Questione di attitudine

Attitude è una collettiva che raccoglie le opere di 45 artisti contemporanei espressione delle diverse anime dell’arte urbana. Performance live e quattro personali fino al 3 aprile 2022: l’urban art conquista Palazzo Blu.

Da Obey a Zed1, dai graffiti ai grandi murales che hanno ridisegnato interi quartieri delle nostre città, il percorso espositivo dà voce a una generazione di artisti quarantenni che hanno iniziato in strada e sono oggi chiamati dalle Istituzioni culturali di tutto il mondo. 
La mostra sarà aperta fino al 3 aprile 2022 e ospiterà al suo interno performance live e quattro personali che si susseguiranno rinnovando di mese in mese l’allestimento.

Grande opening con 108, uno dei maggiori esponenti del post-graffitismo astratto, 
protagonista della prima di quattro performance live

Andrà avanti fino al 3 aprile 2022, Attitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo, un progetto curato da Gianguido Grassi, una mostraevento, con performance live, che per la prima volta in Toscana presenta in maniera organica una generazione di artisti, quasi tutti quarantenni, che – dopo aver iniziato a esprimersi in strada in maniera non autorizzata – oggi lavorano con un linguaggio compiuto e ricercato, in continuità con l’arte di rottura e di avanguardia degli Anni ’60.

Realizzato da Start – Open your eyes e prodotto da Fondazione Pisa, con il patrocinio di Comune di Pisa, Provincia di Pisa, Regione Toscana, Consiglio Regionale della Toscana, con il sostegno di Università di Pisa, Scuola Normale Superiore e Scuola Normale Superiore Sant’Anna, il progetto espositivo dà voce a 45 artisti provenienti da tutto il mondo: sono i talenti della urban art, coloro che hanno saputo unire l’energia creativa della strada a un solido background artistico e che adesso sono chiamati a lavorare in molte città del mondo e a partecipare a mostre ed eventi internazionali.

Il percorso espositivo_ Attitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo riunisce le molteplici forme dell’arte urbana, dai graffiti all’astrattismo. Sono 74 le opere in mostra, tutte provenienti dagli archivi degli artisti e da importanti collezioni. L’allestimento prende il via dalla biblioteca e prosegue nelle sale al quarto piano di Palazzo Blu, per raccontare le varie declinazioni dell’arte urbana, dall’anima più ribelle e sociale propria dei graffiti a quella monumentale delle manifestazioni istituzionali più recenti.

“L’attitudine indica una disposizione innata o acquisita, fisica, psicofisica o psichica, che rende possibile o facilita lo svolgimento di una determinata attività; nel gergo della strada indica l’inclinazione e l’approccio con cui chi pitta affronta la propria azione espressiva – spiega il curatore Gianguido Grassi. – Molte sono le attitudini personali e vaste sono le conclusioni artistiche di un fenomeno già vastissimo in termini geografici; ecco perché non è facile dare una definizione e muoversi all’interno di un contenitore che ha come sicuri elementi in comune quello di raccogliere artisti che iniziano a dipingere nel contesto urbano in modo spontaneo e la convergenza dell’energia della strada con la componente creativa. Con l’espressione arte urbana si è dunque cercato di creare un contenitore ampio in grado di raccogliere varie esperienze che si sono avvicendate nel tempo e continuano a coesistere tutt’oggi. Semplificando, potremmo individuare 3 categorie principali: Graffiti WritingStreet art e Neo Muralismo, cha a sua volta si dirama in figurativo astrattista“.

“Keith Haring – dichiara Cosimo Bracci Torsi, Presidente Fondazione Palazzo Blu – ha cominciato il suo percorso di artista come graffitaro nelle metropolitane newyorchesi. Attitude è dunque un’ottima iniziativa che si riallaccia al mondo e alle esperienze da cui anche lui ha iniziato”.

“Con la mostra ‘Attitude I Graffiti writing, Street Art, Neo Muralismo’ – sottolinea Stefano Del Corso, Presidente Fondazione Pisa – affrontiamo la sfida di portare l’arte di strada dentro il museo, attraverso il progetto curato dall’Associazione Start – Open your eyes.  Le opere che sono esposte nelle sale della collezione permanente sono frutto dell’espressione di un gruppo di artisti che appartengono al fenomeno culturale chiamato ‘street art’, artisti contemporanei abituati a creare nei più diversi contesti urbani.  Questa esposizione potrà risultare complementare alla grande mostra su Keith Haring, visitabile già da alcune settimane, e si ripropone di portare il racconto dell’arte urbana, di cui Haring è stato un padre nobile, fino ai giorni nostri, esplorando le tendenze contemporanee e i molteplici messaggi che queste veicolano.  La volontà della Fondazione Pisa è di arricchire il racconto dell’arte contemporanea e offrire un contributo al dibattito su questa forma d’arte non sempre oggetto di un giudizio univoco”.

“Credo e crediamo molto nella bellezza e nel valore della street-art – dice Antonio Mazzeo, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana – Non è un caso che nei prossimi giorni porteremo al voto, nell’aula del Consiglio Regionale, una proposta di legge varata all’unanimità dall’ufficio di presidenza che destina ai comuni della Toscana oltre 400mila euro dell’avanzo di amministrazione per finanziare progetti di valorizzazione urbana proprio attraverso la street-art. Così come il lavoro di Keith Haring è diventato un vero e proprio simbolo per la città di Pisa vorremmo che sempre più questa forma d’arte diventasse un tratto distintivo per tante nostre città e tanti borghi della nostra regione”.

«Sono trascorsi ormai 70 anni – commenta Pierpaolo MagnaniAssessore alla Cultura del Comune di Pisa – da quando a partire dagli anni ’50 a New York un gruppo di artisti anonimi iniziavano a riempire con scritte di protesta i muri della città. Le strade iniziavano a manifestarsi come luogo prescelto per le loro esibizioni artistiche. Un processo che si è lentamente ma in progressione geometrica espanso durante gli anni ’60 per poi estendersi durante i ’70 in tutto il mondo con molteplici forme d’arte non riconosciute che invadevano gli spazi pubblici all’aperto per raggiungere, per quanto concerne la street art e il graffitismo, la loro massima espansione negli anni ’80 con l’avvento delle bombolette di vernice spray. Oggi questa forma d’arte anche in Italia ha definitivamente ottenuto l’apertura delle porte delle grandi istituzioni museali, così come dimostra la stessa esibizione Attitude che inauguriamo oggi a palazzo Blu, riconoscendo a molti autori l’importante ruolo che meritano nell’ambito della cultura contemporanea».

L’eredità di Keith Haring_ Questo progetto espositivo prende forma proprio nel momento in cui Palazzo Blu celebra Keith Haring, uno dei padri della street art che a Pisa ha lasciato un’opera significativa: il murales Tuttomondo, realizzato nel 1989. 

Molti degli artisti protagonisti di Attitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo hanno dipinto a Pisa e in Toscana, contribuendo a far radicare proprio qui uno dei fenomeni culturali più dirompenti e globali degli ultimi 40 anni, in grado di influenzare l’immaginario collettivo e cambiare il volto delle nostre città: prova ne è il quartiere di Porta a Mare, inserito da Sky Arte nei 20 luoghi imperdibili da visitare in Italia per i suoi muri dipinti.

Gli artisti in mostra_ 108, 2501, Abbominevole, Aec Interesni Kazki, Alberonero, Aris, Barbieri Francesco, Bartocci Giorgio, Beast, Bosoletti Francisco, C215, Ciredz, Dado, Duke1, Egs, Eron, Etnik, Farao, Gaia, Hitnes, Imos, Joys, Martini Rae, Massimo Sospetto, Moneyless, Moses&Taps, No Curves, Oker, Okuda San Miguel, Ozmo, Pasquini Alice, Peeta, Phase2, Porto, Rough Remi, Run, Rusto, Rusty, Sbam, Shepard Farey- Obey, Soap The wizard, Solomostry, Sten&Lex, Tellas, Zed1, Zedz.

Le live performance_ Lungo tutta la sua durata, la mostra sarà intervallata da quattro performance live, una al mese, che andranno ad approfondire la conoscenza di altrettante personalità di spicco della Urban art. Gli stessi nomi daranno vita ciascuno a una personale della durata di un mese nella Sala Focus. Il primo artista protagonista sarà 108, uno dei maggiori esponenti del post-graffitismo astratto, già protagonista di “Nusing”, la prima grande esposizione sul post-graffitismo europeo che si è svolta a Parigi nel 2004, e della 52esima Biennale di Venezia del 2007. Il suo linguaggio si compone di un alternarsi di pittura, muralismo, scultura, suono. A Palazzo Blu, presenterà “Il museo dell’assurdo”, un’installazione site specific che permette un’interscambiabilità tra i singoli frammenti che la compongono dando l’idea del divenire e del passaggio, della trasformazione di un luogo, come avviene per le opere realizzate in strada.

Dopo 108, sarà la volta di Joys, leggenda italiana del writing, pioniere le cui geometrie si ritrovano persino in Russia e in Cina; seguirà la performance live del milanese 2501, che è anche un grande studioso delle controculture. Per finire con lo street artist newyorchese Gaia, che Forbes ha inserito tra i 30 Under30 che cambieranno il mondo, già attivo a Pisa. Gli stessi quattro artisti saranno al centro di una mostra personale in una delle sale dove le opere saranno cambiate ogni mese. 

A completamento dello svolgersi di Attitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo, arriveranno a Pisa una serie di firme della scena urban internazionale che dipingeranno nuovi muri e arricchiranno il patrimonio di opere pubbliche contemporanee.

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Cosa resterà di quegli anni ’80?

A Palazzo Blu arrivano gli incontri che raccontano, approfondiscono, spiegano il mondo intorno a Keith Haring: perché una mostra deve essere che lo spunto per un viaggio che non si esaurisce nell’ultima sala.

Fino al 12 Aprile 2022 sarà possibile visitare la mostra Keith Haring a Palazzo Blu e ricordare quando l’artista volò da New York a Pisa per dipingere Tuttomondo, ma da qui ad allora attraverso quattro appuntamenti presso l’Auditorium sarà possibile dialogare con la bellezza esposta nelle sale in maniera ancora più vivace

Il ciclo di appuntamenti indagherà alcuni aspetti del movimento della Pop-Art e il periodo storico, artistico, culturale a esso collegato, con giornalisti, critici d’arte, autori e professori di storia dell’arte che potranno dare più ampio respiro ai temi che la mostra offre. 

Il Programma: 

1° incontro ore 17.30, giovedì 16 dicembre 2021 

Tuttomondo, dietro le scene”

Con Piergiorgio Castellani, Lorenzo Bani, Andrea De Gioia, i protagonisti dell’avventura pisana di Keith Haring nel 1989.  

2° incontro ore 17.30, giovedì 27 gennaio 2021 

Francesco Barbieri & Arnaldo Testi”

Una conversazione sulla New York di Keith Haring e sul resto della scena” 

Con Arnaldo Testi, professore di Storia degli Stati Uniti presso l’Università di Pisa e Francesco Barbieri,artista e studioso del post-graffitismo. 

3° incontro ore 17.30, venerdì 18 febbraio 2022 

Coloriamo tutti i muri. Case, vicoli e palazzi. 

Vita, opere e curiosità di Keith Haring 

Con Marco Carminatistorico dell’arte, scrittore e giornalista responsabile delle pagine d’arte de La Domenica de IlSole24Ore. 

4° incontro ore 17.30, 24 o 31 marzo 2022 

Cosa resterà di questi anni ’80? L’arte di Keith Haring nell’epoca dell’innocenza.

Con Luca Beatrice, critico d’arte, curatore e accademico italiano. 

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A caccia di pericoli

Torna la rassegna di Palazzo Blu che ci mette in condizione di guardare agli eventi che stanno cambiando il mondo affrontandoli per quelli che sono: il nuovo ciclo di appuntamenti di Warming – I pericoli rimossi inizia venerdì 3 dicembre trattando di manipolazioni genetiche.

Parte la rassegna scientifica Warning – I pericoli rimossi dedicata all’approfondimento degli eventi che stanno cambiando il mondo, attraverso incontri aperti al pubblico e alle scuole con importanti esperti nei diversi campi che saranno trattati nel ciclo 2021/2022.  

Con il primo evento verrà affrontato il tema delle manipolazioni genetiche, appuntamento nell’auditorium di Palazzo Blu per venerdì 3 dicembre, ore 15.30.  

Parlare di manipolazioni genetiche significa fare riferimento alle biotecnologie, che l’Umanità ha utilizzato da sempre ad esempio per produrre birra, vino, o yogurt. Si tratta di processi indotti da microrganismi per ottenere un processo tecnologico, cioè un qualcosa che in natura non si verificherebbe senza una progettualità tecnica sviluppata dall’uomo.

A partire dagli anni ’70 ha preso il via uno sviluppo delle biotecnologie totalmente innovativo, che permette di trasferire porzioni di informazione genetica tra membri della stessa specie o addirittura tra specie diverse. Queste nuove biotecnologie offrono enormi potenzialità in campo medico ed anche in quello economico. Tuttavia ogni manipolazione genetica di un microrganismo non esclude eventuali pericoli sia per l’ambiente che per l’uomo. Quindi il loro uso necessita di attente valutazioni, non solo di carattere scientifico ma anche di tipo etico e sociale. Al tempo stesso la nascita e lo sviluppo delle attuali biotecnologie hanno costituito una delle espressioni più significative del rapporto tra scienza e tecnica. Grazie ad esse, è stato infatti possibile utilizzare in modo programmato i sistemi biologici per la produzione di beni e servizi. 

Ad inquadrare il fenomeno delle manipolazioni genetiche saranno Paolo Benanti, teologo, professore straordinario presso la Pontificia Università Gregoriana, francescano del Terzo Ordine Regolare, esperto di biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, Vittoria Raffa, Professore Associato di Biologia Molecolare presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, un dottorato in Nanomedicina presso la Scuola Superiore Sant’Anna e vincitrice di una “Marie Skłodowska-Curie Individual Fellowships (IF)” presso la ”School of Medicine” (Dundee, UK).  

L’evento è aperto al pubblico – si ricorda che l’accesso all’auditorium è consentito muniti di green pass e con obbligo di mascherina – e si tiene anche in diretta streaming dal sito e dall’account facebook di Palazzo Blu.  

Warning è una iniziativa nata dalla collaborazione tra l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) di Pisa e Palazzo Blu, e realizzata con il contributo di Fondazione Pisa.  

warning.palazzoblu.it/.  

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Keith is back

A Palazzo Blu una grande mostra su Haring riallaccia il legame della città con il padre della street art che ci ha regalato Tuttomondo: l’artista degli omini, dei colori sgargianti e della meravigliosa varietà dell’amore che ha raccontato anche la malattia, ma che ha sempre scelto la vita.

Pisa ha con Keith Haring un rapporto speciale da quando l’artista venne qui nel 1989 per regalarci la sua ultima grande opera: a pochi mesi dalla morte, dipinse il muro della canonica della chiesa di Sant’Antonio con Tuttomondo, il grande murale che racconta la vita, l’amore e la meravigliosa varietà di tutte le pulsioni umane.

La mostra Keith Haring, a Palazzo Blu, dal 12 novembre al 17 aprile 2022, non è solo un omaggio allo street artist famoso in tutto il mondo per i suoi segni iconici, le linee marcate e tondeggianti, i colori sgargianti, i puzzle di figure che sembrano semplici e che invece sono così intensi, ma è un saluto ad un amico. E la chiusura di un cerchio che si è aperto più di trent’anni fa con quell’opera, così partecipata, quasi condivisa con la città, con chi volle andare a vedere quel ragazzo con gli occhiali tondi che disegnava strani omini su quell’anonimo muro del centro. Ma visto che una mostra non è mai una chiusura, che l’arte non chiude ma apre, è un modo di continuare a mostrare il nostro dialogo con lui, di dire a quel ragazzo che gli siamo grati. Non solo per quel manifesto artistico che ha lasciato alla nostra città, ma per lo sguardo che, con la sua arte troppo a lungo considerata minore, ha saputo regalarci.

Haring racconta la sua arte dagli inizi fino all’ultima grande esperienza, quella pisana, mostrandoci che, pur evolvendo, l’immaginario di Keith rimane fedele al suo modo di intendere l’arte come mezzo per raccontare la vita anche nella sua quotidianità, nel suo aspetto pop, e come strumento di impegno contro ogni forma di discriminazione, per la diffusione di messaggi di sensibilizzazione su temi come il consumo di droga o la prevenzione dell’AIDS.

Il soggetto del bambino, scelto come manifesto della mostra, è forse quello nel quale possiamo identificare Haring stesso: due giorni prima di morire, debolissimo, riesce a stento a disegnare su un foglio con un pennarello: disegna il bambino radiante. Un neonato che sprigiona raggi di potere ricevuto dall’universo; che possiede un’energia infinita; che gattona incessantemente, senza fermarsi mai, verso ogni dove, sfidando ogni pericolo. E dopo la morte di Keith, nel corso degli anni Novanta fino al caos dei giorni nostri, questa immagine iconica continua a trasmettere il suo messaggio di gioia. Il bambino radiante rappresenta Keith Haring stesso.

Realizzata dalla Fondazione Pisa in collaborazione con MondoMostre e a cura di Kaoru Yanase, Chief Curator della Nakamura Keith Haring Collection, la mostra presenta per la prima volta in Europa una ricca selezione di opere, oltre 170, provenienti dalla Nakamura Keith Haring Collection, la collezione personale di Kazuo Nakamura, che si trova nel museo dedicato all’artista, in Giappone. Fanno parte della collezione, e sono in mostra a Pisa, opere che vanno dai primi lavori di Haring fino agli ultimi, molte serie complete quali Apocalypse (1988), Flowers, (1990) e svariati altri disegni, sculture nonché grandi opere su tela come Untitled (1985). Ampiamente riconosciuto per le sue opere d’arte dai colori vivaci e giubilanti, i lavori di Haring sono familiari e noti anche a chi non conosce la sua breve parabola artistica perché i suoi omini stilizzati e in movimento, i suoi cuori, i suoi cani e i suoi segni in generale fanno parte del bagaglio di immagini pubbliche e non solo, in tutto il mondo, e sono proprio queste ad averlo reso un simbolo della cultura e dell’arte pop degli anni Ottanta.

LA MOSTRA

L’esposizione ripercorre l’intera carriera artistica di Haring e l’ampia gamma di tecniche espressive da lui indagate – pittura, disegno, scultura, video, murales, arte pubblica e commerciale – iniziando dai disegni in metropolitana, Subway Drawings, 1981-1983 (gesso bianco/carta/pannelli di legno) che restano tra i suoi lavori più noti e acclamati, fino al portfolio delle diciassette serigrafie dal titolo The Bluprint Drawings, la sua ultima serie su carta che riproduce le prime e più pure narrazioni visive nate nel 1981, pubblicata nel 1990, un mese prima della sua morte.  

Il percorso di mostra, allestito nelle sale di Palazzo Blu dagli architetti di Panstudio, si divide in nove sezioni: dal PRINCIPIO, prima sezione, in cui si raccontano gli inizi e la vita nella città di New York, dove Haring si trasferisce nel 1978 per studiare alla School of Visual Arts. In quel periodo fa coming out. Inizia con semplici segni grafici a disegnare bambini, animali, cuori, televisori, angeli, piramidi e omini, con il gesso bianco, sopra i pannelli pubblicitari inutilizzati delle stazioni metropolitane di New York. Le foto dei suoi lavori iniziano a circolare e il suo stile diventa subito molto riconoscibile perché crea un linguaggio che si legge a colpo d’occhio, il “codice Haring”. E la sua fama presso il pubblico cresce rapidamente. 

La sezione OLTRE I LIMITI, ci porta dentro i colori fluorescenti che brillano sotto la luce nera dell’artista, attraverso una serie di cinque serigrafie, Untitled (Fertility Suite), pubblicata dalla Tony Shafrazi Gallery nel 1983, in cui Haring da spazio alle sue icone, simboli di vitalità e fertilità, sempre in movimento, forse agitate. 

Subito dopo LE STORIE, in cui è esposta l’opera The Story of Red + Blue, 1989, una serie di litografie realizzata espressamente per i bambini divenuta così nota da essere usata per diversi concorsi di storytelling e inserita nei programmi educativi in molte scuole americane. 

HARING A PISA, racconta l’avventura pisana di Keith Haring, l’amicizia dopo l’incontro fortuito con Piergiorgio Castellani, e il lavoro corale per la realizzazione del murale “Tuttomondo” su una parete del Convento di Sant’Antonio: la Chiesa che mise a disposizione la superficie da dipingere, il Comune e la Provincia che coordinarono il progetto, gli studenti dell’università che aiutarono l’artista come assistenti.

Si passa poi alla MUSICA; ovunque Haring lavori, sulla strada o nel suo atelier, c’è sempre. Le sue opere incarnano il suono delle strade di New York e dei locali più cool. Collabora alla creazione di un gran numero di cover, una delle più note è per un album di David Bowie del 1983 che raffigura due omini stretti in un radioso abbraccio. Insieme alla musica la sezione MESSAGGIO: l’obiettivo di Haring è raggiungere il maggior numero di persone possibile e i poster sono uno strumento in grado di stabilire una connessione immediata col pubblico. Il Poster for Nuclear Disarmament, del 1982, è senza parole, ma invoca visivamente la fine dell’energia nucleare. Da allora Haring realizza oltre cento poster per pubblicizzare le proprie esposizioni, concerti, prodotti o per sensibilizzare le persone ai temi che ha particolarmente a cuore: la prevenzione dell’AIDS, i diritti dei gay, l’apartheid, il razzismo, l’uso delle droghe, la guerra, la violenza e la salvaguardia ambientale. 

In SIMBOLI E ICONE, troviamo Radiant Baby, Dog, Angel, Winged Man, Three-Eyed Face, la serie pubblicata nel 1990, che include i personaggi più iconici della sua intera opera. Come si legge nei diari, The Radiant Baby simboleggia l’innocenza, la purezza, la bontà e il potenziale di ognuno.

DISTOPIA RIVELATA è una sezione dedicata a una fase di maturazione e consapevolezza di Haring. Come si nota in Apocalipse, 1988, la materia della sua arte si fa più profonda e complessa. Come omosessuale che convive con l’AIDS, la politica e la paura diventano i temi dominanti dei suoi lavori. In collaborazione con lo scrittore beat William Burroughs lavora a questa serie, offrendo un assaggio del suo inferno personale: ogni immagine realizzata con la tecnica del collage, riprende la poesia, e utilizza pubblicità, referenze di storia dell’arte e teologia cattolica per amplificare le scene di caos. 

ENERGIA PRIMORDIALE: piramidi affollate di omini, animali, soli, maschere, il body painting e i totem. L’opera di Keith Haring diventa uno spazio fra arte vernacolare e arte accademica, fra creazione e appropriazione. I suoi lavori celano poteri misteriosi di provenienza non occidentale, ispirati all’arte azteca, eskimo, africana e afroamericana, nonché a simboli antichi e mitologici. 

LA FINE DELL’INIZIO, chiude la mostra con le immagini che meglio raffigurano il linguaggio iconico di Haring: piramidi, dischi volanti, cani, serpenti e bambini che si mescolano a figure erranti ed extraterrestri. Nel 1990, poco prima di morire, Haring pubblica la sua ultima edizione su carta, The Blueprint Drawings. «Questi 17 disegni sono nati in poche settimane fra dicembre 1980 e gennaio 1981. Gli originali li ho realizzati su pergamena con inchiostro Sumi perché avevo intenzione di riprodurre tutti i disegni in cianografia. Li portavo regolarmente al cianografo locale, dove mi divertivo a cercare di spiegarne il contenuto agli addetti ai macchinari. Nel giro di qualche settimana, in negozio, tutti avevano grande familiarità con i miei disegni. (…) Quelle stampe sono una perfetta capsula del tempo dei miei inizi a New York City», Keith Haring New York City 4 gennaio 1990. 

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La storia del complotto

In questi tempi di rinnovato fascino per i complotti, un ciclo di eventi a Palazzo Blu ci guida attraverso casi storici in cui si è parlato di trame oscure: con i cinque incontri, dal vivo e online, de Il complotto e la storia impareremo forse a riconoscere questo fenomeno antico e modernissimo.

Inizia il 28 ottobre il ciclo di eventi Il complotto e la storia organizzato a Palazzo Blu, ma fruibile anche online, con l’appuntamento con Simona Siano, ricercatrice dell’Università di Torino.

A cura del Prof. Daniele Menozzi, gli incontri ci accompagneranno alla scoperta di un fenomeno che tendiamo a pensare come recente e che invece ha radici antiche: la lettura della realtà in chiave complottista è già ben presente nella storia otto-novecentesca e non ha fatto che dilatarsi negli ultimi anni. L’interpretazione della diffusione della pandemia di Covid-19 e delle misure prese per contenerla in termini cospirazionisti ne costituisce l’ultima manifestazione contemporanea.  

Con la guida di studiosi e esperti, potremo forse imparare a riconoscere questo fenomeno, le sue radici e le sue articolazioni, cosa ci spinge a ritenere valide teorie spesso strampalate, quali sono le strategie attraverso le quali si diffonde e si radica nei singoli e nelle comunità.

I molteplici risvolti del complottismo saranno approfonditi attraverso il contributo delle scienze sociali, dalla politologia alla linguistica, dalla semiologia alla storia. Il primo appuntamento, del 28 ottobre alle 17.30, è con Il Covid 19, la congiura e la rete Internet: il caso dei vaccini, con Simona Stano dell’Università di Torino.

A seguire, il 4 novembre l’evento Semiotica delle teorie del complotto: segni, parasegni, e pseudosegni’ con Massimo Leone (Università di Torino); l’11 novembre toccherà a La radice delle teorie del complotto: il conflitto politico con Nicolas Guilhot (IUE Firenze); il 18 novembre appuntamento con La retorica del complotto: una vicenda linguistica, con Gianluca Lauta (Università di Cassino); a chiudere la rassegna sarà lo stesso Prof. Daniele Menozzi il 25 novembre con L’archetipo storico: il complotto giudaico

palazzoblu.it  

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Libri per tre

La XIX edizione del Pisa Book Festival si divide in tre diverse location per moltiplicare le proposte di incontri, letture, stand degli editori: dal 30 settembre al 3 ottobre agli Arsenali Repubblicani, ma anche a Palazzo Blu e al Museo delle Navi Antiche arrivano tanti tanti libri.

Agli Arsenali Repubblicani ci saranno gli stand degli editori indipendenti, visitabili già dalle 15 di giovedì 30 settembre, per l’inaugurazione di questa diciannovesima edizione del Pisa Book Festival; al Museo delle Navi Antiche e a Palazzo Blu ci saranno gli incontri con gli autori e le presentazioni. Tre sedi per un unico grande festival sempre più ricco, che si sdoppia e anzi si moltiplica per tre per moltiplicare le occasioni e coinvolgere ancora di più la città stessa.

Dal 30 settembre al 3 ottobre, libri, libri, libri.

On line è già disponibile l’intero programma: volendo si può prenotare il proprio posto per un incontro o una presentazione, ricordando che, naturalmente, ci vuole il green pass.

E subito dal primo giorno, giovedì 30 settembre, tre appuntamenti importanti: alle 16 Il punto più alto. Sulla rotta di un sogno al comando dell’Amerigo Vespucci: il comandante Gianfranco Bacchi presenta la sua autobiografia; alle 17 Gabriella Albanese e Paolo Pontari presentano In supreme dignitatis. Per la storia dell’Università e dell’Ospedale di Pisa; alle 18 lo scrittore olandese Ilja Leonard Pfeijffer riflette sulla nostra comune identità europea in conversazione con Sebastiano Mondadori con Grand Hotel Europa.

E questo è solo l’inizio: l’appetito vien leggendo.

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L’estate di Palazzo Blu

Per tutto agosto c’è ancora la mostra De Chirico e la Metafisica, quella sulle illustrazioni dell’Inferno di Dante e il museo è aperto anche a ferragosto. Naturalmente dal 6 di agosto è necessario avere il green pass per entrare, ma perché non approfittare delle ferie per scoprire o riscoprire le meraviglie di Palazzo Blu?

Sempre aperti, anche a Ferragosto e con le aperture serali del palazzo fino a mezzanotte, che proseguono anche ad agosto nelle serate di venerdì e sabato. A Palazzo Blu l’attività non si ferma e continuano fino al 5 settembre le visite alle mostre in corso. Per De Chirico e la Metafisica, la mostra dedicata a uno degli artisti italiani più conosciuti al mondo, si apre l’ultimo mese di esposizione delle 80 opere selezionate da Saretto Cincinelli e Lorenzo Canova per raccontare tutte le fasi del percorso artistico del pictor optimus. Dalle prime opere “böckliniane” della fine del primo decennio del Novecento agli anni Dieci della grande pittura Metafisica; dai capolavori del periodo “classico” dei primi anni Venti della “seconda metafisica” parigina, fino ai Bagni Misteriosi degli anni Trenta, alle straordinarie ricerche sulla pittura dei grandi maestri del passato riscontrabili nelle nature morte, nei nudi e negli autoritratti, realizzati tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, giungendo all’ultima, luminosa fase neometafisica che recentemente ha riscosso un grande interesse internazionale.   

È aperta anche la mostra Tom Phillips Dante’s Inferno. La mostra, che si inserisce nella rassegna degli eventi dedicati ai 700 anni dalla morte di Dante, è un commento visivo dell’Inferno dantesco, realizzato dall’artista britannico contemporaneo Tom Phillips a corredo della sua traduzione del testo di Dante in inglese per la prestigiosa edizione uscita nel 1983 per i tipi di Talfourd Press. La mostra è a ingresso gratuito fino al mese di agostocosì come è gratuito l’ingresso, sempre fino ad agosto, alla collezione permanente.   

A partire dal 6 agosto 2021, per accedere al Museo è richiesta la certificazione verde COVID-19 (Green passinsieme al documento di identità.  

palazzoblu.it dechiricopisa.it e dante.palazzoblu.it   

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De chirico di sera

Con le aperture serali Palazzo Blu ci dà la possibilità di ammirare la mostra di De Chirico fino a mezzanotte il venerdì e il sabato: perché anche l’arte può farci compagnia nelle serate estive (e renderci almeno un po’ di quel tempo in cui la mostra è stata inaccessibile).

Cosa facciamo venerdì sera? E sabato? A lungo chiusi in casa, ora siamo felici di tornare a farci domande di questo tipo. E a lungo chiuse nelle sale di Palazzo Blu, le opere della mostra su De Chirico, sono rimaste private del loro senso: essere ammirate. Dal 9 luglio la mostra De Chirico e la Metafisica a Palazzo Blu apre in via straordinaria fino alla mezzanotte nei giorni di venerdì e di sabato, per di più con un biglietto ridotto per chi entra dopo le 19.

Cosa facciamo venerdì o sabato sera? Un gelato, certo, una birra, sempre, e tanta tanta arte.

La mostra ‘De Chirico e la Metafisica’, curata da Saretto Cincinelli e Lorenzo Canova, racconta l’opera del Pictor optimus in un lungo viaggio attraverso immagini e parole. Uno degli elementi principali del progetto è la scoperta della collezione personale dell’artista, i “de Chirico di de Chirico”che sono il fulcro del progetto espositivo, composto da un grande numero di opere provenienti da La Galleria Nazionale di Roma – donate nel 1987 dalla moglie del pittore, Isabella – e dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. Una mostra che permette di conoscere de Chirico grazie a una serie di disvelamenti che aprono il sipario sui suoi enigmi, che hanno lasciato tracce profonde lungo l’arco del Novecento e che ancora oggi ispirano le nuove generazioni di artisti. La mostra è organizzata da MondoMostre, con il supporto di Fondazione Pisa e grazie alla importante e generosa collaborazione dei prestatori, tra questi le più prestigiose istituzioni nazionali d’arte moderna, quali la Pinacoteca di Brera e il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (MART), la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e de La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.  

palazzoblu.it dechiricopisa.it 

Ufficio stampa Fondazione Pisa : Susanna Bagnoli  bagnoli@fondazionepisa.it 

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Un piccolo passo verso la normalità

Da sabato 22 maggio a Palazzo Blu niente più prenotazione obbligatoria nei festivi: per chi lo preferisce, resta possibile prenotare il proprio ingresso, ma il decadere di questo obbligo è un piccolo significativo passo verso la normalità. E non dobbiamo sottovalutarlo.

C’è stato un tempo, sembra un secolo fa, in cui si poteva decidere di andare ad una mostra, di visitare un museo o un’esposizione senza prenotare in anticipo il biglietto: se in tanti avevano la stessa idea ci mettevano in fila, semplicemente, aspettando il proprio turno.

Ebbene, al di là del fatto che a lungo, molto a lungo, nessuna mostra e nessun museo sono stati visitabili, da questo fine settimana cade l’obbligo di prenotare la propria visita, reso necessario con le riaperture per fuggire qualsiasi rischio di assembramento. Sembra una cosa insignificante, ma non lo è.

In base alle nuove disposizioni introdotte dal DPCM 18 maggio 2021, n. 65, non è più obbligatoria la prenotazione per accedere al museo il sabato, la domenica e nei giorni festivi: già da sabato 22 maggio si può accedere al museo, come nei giorni feriali, acquistando i biglietti direttamente a Palazzo Blu, salvo esaurimento dei posti.   

Le mostre a Palazzo Blu sono De Chirico e la Metafisica, prorogata al 5 settembre, e la mostra grafica sull’Inferno di Dante disegnato da Tom Phillips, visitabile fino al 18 luglio.  

Il museo, con l’esposizione permanente, è aperto dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 20.

palazzoblu.it   

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Warning: tra clima e oceani

Appuntamento il 17 maggio con l’ultimo incontro della serie Warning! a proposito della situazione del nostro pianeta e delle minacce che rischiano di stravolgerlo: in streaming daPalazzo Blu Elisabetta Erba e Carlo Barbante ci parleranno di clima, oceani e cambiamenti minacciosi.

E’ dedicato al rapporto tra clima e oceani il prossimo evento della rassegna Warning’ in diretta su pagina facebook account youtube di Palazzo Blu lunedì 17 maggio alle 15: l’incontro servirà ad inquadrare i cambiamenti minacciosi a cui stiamo andando incontro, tra scioglimento dei ghiacci, innalzamento delle acque, biosfera marina modificata in modo strutturale e permanente e terre che scompaiono.

Elisabetta Erba, geologa e professore ordinario all’Università degli studi di Milano e Carlo Barbante, ordinario di chimica all’Università Cà Foscari di Venezia ci spiegheranno come, nel 21° secolo, a causa del riscaldamento globale, gli oceani subiranno un cambiamento profondo, con un aumento delle temperature e del loro livello, insieme ad una crescita della loro acidificazione, in contemporanea alla  diminuzione della fauna marina.

La rassegna Warning, realizzata in collaborazione con Palazzo Blu e con il sostegno di Fondazione Pisagiunge quindi al termine non senza tracciare un breve bilancio. Nei mesi ha dato vita a una community a cui, oltre al pubblico che ha seguito le dirette, hanno partecipato 183 classi – da tutta la Toscana – con 3300 studenti che sono stati parte attiva nel proporre domande ai tanti relatori esperti che si sono alternati. Molti ragazzi, circa 2400, seguendo gli incontri hanno acquisito i crediti dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento. È stato determinante anche il ruolo degli insegnanti – hanno partecipato in 156 – alcuni, attraverso la rassegna, hanno potuto fare aggiornamento nei molteplici ambiti scientifici affrontati.  

Le dirette streaming – che possono essere riviste dall’account youtube di Palazzo Blu – hanno registrato, settimana dopo settimana, numeri sempre crescenti, con una media di 2500 visualizzazioni a evento su facebook, e di 3000 su youtube.  

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