Una passerella per Sant’Ermete

Avviate le procedure di gara per la passerella ciclopedonale che collegherà Sant’Ermete al centro: al via in primavera, i lavori metteranno in sicurezza i pedoni, ricucendo i quartieri e promuovendo la mobilità dolce

Individuare l’operatore economico al quale affidare l’intervento è il primo passo per la messa in sicurezza e l’ampliamento del Cavalcavia di Sant’Ermete che prevede la realizzazione della passerella ciclopedonale. L’opera, che fa parte del progetto Binario 14, potrà iniziare a prendere forma a marzo, ma per vederla conclusa ci vorrà almewno un annetto.

“Si tratta di un progetto complesso – dichiara il sindaco Michele Conti – che nel corso del tempo è stato modificato rispetto alla versione originale data l’esistenza di vincoli ferroviari, strutturali e viari, e che ha comportato diversi passaggi e momenti di confronto con RFI, in cui abbiamo recepito osservazioni e operato le modifiche necessarie. Con questo intervento andremo a realizzare un’opera fondamentale per i residenti della zona, in grado di ricucire la spaccatura tra il quartiere di Porta Fiorentina e quello di Sant’Ermete rappresentata dal passaggio della ferrovia. La mobilità di pedoni e ciclisti che si sposteranno da una zona all’altra della città verrà messa in sicurezza e verrà corredata dalla realizzazione di una pista ciclabile che collegherà i quartieri, percorrendo via Cattaneo, via Emilia e proseguendo a Sant’Ermete”.

Il progetto definitivo di realizzazione del percorso ciclopedonale sopraelevato sulla via Emilia che mette in collegamento la zona di Portata Fiorentina con il quartiere di Sant’Ermete prevede la costruzione di una passerella con struttura metallica, che correrà con tracciato parallelo al cavalcavia esistente, in prossimità dello stesso sovrappasso stradale. La passerella avrà una lunghezza di 49.50 metri e una larghezza di 3,40 metri, con altezza complessiva massima della travatura pari a circa 11 metri rispetto al piano strada della via Emilia. La passerella viene raggiunta mediante due scale e due ascensori (uno posto sul lato nord e uno sul sud). Gli ascensori saranno a norma di persone disabili e idonei per il trasporto delle biciclette.

Sul lato nord visto il ridotto spazio disponibile, verrà mantenuta parte della scala esistente. La passerella sarà imboccata dalla vecchia via Emilia, in corrispondenza delle attuali scalette di accesso al cavalcavia. Sul lato sud la passerella sarà invece collegata alla vecchia via Emilia posta sull’altro lato delle ferrovie, mediante un’area verde ricavata all’interno del lotto di proprietà di RFI, che verrà riqualificato. La passerella sarà realizzata a norma per essere utilizzata sia dai pedoni che dai ciclisti contemporaneamente: per questo la larghezza complessiva delle corsie da 2.50 metri è stata incrementata e portata fino a 3 metri.  

La passerella, costituita in profilati tubolari in acciaio, sarà aperta nella parte superiore e chiusa lateralmente mediante pannelli di lamiera con la finalità di proteggere la sede ferroviaria dalla caduta di oggetti. La pavimentazione della passerella sarà in conglomerato drenante, ecocompatibile, incombustibile e antisdrucciolo. I vani ascensore saranno realizzati in cemento armato a faccia vista, con pensilina leggera di protezione agli ingressi. La scala di accesso sud sarà realizzata mediante profilati in acciaio zincati. La scala nord sarà in parte su terra, in parte a soletta rampante, sarà rivestita in lastre di pietra. In corrispondenza dell’accesso nord, sotto la scala, è previsto un vano parzialmente aperto per l’alloggio dei quadri elettrici e ascensore, dotato di un soppalco in acciaio e lamiera per l’accesso alla manutenzione dei tiranti. E’ prevista inoltre una illuminazione del percorso ciclopedonale, sia dell’interno che dall’esterno. 

Le fasi di realizzazione del cantiere prevedono prima la bonifica bellica nell’area cantiere e la demolizioni dei manufatti, poi la realizzazione delle opere strutturali e delle fondazioni, quindi il trasporto dei componenti sul cavalcaferrovia, posa e montaggio dei blocchi e a seguire il montaggio della passerella, con la realizzazione delle opere di finitura come scale e ascensori. Le fasi di montaggio delle varie parti della reticolare saranno realizzati durante la notte, previa interruzione dell’alimentazione delle linee elettriche. Le opere di finitura che non coinvolgono la sede ferroviaria, l’asfaltatura, posa di illuminazione, saranno realizzate in orario diurno.

Sono infine previste come opere aggiuntive la realizzazione di un’area verde completa di alberature ombreggianti, panchine, area giochi per bambini, rastrelliere per parcheggio di biciclette, la sostituzione della recinzione in rete metalliche con ringhiera in acciaio e inserimento di cancelli con apertura manuale, la sostituzione del fondo bitumato previsto per la pista ciclabile con conglomerato drenante ecocompatibile.

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Nuova vita all’ex caserma

Case di edilizia residenziale privata sociale, una nuova area a verde con parco pubblico, percorsi di collegamento tra le vie del quartiere e fondi per attività professionali: adottato il piano di recupero per l’ex caserma Curtatone e Montanare nel quartiere dei San Martino.

Un’operazione di rigenerazione urbana nel quartiere San Martino riporterà i cittadini ad abitare e vivere una parte importante del centro storico: procede infatti l’iter urbanistico per arrivare al risanamento e alla trasformazione dell’ex caserma Curtatone e Montanara nel quartiere San Martino. La Giunta Comunale ha approvato nell’ultima seduta l’adozione del Piano di Recupero della struttura di via Giordano Bruno, che è stata sede del distretto militare fino al 1995. Nel progetto, case di edilizia residenziale privata sociale, che saranno vendute sulla base dei limiti di reddito, una nuova area a verde con parco pubblico, percorsi di collegamento tra le vie del quartiere e fondi per attività professionali, in linea con l’atto di indirizzo del Consiglio Comunale che è stato approvato nel 2017.

“Stiamo lavorando a pieno ritmo – dichiara il sindaco di Pisa Michele Conti – per arrivare prima possibile al recupero delle due caserme cittadine che ci permetteranno di riacquistare e trasformare due grandi aree del centro storico attualmente inutilizzate, restituendole ai cittadini. È un’operazione fondamentale di rigenerazione urbana che può cambiare volto al centro storico e che stiamo portando avanti secondo due principi cardine su cui la nostra Amministrazione crede fermamente: innanzitutto il recupero di spazi inutilizzati e abbandonati da tempo in aree centrali, di pregio e strategiche della città che verranno trasformate in nuove residenze per i cittadini. E secondo la creazione di nuovi alloggi finalizzata a riportare le persone ad abitare il nostro centro storico, perché siamo convinti che un centro abitato dalle famiglie rappresenti l’unica condizione per mantenere una città storica viva e presidiata dai cittadini”. 

“Il recupero dell’ex distretto di via Giordano Bruno – prosegue il sindaco – riportando famiglie ed abitanti in questa parte importante del centro storico, sarà una grande occasione per riqualificare il quartiere di San Martino, dare nuovo slancio ai negozi di vicinato e far ripartire le attività commerciali del quartiere. Un centro storico che riprende vita e che genera nuove attività economiche è in grado di rinsaldare il tessuto sociale di una città come Pisa, che è fatta sì di cultura, università e turismo, ma anche di residenti che la abitano e la vivono tutti i giorni.”

Il Piano di Recupero approvato dalla Giunta è il risultato di un lungo iter procedurale tecnico e amministrativo, inzialmente avviato su iniziativa della Cassa Depositi e Prestiti, che aveva acquisito l’area nel 2017 insieme alla caserma Artale. A febbraio la Società Investire, nuovo acquirente dell’ex distretto in quanto vincitore del bando pubblicato dalla Cassa Depositi e Prestiti, ha presentato, in attesa di sottoscrivere il contratto di acquisizione, la soluzione progettuale di trsformazione dell’area, che è stata sostanzialmente rivista e integrata alla luce della verifica di Valutazione Ambientale Strategica e delle integrazioni richieste dagli uffici dell’urbanistica. 

“Teniamo a sottolineare – ha spiegato l’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli – che nel nuovo progetto approvato dalla Giunta è stata introdotta una riduzione dei volumi edificati di circa 638 metri quadrati, che passeranno dai 7448 dello stato attuale, ai 6.810 metri quadrati di superficie complesssiva prevista dal nuovo progetto. La maggior parte dei fabbricati saranno oggetto di restauro mantenendo inalterata la sagoma, mentre soltanto un edifcio verrà abbattuto e al suo posto ne sarà realizzato un altro di nuova costruzione. Il tutto mantenendo coerenza con l’atto di indirizzo che il Consiglio Comunale aveva approvato nel 2017 e che poi è stato recepito dal Regolamento Urbanistico vigente.” 

Gli interventi prevedono la realizzazione di 73 unità immobiliari da destinarsi ad edilizia residenziale privata sociale “ERS” e tre unità immobiliari, con destinazione studio professionale. Sarà inoltre realizzato un percorso pedonale coperto di collegamento tra Piazza San Martino e la nuova area con verde attrezzato, che sarà il fulcro del nuovo complesso: il nuovo parco pubblico, per una superficie di 1.100 metri quadrati, sarà ceduto all’Amministrazione Comunale e attrezzato con arredi, verde, nuove alberature e spazi per le attività ludiche, oltre a mantenere le alberature esistenti nel rispetto delle indicazioni della Soprintendenza e degli uffici competenti. Il complesso immobiliare e in particolare l’area interna alberata sono infatti sottoposti sia a vincolo monumentale, che prescrive il mantenimento e la tutela dell’area a verde, che a vincolo paesaggistico, in quanto aree e beni di notevole interesse pubblico (zone verdi all’interno delle mura urbane). Nelle parti perimetrali dell’area saranno realizzati i parcheggi a servizio delle unità immobiliari, mentre l’accesso alla piazza verde potrà avvenire da più punti: da Piazza San Martino, Via Giordano Bruno e, in previsione, anche da Via Sancasciani.

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Sulla strada per Tirrenia

Lavori di pulizia del tratto del sedime del Trammino in vista del prolungamento della ciclopista da Marina alla Bigattiera: l’estate prossima andremo in bicicletta da Pisa al mare, in modo sicuro e senza interruzioni.

Sono iniziati i lavori di predisposizione del prolungamento della Ciclopista del Trammino da Marina di Pisa fino al Bagno Lido a Tirrenia. Pisamo ha coordinato un primo lavoro di pulizia del nuovo tratto che va dalla Stazione di Marina fino all’incrocio con la via Bigattiera a Tirrenia, seguendo il tracciato immerso nel verde che si sviluppa lungo il sedime ferrotramviario. Contemporaneamente sono in corso le procedure di gara gestite da Pisamo per arrivare in tempi brevi, entro la fine dell’anno, all’affidamento dei lavori.

“Questa nuova opera, che sarà pronta entro l’estate 2022 – dichiara l’assessore alla mobilità urbana Massimo Dringoli – permetterà di unire, senza soluzione di continuità, la città di Pisa fino all’abitato di Tirrenia, e allargando il campo, permetterà di chiudere tutto l’asse nord-sud della Ciclopista Tirrenica. Si tratta di un investimento di 750 mila euro sostenuto completamente dall’Amministrazione per proseguire un’opera apprezzata da tantissimi nostri concittadini che la utilizzano frequentemente per raggiungere il litorale, godendo di un bellissimo percorso nel verde che si sviluppa in totale sicurezza: un esempio concreto del nostro impegno per investire in infrastrutture verdi che stanno davvero cambiando il modo di muoversi sul territorio e che si inseriscono all’interno del nostro piano per realizzare una rete di piste ciclabili adeguatamente articolata e organizzata, sia come azione strategica del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, sia come opportunità di valorizzazione turistica e ambientale del territorio.”

Nel dettaglio l’intervento di prolungamento del percorso riguarda la realizzazione di un tratto ciclabile di 2.300 metri che si aggiunge agli 11 chilometri di ciclopista già realizzati e si sviluppa essenzialmente in due tratti: un primo tratto recuperando il sedime ferrotramviario dalla stazione di Marina fino all’incrocio con via Bigattiera e un secondo tratto che si sviluppa sul bordo strada in carreggiata destra verso mare su via Bigattiera, fino alla rotatoria con viale del Tirreno. Il primo tratto è costituito da un corridoio immerso nel verde, nelle immediate vicinanze dell’abitato, rimasto libero da qualsiasi ostacolo sul percorso e quindi ideale per proseguire lo sviluppo della ciclopista in tutta sicurezza. 

La nuova ciclopista avrà caratteristiche tecniche simili ai tratti già realizzati, ma modificate a causa del passaggio all’interno del territorio del Parco di San Rossore: larghezza della pista di 3 metri, fondo realizzato con stabilizzazione in sito della terra con calce e cemento con sopra trattamento di semipenetrazione, chiuso da lamiera in corten. Come già fatto nel cantiere precedente, il materiale ferroviario ferroso verrà rimosso e saranno preservati i manufatti in cemento che corredavano la vecchia linea tramviaria, come pali della elettrificazione, banchine ed eventuali barriere. Simile tipologia di ciclopista continuerà anche lungo il tratto di Bigattiera fino ad arrivare al viale del Tirreno, all’altezza del Bagno Lido, con l’unica differenza che quest’ultimo tratto, sempre di larghezza 3 metri, occuperà parte della banchina stradale con cordolo di separazione dalla strada.

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Color verde Cep

Al Cep, si riqualificano le aree verdi tra via Fabriano, via Veneziano e via Lomi: un intervento richiesto dai residenti per migliorare la qualità degli spazi esterni comuni.

Pronto il progetto di riqualificazione delle aree verdi tra via Gentile da Fabriano, via Veneziano e via Lomi nel quartiere Cep relativo alla sistemazione delle aree verdi e ma anche della viabilità interna. Il progetto prevede un intervento di sostanziale recupero delle corti interne ai palazzi, molto utilizzate dai residenti della zona, ma attualmente in stato di degrado per la condizione di asfalti, marciapiedi e arredi urbani.

“Sulla base delle segnalazioni raccolte nei frequenti incontri che abbiamo tenuto con i cittadini del Cep – spiega il sindaco di Pisa Michele Conti – abbiamo ritenuto importante dare risposta alle richieste dei residenti che lamentavano un forte stato di degrado in alcune aree a verde interne ai palazzi. Insieme agli uffici, abbiamo elaborato un progetto per una riqualificazione complessiva del verde, degli arredi e della viabilità di quelle aree, in modo da poter restituire al quartiere una serie di spazi esterni a comune più belli e funzionali, che possano tornare ad essere utilizzati come luoghi di aggregazione e ritrovo per tutti gli abitanti del Cep. Come già fatto a Cisanello, sul Litorale e in centro stiamo continuando a investire risorse per riqualificare aree pubbliche degradate, creare nuovi spazi verdi comuni e riconsegnarli ai cittadini perché tornino a essere vissuti e fruiti, innalzando il livello di qualità della vita in ogni quartiere della città.”

La sistemazione delle aree comprende la demolizione dei cordonati esistenti a confine delle aree a prato, sostituendolo con nuovo materiale; la fresatura dell’asfalto degradato e usurato dal tempo e la stesura del nuovo manto; interventi di risanamento dei marciapiedi e della fognatura bianca, con posizionamento di nuove griglie per la raccolta delle acque meteoriche. È previsto inoltre il completo risanamento dell’impianto di pubblica illuminazione, sostituendo gli attuali pali e corpi illuminanti con nuovi elementi che migliorino l’illuminazione delle aree, in modo da garantire anche una maggiore sicurezza agli abitanti del quartiere. Infine saranno effettuati alcuni interventi di miglioramento del verde esistente, senza incidere sulle alberature già presenti, salvo potature o diradamenti e fatta eccezione per eventuali rimozione di piante malate che possono costituire un pericolo per i fruitori dell’area. Saranno inoltre effettuati interventi sull’arredo urbano esistente mediante la sostituzione e l’installazione di nuove panchine in ferro e legno, oltre a cestini per la raccolta dei rifiuti, in modo da rendere le aree più decorose e utilizzabili dai cittadini residenti nei palazzi.

L’importo complessivo dei lavori è di 160mila euro che saranno realizzati mediante affidamento diretto al termine di procedura concorrenziale con consultazione di tre operatori.

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Ti ricordi lo Scotto?

I lecci in cima al torrione, i pavimenti in cotto e, naturalmente, l’accessibilità: per preservare gli interni già recuperati nel 2013 e rendere il Bastione Sangallo sempre più attrattivo, inizieranno entro fine anno i lavori di recupero dell’esterno del torrione.

Il restauro della copertura e delle mura esterne del torrione del Bastione Sangallo, al Giardino Scotto, lo faranno tornare utilizzabile, rendendo questo pezzo di città attraente come contenitore dei eventi e a disposizione dei cittadini. Restituendoci un’area tutta da valorizzare.

I locali interni del Bastione Sangallo erano già stati riqualificati nel 2013, ma un progetto di riqualificazione della copertura e delle pareti perimetrali esterne del torrione del Bastione, dove pioveva anche senza che si verificassero nubifragi, era necessario, anche propio per non vanificare quanto già fatto. Ecco che l’approvazione del progetto esecutivo preservando il lavoro già fatto, renderà utilizzabili gli spazi e regalerà alla città, di nuovo, uno spazio versatile. E molto bello.

L’intervento è finanziato con 1,2 milioni di euro, di cui 900 mila provenienti dalla Fondazione Pisa e 300 mila euro di risorse comunali. Entro la fine di ottobre sarà pubblicata la gara per l’assegnazione dei lavori, il cui inizio è previsto entro la fine del 2021 per una durata complessiva di circa un anno e mezzo.

“Con questo intervento – dichiara il sindaco di Pisa Michele Conti – andiamo a completare il restauro del Bastione Sangallo per aumentarne l’attrattività come contenitore di eventi e cerimonie e renderlo utilizzabile sempre, in ogni periodo dell’anno. Questa riqualificazione si inserisce inoltre in un progetto complessivo che vuole dare ulteriore valore ad un’area della città, quella di Giardino Scotto, di particolare pregio monumentale e paesaggistico e che sarà interessata nei prossimi mesi anche dai lavori per il recupero del tratto di Mura urbane compreso tra la Torre di Sant’Antonio, in prossimità del Ponte della Fortezza, e il Bastione Sangallo”.

“Il progetto prevede un intervento di restauro conservativo della copertura e delle pareti perimetrali esterne del torrione – dichiara l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Latrofa – spesso interessate da fenomeni di infiltrazioni di acqua anche a seguito di piogge di intensità media. E’ inoltre prevista la ripiantumazione sulla copertura del torrione di 4 piante di lecci, per riprendere la memoria storica ottocentesca e ridare alla struttura l’aspetto che aveva fino a pochi anni fa. Sempre sul tetto verrà infine realizzata una nuova pavimentazione in cotto”.

Nel dettaglio la riqualificazione Bastione Sangallo prevede i seguenti interventi: bonifica delle erbe infestanti della struttura muraria della cimasa per tutto il perimetro della copertura piana del Bastione Sangallo; fornitura e posa in opera di geotessile non tessuto sulle cimase della muratura perimetrale copertura piana; fornitura e posa in opera di argilla espansa per la formazione delle pendenze e dei piani di quota della copertura piana del quadrilatero centrale del bastione;  realizzazione di massetto in calcestruzzo alleggerito di spessore 5 cm. con rete elettrosaldata ø 10 maglia 10x10cmm; realizzazione di quattro vasche in muratura tradizionale a faccia vista, tipo San Marco, per la posa di quattro lecci (ilex crenata) come richiamo alla memoria ottocentesca; fornitura e posa in opera di guaina impermeabile da posare sul massetto sopra citato per l’allontanamento delle acque meteoriche dagli attuali fori d’uscita verso l’esterno; fornitura e posa in opera di pavimentazione in cotto. Per quanto riguarda le pareti esterne perimetrali del torrione il progetto prevede l’analisi della patologia del degrado dei materiali lapidei dei paramenti murari e il loro successivo restauro.

Cenni storici. Il Bastione San Gallo fa parte della Cittadella Nuova, oggi conosciuto come Giardino Scotto, una grande opera di difesa costruita dai Fiorentini in seguito alla loro seconda conquista di Pisa, nel XVI secolo; la storia del Giardino è, quindi, intimamente legata al luogo dove è sorto. “La Fortezza forse esisteva già in epoca Precedente al medioevo e quando i Fiorentini se ne impadronirono, non fecero altro che aumentarne le difese.” (R.Gaggini, Il giardino del Principe. San Martino, primi piani, 1987). E benché già dopo la prima occupazione di Pisa, nel 1406, i Fiorentini cominciassero a “trasformare e ad adeguare alle loro esigenze militari le fortificazioni della nostra città.” (S. Sodi, Il quartiere di San Martino in Kinzica dopo la conquista fiorentina), è subito dopo il 1509 che essi adeguarono la Cittadella Nuova alle più innovative tecniche di difesa chiedendo l’ausilio a colui che era considerato il massimo esperto dell’epoca su tali tecniche: l’architetto Giuliano da San Gallo.

Quando tutto il complesso, alla fine del secolo XVIII, non ebbe più ragion d’essere perché non più utile agli scopi militari, esso fu Venduto alla famiglia Chiesa e poi, “alla famiglia livornese degli Scotto che costruirono sulle mura un corridoio coperto per le passeggiate, cominciandone così la trasformazione in giardino delle delizie” (G. Martinelli. I quartieri storici di Pisa. San Martino, 1988); trasformazione continuata in seguito dagli eredi Scotto Corsini. “…Il giardino del Principe Scotto Corsini era tutto pieno di alberi e di terrazze verdi, di camminamenti che arrivavano al suo palazzo in Lungarno Galilei, davanti alla discesa del Ponte della Fortezza” (R. Gaggini, op.cit.).

La realizzazione della parte nord del giardino con i suoi boschetti e siepi di alloro Laurus nobilis e con gli alberi di alto fusto che li sovrastano è tipico del XVIII secolo; mentre la parte sud ha visto il susseguirsi di vari eventi e cambiamenti, dalla fortezza-giardino al rudere tardo gotico che si collega alla parte nord del giardino mediante il percorso romantico. Da qui il Principe ammirava il paesaggio della sua città e passeggiava pensieroso sul suo cavallo tra i grandi alberi ricolmi di foglie sempreverdi.

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Nuovo verde

In partenza i lavori per il nuovo parco urbano di via Bixio: lì dove una volta c’erano gli autobus che portavano fuori città, ci sarà un’area verde che si allargherà fino a via Cesare Battisti. E dopo questa riqualificazione che partirà entro ottobre, partirà quella di piazza della Stazione.

Una ricucitura tutta verde tra via Nino Bixio e via Cesare Battisti, per far rivivere un’area al momento non valorizzata e poi un restyling per il viale Gramsci e per la piazza della stazione che cambierà la viabilità, l’accesso pedonale e l’aspetto dell’intera area.

I cantieri in partenza entro la fine di ottobre per i due grandi lavori che riqualificheranno ex Cpt e zona Stazione Centrale promettono di regalarci più verde, maggiore funzionalità, più spazio alla mobilità dolce e fruibilità allargata di due snodi vicini ma distinti del nostro centro. Si chiama rigenerazione urbana.

“Le zone della Stazione e della Sesta Porta – dichiara il sindaco di Pisa Michele Conti – verranno completamente ridisegnate grazie ai due grandi interventi previsti dal progetto di Binario 14. Sarà un’occasione decisiva per cambiare definitivamente volto ad un’area centrale e nevralgica della città, che presenta forti elementi di criticità e degrado”. 

I lavori verranno avviati in modo sfalsato per ridurre al minimo i disagi per gli abitanti del quartiere. Per quanto riguarda il parco di via Bixio il cantiere prenderà il via entro fine ottobre e permetterà di realizzare un grande spazio di aggregazione e relax tra via Bixio e via Battisti, attraverso la ricucitura verde dell’area compresa tra i due assi viari. L’intervento di restyling della Stazione inizierà invece tra fine anno e inizio 2022 e consentirà di creare una grande piazza pedonale direttamente collegata al Viale Gramsci senza la frattura urbana dell’attuale viabilità, generando uno spazio urbano aperto, accessibile e condiviso da tutti i fruitori. I lavori prevedono nuovi arredi, la riqualificazione degli spazi esistenti, il ripensamento della viabilità, la realizzazione di nuove pavimentazioni e di una nuova illuminazione e grande attenzione al verde, in continuità con la realizzazione del nuovo polmone verde che sorgerà nel vicino Parco urbano di via Nino Bixio.

Parco di via Bixio. L’intervento prenderà il via entro fine ottobre e prevede la riqualificazione ambientale di tutta la zona compresa fra via Bixio e via Battisti, per complessivi 19 mila metri quadri.  I lavori sono stati affidati all’impresa edile Panza srl di Capannori che ha presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa, aggiudicandosi l’appalto dei lavori per un primo lotto di 807 mila euro, a cui si aggiungerà un secondo lotto, per un importo complessivo di 1.320.000 euro. L’opera, che fa parte del progetto “Binario 14”, è finanziata principalmente con i fondi del Bando Periferie (1.214.400 euro a carico dello Stato e 105.600 a carico del Comune). Il tempo utile per l’esecuzione dei lavori è fissato dal bando di gara in 245 giorni, circa 8 mesi, dalla consegna dei lavori. Il nome del nuovo Parco urbano verrà deciso dall’Amministrazione Comunale sulla base di un concorso di idee a cui potranno partecipare tutti i cittadini.

Piazza della Stazione e Viale Gramsci. L’intervento prenderà il via tra fine anno e inizio 2022. I lavori sono stati aggiudicati provvisoriamente (l’aggiudicazione definitiva avverrà una volta terminate le procedure di verifica) al Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto da Cemes Spa, CLD Strade Srl e Impresa Forti Spa, che insieme hanno presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa, aggiudicandosi l’appalto dei lavori per la cifra di 1.780.510 euro. L’opera, che fa parte del progetto “Binario 14”, è finanziata con i fondi del Bando Periferie per 2.031.360 euro, a cui si aggiungono 176.640 mila euro che provengono dagli oneri di urbanizzazione. Il tempo utile per l’esecuzione dei lavori è fissato dal bando di gara in 510 giorni, circa un anno e 4 mesi, dalla consegna dei lavori.

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Sottopasso di Putignano: si può fare?

Entro la fine dell’anno dovrebbe essere pronto il progetto esecutivo che permetterà di avviare a inizio 2022 il cantiere che cambierà la viabilità della zona: intanto iniziano il 6 settembre, per durare fino al 10, i sondaggi per il sottopasso di Putignano.

Si svolgeranno da lunedì 6 fino a venerdì 10 settembre i sondaggi previsti dalla ditta incaricata di realizzare il sottopasso carrabile che permetterà l’eliminazione del passaggio a livello di Putignano. I sondaggi, funzionali alla definizione del progetto esecutivo e quindi all’inizio del cantiere, comporteranno alcune modifiche al traffico.

“Il cronoprogramma delle procedure per arrivare all’apertura del cantiere che realizzerà il sottopasso carrabile a Putignano sta proseguendo come previsto – dichiara l’assessore alla Mobilità Urbana Massimo Dringoli –. La ditta incaricata sta completando i sondaggi per poter predisporre il progetto esecutivo dell’opera, che sarà pronto entro la fine dell’anno. L’Amministrazione Comunale, per dare seguito alla convenzione siglata tra il Comune e RFI ha già impegnato 4 milioni e 788mila euro ed è pronta per dare avvio al cantiere con l’inizio del 2022. Ricordo che la convenzione tra Comune e RFI prevede che quest’ultima sopprima il passaggio a livello di Putignano solo dopo che il Comune avrà realizzato il sottovia carrabile all’altezza di via Targioni Tozzetti. A spese di RFI invece la realizzazione del sottopasso ciclo-pedonale che agevolerà la mobilità dolce dell’area. L’Amministrazione sta dimostrando con i fatti di tenere fede agli impegni presi con i cittadini perché finalmente i passaggi a livello che ostacolano la mobilità delle periferie siano rimossi il prima possibile, a partire da quello di Putignano.”

Prosegue nel frattempo l’iter degli espropri, con la determinazione delle indennità previste, passaggio necessario per entrare in possesso delle aree da occupare per consentire l’esecuzione dei lavori nella zona compresa tra la via delle Bocchette, via Ximenes e via Targioni Tozzetti. Il sottopasso carrabile sarà realizzato lungo una strada di circa un chilometro che passerà in mezzo ai campi tra via delle Bocchette e via Ximenes. La struttura sarà carrabile nel doppio senso di marcia. Il sottopasso ciclopedonale costerà invece un milione di euro e sarà realizzato interamente a carico di RFI, come previsto nella convenzione, successivamente a quello carrabile. Una scelta voluta dall’Amministrazione Comunale per rispondere alle esigenze dei cittadini e permettere ai residenti di Putignano di poter attraversare a piedi o in biciletta il paese per raggiungere la zona più densa di negozi e servizi.

Nello specifico, per permettere l’esecuzione dei sondaggi, saranno adottati i seguenti provvedimenti temporanei di viabilità e sosta:

VIA PUTIGNANO dal civ.81 al 89, divieto di sosta con rimozione coatta e senso unico alternato regolato da semaforo o movieri, dall’8 al 10 settembre.

VIA TARGIONI TOZZETTI difronte I.C. Gamerra, divieto di sosta con rimozione coatta per 3 stalli auto, dal 6 all’8 settembre.

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I Navicelli, le sponde di una risorsa

Con l’approvazione del progetto definitivo per il consolidamento delle sue sponde, si fissa la data per la partenza dei lavori sul canale dei Navicelli all’inizio del 2022. E un pezzo della storia del nostro territorio potrà diventarne una risorsa.

E’ stato approvato il progetto esecutivo per la realizzazione di nuovi palancolati e la riqualificazione di quelli esistenti lungo alcuni tratti delle sponde del canale dei Navicelli, per una lunghezza complessiva di circa 2000 metri. La prossima settimana sarà avviata la procedura negoziata per l’affidamento dei lavori. L’importo complessivo degli interventi stimati nel quadro economico dell’opera ammonta a 6 milioni di euro, finanziati dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile sulla base di un accordo sottoscritto tra Comune di Pisa, Regione e Ministero. I lavori partiranno a inizio 2022 e avranno una durata prevista di 450 giorni naturali e consecutivi. 

“Si tratta di un intervento atteso e necessario per un miglior utilizzo del canale dei Navicelli e il suo indotto – ha commentato il Sindaco di Pisa Michele Conti. Abbiamo dato un input preciso ai tecnici comunali, che ringrazio per il lavoro svolto che ha permesso di arrivare al progetto esecutivo partendo da un accordo con Regione e Ministero. Il canale dei Navicelli rappresenta una risorsa straordinaria per il Comune di Pisa e per l’intero territorio: ospita attività economiche e nautica di livello, ma anche sport e socializzazione per tanti giovani che già si allenano su questo corso d’acqua che abbiamo il dovere di preservare e migliorare, cosa che facciamo anche concretizzando questo importante investimento”

“Fierezza e orgoglio – ha dichiarato l’amministratore Unico Salvatore Pisano – per la Navicelli di Pisa srl che ha avviato da 3 anni a questa parte una vera e propria rivoluzione per fortificare e sviluppare la nautica di lusso, vanto della città di Pisa nel mondo. Il potenziamento infrastrutturale delle sponde del Canale dei Navicelli, unito alle azioni perequative dei canoni d’area, di riqualificazione totale dei ponti mobili, le proposte di nuove aree insediative, la recentissima assegnazione dell’incarico di redazione del Piano Regolatore Portuale e l’avvio di uno studio di nuova riprofilatura dell’alveo per portare la profondità dagli attuali 3 mt ai 3.5 mt è quanto appartiene a una visione di sviluppo che la città di Pisa ed i suoi cittadini meritano. Mai così tante attenzioni verso uno dei polmoni produttivi di Pisa».

L’intervento. Gli interventi previsti in progetto consistono nella rimozione delle palancole in calcestruzzo esistenti e nella infissione di nuove palancole in acciaio, successivamente collegate tra loro da un cordolo di coronamento. Lo sviluppo complessivo dei tratti di intervento è pari a circa 2000 metri. Le palancole sono componenti strutturali che, una volta collegate tra loro e infisse nel terreno, formano una parete verticale con funzione di sostegno e di protezione dall’erosione di detriti nel canale, garantendo così la navigabilità dello stesso. Prima di procedere all’infissione delle nuove palancole sarà necessario effettuare una bonifica bellica profonda in corrispondenza delle palancole rimosse.

Il canale dei Navicelli. Il canale dei Navicelli è un canale realizzato fra il 1563 e il 1575 che collega Pisa con il porto di Livorno: misura 17 Km di lunghezza, 33 metri di larghezza e circa 3 metri di profondità in asse. L’area, nel suo complesso, riveste una importanza strategica dal punto di vista logistico in quanto è situato in prossimità di nodi ferroviari, dell’autostrada A12 e dell’aeroporto Galileo Galilei di Pisa. Il canale ha un ruolo chiave nell’ambito navale e nautico, grazie alla presenza di numerosi cantieri lungo le sue sponde che offrono sedi di manutenzione e rimessaggio di imbarcazioni di varie dimensioni. Il Canale viene utilizzato dai cantieri navali, situati sulle sue sponde, per l’uscita in mare delle imbarcazioni prodotte e per l’entrata delle imbarcazioni che necessitano di opere di manutenzione e refitting. All’interno dei cantieri navali, situati lungo il Canale, vengono realizzate imbarcazioni/navi da diporto in acciaio di oltre 40 m e imbarcazioni da diporto in resina fra i 25 e i 40 m, allestiste e motorizzate. Oltre una certa dimensione e peso, le imbarcazioni vengono trainate lungo il canale dai rimorchiatori fino al mare, oppure vengono utilizzate delle chiatte, trainate anch’esse dai rimorchiatori, anche per motivi di sicurezza. Il sistema composto dal Porto, il Canale e la vicinanza del mare, offre enormi possibilità sia per la lavorazione e la movimentazione delle imbarcazioni di grandi dimensioni, sia per la manutenzione e il rimessaggio delle stesse. Nel 2019 è stato riaperto il collegamento Arno – canale, così da rendere nuovamente possibile la navigazione per le imbarcazioni (anche da diporto) provenienti dal fiume.

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Cimitero di San Piero, si lavora

Partono gli attesissimi lavori di ampliamento al cimitero comunale di San Piero a Grado: con gli interventi al campo murato si dovrebbero risolvere i problemi di infiltrazioni che tanti disagi hanno portato.

Sono partiti lunedì 30 agosto i lavori per la realizzazione del nuovo campo murato al cimitero comunale di San Piero a Grado. L’intervento riguarda la parte in ampliamento ed è finalizzato all’eliminazione delle infiltrazioni d’acqua che negli ultimi anni hanno interessato alcune parti del cimitero, nel rispetto dell’impianto originario delle strutture. 

“Quello del cimitero di San Piero a Grado – dichiara l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Latrofa – è un intervento molto atteso che risolverà i problemi di infiltrazione dell’acqua nel campo murato. La cura e la manutenzione dei cimiteri è un segnale di civiltà e di rispetto per le persone che non ci sono più ma anche e soprattutto per le persone che vogliono conservare e onorare il ricordo dei loro cari e, per questo, stiamo portando avanti un piano di grandi manutenzioni che investe le principali strutture cimiteriali cittadine affinché siano pienamente accessibili, fruibili e accoglienti.”

L’area oggetto dell’intervento è una superficie pavimentata di circa 785 metri quadrati, rivestita in lastre di travertino, in cui trovano collocazione 132 sepolture. Negli ultimi anni si sono verificate copiose infiltrazioni di acqua piovana in alcuni loculi, problematica che ha reso necessario il trasferimento di circa un centinaio di sepolture. Un primo intervento di risanamento è stato attuato nel 2018, con interventi di bonifica e messa in sicurezza dell’area, ma con questi lavori verrà portato a termine un nuovo e definitivo risanamento dei loculi, a cui seguirà il ricollocamento delle sepolture nell’area cimiteriale. L’intervento è infatti finalizzato a realizzare tutte quelle opere necessarie a rendere nuovamente fruibile l’area, prevedendo soluzioni per lo smaltimento corretto delle acque meteoriche e per l’impermeabilizzazione del piano della pavimentazione.

Nello specifico il progetto prevede: la modifica dello schema distributivo dei loculi per la creazione di un percorso pedonale centrale che garantisca una miglior fruizione e manutenzione delle lastre tombali; l’integrazione dell’attuale sistema fognario, mediante la realizzazione di caditoie a fessura per la raccolta delle acque ed il successivo convogliamento nella condotta interrata esistente, a cui si aggiungerà una nuova condotta; il rifacimento del lastricato, prevedendo la revisione del sistema delle pendenze in funzione del nuovo sistema di raccolta e l’impermeabilizzazione delle superfici. Le lastre tombali saranno posate ad una quota più elevata rispetto il piano dei camminamenti, per una miglior manutenibilità durante le operazioni di tumulazione.

L’importo complessivo dei lavori, che sono suddivisi in due lotti, ammonta a 330 mila euro e la fine del cantiere è prevista entro fine anno. Lo svolgimento delle attività lavorative a partire da lunedì 30 agosto potrà comportare disagi di accesso al campo comune e agli ossari collocati nella sezione nuova del cimitero.

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Una passerella per Sant’Ermete

Approvato il progetto esecutivo per la passerella ciclopedonale al Cavalcavia di Sant’Ermete, un’opera che mette in sicurezza i pedoni, ricuce i quartieri e promuove la mobilità dolce. Quando arriveranno i soldi del mutuo.

È stato approvato in via definitiva il progetto esecutivo per i lavori di messa in sicurezza e ampliamento del Cavalcavia di Sant’Ermete con realizzazione della passerella ciclopedonale. L’approvazione del progetto esecutivo, che è stato modificato rispetto al progetto originale data l’esistenza di vincoli ferroviari, strutturali e viari, è finalizzato alla richiesta di assunzione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, per sostenere le spese aggiuntive dovute alle interferenze in ambito ferroviario, contenute nelle osservazioni presentate da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per l’approvazione del progetto. L’opera, che fa parte del progetto “Binario 14”, è finanziata con i fondi del Bando Periferie per 2.300.000 euro, a cui si aggiungono risorse proprie dell’Amministrazione Comunale per 200 mila euro e il mutuo da contrarre con la Cassa Depositi e Prestiti per 705.700 euro, per un importo complessivo di 3.205.700 euro.

“Un passaggio importante propedeutico alla gara per i lavori che si svolgerà entro la fine dell’anno – dichiara il sindaco di Pisa Michele Conti –  . Si tratta di un progetto complesso, che ha comportato passaggi e momenti di confronto con RFI recependo osservazioni e operando le modifiche necessarie, che realizzerà un’opera fondamentale per i residenti della zona, in grado di ricucire la spaccatura tra il quartiere di Porta Fiorentina e quello di Sant’Ermete rappresentata dal passaggio della ferrovia. La mobilità di pedoni e ciclisti che si sposteranno da una zona all’altra della città verrà finalmente messa in sicurezza e verrà corredata dalla realizzazione di una pista ciclabile che collegherà i quartieri, percorrendo via Cattaneo, via Emilia e proseguendo a Sant’Ermete. Come primo cittadino è davvero una grande soddisfazione realizzare opere importanti come queste, che rimangono alla città per decenni e contribuiscono a migliorare la qualità della vita quotidiana dei residenti, rendendo i quartieri più vivibili e promuovendo una mobilità sostenibile all’interno della città. Quello portato avanti in questi anni è un impegno che affianca alle manutenzioni ordinarie di marciapiedi, asfalti e verde pubblico, la realizzazione di grandi opere che cambiano la mobilità e la sicurezza dei quartieri più periferici, rimasti fermi alle infrastrutture realizzate nel dopoguerra”.

Il progetto definitivo di realizzazione del percorso ciclopedonale sopraelevato sulla via Emilia che mette in collegamento tra la zona di Portata Fiorentina con il quartiere di Sant’Ermete prevede la costruzione di una passerella con struttura metallica, che correrà con tracciato parallelo al cavalcavia esistente, in prossimità dello stesso sovrappasso stradale. La passerella avrà una lunghezza di 49.50 metri e una larghezza di 3,40 metri, con altezza complessiva massima della travatura pari a circa 11 metri rispetto al piano strada della via Emilia. La passerella viene raggiunta mediante due scale e due ascensori (uno posto sul lato nord e uno sul sud). Gli ascensori saranno a norma di persone disabili e idonei per il trasporto delle biciclette.

Sul lato nord visto il ridotto spazio disponibile, verrà mantenuta parte della scala esistente. La passerella sarà imboccata dalla vecchia via Emilia, in corrispondenza delle attuali scalette di accesso al cavalcavia. Sul lato sud la passerella sarà invece collegata alla vecchia via Emilia posta sull’altro lato delle ferrovie, mediante un’area verde ricavata all’interno del lotto di proprietà di RFI, che verrà riqualificato. La passerella sarà realizzata a norma per essere utilizzata sia dai pedoni che dai ciclisti contemporaneamente: per questo la larghezza complessiva delle corsie da 2.50 metri è stata incrementata e portata fino a 3 metri.  

La passerella, costituita in profilati tubolari in acciaio, sarà aperta nella parte superiore e chiusa lateralmente mediante pannelli di lamiera con la finalità di proteggere la sede ferroviaria dalla caduta di oggetti. La pavimentazione della passerella sarà in conglomerato drenante, ecocompatibile, incombustibile e antisdrucciolo. I vani ascensore saranno realizzati in cemento armato a faccia vista, con pensilina leggera di protezione agli ingressi. La scala di accesso sud sarà realizzata mediante profilati in acciaio zincati. La scala nord sarà in parte su terra, in parte a soletta rampante, sarà rivestita in lastre di pietra. In corrispondenza dell’accesso nord, sotto la scala, è previsto un vano parzialmente aperto per l’alloggio dei quadri elettrici e ascensore, dotato di un soppalco in acciaio e lamiera per l’accesso alla manutenzione dei tiranti. E’ prevista inoltre una illuminazione del percorso ciclopedonale, sia dell’interno che dall’esterno. 

Le fasi di realizzazione del cantiere prevedono prima la bonifica bellica nell’area cantiere e la demolizioni dei manufatti, poi la realizzazione delle opere strutturali e delle fondazioni, quindi il trasporto dei componenti sul cavalcaferrovia, posa e montaggio dei blocchi e a seguire il montaggio della passerella, con la realizzazione delle opere di finitura come scale e ascensori. Le fasi di montaggio delle varie parti della reticolare saranno realizzati durante la notte, previa interruzione dell’alimentazione delle linee elettriche. Le opere di finitura che non coinvolgono la sede ferroviaria, l’asfaltatura, posa di illuminazione, saranno realizzate in orario diurno.

Sono infine previste come opere aggiuntive la realizzazione di un’area verde completa di alberature ombreggianti, panchine, area giochi per bambini, rastrelliere per parcheggio di biciclette, la sostituzione della recinzione in rete metalliche con ringhiera in acciaio e inserimento di cancelli con apertura manuale, la sostituzione del fondo bitumato previsto per la pista ciclabile con conglomerato drenante ecocompatibile.

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