Il Palio fuori stagione

Arriva per prima la barca celeste del Santa Maria, ma poi viene squalificata e declassata all’ultimo posto: vince dunque il Palio di San Ranieri la barca verde di Sant’Antonio seguita al secondo e terzo posto della rossa di San Martino e della gialla di San Francesco; anche fuori stagione, la regata del patrono regala emozioni.

Dopo aver saltato due edizioni a causa della pandemia, si è disputato il Palio di san Ranieri in un’edizione autunnale, decisamente fuori stagione ma che non ha fatto mancare le emozioni e lo spirito della gara.

La sfida in Arno tra le quattro imbarcazioni che rappresentano i quattro quartieri storici della città che gareggiano per 1500 metri controcorrente dal Ponte della Cittadella, presso la sede dei Canottieri Arno, fino all’arrivo allo Scalo dei Renaioli, non è infatti stata una competizione scontata: la barca celeste del Santa Maria, arrivata per prima alla piattaforma sulla quale il montatore è riuscito ha conquistare il proprio paliotto issato sulla cima del pennone, è stata in seguito squalificata dai giudici di gara risultando dunque ultima in classifica. Vincitrice l’imbarcazione verde del Sant’Antonio, seguita dalla rossa di San Martino e dalla gialla di San Francesco.

Al di là dell’ordine di arrivo e delle ovvie polemiche del caso, la soddisfazione è quella di essere tornati a celebrare, anche se in tempi desueti, una delle rievocazioni della nostra tradizione “purtroppo spesso considerata la cenerentola fra le manifestazioni del Giugno Pisano – commenta l’assessore alle tradizioni della storia e dell’identità di Pisa, Filippo Bedini – ma che stiamo cercando di valorizzare, cogliendo anche segnali positivi come la presenza di tanti giovanissimi fra i vogatori”

Svolgimento del Palio. Le imbarcazioni impiegate si ispirano alle tipiche fregate stefaniane dell’Ordine Mediceo dei Cavalieri di Santo Stefano. La barca del quartiere San Francesco è contraddistinta dal colore giallo, quella di San Martino dal rosso, quella di Santa Maria dal celeste, quella di Sant’Antonio dal verde.

Ogni equipaggio è composto da otto vogatori, un timoniere ed un montatore. Quest’ultimo deve arrampicarsi su un pennone alto dieci metri, posto al traguardo su di una piattaforma galleggiante e recuperare la bandierina che simboleggia la conquista de il Paliotto. Questa particolare modalità di assegnazione della vittoria si ispira all’impresa di Lepanto del 1571 quando le truppe cristiane, una volta abbordata l’ammiraglia turca, si impadronirono della fiamma da combattimento posta sul pennone dell’imbarcazione musulmana.

Gli equipaggi

Barca Gialla: Santi Gianluca, Grassini Andrea, Fabozzi Mirko, Marsigli Fabio, Pratesi Michele, Taddei Federico, Vito Saggese, Delcarratore Davide; Timoniere Riccardi Pellegrini. Allenatore Cini Primo.

Barca Rossa: Pioli Leonardo, Papini Gabriele, Miccoli Simone, Cavatorta Lorenzo, Figuccia Federico, Pratelli Nicola, Bellani Marco, De Pasquale Mattia, Marrocchelli Leonardo, Niola Carlotta; Montatore Ognibene Michele; Timoniere Fedeli Samuel. Allenatore Simoncini Alessandro.

Barca Verde: Mollica Alessio, Barandoni Simone, Sbrana Daniele, Del Lucchese  Tommaso, Vitarelli Lapo, Rubessi Adriano, Colombini Matteo, Carmignani Tommaso, Traso Andrea; Montatore Perice Michele. Allenatore Nencini Maurizio.

Barca Celeste: Mostardi Luigi, Barbieri Mirko, Romani Luca, Giarri Emanuele, Vanni Francesco, Possenti Luca, Lorenzini Alessio, Ricci Flavio; Timoniere Ciulli Gabriele; Montatore Bellani Edoardo. Allenatori Landi Massimiliano, Foschi Massimiliano.

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Sul Ponte, ma nel 2022

L’edizione di quest’anno del Gioco del Ponte, che da giugno era stata auspicata per settembre sperando in un andamento migliore della pandemia, non si svolgerla invece nemmeno in versione autunnale. Il 26 settembre ci sarà forse una sfilata simbolica, un’esposizione di costumi, ma per la sfida delle parti dobbiamo aspettare. Ancora.

Sarà un’edizione ridotta, senza la tradizionale sfida sul ponte di Mezzo tra le Magistrature di Mezzogiorno e Tramontana, rimandata al 2022 a causa del persistere dell’emergenza Covid. E’ quanto è stato deciso dal Consiglio degli Anziani in merito al Gioco del Ponte 2021, in programma il prossimo 26 settembre

“A giugno scorso – spiega Bedini – insieme al Consiglio degli Anziani avevamo prospettato due scenari: il primo, più ottimistico, prevedeva di realizzare, spostandola a settembre, un’edizione il più possibile normale del Gioco del Ponte che comprendesse corteo, rievocazione e battaglia; il secondo scenario prevedeva invece un’edizione senza la tradizionale disfida sul ponte di Mezzo. Sulla base dell’andamento dei contagi di agosto 2020, che vedeva una media giornaliera di 400 nuovi positivi, speravamo di poter essere nelle condizioni di poter realizzare un’edizione quasi normale del Gioco. Un anno dopo, nonostante il vaccino, la media è stata invece di circa 7 mila contagi giornalieri. Abbiamo quindi dovuto prendere atto di questa difficile situazione e rimandare ancora una volta al prossimo anno la battaglia tra le Parti, a tutela soprattutto degli stessi combattenti”.

“Nei prossimi giorni definiremo nel dettaglio il programma delle iniziative realizzabili: stiamo pensando al corteo con una rappresentanza delle Parti e saranno esposti su Ponte di Mezzo, Palazzo Pretorio e Palazzo Gambacorti i nuovi addobbi e materiali. Potremo in ogni caso godere del lavoro che ha portato ad arricchire notevolmente il patrimonio del Gioco legato a costumi, arredi e gonfaloni”. 

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Tra bandiere e balestre

Sabato 10 al Parco delle Concette dimostrazioni, coreografie e visite guidate sulle Mura: l’occasione è l’anniversario della fine dell’assedio fiorentino del 1500; l’occasione, fra accampamenti, arcieri, balestrieri, musici e sbandieratori, mè per chi vuole fare un tuffo nelle tradizioni.

Tutto pronto per la seconda edizione della rievocazione storica dell’assedio subito da Pisa nell’estate del 1500 da parte degli eserciti fiorentino e francese. Dal 29 giugno al 10 luglio, infatti, a ridosso della cerchia muraria tra Porta Calcesana e la Torre delle Piagge, si svolsero le principali battaglie. Per ricordare quei fatti d’arme, sabato 10 luglio si svolgerà la rievocazione, nell’anniversario dalla fine dell’assedio.

Il programma della giornata prevede, a partire dalle 9, la visita a un accampamento a tema medievale, realizzato grazie ai Balestrieri di Porta San Marco, con la partecipazione dei gruppi storici “Musici e Sbandieratori Città di Pisa”, “Ordo Civitas Pisarum”, “Mazzascudo”, “Associazione Rievocazione Storica della Battaglia di Ponte di Sacco A.D. 1497”, “Pisa Ghibellina”, “Compagnia di Calci”.

Alle 12 verrà apposta una corona di alloro alla presenza dell’assessore alle tradizioni della storia e dell’identità di Pisa Filippo Bedini e delle autorità, con il drappello d’onore dei Balestrieri di Porta San Marco e degli altri gruppi storici.

Nel pomeriggio, a partire dalle 17.30, inizieranno le dimostrazioni di arcieri e balestrieri con le coreografie di musici e sbandieratori. Dalle 18.00 alle 19.45, infine, visite guidate sulle Mura di Pisa con salita da Torre di Legno e discesa in piazza delle Gondole. I “Balestrieri di Porta San Marco”, in costumi d’epoca, accompagneranno i visitatori nel racconto di quei giorni.

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Dalla parte delle tradizioni

In questa seconda estate senza giugno pisano le tradizioni ci mancano parecchio. Per sentire meno questo vuoto da mancanza di sfilate e costumi storici, sabato 10 luglio al parco delle Concette c’è una rievocazione storica con dimostrazioni, coreografie e visite guidate sulle Mura.

Nell’estate del 1500 gli eserciti fiorentino e francese assediarono Pisa per riuscire a riconquistare la città tornata indipendente nel 1494. Dodici giorni di battaglie dal 29 giugno al 10 luglio a ridosso della cerchia muraria tra la Porta Calcesana e la Torre delle Piagge: ancora oggi si può vedere la breccia che gli assedianti riuscirono ad aprire, ma che non bastò loro per non essere ricacciati dopo una serie di strenue lotte. Nel 1509 Firenze tornò a dominare sulla città della Torre, grazie anche all’ulteriore appoggio della Spagna, ma l’episodio del 1500 rimase da allora radicato nella memoria storica cittadina come momento in cui i pisani dimostrarono un’incredibile caparbietà nel difendere la propria indipendenza. Sabato 10 luglio si rinnova la manifestazione nell’anniversario dalla fine dell’assedio: presso il Parco delle Concette, dove 521 anni fa si svolse la battaglia.

“Prosegue il progetto, stabilito all’inizio del nostro mandato, di restituire visibilità a momenti della storia di Pisa meno conosciuti – dice l’assessore alle tradizioni della storia e dell’identità di Pisa Filippo Bedini – e di dare rilievo agli appuntamenti del calendario Alfeo non circoscritti solo al mese di giugno. Visibilità che può contribuire anche alla formazione della cultura e identità della nostra città. Purtroppo, in questi anni il programma è stato ostacolato dalla pandemia ma non si è fermato del tutto e ora riparte da dove si era interrotto lo scorso anno con la prima edizione della rievocazione dell’assedio. Ringrazio i Balestrieri di Porta San Marco, le associazioni che hanno aderito, le Mura di Pisa che consentono di arricchire la giornata con una visita speciale, e Renzo Ciangherotti per la sua pervicacia e amore per la città».

Il programma della giornata di sabato 10 luglio prevede, a partire dalle 9, la visita a un accampamento a tema medievale grazie ai Balestrieri di Porta San Marco, ideatori dell’iniziativa, con la partecipazione dei gruppi storici: “Musici e Sbandieratori Città di Pisa”, “Ordo Civitas Pisarum”, “Mazzascudo”, “Associazione Rievocazione Storica della Battaglia di Ponte di Sacco A.D. 1497”, “Pisa Ghibellina”, “Compagnia di Calci”. Alle 12 sarà apposta una corona di alloro, mentre nel pomeriggio, alle 17.30, inizieranno le dimostrazioni di arcieri e balestrieri con le coreografie di musici e sbandieratori. Dalle 18 alle 19.45 visite guidate sulle Mura di Pisa con salita da Torre di Legno e discesa in piazza delle Gondole: i “Balestrieri di Porta San Marco”, vestiti in costumi d’epoca, accompagneranno i visitatori nel racconto di quei giorni, basandosi sul libro Onore e Gloria dello storico pisano Mario Chiaverini.

Prenotazione allo 0500987480 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, sul sul sito di Coopculture al link http://bit.ly/BigliettiMura oppure presso la biglietteria di Torre Santa Maria negli orari di apertura.

www.muradipisa.it

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Niente luminara, però

Il Giugno Pisano, lo sappiamo bene, deve aspettare. Ancora. Ma la Parte di Tramontana ci tiene a far sapere che comunque le tradizioni vanno rispettate e che anche piccole celebrazioni simboliche possono tenere vivo l’amore per le tradizioni della Pisanità.

Nonostante le restrizioni imposte dal perdurare dello stato di emergenza, che hanno comportato lo slittamento al 2022 della Luminara di San Ranieri la Parte di Tramontana del Gioco del Ponte non ha voluto rinunciare ad onorare il Patrono della Città nella notte in cui tradizionalmente avviene l’emozionante spettacolo offerto dai lampanini sui lungarni, ravvivando alcuni luoghi del centro cittadino.

I volontari del settore civile della fazione boreale hanno voluto simbolicamente illuminare coreograficamente, a nome di tutta la Parte, la sede del Comando, nel Parco degli Arsenali Repubblicani a ridosso del Ponte della Cittadella.

Anche la Magistratura dei Mattaccini ha voluto rendere omaggio al Patrono Cittadino illuminando il Bastione del Parlascio, fuori dalla Porta a Lucca, con una biancheria sagomata sul nome della squadra ed animando la serata con un simbolico ritrovo dei propri componenti.

Infine la Magistratura di Santa Maria ha celebrato San Ranieri illuminando la sua nuova sede civile, in Via Pasquale Paoli, a due passi da Piazza dei Cavalieri.

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Ci manchi, luminara

Già l’anno scorso farne a meno è stata dura, ma eravamo convinti sarebbe stata una volta sola. Un nuovo 16 giugno senza lumini sui lungarni sarà difficile da affrontare: possiamo solo sperare che i lucciconi che ci riempiranno gli occhi riflettano le luci che illumineranno simbolicamente i palazzi del comune, moltiplicandole e dandoci l’illusione della luminara.

Per il secondo anno consecutivo, la vigilia di San Ranieri, il 16 giugno, non sarà illuminata dai centomila lumini a cera posizionati sulle facciate dei palazzi sui Lungarni. A causa dell’emergenza Covid-19, infatti, il Comune ha da tempo annunciato l’annullamento di tutti gli eventi del Giugno Pisano e, dunque, anche della Luminara. Come lo scorso anno sono state allestite nei giorni scorsi le tradizionali biancherie sulle facciate di palazzo Gambacorti e palazzo Mosca, in questo caso del tutto rinnovate, grazie al contributo di Toscana Energia. I lampanini cominceranno a risplendere con le luci del crepuscolo.

I temi della tradizione della Luminara saranno oggetto di una puntata televisiva de La Pisaniana che verrà trasmessa in diretta dal Ponte di Mezzo dalle 21: per chi comunque vuole poterne almeno parlare o rievocare quelle degli anni passati.

Per gli inguaribili romantici, ci vediamo lì.

Il 16 e 17 giugno saranno adottati i seguenti provvedimenti temporanei di viabilità e sosta: Lungarno Gambacorti, tratto compreso tra piazza XX Settembre e via Toselli dalle ore 14.00 del 16 giugno alle ore 14.00 del 17 giugno 2021: divieto di sosta con rimozione coatta; Ponte Di Mezzo, chiusura al traffico veicolare dalle ore 16.00 del 16 giugno fino alle ore 01.00 del 17 giugno e chiusura al traffico pedonale dalle ore 22.00 alle ore 01.00. 

Nella giornata di giovedì 17 giugno, giorno di San Ranieri patrono della città, non si svolgerà nemmeno il tradizionale Palio di San Ranieri. Alle ore 20.30 nella chiesa di San Vito, a cura della Compagnia di San Ranieri, con il patrocinio del Comune di Pisa, si terrà la conferenza “La storia di San Ranieri”, raccontata da don Severino Dianich, grazie alla celebre  incisione di Giovanni Girolamo Frezza riproducente gli affreschi del Campo Santo. L’ingresso è ammesso fino a esaurimento dei posti disponibili a sedere.

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Ciao Giugno

E anche per quest’anno, niente Giugno Pisano: niente luminare, niente palio, niente Gioco del Ponte, non sarebbe possibile farlo in sicurezza. La speranza è poter rimandare a settembre almeno il Paio di San Ranieri e la sfida sul ponte.

Lo sapevamo, perché sappiamo che per organizzare tutto devono essere fatti bandi per assegnare i lavori con mesi di anticipo, bandi che non ci sono stati. Lo sapevamo, ma sentirselo dire fa sempre male: anche per il 2021 dovremo rinunciare ai lungarni illuminati dai lampanini e, almeno per giugno, al Gioco del Ponte, al Palio di San Ranieri e alla Regata delle Repubbliche Marinare.

Troppa folla, troppa calca, nessuna possibilità di mantenere le distanze e di godersi la festa senza mettere a rischio il rispetto delle regole che, anche se le cose vanno meglio, siamo ancora tenuti a rispettare.

Unica speranza: restiamo in attesa di conoscere le decisioni in merito alla Regata delle Repubbliche marinare, che quest’anno dovrebbe svolgersi ad Amalfi.

“Anche quest’anno, come già accaduto lo scorso anno, il Giugno Pisano non potrà avere le forme del passato – spiega Filippo Bedini, assessore alle tradizioni della storia e identità di Pisa -. Le disposizioni ancora in vigore in tema di contrasto alla diffusione del Covid-19 rimangono in vigore fino a tutto giugno e non consentono di far svolgere eventi come i nostri. Per quanto riguarda il Gioco del Ponte e il Palio di san Ranieri, stiamo cercando di programmarli nella seconda parte dell’estate, tra settembre e l’inizio di ottobre, mentre per la regata delle Repubbliche marinare attendiamo a breve la convocazione del comitato organizzatore per capire le decisioni. Quest’anno sarà ospitata da Amalfi. La Luminara, invece, con grandissimo rammarico, non potremo viverla e goderla nemmeno nel 2021 e ci diamo appuntamento al 2022″.

“Tuttavia – prosegue Bedini -, in questi mesi abbiamo lavorato molto per le prossime edizioni, per migliorare alcuni degli aspetti che sembravano più critici: i problemi legati ai lampanini in particolare e alcune scelte scenografiche sui palazzi. Gli uffici hanno documentato tutte le facciate e provveduto a proporre soluzioni e migliorie per le biancherie con alcuni interventi sia su palazzi storici di proprietà pubblica che su altri privati, in modo da valorizzarli al meglio e rendere tutto l’insieme più bello e spettacolare”.

Non ci resta che aspettare.

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Via Sant’Ubaldo

Da giovedì 13 a domenica 16 maggio torna la Festa che anima il quartiere delle Piagge con un cartellone di eventi in presenza e in streaming: a causa della pandemia la consueta fiera dei fiori è rimandata ai giorni 28, 29 e 30 maggio, ma intanto Pisa intitola una strada al Santo.

Dopo che l’anno scorso non se n’era dovuto fare di niente, quest’anno tornare a festeggiare, anche se in modo non convenzionale, la festa di sant’Ubaldo è ancora più significativo. Da giovedì 13 a Domenica 16 maggio presentazioni di libri, reading, saggi musicali, concerti, eventi in vernacolo pisano scandiranno il cartellone di A riveder le stelle: Sant’Ubaldo nell’anno di Dante, la 42a edizione della festa di primavera della città: alcuni degli appuntamenti saranno on line sulla pagina fb Le Piagge Eventi e sarà posticipato al fine settimana tra il 28 e il 30 maggio il tradizionale mercato dei fiori; ma in compenso giovedì 13 maggio sarà intitolata al Santo vescovo di Gubbio e da sempre venerato a Pisa la strada che collega la chiesa di San Michele degli Scalzi al viale delle Piagge.

“Con questa edizione abbiamo voluto unire le figure di Sant’Ubaldo, santo venerato da secoli nella nostra città, e di Dante Alighieri, nell’anno del settecentenario della morte – dice il presidente del comitato Antonio Schena -. Nonostante questa situazione di pandemia, siamo riusciti a definire un programma quale occasione per una riflessione culturale e spirituale, con molti eventi che si svolgeranno nella bellissima chiesa di San Michele, nell’anfiteatro del Centro Sms ma anche in diretta sui social. Mi preme sottolineare l’intitolazione di un tratto di strada a sant’Ubaldo: finalmente, dopo tanti anni, Pisa ha dedicato una strada a questo santo che, dopo il patrono san Ranieri, è stato ed è ancora molto venerato e amato in città”.

Il programma

Martedì 11 maggio, Anteprima della Festa

ore 17.00 (pagina Facebook Le Piagge Eventi) – Fede, politica e bellezza nel racconto di Dante. Relazione del prof. Mauro Ronzani (Università di Pisa). Partecipano Filippo Bedini, assessore alle Tradizioni Storiche (Comune di Pisa) e il giornalista Stefano Mecenate.

Giovedì 13 maggio, Apertura della festa 

ore 17.00 (via San Michele degli Scalzi) – Posa della targa di inaugurazione della Salita di Sant’Ubaldo. Apertura della Festa. Intervengono: Michele Conti, Sindaco di Pisa, don Lorenzo Bianchi, parroco S. Michele degli Scalzi, Antonio Schena, presidente comitato Le Piagge.

Ore 18.00 (chiesa di S. Michele degli Scalzi) “Pisa e Sant’Ubaldo nell’opera di Dante” di Alessio Bologna. Letture di Alessandro Scarpellini, poeta. Interventi musicali di Michelangelo Boccaccio, Carlotta Froli e Antonio Gentilini.

Venerdì 14 maggio 

Ore 16.00 (anfiteatro centro SMS) – Presentazione del libro “Cronaca di una battaglia. Dramma sulla prigionia al tempo della Meloria” di Alessandro Scarpellini e Alessio Bologna. Introduce professoressa Gabrielle Garzella. Intervengono gli autori. Partecipa l’editore Francesca Pacini. Legge Rodolfo Baglioni, spazi musicali di Antonio Gentilini.

Ore 18.00 (chiesa S. Michele degli Scalzi) – S. Messa.

Ore 19.00 (pagina Facebook “Le Piagge Eventi”) – “Dante nella canzone contemporanea”: De André, Battiato e Branduardi”. Ideato e presentato da Marco Masoni.

Sabato 15 maggio

Ore 15.30 (Anfiteatro centro SMS) – Saggio musicale degli allievi della scuola media “Vincenzo Galilei” di Pisa diretto dal professor Michelangelo Boccaccio. A seguire: Presentazione libro per bambini “Scoprire Pisa in una favola” di e con Sandro Cartei. Interviene l’autore con l’assessore al Comune di Pisa, Sandra Munno.

Ore 17.30 (chiesa di S. Michele degli Scalzi) – Celebrazione della Santa Messa patronale officiata da Don Lorenzo Bianchi. Sarà presente la Delegazione del Gioco del Ponte di San Michele.

Ore 19.00 (chiesa di S. Michele degli Scalzi) – Concerto per Archi dell’Orchestra “Pisa Sinfonietta” dell’associazione culturale S. Francesco e Coro della Società Filarmonica Pisana. Direzione dal Maestro Giovanni Del Vecchio. Musiche di Vivaldi e Mozart

Ore 19.30 (pagina Facebook “Le Piagge Eventi”) – “Il conte Golino della Gherandentra” (da una bolgia infernale dantesca ad un angolo di Pisa) “biologo-monologo” in Vernacolo Pisano di Alfonso Nardella.

Domenica 16 maggio

Ore 9.00 (chiesa di S. Michele degli Scalzi) – Santa Messa officiata da don Vincent Ezeanochie.

Ore 10.30 Santa Messa officiata da Don Lorenzo Bianchi.

Esposizione del dipinto di “Sant’Ubaldo da Gubbio”, restaurato con il contributo della

Fondazione Pisa, il sostegno della Sovrintendenza alle Belle Arti, associazione Amici

dei Musei, Ufficio Beni culturali ecclesiastici. Intervento della restauratrice Elena Burchianti. Partecipa l’assessore Paolo Pesciatini (Comune di Pisa).

Ore 15.30 (anfiteatro Centro SMS) – Presentazione del libro di Andrea Falchi “Effetto Hawthorne”. Intervegono l’autore e la giornalista Emilia Vaccaro.

Ore 17.00 (anfiteatro centro SMS) – “L’Arno racconta”. Reading poetico-musicale. Introduzione storica di Alessio Bologna. Liriche di Alessandro Scarpellini. Musiche originali e rielaborazioni di Massimo Cappellini (violino e chitarra). Voci recitanti: Alessandro Scarpellini e Giovanna Latartara. 

A seguire: Saluti finali con la partecipazione del vicesindaco Raffaella Bonsangue e del

presidente del Comitato le Piagge Antonio Schena, seguirà brindisi finale.

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Il trammino, quello vero

Torna a Pisa la locomotiva che trainò lo storico trammino fino all’inizio del secolo scorso: un pezzo della memoria collettiva pisana che è stato recuperato e prenderà posto nel nuovo allestimento di piazza delle Baleari, a Marina. Per ricordarci che si può cambiare, senza abbandonare i ricordi.

Per tanti è stato un mezzo di trasporto tra la città e il litorale; per altri un racconto di genitori e nonni, dei bei tempi in cui si andava al mare col trammino: oggi torna a Pisa la locomotiva Dante Alighieri per anni in servizio sulla linea Pisa – Pontedera prima, e Pisa – Boccadarno poi. Era conservata a Padova, ma presto farà bella mostra di sé a Marina per ricordarci questo pezzo della nostra storia cittadina.

“Oggi – dichiara l’assessore al turismo Paolo Pesciatini – abbiamo riportato a Pisa la locomotiva “Dante Alighieri” che ha consentito il servizio di trasporto dei nostri concittadini da Pisa a Boccadarno per molti anni tra fine ‘800 e inizio ‘900, permettendo loro di godere delle bellezze del nostro litorale dell’epoca. È stata una vera emozione ritrovarla a Padova, perfettamente conservata, ancora carica del suo fascino, e riportarla nella nostra città. Tutto ciò è stato possibile grazie anche all’intervento appassionato di Luciano Duè, pisano di origine che ha rintracciato la locomotiva, alla consulenza scientifica di Fabio Vasarelli e grazie alla famiglia Ferrato di Padova, Davide Ferrato e le figlie Camilla, Angela e Marta, che l’hanno gelosamente custodita fino ad oggi e con estrema generosità hanno permesso di poterla riconsegnare a Pisa. Dopo averla ritrovata nel 2019, ho desiderato riportala di nuovo a Pisa, proprio in questo anno dedicato ai 700 anni della morte del Sommo Poeta a cui la locomotiva è intitolata, come ulteriore modo di ricordare Dante Alighieri da parte della nostra comunità.”

“È con estrema soddisfazione – commenta l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Latrofa – che abbiamo potuto ritrovare la storica locomotiva e riaccompagnarla a casa, per essere posta proprio sul tracciato originale del vecchio Trammino che arrivava fino a Marina di Pisa. La locomotiva infatti, dopo un accurato restauro conservativo che verrà effettuato con trattamenti specifici per proteggerla dagli agenti marini, verrà collocata in piazza delle Baleari, a coronamento della riqualificazione della piazza, per essere visibile a tutti e ricordare l’antico percorso del Trammino che portava al Litorale, ricostruendo visivamente un pezzo di storia della nostra città e del nostro territorio.” 

Costruita nel 1883 dalla tedesca Henshel e Sohn di Cassel, la locomotiva è rimasta in attività a Pisa fino agli anni ‘20 del Novecento. Venne quindi ceduta al servizio della ferrovia mineraria di Monterufoli, per poi finire sulla tranvia Bologna-Cento. Nel dopoguerra lavorò allo zuccherificio di Rieti e poi in Veneto, in uno zuccherificio della stessa proprietà. A metà degli anni ’80 finito il servizio, era destinata alla demolizione ma finì nelle mani di Davide Ferrato, proprietario dell’azienda specializzata nel commercio di prodotti siderurgici, che l’ha custodita. Da allora è apparsa in qualche esposizione storica. La macchina pesa a vuoto circa 14 tonnellate, è lunga 6,7 metri e larga 2,65 metri. Con la ciminiera installata raggiunge oltre 3 metri di altezza da terra.

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Perdonaci San Torpè

Fra le cose alle quali dobbiamo rinunciare per evitare il rischio di assembramento ci sono tutti i riti e le celebrazioni in attesa del Giugno Pisano, o almeno il loro svolgimento con la consueta partecipazione di massa. La Parte di Tramontana ha onorato il proprio patrono San Torpè, senza partecipazione corale, ma con tanto sentimento.

San Torpè, il cortigiano di Nerone che visse ai tempi in cui San Pietro, in viaggio verso Roma, si fermò a Pisa, in quella che sarebbe diventata la Basilica di San Piero a Grado; quel Torpete che si convertì al cristianesimo, fu decapitato e il cui corpo, lasciato su una zattera a bocca d’Arno, fu ritrovato in una cittadina della della Provenza che in suo onore fu ribattezzata Saint Tropez.

San Torpè è il patrono della Parte di Tramontana che, fra i tanti riti e cerimonie che precedono e preparano la sfida sul ponte, lo ricorda il 29 aprile, giorno in cui morì a Pisa nel 68 d. C.

La festa di San Torpè è tradizionalmente momento di incontro per tutta la Parte che in questa occasione abitualmente presenzia alla cerimonia che si tiene nell’omonima chiesa alla presenza delle massime cariche cittadine e delle autorità della Città di Saint Tropez che ogni anno si recano in pellegrinaggio a Pisa. In questa giornata negli anni passati la Parte organizzava al termine della Santa Messa l’investitura dell’Ambasciatore e del Cavaliere Alfiere, in memoria dell’antica cerimonia del cartello, atto che nei secoli passati costituiva uno dei momenti propedeutici allo svolgimento della battaglia sul ponte.

Purtroppo quest’anno la situazione pandemica non ha consentito lo svolgimento della consueta cerimonia giocopontesca, né la presenza delle autorità di Saint Tropez a Pisa. Il Comando di Tramontana ha tuttavia voluto presenziare alla celebrazione eucaristica presieduta dai Padri Carmelitani, con una delegazione guidata dal Generale Matteo Baldassari e dal Consigliere Civile Giuseppe Lippi, alla presenza delle autorità cittadine ed in collegamento streaming con le istituzioni della città di Saint Tropez. Il Comando, a nome di tutta la Parte, ha offerto un omaggio floreale al busto di San Torpè ed ha rivolto un messaggio di devozione al termine della messa. Il Generale di Tramontana, in rappresentanza di tutto il popolo boreale, ha inoltre fatto pervenire al Sindaco della Città francese una lettera con un messaggio augurale di saluto auspicando di poter tornare il prossimo anno a celebrare insieme la memoria del Santo.

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