lungo il suo percorso, creare punti informativi, collegare percorsi turistici differenziati per il circuito museale o per il parco di San Rossore, promuovere un circuito con attività di accoglienza e ristorazione, intersecare la via d’acqua a piste ciclabili o pedonali. Ma anche valorizzare il tratto che ci collega al mare e le attività di rimessaggio e sfruttare a pieno la navigabilità del canale dei Navicelli per fini logistici e sportivi.

Ecco in dettaglio il progetto:

La creazione di una nuova Via d’Acqua. La proposta elaborata del Comune di Pisa prevede la creazione di una nuova via d’acqua lungo il tratto del fiume che va dalla foce fino al confine del Comune di Pisa per un percorso di 18,7 Km, con implementazione delle infrastrutture dedicate al turismo “fluvestre”. Il progetto prevede la messa in opera di infrastrutture che permettano la navigazione in sicurezza, attraverso il dragaggio della barra di foce, del fiume stesso, il posizionamento di segnaletica sulle sponde, di galleggianti di orientamento per un percorso garantito, e lo sviluppo di un nodo turistico con offerte differenziate. 

Tratto naturalistico dell’Arno, dalla foce al Parco di San Rossore. Più nel dettaglio si tratta di rendere navigabile il fiume partendo dalla foce dell’Arno, dove sono presenti 2.500 posti barca e molte attività commerciali, risalendo il fiume lungo l’area del Parco Regionale di San Rossore Migliarino Massaciuccoli, dove verrebbero posti 6 attracchi con pontili galleggianti come sistema alternativo di accesso al Parco e al circuito pedonale-ciclabile in località Cascine Nuove. A questo fine, si prevede anche di tracciare percorsi naturalistici a terra per escursioni guidate o autonome.


Tratto cittadino dell’Arno. Nel tratto in cui il fiume percorre la città, il progetto prevede di implementare gli approdi esistenti con un nuovo scalo alla Cittadella Vecchia, che permetta l’accesso e la fruibilità al circuito museale-culturale che si affaccia sulle sponde del fiume (Museo delle Antiche Navi, Palazzo Reale, Museo nazionale di San Matteo, Centro SMS, Giardino Scotto, Museo della Grafica), e di raggiungere agevolmente Piazza dei Miracoli. Gli approdi permetterebbero la realizzazione di una vera e propria promenade fluviale, con accesso alle numerose attività distribuite lungo il suo percorso e alle attrazioni vicine. Il progetto prevede la creazione di un servizio di barge o battelli che offrano un trasporto fluviale stabile con la possibilità di mini-crociere con circuiti a tema: museali, culturali, naturalistici. Sugli approdi verrebbero inoltre installate 8 colonnine di ricarica e-boat, a sostegno dello sviluppo di una mobilità alternativa ed eco-sostenibile. E’ previsto anche lo sviluppo di attività di rent boat di piccole imbarcazioni elettriche o ibride. Verrebbero infine installate presso gli scali 6 infopoint turistici multimediali attraverso i quali sarà possibile accedere alle informazioni della città. 

Canale dei Navicelli. È prevista, inoltre, la realizzazione di una rete differenziata di fruizione del Canale dei Navicelli che giunge fino al porto di Livorno, confermando e valorizzando sia la vocazione cantieristica del canale che quella di asse per lo sviluppo di attività sportive, tra cui prima di tutto il canottaggio.

Sviluppo del turismo fluviale. La navigabilità del fiume Arno rappresenterebbe un’opportunità di crescita turistica con forte potenzialità attrattiva sia per Pisa che per il territorio circostante. La generica offerta di turismo fluviale prende il nome di “fluvestre” perché racchiude e sottintende arte, sport, enogastronomia, relax, aree rurali, sovrapponendosi ad altre tipologie di turismo. Oltre ai servizi offerti sono indispensabili anche altre componenti per il suo sviluppo: i servizi delle strutture ricettive e ristorative, i servizi di accessibilità che garantiscano la navigabilità e l’accesso a terra e ai punti di attrattività, i servizi integrativi che favoriscano le interdipendenze, gli accessi da terra al fiume e i parcheggi. Gli studi di settore dimostrano che i contenuti di attrattiva primaria sono i circuiti culturali, il ciclo-turismo fluviale, i circuiti eno-gastronomici, il noleggio di imbarcazioni, la visita dei parchi e delle oasi, gli eventi tradizionali e stabili, le visite giornaliere sul territorio circostante, escursioni in bici o a piedi. Il contesto della città di Pisa e del fiume Arno possono offrire un sistema navigabile ricco di risorse turistiche uniche, date dall’unione tra un patrimonio storico e culturale di attrattiva mondiale e la presenza di importanti punti di interesse naturalistico.

City branding pisano. Il City branding previsto dal bando è un insieme di attività coerenti e pianificate che hanno come obiettivo lo sviluppo di una precisa immagine di città, la sua promozione e il suo sviluppo, che saranno coordinate dal Comune di Pisa. All’interno del City Branding è prevista la realizzazione di una city-card informatizzata su App attraverso la quale sarà possibile accedere alle informazioni cittadine e usufruire (attraverso lettura del qr-code generato) dei servizi. La city-card (Pisa card) sarà connessa ad un portale gestionale, come parte integrante del City branding pisano. Il Comune di Pisa svolgerà il ruolo di governo determinando le linee guida e il monitoraggio delle azioni di crescita. Per qualificare l’offerta turistica è prevista la creazione di un “Protocollo flumen vivit” destinato agli operatori, con norme a favore del turismo e della città, principi e direttive per migliorare gli standard qualitativi e mantenere la garanzia d’offerta. 

Enti e soggetti coinvolti. Il progetto proposto verrà condiviso con la Regione Toscana mediante uno specifico accordo di programma dove il soggetto attuatore sarà il Comune di Pisa insieme alla società in house Navicelli S.r.l. e in collaborazione alla società Pisamo srl. Poiché il prodotto turistico finalizzato alla realizzazione di un City Branding pisano ha un valore sistemico ottenuto dall’interazione tra più attori, il progetto prevede il coinvolgimento di tutti gli enti, istituzioni territoriali e associazioni di categoria cittadine, in modo da raggiungere l’obiettivo della navigabilità dell’Arno in tempi rapidi e attraverso una progettualità più possibilmente condivisa.

Quadro economico e cronoprogramma. Il costo del progetto ammonta a un importo complessivo di 2.559.182 euro di cui 387.590 euro relativi alle spese di progettazione, per le quali si richiede co-finanziamento tramite il bando, nella misura dell’83,05% corrispondente a 321.890 euro. Il restante 16,95% delle spese di progettazione saranno finanziate dal Comune, tramite conferimento in natura del valore di 29.700 euro e conferimento in denaro del valore di 36.000 euro. Se il Comune dovesse risultare vincitore del bando Italia City Branding 2020 potrebbe accedere a ulteriori 500 mila euro di fondi statali per la realizzazione dell’opera e si tratterebbe poi di individuare a livello regionale e locale, con il supporto di eventuali investitori privati, ulteriori forme di finanziamento per arrivare al coprire l’intero importo del progetto.
Le tempistiche previste per la realizzazione del progetto si stimano pari a 3 anni e 7 mesi, suddivise in “Fase di affidamento” (4 mesi), “Fase di progettazione” (1 anno e 1 mese) comprensiva di fase autorizzatoria agevolata dalla preliminare sottoscrizione di Protocolli di Intesa con gli Enti coinvolti e “Fase di realizzazione” (due anni e 2 mesi). 

“Pisa, per molti secoli città prettamente fluviale, deve molto al suo fiume – dichiara il sindaco di Pisa Michele Conti -. L’Arno, oltre ad attraversare la città è, con il suo delta, il tratto che collega la città direttamente al mare rendendo il suo territorio particolarmente favorevole, nel tempo, agli insediamenti umani e poi, grazie agli approdi protetti, ad una importante espansione economica. Con questo progetto che vede coinvolti molti attori, dalla Regione Toscana, alle società partecipate Navicelli e Pisamo, alle associazioni di categoria della città, vogliamo dare una nuova prospettiva e possibilità di sviluppo alla nostra città. Dal passato impariamo che questo fiume era la nostra superstrada che collegava la città con Firenze, utilizzato per il trasporto delle merci. Con la seconda guerra mondiale si chiude l’epoca dei navicellai che trasportavano soprattutto la sabbia dalla zona di San Biagio e Cisanello fino a Porta a Mare, dove veniva utilizzata dalle vetrerie. Con l’apertura del Canale dei Navicelli è stato riattivato un percorso virtuoso che ci porta qui oggi per andare oltre: lavoriamo per rendere navigabile l’Arno per dare le risposte economiche a quelle attività legate alla nautica dal ponte del Cep fino a Marina di Pisa  che si trovano da anni in una situazione di incertezza che vogliamo superare. Noi vogliamo che quelle attività abbiano una legittimazione e a questo proposito abbiamo nei giorni scorsi acquisito al patrimonio comunale la strada che dalla città arriva a Marina di Pisa, cosa che ci permetterà di dare risposte tempestive. La concertazione del progetto con Regione, associazioni di categoria e partecipate ci permettono di dare un nuova opportunità di sviluppo alla nostra Pisa sia dal punto di vista turistico e culturale che da quello ambientale e imprenditoriale.”

“All’interno del percorso che la nostra Amministrazione sta portando avanti per realizzare la navigabilità dell’Arno – spiega l’assessore a lavori pubblici e navigabilità dell’Arno Raffaele Latrofa – ci è sembrato interessante partecipare al bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ci permetterebbe di ottenere un finanziamento complessivo di circa 850 mila euro, tra fase di progettazione e opere di realizzazione. Abbiamo quindi pensato di far partecipare al progetto tutti i soggetti che hanno firmato il Protocollo lo scorso 16 settembre e le nostre società partecipate Navicelli e Pisano. L’altro attore importante in questo percorso è la Regione Toscana che sarà parte attiva nella parte dei finanziamenti dell’opera. In questi giorni abbiamo interloquito sia con il Presidente del Consiglio Antonio Mazzeo che con l’assessore ai lavori pubblici Stefano Baccelli, che ringraziamo entrambi per la loro disponibilità. Con questo progetto vogliamo capovolgere il comune sentire pisano, che è quello che il fiume divide la nostra città in due parti, e dire invece che il fiume unisce Pisa, perché intorno al fiume si riuniscono una serie di attività, categorie, interessi, attori e realtà che fanno confluire intorno al fiume tutta la città”. 

“La Navicelli aderisce con entusiasmo a questo progetto del Comune – aggiunge l’amministratore di Navicelli Salvatore Pisano -. Come società ci siamo spesi tantissimo in questi due anni per far tornare il Canale dei Navicelli ai suoi antichi splendori. Ritengo giunto davvero il momento per far sì che le vie d’acqua, l’Arno e il Canale dei Navicelli, vengano utilizzate per realizzare un progetto ambizioso, far diventare Pisa una città  d’acqua, oltre che di cultura e di storia. Abbiamo inoltre partecipato al progetto con un’attenzione particolare allo sviluppo della cantieristica: proponiamo di realizzare fino a 45 mila metri quadrati coperti da destinare agli insediamenti cantieristici. Non tutti sanno che al momento attuale siamo purtroppo costretti a rimandare indietro imprenditori che vogliono investire sull’Arno e adesso abbiamo la doppia responsabilità di recuperare il tempo perso negli anni precedenti e di realizzare le opere in tempi rapidi, per essere in grado di dare risposte concrete agli imprenditori.”

“Per Pisamo – dice l’amministratore di Pisano Andrea Botttone – è motivo di orgoglio poter partecipare ad un progetto che guarda al futuro con cui Pisa si riappropria pienamente di un asset territoriale fondamentale che è il proprio fiume, fiume che deve essere la cerniera di tante attività e collettore di importanti investimenti. Raccogliamo volentieri la sfida lanciata dall’Amministrazione di far sì che l’Arno diventi una via fondamentale per lo sviluppo della mobilità urbana futura e metteremo in campo tutte le nostre idee per proiettare la città verso forme innovative di utilizzo delle vie d’acqua, anche guardando all’esempio di molte città europee, a vantaggio della mobilità cittadina.”

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