Un museo digitale al Parlascio

I lavori che trasformeranno il Bastione del Parlascio in un innovativo museo dedicato alla storia pisana partiranno entro la fine dell’anno, il passato parlerà la lingua del futuro valorizzando un luogo simbolo della pisanità.

Prenderanno il via entro l’anno i lavori per il restauro del Bastione del Parlascio. Ad annunciarlo è l’assessore alla cultura, Pierpaolo Magnani: “L’incarico per la realizzazione di un museo digitale della storia di Pisa all’interno del Bastione – dichiara – è già stato conferito incarico progettuale alla società NANOF”.

Per i lavori, cofinanziati da Comune e Fondazione Pisa che ha stanziato 900mila euro, verranno stanziati nella prima variazione di bilancio del 2022 ulteriori 200mila euro di fondi comunali.

L’assessore illustra poi altri progetti relativi al suo assessorato. “La scansione 3d del fondale dell’Arno portata a compimento negli ultimi giorni apre definitivamente la strada al progetto di navigabilità del nostro fiume andando e restituirgli un ruolo di grande risorsa anche dal punto di vista della mobilità urbana e di supporto alla riorganizzazione dei flussi turistici. La prossima realizzazione dello scalone di risalita che si situerà nell’area della Cittadella offrirà la possibilità di un approdo in città di sicuro fascino che incentiverà una visita più organica di Pisa”.

“Anche l’approvazione del progetto esecutivo per la riqualificazione del Bastione Sangallo, va in questo senso e con esso prende il via la fase finale di recupero e valorizzazione  dell’area del Giardino Scotto, di particolare pregio monumentale e paesaggistico che si è caratterizzata soprattutto negli ultimi 2 anni come contenitore estivo di eventi e cerimonie. La manifestazione “Fuori Teatro” conclusasi da poche settimane ha registrato tra giugno e settembre circa 15.000 presenze pur con le limitazioni dettate dalle normative Covid che ne hanno praticamente dimezzato il potenziale dimostrando come quell’area si presti e sia gradita alla popolazione pisana ed ai turisti come location ottimale per eventi spettacolari e culturali durante i mesi estivi. Gli interventi richiesti dall’assessorato alla cultura che dovranno essere inseriti nel programma dei lavori pubblici volti al restauro dei servizi igienici, all’ottenimento della piena funzionalità del chiosco presente come attività di somministrazione e all’ottimizzazione delle infrastrutture impiantistiche anche attraverso l’abbattimento della torre di proiezione obsoleta e inutile ai fini della nuova mission dell’area, uniti all’auspicabile azzeramento delle limitazioni causate dalla pandemia, proporranno il Giardino Scotto per l’estate 2022 e successive come location attrattiva di eventi sempre più importanti e anche di risonanza nazionale”.

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Cultura, tra presenza e streaming

Spettacoli dal vivo e attività rivolte alla città ma fruibili online: con 100mila euro di contributi per la cultura suddivisi in due bandi, si cerca di far ripartire un settore che ha subito un colpo durissimo, ma che non possiamo permetterci di tralasciare.

Saranno riservati a rassegne e festival di spettacoli dal vivo che si svolgeranno in città da giugno a ottobre prossimi, ma anche alle attività realizzate nell’intero anno in corso: la Giunta comunale ha stanziato 100mila euro per la cultura in tutte le sue espressioni, sia per ciò che sarò possibile realizzare in presenza che per quanto sai svolgerà invece online.

Gli 80mila euro per le attività della stagione estiva e i 20mila per le attività realizzate nell’anno in corso saranno distribuiti grazie a due bandi che saranno pubblicati nelle prossime settimane.

“Saranno pubblicati – spiega l’assessore alla cultura, Pierpaolo Magnani – due distinti bandi per specifiche attività. Questo consentirà agli operatori, alle associazioni e a quanti vorranno partecipare attraverso le proprie attività di avere una maggiore consapevolezza delle linee guida previste e quindi di ottimizzare le rispettive programmazioni nell’ottica del contributo comunale. Entrambi i bandi saranno rifinanziabili, per cui se il bilancio lo consentirà potranno essere integrati con risorse aggiuntive”. 

Bando per spettacoli dal vivo (giugno-ottobre 2021) A breve sarà emesso il bando per l’assegnazione di contributi ordinari nel settore della cultura per rassegne e/o festival realizzati nel periodo da giugno a ottobre 2021. Il settore è quello degli spettacoli dal vivo, con ingresso a pagamento e/o modalità streaming. Tra i criteri generali, il sostegno e promozione per iniziative con la presenza di artisti professionisti; il numero degli artisti impegnati, il numero degli spettacoli a pagamento organizzati e quello degli spettatori paganti. La valutazione riguarderà anche l’utilizzo o meno della modalità on line per almeno parte delle attività proposte (numero di spettacoli trasmessi in streaming e numero di visualizzazioni in streaming). La percentuale massima di co-finanziamento sarà pari al 75% del piano economico finanziario presentato. In totale sono previste risorse pari a 80mila euro.

Bando per il settore cultura (anno 2021) Sarà pubblicato il bando per l’assegnazione di contributi ordinari per attività realizzate nell’anno 2021. L’ambito è quello della cultura, arte e tutela dei beni storici e artistici, per attività di conservazione, accrescimento e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale della città; per allestimento di mostre d’arte e di raccolta di documentazione sulla storia e la cultura della città; per valorizzazione e rilancio delle istituzioni culturali; per iniziative formative di produzione e di distribuzione in campo musicale, teatrale e cinematografico. L’obiettivo è promuovere iniziative e manifestazioni che concorrano alla valorizzazione e promozione della città, in grado di offrire il meglio in molteplici campi della cultura (arte, natura e paesaggio, musica, teatro, spettacolo), attraverso specifici piani di indirizzo, valorizzando il patrimonio delle competenze locali, intensificando e dando struttura organica e omogenea alle iniziative e alla progettualità culturale. Tra gli indirizzi generali che saranno indicati nel bando, la valutazione riguarderà il coinvolgimento del territorio; iniziative/progetti che si svolgono in zone periferiche (fuori dalla cinta muraria) o degradate della città; la compartecipazione attiva di enti, istituti, associazioni e altri soggetti del territorio; il livello di impatto sul tessuto cittadino; capacità di attrazione e coinvolgimento di pubblico di più fasce di età; l’interesse, innovatività e qualità della proposta progettuale, la fattibilità/sostenibilità dal punto di vista culturale e organizzativo; la utilizzazione delle modalità “on line” per almeno una parte delle attività svolte, la gratuità delle iniziative programmate. Le risorse economiche saranno assegnate in modo proporzionale rispetto al punteggio ottenuto, con una percentuale minima di co-finanziamento del 25% del piano economico finanziario (e comunque non inferiore a € 1.000,00) e massima del 75% (non superiore a € 10.000,00). In totale sono previste risorse pari a 20mila euro.

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Dalla Cittadella al Parlascio

La Cittadella Galileiana, nella sede dei Vecchi Macelli, sarà un nuovo polo museale, mentre il bastione del Parlascio, a Porta a Lucca, il principale accesso al camminamento sulle Mura: il Piano Strategico della cultura per il biennio 2021-2023 promette di rendere a cittadini e turisti tanta bellezza.

Con la presentazione del Piano strategico della cultura 2021-2023 si afferma di voler riqualificare alcuni luoghi ancora non fruibili della città. E, grazie a risorse sia proprie che provenienti da Regione e Stato, di disegnare nuovi percorsi di visita della città e valorizzazione delle sue bellezze, utilizzando anche il lavoro fatto per la candidatura di Pisa a Capitale Italiana della Cultura.

“Pisa ha una ricchezza culturale immensa. Il nostro obiettivo – ha dichiarato l’assessore alla cultura Magnani – è quello di recuperare i luoghi inutilizzati della città restituendoli ai residenti e rendendoli fruibili per i turisti”. Tra gli obiettivi principali del Piano, lo sviluppo di un nuovo asse culturale dal Museo delle Navi antiche a Piazza dei Miracoli, passando per la Cittadella Galileiana.

“La riqualificazione della Cittadella Galileiana che diventerà un nuovo polo museale, sarà valorizzata dall’auspicata navigabilità dell’Arno: i turisti potranno arrivare in battello sotto la Torre Guelfa, visitare il Museo delle Antiche Navi e poi raggiungere a piedi Piazza dei Miracoli passando per la Cittadella Galileiana”.

“Altro obiettivo – prosegue Magnani – è la riqualificazione del Bastione del Parlascio. Questo luogo, antica porta di accesso alla città, diventerà un museo multimediale e il principale punto di salita alle Mura cittadine, grazie anche al finanziamento da parte della Fondazione Pisa”.

Riqualificazione di oggetti dimenticati, dunque, senza dimenticare il valore dell’associazionismo cittadino: “Stiamo infine lavorando – ha concluso – per dare una nuova casa alle associazioni e realizzare un portale, collegato al sito web del Comune, dove troveranno spazio e visibilità tutte le associazioni pisane con l’obiettivo di realizzare un unico calendario delle iniziative culturali che ci sono in città in modo da non sovrapporsi nell’organizzazione delle attività. Il luogo destinato alle associazioni sarà il Centro SMS che grazie alla sua conformazione architettonica si presta bene a fungere da sede legale, operativa, creativa di un numero consistente di realtà che vi potranno esercitare le loro attività ottenendo spazi in esclusiva e compatibilmente con l’attività svolta trovare un luogo fisico commisurato con le proprie necessità. Il “luogo fisico” potrà consistere in un semplice armadio dove conservare i libri sociali fino ad uno spazio anche considerevole dove esercitare le attività. Prevista anche la fruizione degli spazi comuni (dalla grande sala al piano terra, alla chiostra interna, all’anfiteatro esterno)».

Infine, sono stati individuati i luoghi destinati alla fruizione degli spettacoli, Giardino Scotto (arena all’aperto adibita per eventi di varia natura, compreso il festival Fuori Teatro), il Parco della Cittadella (per eventi anche di maggiore capienza rispetto allo Scotto), piazza dei Cavalieri (location deputata per eventi di grande richiamo con star di livello nazionale ed internazionale); Largo Ciro Menotti (per serate gratuite, talk show, presentazioni di libri, incontri, spettacoli per bambini).

Cittadella Galileiana, una vittoria per la città

La Regione si impegna a stanziare quanto dovuto per la cessione delle quote dell’aeroporto pisano: due milioni e mezzo che andranno a finanziare la Cittadella Galileiana ai Vecchi Macelli: una vittoria per tutti, al di là del colore politico di chi c’era prima e di chi c’è ora.

L’assessore alla cultura del Comune di Pisa aveva provocatoriamente minacciato di incatenarsi per attirare l’attenzione: oggi che il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo annuncia l’impegno della Regione a prevedere una variazione di bilancio per lo stanziamento al Comune di Pisa di 2,5 milioni di euro, in seguito alla vendita delle quote dell’aeroporto di Pisa, sarebbe una buona idea non arrogarsi il merito del successo né dell’intera operazione, che ha radici lontane, bensì pensare al successo per la città tutta.

“La mia provocazione di incatenarmi ha sortito gli effetti auspicati. Ringrazio il presidente del Consiglio Regionale Mazzeo e la Giunta regionale per questa importante decisione che, finalmente, riconosce alla città di Pisa i 2,5 milioni di euro restanti quali indennizzo per la cessione delle quote aeroportuali. Considero questa notizia una prima tappa in attesa del risultato finale, quando l’impegno si tradurrà in un mandato di pagamento, che ci consentirà di esultare definitivamente. Ritengo che questo finanziamento sia di vitale importanza perché consente di chiudere una situazione aperta da 25 anni per la creazione del Polo museale nell’area dei vecchi macelli che, oltretutto, in prospettiva può diventare luogo di aggregazione per la organizzazione di eventi durante l’estate e un polmone verde per la città. Senza volermi prendere i meriti, la mia provocazione di incatenarmi ha avuto il merito di smuovere la situazione in stallo da oltre un anno e di ottenere questo risultato che è una vittoria per la città.

Proprio perché si tratta di una vittoria di Pisa non può avere nessun colore politico. E mi viene da sorridere leggere le affermazioni di quanti dicono che sia un risultato del Pd , poiché ricordo bene che il silenzio dei consiglieri Pd di fronte al dibattito sulla questione. Così come non trovo corretto parlare di nuovi finanziamenti per la cittadella Galileiana poiché si tratta di finanziamenti già previsti e dovuti da molto tempo.

Ora comunque riconosciamo il risultato e auspico che l’erogazione di quanto dovuto in tempi brevi. Io le catene le ho momentaneamente riposte ma sono disposto a riprenderle se fra qualche mese i soldi non dovessero arrivare”.

Prospettiva cultura

L’intervento dell’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani a proposito dell’anno appena concluso e di quello appena iniziato: il bilancio delle difficoltà, l’elenco delle cose fatte e di quelle da fare, l’orgoglio per il percorso intrapreso e l’impegno per guardare al futuro con fiducia.

“Si è appena chiuso quello che molto probabilmente verrà ricordato e guardato dai posteri come il peggiore della storia della nostra Repubblica, accomunata in questo alle sorti del mondo intero. Fortunatamente stiamo per togliere dalle nostre pareti un calendario che vorremmo dimenticare; sfortunatamente, l’anno che sta per iniziare si prospetta ancora ben lungi dall’offrirci la tanto attesa luce in fondo al tunnel, per lo meno nei primi mesi.

Non è stato affatto facile svolgere il mio compito nel 2020; assessore alla cultura in un anno in cui la cultura come entità astratta è stata considerata come essenza residuale, di fronte ad un emergenza sanitaria, sociale ed economica che ci ha costretti a vivere nella totale incertezza e con orizzonti e prospettive che mutavano di giorno in giorno impedendo qualsiasi pianificazione, soprattutto in un settore che vive esclusivamente per promuovere scambi, condivisioni, rapporti umani ed intellettuali.

Ma quel che ha reso le cose ancor più drammatiche è il fatto che la cultura non è solo un’entità astratta, è un settore economico, nutre un tessuto sociale enorme, è fatta di uomini e donne, che lavorano con coraggio, perché di coraggio si deve parlare purtroppo, in una nazione come l’Italia, che della cultura a 360 gradi dovrebbe fare la propria priorità, ma che ancora non riesce a guardare a chi vive di arte come ad un lavoratore al pari degli altri.

Tutte queste persone che hanno avuto e hanno, appunto, il coraggio di non puntare al posto fisso, ma di rischiare la propria vita per regalare a tutti noi un film, una canzone, una pièce teatrale, un quadro, si sono trovate quest’anno ancor più che mai in difficoltà, ed ancora più in difficoltà degli altri.

Questo è il ragionamento che ho seguito in tutto il 2020 nelle scelte che hanno guidato il mio operato. Ho cercato di fare del mio meglio per aiutare in primo luogo gli artisti, per quel poco che avrei potuto fare, limitato e rallentato dalla burocrazia di sempre aggravata dalla nuova burocrazia “made in covid”.

Gli artisti professionisti in primo luogo, quelli che fanno fatica, perché troppo spesso vengono retribuiti al nero, a mettere in fila un numero sufficiente di “agibilità (ex) enpals”, le “marchette” per dirla con un termine popolare, che consentono loro di essere riconosciuti anche dal ministero e di concorrere agli eventuali “aiuti di stato”. 100 euro in mano alla fine della serata presi dall’incasso, arrivederci e grazie.

Sicuramente un metodo veloce, molto più veloce di quello usato da noi quest’anno, che purtroppo è stato troppo lento, tanto da far andare fuori dai gangheri me per primo con tutta la catena di uffici attraverso i quali devono passare i fogli, in un percorso ad ostacoli, prima che la prestazione artistica si concretizzi in un bonifico sul conto.

Però oggi, io sono molto soddisfatto del lavoro svolto e delle scelte che ho fatto.

45 spettacoli per uno stanziamento totale di 98.000 euro. 65 artisti locali più 6 associazioni ed un coordinatore artistico che hanno ricevuto un compenso per la loro prestazione; tecnici, maestranze dello spettacolo tutto perfettamente (come è ovvio che sia) regolare sotto ogni profilo contributivo, sanitario, fiscale.

Un contest video che ha permesso ai 28 artisti professionisti pisani che hanno partecipato di ricevere 1.000 euro a testa (per un impegno totale dell’assessorato di 35.000 euro). 15.000 euro sono stati utilizzati per l’assegnazione di 4 premi per opere di artisti dedicate a Galileo in occasione della terza edizione delle giornate galileiane.

50.000 euro sono stati destinati alle associazioni culturali che svolgono un attività rivolta alla socialità ed alla crescita culturale della collettività; le 12 realtà risultate in regola con i requisiti tra le 15 che hanno fatto domanda riceveranno quasi 3 mensilità e mezzo di affitto ciascuna.

23.000 euro assegnati come contributi straordinari a 5 realtà che hanno garantito la continuità di iniziative consolidate per la nostra città anche nel 2020, senza contare i 100.000 erogati all’Internet Festival.

114.000 euro destinati alle associazioni culturali come contributi ordinari (sui 28 richiedenti, 23 riceveranno il 100% di quanto richiesto e le altre 5 non meno del 75%) assegnati secondo criteri che premiassero la capacità di operare in contesto difficile come quello dell’anno trascorso, ma anche la disponibilità ad affiancare l’Amministrazione Comunale nel tentativo di aggiudicarsi il titolo di Capitale della Cultura 2022. E a proposito di quest’ultimo argomento, vorrei pronunciarmi in questa sede, a differenza di quanto fatto sino ad ora.

Il percorso intrapreso a partire dal novembre dello scorso anno è stato difficile, soprattutto perché la sfida che abbiamo deciso di accettare, rappresenta un progetto complesso, che ha richiesto la partecipazione in primo luogo delle tre università cittadine, del CNR, della Fondazione Pisa, dell’Opera della Primaziale, del Sistema museale e così via, nel grande sforzo di creare un sistema di collaborazione e sinergie crescenti tra tutte queste forze in campo, impresa non semplice, ma che ha dato grandi frutti.

Frutti che stanno maturando, e che prescindono dal risultato del concorso che ci ha visti (a mio avviso inspiegabilmente) ignorati; il meccanismo che si è messo in moto continua a funzionare; c’è un tavolo tecnico composto da membri degli enti sopraelencati ed altre realtà imprenditoriali del territorio che continua a lavorare; c’è stato un importante riconoscimento da parte della Fondazione Pisa col finanziamento del progetto di rinascita del Bastione del Parlascio; Pisa è inoltre risultata aggiudicataria di un finanziamento ministeriale che permetterà la navigabilità dell’Arno; elementi questi ultimi due che rappresentavano il cuore del progetto di Pisa capitale della cultura.

All’interno delle giornate galileiane verrà sperimentato il primo percorso di visita della città guidato con contributi di realtà virtuale e realtà aumentata e dedicato al grande Galileo Galilei; dopo questo ne verranno creati moltissimi altri.

A breve sarà operativo il portale dedicato all’associazionismo ed agli artisti professionisti pisani, che efficienterà sia il palinsesto globale degli eventi cittadini e la sua fruizione dal pubblico pisano e forestiero, che l’assegnazione dei contributi comunali, che saranno parametrati sulla base di una oggettiva misurazione del gradimento degli eventi organizzati, ma anche sul rispetto delle regole, anche contributive da parte degli organizzatori.

Stiamo, infine, lavorando in modo serrato per creare i presupposti per rendere fruibile in modo semplice ed economico a chiunque presenti progetti validi tutto il patrimonio a disposizione del mio assessorato, (dalla Chiesa della Spina, alla Torre guelfa, agli arsenali repubblicani, al Giardino Scotto ecc.) sinora pressoché inutilizzato a causa dei soliti troppi paletti burocratici, e per offrire il centro espositivo SMS come sede delle associazioni culturali virtuose della città.

Per tutto quanto sopra esplicitato, nonostante la tristezza di fondo che innegabilmente striscia nelle mie come credo nelle giornate di tutti, affronto la fine di questo anno con assoluto orgoglio per il lavoro svolto, e mi preparo ad un 2021 pieno di speranza, sia di uscire insieme a tutti voi da questa cappa che ci attanaglia, ma soprattutto di iniziare a preparare una rinascita che possa veder crescere tutti noi e soprattutto la nostra città.”

Contributi alla cultura

Il Comune stanzia un fondo da 50mila euro per sostenere le associazioni culturali che hanno dovuto interrompere le proprie attività durante la primavera e l’assessore Magnani fa l’elenco delle iniziative e dei contributi. Basta non trasformare in polemica la risposta alle polemiche.

Un contributo una tantum alle associazioni culturali che nel periodo del lockdown non hanno esercitato la loro attività perché costrette alla chiusura. La giunta ha approvato il bando per erogare un contributo economico a sostegno dell’onere di locazione per le sedi delle associazioni culturali senza fine di lucro e destinate esclusivamente alle attività di scuole di formazione artistica (danza, teatro, musica, arti figurative).

 “La pandemia da Covid-19 ha inciso pesantemente sull’intero sistema economico locale, condizionando in modo negativo anche le attività del mondo dell’associazionismo. Le attività culturali sono state sospese e interrotte a causa dell’emergenza, con gravi ripercussioni sui bilanci delle associazioni che hanno causato mancati pagamenti dei canoni di locazione delle sedi destinate alle attività di formazione e spettacolo” si legge nelle premesse della delibera approvata in giunta.

Da qui la decisione di stanziare la somma di 50 mila euro con l’obiettivo proprio di far fronte al pagamenti dei canoni di locazione. Ne possono beneficiare associazioni legalmente costituite con sede nella Provincia di Pisa che hanno regolare contratto di affitto per immobili o sedi ubicati nel Comune di Pisa e rimasti chiusi nella fase 1 e nella 2 dell’emergenza Covid-19, ossia dal 9 marzo al 14 giugno 2020. 

 Il contributo, che sarà possibile chiedere anche per canoni di leasing o concessione, sarà erogato ai proprietari a compensazione dei canoni non percepiti durante la fase emergenziale. 

“Il drammatico momento – interviene l’assessore alla cultura Magnani – che stiamo purtroppo ancora vivendo, ha influenzato fortemente le mie scelte sulla destinazione dei fondi a mia disposizione. Ho stanziato 100.000 euro per permettere lo svolgimento di un festival che desse l’occasione agli artisti del territorio di lavorare e di guadagnare attraverso la propria arte almeno il corrispettivo di una serata permettendo di lavorare anche a maestranze dello spettacolo, tecnici, fonici, macchinisti”.

“Altri 65.000 sono serviti per un contest video grazie al quale i lavori di 28 artisti pisani sono stati valutati ammissibili da una commissione a ricevere un premio di 1.000 euro a testa, mentre 50.000 aiuteranno a pagare l’affitto le associazioni che svolgono attività di formazione nei campi musicale, teatrale e della danza oppure ospitano spettacoli dal vivo: danno lavoro ad insegnanti ed artisti che sono dei professionisti dello spettacolo”.

“Infine, grazie alle economie sul contest video e su altre voci, ed ad un incremento di fondi, verranno erogati contributi diretti ed ordinari che erogheranno una cifra complessiva di oltre 100.000  euro, incentivando chi in questi mesi è riuscito a lavorare virtuosamente nonostante i grandissimi limiti imposti”.

“Complessivamente i fondi stanziati per l’aiuto al settore saranno nel 2020 di circa 300.000 euro. Per quanto attiene le polemiche sollevate strumentalmente dalle opposizioni in questi giorni, ci tengo a sottolineare una volta in più che la lentezza con cui tali somme arriveranno ai beneficiari non è da imputarsi ai nostri uffici, ma alla farraginosità che la legge prevede”.

Sognando la capitale (della cultura)

Pisa partecipa al Lubec, l’evento internazionale sulla filiera dei beni culturali per presentare la propria candidatura a Capitale Italiana della Cultura per il 2022 e spiegare che si tratta di un progetto con il quale sviluppare le potenzialità pisane.

Il Comune di Pisa è intervenuto a Lubec, Lucca Beni Culturali, l’incontro internazionale dedicato allo sviluppo e alla conoscenza della filiera beni culturali, tecnologie, turismo. L’assessore alla cultura, Pierpaolo Magnani, infatti, ha partecipato all’incontro tra le città candidate a Capitale italiana della cultura 2022 dal titolo Il futuro delle Città della Cultura: tra visione e azione attraverso modelli di produzione culturale, abitare e turismo

“Abbiamo definito – ha detto Magnani – un progetto ambizioso per la candidatura a Capitale della Cultura che punta a un risveglio creativo della città per il suo sviluppo urbano e sociale. Pisa ha una presenza di associazioni culturali tra le più alte in Europa e le abbiamo coinvolte per definire il dossier, così come abbiamo coinvolto le grandi professionalità e competenze presenti in città, comprese le eccellenze delle Università, del Cnr e dei centri di ricerca”.

Nel corso dell’intervento Magnani ha descritto le linee guida del dossier di candidatura, intitolato L’equilibrio delle contraddizioni. “Pisa deve essere capovolta – ha spiegato -, ribaltata, ripensata in modo da poterne sviluppare tutte le potenzialità e superare le contraddizioni”.

Il dossier è diviso in tre parti e comprende la ecosostenibilità delle azioni, la sostenibilità economico-finanziaria e un dettagliato calendario di eventi diffusi. Il piano economico consiste in un importo complessivo di 3,6 milioni di Euro in opere, di cui quasi 2 milioni di Euro con risorse proprie del Comune e 1,6 milioni di Euro di altri soggetti. Inoltre, sono previsti 5,2 milioni di Euro per la realizzazione dei progetti, di cui 3,5 milioni di Euro di risorse proprie del Comune, 750 mila Euro di soggetti partner; 1 milione di Euro è il contributo del Mibact per la designazione a Capitale italiana della cultura.

Il prossimo 12 novembre la Giuria raccomanderà al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo la candidatura del Comune ritenuta più idonea a essere insignita del titolo di Capitale italiana della cultura per l’anno 2022.

Cultura à la carte

L’idea è dare ai turisti la possibilità di creare un biglietto in cui inserire a propria discrezione musei e servizi che preferiscono: non un classico biglietto unico, ma un biglietto su misura, componibile a seconda delle preferenze di ciascuno. E naturalmente digitale.

Lo sappiamo tutti: la Piazza del Duomo, da sola, attira un numero incredibile di turisti, ma catalizzando l’attenzione, rende la città una meta di turismo mordi e fuggi che non giova a nessuno. Una foto sotto la torre e via: niente lungarni, niente musei, niente centro storico. E niente pernottamenti, consumazioni, acquisti.

Si è parlato, a più riprese, di un biglietto unico nel quale inserire diverse bellezze, in modo che i monumenti, per così dire, trainanti potessero attrarre i visitatori verso le realtà meno note. E ne parla oggi l’assessore alla cultura del Comune di Pisa, Pierpaolo Magnani collegando il progetto alla promozione di Pisa Capitale della Cultura 2022:

“Pisa offre un patrimonio culturale caratterizzato da una straordinaria varietà che si distribuisce in una contiguità spaziale quasi unica. In altri termini, possiamo immaginare la nostra città come una continua narrazione di molte storie che incrociano uomini, architetture, spazi, opere arte: non solo capolavori ma una pluralità di voci. Tale evidenza impone una diversa strategia delle politiche culturali che devono promuovere la conoscenza del patrimonio culturale artistico e architettonico, allargato e distribuito nella nostra città e diffondere nei visitatori e nei turisti un senso di appartenenza anche per i musei e per i luoghi che non sono immediatamente percepiti come capolavori”.

Da una parte l’eccessivo consumo turistico della piazza dei Miracoli, dall’altra la disattenzione, ampiamente rilevata nei numeri di presenze, rispetto ad altre eccellenze come il Museo Nazionale di San Matteo.

“Dobbiamo ribaltare il consumo della città d’arte che si limita alla visita in giornata, alle destinazioni più popolari e più note nell’immaginario collettivo; dobbiamo evitare la congestione dei luoghi che peraltro comporta anche una minore qualità dei servizi e determina una enorme perdita proprio nelle potenzialità dello sviluppo economico cittadino”.

In vista, certo, della campagna per Pisa2022. L’equilibrio delle contraddizioni, con particolare attenzione all’emergenza che stiamo vivendo e che tanto ha colpito il settore cultura, ma anche al di là di ogni contingenza. “Siamo convinti che nella delicata fase che stiamo vivendo il settore culturale possa diventare elemento centrale di sviluppo e coesione per il nostro territorio. Abbiamo, quindi, inteso proporre Pisa come generatrice di modelli culturali nella convinzione che la città sia depositaria di un sapere collettivo sedimentato nella storia ma ben attivo nel presente”.

Motore di questa azione sarà una piattaforma digitale, una sorta di navigatore virtuale con itinerari capillari e personalizzabili dal visitatore che verrà indirizzato ed accompagnato verso i luoghi di suo maggior interesse. Al posto del biglietto unico, un biglietto personalizzato costruito dall’utente per l’utente: ognuno potrà costruirsi il proprio itinerario acquistando in anticipo tutti i biglietti per i musei di suo interesse seguendo anche un possibile percorso che ottimizzerà il tempo speso in città. Primo ingresso a prezzo pieno e, a partire dal secondo, uno sconto che aumenterà all’aumentare del numero di biglietti acquistati. Si ottimizzano i tempi, si evitano code, si risparmia.

In questo modo si cerca di superare uno dei motivi di reticenza da parte degli enti all’adesione al biglietto unico: l’utente pagherà la cifra complessiva del pacchetto composto e gli importi singoli confluiranno sui conti dei relativi musei, ognuno dei quali potrà quindi rispettare le normative fiscali a cui è soggetto.

Ma non di sola cultura si compone un soggiorno: “al pari dei biglietti museali, l’utente potrà acquistare direttamente pernottamenti in alberghi e pasti in ristoranti convenzionati, magari scelti in base all’itinerario predisposto ed ingressi a spettacoli ed iniziative culturali ottenendo sconti anche per questi”.

E per gli spostamenti?

“Con lo stesso meccanismo potrà essere acquistato una sorta di abbonamento ai mezzi di trasporto, dal Pisa Mover, agli autobus, ai battelli sull’Arno (che verranno allestiti per creare, assieme all’ottimizzazione del percorso delle Mura Urbane, nuovi assi di visita della città), fino al servizio di biciclette a noleggio, poste in zone strategiche”.

Con questa Pisa card virtuale sarà poi possibile accedere ad una serie di contenuti di realtà virtuale e realtà aumentata, per rendere ancor più avvincente la scoperta della città.

“Tutto il meccanismo – conclude Magnani – funzionerà tanto meglio quanto più le varie istituzioni museali aderiranno all’iniziativa, entrando in un’ottica di sviluppo condiviso e diffuso della città. Confido molto in uno sforzo condiviso ed unanime tra tutti gli enti che, se profuso congiuntamente, porterà in breve tempo ad una ricaduta positiva di eccezionale entità per tutta la città e per chi qui vive ed opera”.

L’anno sospeso

Un anno particolare questo 2020 che, come minimo, ha cambiato le nostre abitudini, messo in difficoltà tanti settori, incrinato l’economia. Un anno del quale mantenere il ricordo anche attraverso espressioni artistiche che potranno alimentare una memoria collettiva unica nella sua drammaticità: L’anno sospeso è il bando che prevede fino a 1000 euro per gli artisti che raccontano l’emergenza Covid-19 e il lockdown a Pisa.

Un premio fino a 1000 euro per gli artisti che hanno continuato a promuovere l’identità culturale e artistica di Pisa durante il periodo dell’emergenza del Covid-19 e che hanno immortalato questo momento a futura memoria.

L’amministrazione comunale ha pubblicato il bando per il contest artistico L’anno sospeso destinato alla realizzazione di opere artistiche multimediali sul tema.

“Per l’arte e gli artisti – commenta l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani – è stato un anno particolarmente duro e difficile, con l’emergenza per il coronavirus e il lockdown che ci hanno costretto tra le mura di casa. La sofferenza spesso diventa fonte di ispirazione artistica e di riflessione e questa crisi ha indotto molti artisti ad una spinta introspettiva. L’obiettivo di questo contest – aggiunge Magnani – è dare la possibilità all’artista di esprimersi nella sua forma più libera e di cristallizzare questo momento che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo”.

Per partecipare bisogna essere in possesso della qualifica di artista o professionista della cultura da comprovare tramite autocertificazione (iscrizione all’Inps di gestione, ex Enpals) ed essere nato o residente (o domiciliato almeno dal primo gennaio 2020) nella città di Pisa. L’artista deve anche dimostrare di aver svolto in maniera continuativa la propria attività nella città di Pisa negli ultimi due anni, di non essere titolare di reddito di cittadinanza o altro sussidio pubblico e di non aver redditi da canoni di locazione o affitto di immobili superiori a 600 euro mensili.

Sono ammesse opere multimediali audio-video della durata dai 3 ai 30 minuti, con una risoluzione di 1980 x 1080 pixel, realizzate in qualsiasi formato. Ogni partecipante potrà presentare un solo progetto che obbligatoriamente dovrà essere inedito. Per ogni partecipante, dopo la valutazione di idoneità da parte della giuria tecnica, è previsto un premio di partecipazione fino ad un massimo di 1000 euro.

Bando e domanda di partecipazione si trovano online sul sito del Comune alla sezione Bandi / Altri bandi (https://www.comune.pisa.it/it/dettaglio-bando/29349/Contest-Artistico-2020-L-Anno-Sospeso-.html). I lavori dovranno essere consegnati in busta chiusa al Comune di Pisa (direzione servizi educativi e cultura c/o Urp-Ufficio protocollo, lungarno Galilei 42 – 56125 Pisa) entro e non oltre le ore 11 di venerdì 4 settembre 2020 (farà fede il timbro della data di ricevimento in Comune, non quella dell’eventuale invio per posta).

 I diritti sui video e le immagini inviate rimangono di proprietà esclusiva dell’autore che le ha prodotte, il quale ne autorizza l’utilizzo e concede a titolo gratuito al Comune di Pisa i diritti di riproduzione delle opere per eventi o pubblicazioni connesse al concorso e/o per attività relative alle finalità istituzionali o promozionali dell’amministrazione comunale.

L’equilibrio delle contraddizioni

Il titolo scelto come slogan per la candidatura di Pisa a Capitale Italiana della cultura per il 2022 racconta già di quanto la bellezza possa esprimersi in modi diversi. E di quanto la cultura possa servire a costruire un nuovo modello di città.

Ecco le linee guida della candidatura di Pisa a Capitale della Cultura per il 2022: per il 2022 sì, perché nel 2021 la Capitale sarà ancora Parma che quest’anno non ha potuto che sospendere i tanti appuntamenti in programma.

I dossier delle 28 città partecipanti saranno esaminati entro il 12 ottobre 2020 quando verranno selezionati 10 progetti finalisti. Il 12 novembre 2020, la Giuria raccomanderà al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo la candidatura del Comune ritenuta più idonea a essere insignita del titolo di Capitale italiana della cultura per l’anno 2022.

Queste le 28 città candidate, regione per regione:

Piemonte: Verbania
Lombardia: Vigevano (Pv)
Veneto: Pieve di Soligo (Tv), Verona
Toscana: Arezzo, Pisa, Volterra (Pi)
Marche: Ancona, Fano (An)
Abruzzo: L’Aquila
Molise: Isernia
Lazio: Arpino (Fr), Cerveteri (Rm)
Campania: Castellammare di Stabia (Na), Padula (Sa), Procida (Na)
Puglia: Bari, Molfetta (Ba), San Severo (Fg), Taranto, Trani
Basilicata: Venosa (Pz)
Calabria: Tropea (Vv)
Sicilia: Modica (Rg), Palma di Montechiaro (Ag), Scicli (Rg), Trapani
Sardegna: Carbonia

Il percorso della candidatura di Pisa era stato avviato nel dicembre scorso con la richiesta al Ministero dei Beni e delle attività culturali per il procedimento della candidatura. Da gennaio 2020 era stato attivato il Comitato promotore ed erano cominciati gli incontri con il mondo della cultura e dell’associazionismo, poi interrotti a causa dell’emergenza Covid-19. Il dossier di candidatura è diviso in tre parti e comprende anche la ecosostenibilità delle azioni, la sostenibilità economico-finanziaria e un dettagliato calendario di eventi diffusi.

“La decisione di candidare la città di Pisa a Capitale Italiana della Cultura – ha spiegato il sindaco Michele Conti – nasce e si costruisce intorno alla necessità di prefigurare e realizzare un modello di sviluppo urbano orientato a un utilizzo socialmente innovativo delle nuove tecnologie nella complessiva gestione del suo patrimonio, considerato in tutte le componenti: storiche, artistiche, architettoniche, culturali, ambientali, sociali ed economiche. Ritengo infatti che il compito principale di un’Amministrazione virtuosa e lungimirante sia quello di essere capace di cogliere con rapidità e intuizione tutte quelle occasioni che le consentono di costruire il futuro della propria comunità stando al passo con le opportunità che la contemporaneità le offre. La candidatura a Capitale della Cultura è risultata dunque una grande occasione che abbiamo voluto cogliere, coinvolgendo tutte le prestigiose realtà cittadine, dalle università alle associazioni culturali, dagli enti territoriali alle associazioni di categoria, per costruire insieme un’idea nuova e condivisa di città. Ci tengo a ringraziare sentitamente tutti coloro che a vario titolo hanno dato il proprio contributo per raggiungere questo primo traguardo, costruire un dossier che potrà e dovrà essere sviluppato nel prossimo futuro. La nostra città ha una storia di cui andare orgogliosi e un patrimonio materiale ed immateriale che deve essere valorizzato e divulgato con tutti gli strumenti possibili. Questa grande cultura, intesa in senso lato e trasversale, nelle sue sfaccettate declinazioni può costituire il vero grande volano di crescita cittadina e il progetto che realizzeremo ci permetterà di disegnare Pisa come un modello possibile di città ideale da offrire anche alla nazione intera”.

“Nello svolgere il mio mandato da assessore – ha detto l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani – mi sono posto delle priorità, prima tra tutte quella di mettere attorno ad un tavolo e costruire una forte sinergia tra tutti gli attori che fanno cultura ed hanno idee per lavorare insieme per il bene di tutta la città. Il dossier che abbiamo inviato ai Ministero e che presentiamo oggi nasce proprio da questa sinergia e, indipendentemente dall’esito della candidatura a Capitale della Cultura, la ritengo già una grande vittoria. Siamo riusciti a lavorare per un obiettivo ambizioso grazie a un lavoro di squadra che rappresenta un punto di partenza per le attività future di questa amministrazione”.

“Per me è un privilegio e un onore lavorare al coordinamento del Comitato promotore e alla redazione del dossier di candidatura per Pisa ha detto il coordinatore della candidatura Dario Matteoni -. La scelta di intitolare la candidatura con L’equilibrio delle contraddizioni nasce dalla consapevolezza che una città proiettata nel futuro deve saper coniugare le complessità della società, deve funzionare bene ma essere anche aperta al futuro e alle novità che contengono anche contraddizioni. Grazie a una metodologia di lavoro e a un grande capitale umano presente a Pisa, si possono creare buone pratiche per permettere alla città e alla sua comunità di coniugare beni materiali e immateriali, spazi fisici reali con spazi virtuali, condivisioni di conoscenze. Il nostro dossier ha raccolto queste sfide e offre un programma di lavoro che potrà essere esteso anche ad altre tematiche per il governo della città, come modello per altre realtà cittadine”.

Il perché della candidatura di Pisa2022 La città è per sua stessa definizione il luogo della complessità̀ e delle contraddizioni. Qualsiasi modello si voglia adottare non si può non confrontare con le dinamiche evolutive che agiscono in ogni sistema urbano e Pisa, nel suo costante e secolare percorso evolutivo, non sfugge a tale paradigma, non si sottrae a tale processo di cambiamento. Come tessitura di spazi, di tempi e di storie, si presenta quale terreno privilegiato di infinite sequenze, di temporalità plurali ed eterogenee, che si distendono con il passato, con i momenti del presente e, infine, con il desiderio e la sorpresa del futuro. Al contempo, la trasformazione digitale, che permea sempre più il nostro presente, si innesta con forza nel disegno della città del futuro e delle sue dinamiche interne. Anche in ambito culturale, la sperimentazione tecnologica ha innescato nuovi processi e permesso di progredire nella ricerca e nella produzione; ha inciso efficacemente nella tutela e nella salvaguardia del nostro patrimonio; ha sovvertito le regole dell’accessibilità spaziale e temporale, aiutato a superare i limiti delle disabilità fisiche e cognitive. 

L’esperienza pandemica, che abbiamo vissuto nei mesi appena passati, ha segnato il trionfo – almeno temporaneo – della tecnologia: ci ha portato a sperimentare la dimensione immateriale delle relazioni, a vivere la connettività come rifugio a cui appigliarsi nel tentativo di ristabilire i meccanismi essenziali della socialità. Ha permesso di lavorare quando gli uffici erano chiusi, di garantire l’attività didattica agli studenti bloccati nelle proprie case; ha imposto profondi cambiamenti nel nostro modo di vivere, ha modificato in particolare il nostro rapporto con la cultura. L’eccezionalità del momento ha generato nuovi paradigmi nella missione di tutte quelle istituzioni che, a vario titolo e con diverse competenze, producono arte e cultura, quindi, musei, biblioteche, archivi, teatri e ancora luoghi monumentali e siti archeologici. 

L’uso delle nuove tecnologie come strumento di accesso alla cultura ha trovato in questi ultimi mesi una notevole dinamicità; un nuovo pubblico si è mosso, anche se in maniera non omogenea, nella sfera del digitale, instillando la speranza di poter contribuire al superamento del cultural divide.  Le nuove tecnologie e le connessioni rese disponibili dalla rete hanno trasformato di fatto una moltitudine di solitudini in una comunità o meglio in molte comunità trasversali e variabili nel tempo. Rimane la necessità di conservare, anche nella virtualità del nostro vivere, la convinzione di aderire con consapevolezza a una comunità di riferimento. Questo tuffo “dal reale al digitale” ha enfatizzato riflessioni etiche, giuridiche, economiche già presenti nel passato e che ora riaffiorano con una nuova urgenza. La cultura, elemento centrale nei processi di sviluppo economico delle città e dei territori, nei programmi di rigenerazione urbana, e, più in generale, nella pianificazione di eco-sistemi sostenibili, diviene quindi strumento di resilienza in una fase nella quale diventano strategiche forme di condivisione collettiva, di acquisizione di più estese capacità cognitive, di maggiore accessibilità a informazione e conoscenze. Proprio su queste riflessioni, “Pisa2022 – L’equilibrio delle contraddizioni” si propone come occasione di sperimentazione in cui due visioni della città, quella materiale e quella virtuale, si confrontano e integrano: città “laboratorio”, dove storia, cultura, identità, valori, bellezze naturali, idee, creatività e conoscenza si intrecciano, in un modello di sviluppo scalabile e adattabile anche ad altre realtà urbane. Città di cultura e di innovazione, luogo idealmente deputato alla sperimentazione delle nuove tecnologie, Pisa prende atto della necessità di ripensare, con uno spirito corale, a nuovi paradigmi e metriche di connessione con la città e con le sue anime culturali e sociali. Pisa, in un dialogo tra la città culturale e la città scientifica, investe su una co-evoluzione tra la città materiale e la città virtuale, in cui il miglioramento della qualità di vita dei suoi cittadini si coniuga con la ridefinizione delle esigenze sociali, culturali, ambientali e fisiche della società̀. 

Il programma di candidatura scandisce nel suo insieme una strategia progettuale che accoglie e mette a regime gli interventi e le azioni degli anni passati nel settore della cultura e conservazione del patrimonio artistico e architettonico e indica i processi per la costruzione dei futuri scenari che, nel medio e lungo periodo, declineranno i temi della rigenerazione urbana, intesa come condivisione di immaginari, di memorie collettive, e della produzione creativa, dii nuovi spazi e di nuove imprese.  Il futuro che prefiguriamo nel nostro programma di candidatura deve necessariamente includere le fragilità dell’esistente e assumere le contraddizioni e i conflitti che questa ha generato e può generare. Al centro del nostro impegno per la candidatura abbiamo collocato un modello di relazioni interpersonali e di rete indispensabile per una comunità cittadina per far fronte in maniera positiva a bruschi cambiamenti, a situazioni inattese e imprevedibili come quella che stiamo vivendo in questa fase storica. Il nostro dossier di candidatura pone, quindi, al centro delle azioni previste, il modello di una piattaforma digitale intesa, essa stessa come una città dai molteplici spazi, virtuali, ma anche reali, condivisa da coloro che nella città cercano il dialogo e l’incontro. Pisa da sempre si è impegnata nello sviluppo delle nuove tecnologie digitali con alcuni dei maggiori centri di ricerca e formazione. La nostra candidatura pone tali eccellenze al centro di una strategia che diventi un laboratorio di nuovi linguaggi e di nuove tecnologie nell’interesse della collettività cittadina estesa a tutte le componenti istituzionali, universitarie e associative.

Pisa2022 Cantieri di cultura

Cantieri di progettazione: Think tank che coinvolge istituzioni e operatori, intellettuali e progettisti, cultura e scienza.

Cantieri fisici: Interventi che consolidano e mettono a sistema l’azione di recupero del patrimonio storico, artistico e architettonico della città disegnando nuove polarità culturali (Bastione del Parlascio | Cittadella Galileiana| Giardino Scotto | Centro San Michele degli Scalzi | Biblioteca Universitaria del Palazzo della Sapienza | Museo delle Navi Antiche| La Darsena| Nuovo punto di approdo | Piazza del Duomo).

Cantieri virtuali: Hub di sperimentazione dell’iper-connessione umana e digitale con un progetto di potenziamento della rete e la sperimentazione di sistemi di ibridazione fibra/wifi e la realizzazione di una architettura virtuale strumento trasversale di sperimentazione, di engagement digitale e condivisione collettiva.

Creatività generatrice Città d’arte, di ricerca e di università, Pisa è da sempre culla di giovani menti creatrici che trascorrono anni di formazione e studio in questo territorio. Pisa2022 si propone di valorizzare l’immenso capitale umano che la popola dedicando ampio spazio alle iniziative che valorizzino il talento dei giovani e le loro proposte. I giovani e le loro idee si posizionano al centro del progetto di laboratorio Pisa2022 con il fine di garantire stabilità ad un processo di sviluppo condiviso su base creativa e di valorizzare il potenziale latente – per possibilità e occasioni – delle nuove generazioni. Le iniziative delle nuove generazioni diventeranno elemento centrale delle attività cittadine, verranno investite di un ruolo chiave per l’attivazione di un meccanismo di sviluppo a base culturale capace di attivare concrete politiche di innovazione, crescita sociale ed economica per il territorio. Progetti, iniziative, strategie condivise tra town e gown consentiranno di definire una nuova dimensione universitaria maggiormente calata nelle dinamiche di sviluppo locale, più capace di trasformare la conoscenza prodotta in conoscenza utile a fini produttivi, di attivare relazioni con il mondo delle imprese, di contribuire alla creazione di beni pubblici che aumentino il benessere della società.

Memoria collettiva Pisa2022 costituisce un’occasione per raccogliere, raccontare e custodire le testimonianze della sua memoria collettiva, nelle forme materiali e immateriali di cui si compone. Costruendo un ponte mnemonico per storie e individui che l’hanno vissuta ed edificata nel tempo, Pisa si propone di individuare e studiare i fenomeni sociali che hanno portato a definire la sua identità e approfondire le comunità e i gruppi che ieri, come oggi, la compongono. Il legame che si è definito nel dialogo tra passato e presente, tra le generazioni, le tradizioni e le culture si concretizzerà in un archivio diffuso in tutto il territorio pisano: istituzioni, presidi culturali e comunità saranno coinvolti in progetti di cura e valorizzazione del patrimonio e di costruzione di una memoria collettiva. Pisa2022 sarà impegnata nel recupero e nella valorizzazione delle testimonianze tangibili e intangibili della sua memoria collettiva, tramite progetti che investano nella conservazione e narrazione del patrimonio storico, culturale e umano, per una consapevole condivisione del tempo e dello spazio nel presente

Connessioni Pisa2022 si propone quale laboratorio per potenziare e favorire le connessioni sociali, umane, urbane. Dall’esplorazione delle opportunità e delle potenzialità che scaturiscono dal dialogo e dalla progettazione di nuove forme di legame nasce la possibilità di conoscere l’altro e, attraverso questo, se stessi, raccontandosi e aprendosi alla condivisione. Il presente è costellato di tecnologie, materiali e immateriali, create per ospitare e accelerare le connessioni tra gli individui, superando i limiti spazio-temporali dell’uomo. Tuttavia, le connessioni virtuali spesso condizionano la forma dei legami, privando i rapporti sociali del lato tangibile e sensibile. Pisa2022 rappresenta una sperimentazione delle connessioni nel mondo contemporaneo, affidando alla tecnologia un ruolo diverso da quello di spazio e restituendo quest’ultimo alla città, che offrirà piazze, giardini, palazzi, aule e mura per costruire nuovi legami all’interno della comunità. I rapporti umani saranno l’obiettivo di una progettazione studiata per costruire una condivisione culturale e umana in grado di restituire spessore al concetto di comunità grazie all’utilizzo di tecnologie “umano-centriche” che risolvano i limiti delle connessioni umane senza prevaricarne forma e tempi.

Geografie variabili Pisa2022 vuole disegnare una nuova geografia urbana ed umana del suo territorio. Alcuni luoghi cittadini, progettati per accogliere attività e relazioni umane, risultano disertati dalle strutture sociali odierne o relegati a meri spazi di transito. Pisa2022 vuole riprogettare il contesto urbano, rivisitandone gli elementi ed elaborando una lettura intesa a superare i canoni di “centro e periferie”, “dentro e fuori le mura”, “area metropolitana e sobborghi”. Con un approccio centrifugo, cittadini, city users e turisti verranno guidati alla scoperta di percorsi altri che colleghino luoghi e comunità non ricompresi nella mappa sociale di odierna fruibilità e frequentazione. La geografia di Pisa verrà riscritta in un disegno inclusivo finalizzato ad un reale superamento delle distanze e delle barriere architettoniche che separano ed estromettono. La rimozione degli ostacoli alla diffusa partecipazione al tessuto urbano sarà sviluppata promuovendo l’adesione della cittadinanza tramite progettualità condivise e l’uso di strumenti tecnologici finalizzati a potenziare l’accessibilità e consolidare il senso di appartenenza al territorio

Risorse messe in campo Il dossier di candidatura prevede un importo complessivo di 3,6 milioni di Euro in opere, di cui quasi 2 milioni di Euro con risorse proprie del Comune e 1,6 milioni di Euro di altri soggetti. Inoltre sono previsti oltre 5,2 milioni di Euro per la realizzazione dei progetti, di cui 3,5 milioni di Euro di risorse proprie del Comune, 750 mila Euro di soggetti partner e 1 milioni di Euro del contributo del Mibact per la designazione a Capitale italiana della cultura.

Il Comitato Promotore: Regione Toscana, Comune di Cascina, Comune di Chianni, Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant’Anna, Biblioteca Universitaria di Pisa, CNR- ISTI, CNIT- Consorzio Nazionale Telecomunicazioni, Direzione regionale Musei della Toscana, Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno, Centro Pecci – Fondazione per le arti contemporanee in Toscana, Fondazione Pisa, Fondazione Teatro Pisa, Fondazione Sistema Toscana, Arcidiocesi di Pisa, Opera Primaziale Pisana, Comunità Ebraica di Pisa, Ente Parco Regionale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli, Navicelli srl, Pisamo srl, Porto di Pisa, Vodafone Italia spa, INWIT S.p.a., Accademia di Belle Arti di Pisa – Alma Artis, Domus Mazziniana, Museo Storico delle Aviotruppe, Scuola Superiore per Mediatori Linguistici, Internet Festival, Pisa Book Festival, Festival del Viaggio, Coopculture – Società Cooperativa Culture, G.A.T.E – Galileo Aggregator for Technology and Enterprises, Accademia di Musica Stefano Strata, Acquario della Memoria, Animali Celesti – teatro d’arte civile, Pisa Buskers |Arti Pendenti, Associazione ScopriAmo Pisa, Associazione Amici della SMS Biblio, Ass.cult. Ondavideo, Ass.cult. Organismi Cinematograficamente Modificati, Ass.cult.Pollution, Ass.cult. Secondi Figli, Ass.cult. Vap, Ass.cult. LP – Laboratorio Permanente per la Città, Ass.cult. Vap, Ass. Fede e Arte Pisa, Ass. FUCO Fucina contemporanea, Ass. Pisa Photo Experience, A.T.I. dei Cappuccini, Azul Teatro, Balestrieri di Porta San Marco, Cineclub Arsenale A.P.S, Consorzio Coreografi Danza d’Autore Con.Cor.D.A., Corte Tripoli Cinematografica, Ente Nazionale Sordi di Pisa, Evinco Group | eventi Incentives&congressi, Gruppo Artistico Letterario La Soffitta, Società Storica Pisana, Inkymind | Visual design, Istituto Dirpolis, Krino, L’Altro Diritto Pisa, Movimentoinactor Teatrodanza, Officine Garibaldi/Paim, Pisa 360° – Il futuro a 360, Pisa Buskers-Arti Pendenti, RadioEco, Sound Sphere spa, Studio Qark- servizi per l’architettura, Zaki – Creative Digital Agency, Confcommercio Provincia di Pisa, Federalberghi Pisa.

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