Diritto allo studio vuol dire, anche, alloggi

242 posti letto pubblici destinati agli studenti universitari: la nuova residenza universitaria del DSU Toscana in località San Cataldo, pronta entro l’estate, funzionale e energeticamente virtuosa, consentirà di accorciare le tempistiche di scorrimento delle graduatorie alloggi.

Il cantiere per la realizzazione della nuova Residenza Universitaria dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario in via Paolo Semeraro in località San Cataldo è quasi completato. Con una visita guidata, si è fatto il punto sulla stato dei lavori che, nonostante intoppi burocratici e rallentamenti dovuti alla pandemia, vanno avanti e dovrebbero concludersi entro l’estate.

I nuovi 242 posti letto andranno ad aggiungersi ai 1574 già presenti nel territorio pisano (per un totale di 1.816) gestiti direttamente e mediante concessione. Questo incremento consentirà di accorciare le tempistiche di scorrimento delle graduatorie alloggi.

La residenza è composta da 102 camere doppie con bagno e 38 singole con bagno (di cui 9 camere sono attrezzate per ospitare13 persone diversamente abili). L’edificio è costituito da 4 piani fuori terra ed un seminterrato riservato a garage, locali tecnici, magazzini/guardaroba, lavanderia e servizi igienici/spogliatoi. Al primo piano e ai piani successivi ci sono le camere e gli spazi comuni con punti cottura.

Il complesso è servito da due strade pubbliche e da una strada di piano con i relativi percorsi pedonali che consentirà una grande accessibilità pedonale da ogni lato del complesso oltre a permettere la dislocazione di un adeguato numero di posti auto.

Nella fase di progettazione è stata posta grande attenzione alla qualità architettonica ed all’efficientamento energetico al fine di ottenere la certificazione dall’Ente certificatore autonomo Casa Clima in classe Gold, in considerazione della presenza di fonti rinnovabili di approvvigionamento basate su pannelli fotovoltaici e solari/termici. Dal punto di vista impiantistico ed infrastrutturale è garantita la connessione dedicata alla rete web in ogni stanza oltre alla presenza di WI-FI in tutta la struttura.

La genesi della costruzione risale al 2003 quando il Consiglio di Amministrazione dell’allora Azienda Regionale DSU di Pisa, nell’ottica di implementare il patrimonio residenziale pubblico destinato agli studenti universitari, firma un accordo con il Demanio per la concessione perpetua in uso gratuito di un terreno nel Comune di Pisa in località San Cataldo con l’intenzione di costruirvi una nuova Residenza Universitaria.

L’iniziativa viene ripresa successivamente dal CdA dell’Azienda unica regionale DSU della Toscana ad inizio 2011 in concomitanza con l’uscita del nuovo bando Legge 338/2000 al quale l’Azienda partecipa presentando un progetto definitivo predisposto da professionisti interni ed esterni e da sviluppare sulla stessa porzione di terreno. 

La domanda viene accolta nel 2012 dal Ministero dell’Università e della Ricerca e nel 2014, il Consiglio di Amministrazione dell’Azienda dà mandato di individuare nella ditta Edificanda srl di Latina il soggetto esecutore dell’opera tramite affidamento di appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione della struttura.

prevede il termine lavori per giugno/luglio 2021 ed una apertura per gli studenti agli inizi del 2022.

Il costo complessivo dell’intervento è di 14.100.000 di euro, oltre 1.121.000 euro per gli arredamenti, e viene sostenuto in parte dal contributo del bando MIUR ed in parte da risorse Regionali e risorse DSU.

“Con il completamento della residenza San Cataldo particolarmente attesa a Pisa e l’imminente apertura a Firenze del nuovo edificio annesso alla Residenza Calamandrei con ulteriori 122 posti – sottolinea il Presidente del DSU Toscana Marco Moretti – il patrimonio residenziale pubblico complessivo del DSU diventerà di 4891 alloggi riservati ad universitari, rendendo a livello nazionale l’Ente della Toscana uno dei primi tre soggetti erogatori di servizi per il Diritto allo Studio per numero di alloggiati. Una realtà fra le più virtuose per il numero, la distribuzione e la qualità di servizi resi e l’attenzione alle necessità degli utenti. In un momento in cui le garanzie sociali per i più deboli vengono costantemente ridotte, è con particolare orgoglio che possiamo affermare di aver onorato l’impegno assunto all’inizio del mandato giunto a conclusione, di ampliare gli interventi per il diritto allo studio che lasceremo in eredità ai futuri amministratori dell’Azienda ”

Senza memoria non c’è futuro

Pisa conferisce alla senatrice Liliana Segre, testimone diretta della deportazione degli ebrei nella seconda guerra mondiale, la Laurea honoris causa in Scienza della Pace. Perché il compito delle istituzioni, commenta in sindaco Conti, è tramandare la memoria.

“Un saluto caloroso, a nome di tutta la città di Pisa, alla nostra concittadina, la senatrice a vita Liliana Segre. Per il sottoscritto è stato un grande piacere e un onore, nel dicembre 2019, proporre il suo nominativo al Consiglio Comunale di Pisa per il conferimento del titolo onorifico così come fu un orgoglio constatare come la nostra assemblea si espresse positivamente all’unanimità, senza distinzioni tra i differenti schieramenti politici presenti.

La nostra città aveva già assegnato in passato questo riconoscimento alle sorelle Tatiana e Andra Bucci, un segno di rispetto verso i testimoni di quella pagina tragica che fu la Shoah e del dovere che compete alle istituzioni pubbliche di trasferire alle giovani generazioni la memoria di quel che accadde.

Significativo anche aver presentato il libro di Vera Paggi che raccoglie il carteggio della sua famiglia costretta a separarsi e, in parte, fuggire dall’Italia a causa delle leggi razziali. Figura centrale e tragica di quella vicenda è il professor Bruno Paggi, chirurgo, cacciato nel 1938 proprio dall’Università di Pisa perché ebreo.

La nostra città porta con sé l’onta di essere stata la sede per la firma di quelle leggi, a causa del re che qui dimorava per lunghi periodi. E fece bene il nostro Ateneo, per gli 80 anni dalla promulgazione di quelle leggi, a organizzare una giornata per chiedere perdono a nome di tutti gli atenei d’Italia.

La colpa del mondo universitario così come di gran parte degli italiani in quegli anni fu sostanzialmente il silenzio di fronte a quel che stava accadendo. Il silenzio nel vedere tanti italiani, di religione ebraica, costretti a lasciare i luoghi di lavoro; il silenzio nel non vedere più i ragazzi frequentare le scuole di ogni ordine e grado; infine, il silenzio nel non vederli più in giro per le strade delle loro città.

Sappiamo, poi, come andarono le cose. E, per fortuna, abbiamo anche saputo con il tempo, che furono molti, in silenzio, a compiere atti eroici per mettere in salvo molti di quegli ebrei. Anche se furono migliaia a finire nei campi di concentramento e altrettanti a fuggire dal nostro Paese.

Ora, a distanza di tanti anni, quel velo di silenzio è stato squarciato e tutte le istituzioni organizzano, anche grazie alle Comunità ebraiche, iniziative per ricordare. E questa della laurea honoris causa alla senatrice Liliana Segre è una delle più significative che la nostra città nel suo complesso potesse pensare.

Noi crediamo fortemente nel valore del ricordo e della memoria quale radice per costruire il futuro. Senza consapevolezza di quello che è stato nessuna comunità, città o Nazione, può ambire ad avere un futuro. Oggi, le istituzioni insieme alle comunità, al mondo della cultura, dell’associazionismo, ai semplici cittadini, hanno il dovere di proseguire questa difficile opera di sconfiggere il silenzio e l’ignoranza di quello che è stato perché non si ripeta mai più e che sia per ognuno di noi l’occasione per rinnovare l’impegno a contribuire alla costruzione di un mondo più giusto, fondato sui principi di libertà e democrazia”.

Vernice su vernice

Continua l’impegno dell’amministrazione pisana a favore della lotta alle scritte vandaliche. E stavolta si avvale della collaborazione con l’università per la rimozione di quanto deturpa i muri dei palazzi, soprattutto nel centro storico. Con l’idea che, a forza di cancellare, i vandali si stancheranno di scrivere.

Un’azione congiunta di Comune e Università per dichiarare guerra ai vandali che imbrattano i muri: l’idea è cancellare prontamente le nuove scritte che spuntano per le strade pisane. e visto che spesso questo accade sui muri di palazzi storici del centro, fra i quali i tanti di proprietà dell’Università di Pisa, una collaborazione con quest’istituzione è fondamentale perché, in prima persona, si occupi degli edifici di propria competenza.

Salutano con entusiasmo e tanta convinzione l’iniziativa e la collaborazione, sia dal Comune che dall’Università: è certo bello impegnarsi e unire le energie per un fine comune; l’importante è non pensare che tutto quello che scalfisce l’intonaco sia vandalismo e non sperare di zittire a colpi di vernice quella che a volte è la voce di un disagio o di un’urgenza che non sa trovare un modo migliore per esprimersi.

Insomma non dimentichiamolo mai: muri puliti, popoli muti.

Si parte da via Pasquale Paoli, una strada particolarmente significativa perché è sempre stata piena di scritte (e certo, siamo nel cuore della città universitaria) anche, purtroppo, sui muri delle sedi universitarie di pregio presenti nella strada. Nei giorni scorsi il Comune di Pisa ha già ripulito buona parte delle scritte presenti e l’Università sta facendo altrettanto, con cantieri allestiti sulle parti di propria competenza. 

“Sono veramente molto soddisfatto della collaborazione con l’Università di Pisa, che ringrazio per aver fornito una risposta immediata ed effettiva nell’azione di rimozione di scritte e affissioni abusive – dichiara l’assessore all’ambiente Filippo Bedini -. L’azione congiunta con l’Ateneo, oltre al fatto che aumenterà esponenzialmente i risultati del contrasto al degrado in città, dimostra che questo lavoro è assolutamente necessario e giusto. Restituire decoro al volto di Pisa non è un vezzo della nostra amministrazione, ma un dovere non più rimandabile: i residenti, i fruitori della città e i turisti che ci auguriamo presto possano ritornare, hanno diritto a vivere in un ambiente pulito, ordinato, decoroso. In una parola: bello. Facciate imbrattate, costellate di orribili manifestini strappati, deturpate da adesivi contrastano violentemente con la bellezza di Pisa. Da febbraio scorso abbiamo intrapreso un percorso lungo e oneroso, reso ancor più difficile dalla presenza nella nostra città di pochi balordi che proprio non si rassegnano a vedere i muri puliti. Ma dovranno rassegnarsi. L’Università è proprietaria di molti e bellissimi edifici, specialmente in centro storico, e l’attivazione di un’azione strutturale, che porterà al controllo del fenomeno anche sugli edifici di sua proprietà, è per noi fondamentale da un punto di vista pratico. Ma c’è di più: il fatto che il rettore Paolo Mancarella e il prorettore Marco Gesi condividano in maniera così convinta l’importanza di un contrasto efficace alle varie azioni di inciviltà che contribuiscono al degrado urbano, da un lato conferma che il nostro è un progetto di affermazione di civiltà, e dall’altro ci motiva ancor di più a proseguire, consapevoli che, grazie alla sinergia con l’Università di Pisa i risultati saranno più rapidi e migliori”.

“Come Università di Pisa – ha dichiarato il prorettore Marco Gesi – abbiamo aderito con convinzione all’invito lanciato dell’assessore Bedini per dar vita ad un’azione sinergica nel mantenere e restituire una città più civile, più bella, più pulita. Sono convinto che, collaborando, Comune e Università possano avere una forza incredibile nella gestione della città. Per questo, l’Università non si è fatta sfuggire l’occasione di abbracciare questa iniziativa, farla propria e dar vita ad una chiara ed evidente collaborazione. Sono sicuro che i cittadini sapranno apprezzare questo lavoro che restituisce bellezza alla città. Insieme al Comune di Pisa ce la metteremo tutta per far tornare i muri della città alla loro originaria bellezza, continuando a ridipingere dove imbratteranno ancora e alla lunga vincerà la civiltà, vinceranno i cittadini che vogliono vedere Pisa di nuovo bella e pronta, speriamo il prima possibile, ad accogliere di nuovo migliaia di turisti che dovranno lasciare Pisa con l’impressione di aver visto una città, bella, pulita, ben tenuta, all’altezza del salotto medievale che custodisce e che molte volte, a causa dell’inciviltà, viene deturpato.”

Il Comune di Pisa si è inoltre impegnato a sveltire le tempistiche per il rilascio dei permessi di occupazione suolo pubblico per questi cantieri temporanei, al fine di rendere l’azione degli enti impegnati in questa attività rapida ed efficace. È infatti fondamentale che una volta ripulite le scritte vengano effettuati, come sta già facendo il Comune, interventi tempestivi di ripulitura che evitino che le superfici ripristinate possano tornare allo stato in cui sono rimaste negli ultimi anni. L’azione sinergica da parte di Comune e Ateneo di Pisa proseguirà nei prossimi mesi: successivamente i lavori dell’Università si sposteranno in altre palazzi di proprietà in centro storico, in via Collegio Ricci, via Serafini, via Ulivo, mentre gli operai di Avr proseguiranno i loro interventi nelle zone più colpite per arrivare gradualmente a raggiungere l’obiettivo comune di restituire decoro al centro storico cittadino.

L’unione fa la forza

O almeno ci prova: a seguito di una nuova riunione della Cut (Conferenza Università Territorio), l’assessore alle politiche educative Munno si dice soddisfatta del percorso intrapreso per affrontare insieme i problemi di sempre e quelli di questo periodo così difficile.

Venerdì 13 novembre una nuova riunione della Cut, la Conferenza Università e Territorio, ha visto di nuovo a confronto Comune di Pisa, Università di Pisa, Diritto allo Studio, Scuola Superiore Sant’Anna, Scuola Normale Superiore e componente studentesca.
“Nella riunione della Cut – ha dichiarato l’assessore Sandra Munno – abbiamo trattato insieme a tutti i soggetti presenti l’impatto che l’emergenza sanitaria da Covid-19 ha avuto nella gestione dei corsi universitari, delle residenze per gli studenti e quali soluzioni sono state adottate di volta in volta con il susseguirsi dei vari Dpcm. Abbiamo condiviso e ascoltato con piacere le parole di riconoscimento che il Rettore Mancarella ha espresso nei confronti del rinnovato clima di collaborazione tra istituzioni cittadine nella gestione della nuova emergenza epidemiologica in atto in questo momento nella nostra città e in tutto il paese. Ritengo che la Cut si debba prendere il merito di aver agito come tavolo di concertazione tra enti, portando avanti un’azione di coordinamento importante in questi mesi segnati dall’emergenza sanitaria. Come lo stesso Rettore ha riconosciuto, è in questa sede che è nata l’idea dello scambio di spazi tra Università e scuole superiori, un’offerta che poi io stessa ho riportato alla Provincia di Pisa perché potesse essere attuata. Questo è sempre stato lo spirito con cui la nostra Amministrazione ha partecipato e potenziato la Conferenza, allargandola a tutti i soggetti che la compongono attualmente. Uno spirito di collaborazione, di confronto tra realtà e istituzioni cittadine, ora più che mai unite da problematiche comuni, dettate dall’esigenza di affrontare insieme le difficoltà e le sfide della pandemia. A questo proposito ci siamo confrontati con la Scuola Sant’Anna sui protocolli che ciascun ente ha attivato insieme al Dipartimento di igiene e prevenzione dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest per la prevenzione e la gestione dell’emergenza sanitaria negli ambienti scolastici e universitari. Mi sono presa l’impegno di mettere a confronto i due protocolli e cercare una soluzione condivisa tra enti, scuole e Asl per migliorare il flusso di comunicazioni e il procedimento di contact tracing che in questo periodo ha dimostrato molte difficoltà organi”.

L’università incontra il comune

Il Rettore della nostra Università ha incontrato il Sindaco per un chiarimento: dopo mesi di toni un po’ alti per la diversa visione sulla possibilità della didattica, si rinnova una sinergia che entrambi vogliono mantenere. Perché città e università hanno bisogno l’una dell’altra.

Si è svolto a Palazzo alla Giornata l’incontro annunciato nei giorni scorsi fra il Sindaco di Pisa Michele Conti e il Magnifico Rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella. Durante il colloquio, durato circa un’ora, sono stati affrontati i principali temi che riguardano il rapporto fra le istituzioni e la città, al fine di mettere in atto strategie condivise per affrontare questo periodo complicato a causa della pandemia. In particolare il Sindaco Conti ha rinnovato la disponibilità a concedere all’Università di Pisa l’uso di alcuni immobili del patrimonio comunale a fini didattici.

“È stato un incontro molto proficuo e cordiale – dice il sindaco Conti – durante il quale abbiamo analizzato insieme la difficile situazione per poter condividere una strategia che deve farsi sempre più stretta tra Comune e Università nell’interesse della città. Per questo ho confermato al Rettore la disponibilità a concedere l’uso del patrimonio immobiliare disponibile per la didattica in presenza o come aule studio, in modo da ampliare gli spazi a disposizione della comunità studentesca presente in città nella massima sicurezza. Abbiamo anche parlato dei test d’ingresso per il prossimo anno accademico per verificare tutte le condizioni perché si possano svolgere in città e di altri progetti futuri che sicuramente ci vedranno collaborare”.

“Verso il Rettore Mancarella –spiega –, con il quale ho avuto un acceso dibattito nei mesi scorsi, non è mai mancata la stima personale. Ho nuovamente spiegato le ragioni del ruolo fondamentale dell’Ateneo nel sostegno alla tenuta economica della città, a fronte delle gravi perdite subite a causa della pandemia da molti settori economici, e la preoccupazione per le conseguenze della scelta dell’Università di privilegiare la didattica non in presenza per un importante indotto, soprattutto nel centro storico, che per Pisa è di fondamentale importanza”.

“Sono convinto che d’ora in avanti potremo discutere su nuove basi e affrontare al meglio, con azioni condivise e concordate, questa nuova fase, complicata anche dalle misure restrittive imposte per il contenimento del Coronavirus”.

“Devo dire che ho apprezzato molto la richiesta del Sindaco di incontrarci – dice il rettore Paolo Mancarella – è stata l’occasione per ribadire la mia volontà di continuare un dialogo con il Comune che non ho mai interrotto. In questi mesi, certo, non sono mancati momenti di tensione e, per stessa ammissione del Sindaco, i toni del confronto, da parte di alcuni esponenti dell’Amministrazione Comunale, sono stati talvolta eccessivi anche se dettati da una comprensibile preoccupazione per la città. Anche per questo era fondamentale chiarirsi apertamente. Durante l’incontro, peraltro, ho anche sottolineato come le scelte fatte sin da fine maggio da parte dell’Università, si siano dimostrate scelte sostenibili anche in presenza di una recrudescenza della pandemia e questo si riflette sulla salute di tutti, grazie anche all’impatto, ripeto, sostenibile sui mezzi pubblici. Ora dobbiamo continuare così, senza alimentare inutili polemiche che servono a poco”.

Alla ricerca dello spazio

Continua il confronto tra amministrazione e università per trovare soluzioni che assicurino spazi adeguati a tutto il sistema scolastico e universitario cittadino. Perché l’eventuale mancata ripresa delle lezioni in presenza sarebbe un problema per tutti.

L’assessore alle politiche educative e scolastiche Sandra Munno, dopo la riunione della Conferenza Università Territorio che si è tenuta ieri in videoconferenza, interviene in merito all’offerta del Polo Piagge come spazio a disposizione delle scuole cittadine. “Sono davvero contenta come Presidente della CUT, la Conferenza che mette attorno ad un tavolo il Comune di Pisa, le tre università della città, il Diritto allo Studio e le rappresentanze degli studenti, che grazie al mio intervento si sia aperto un dialogo anche tra Università di Pisa e Provincia. Quest’ultima infatti non fa parte della CUT ed è solo grazie all’impegno e al ruolo assunto dall’Amministrazione per coordinare le varie esigenze delle scuole, che siamo riusciti a chiamare tutti i soggetti coinvolti per fare rete insieme e trovare soluzioni utili all’intero sistema scolastico e universitario cittadino, nell’interesse superiore al diritto allo studio dei nostri ragazzi. Come Amministrazione siamo convinti che la CUT sia la sede naturale deputata a mettere in atto strategie di integrazione tra la comunità studentesca e la città di Pisa, ma riteniamo che rappresenti anche uno strumento di coordinamento fondamentale per la soluzione delle necessità del territorio. Leggere ieri che la soluzione del Polo Piagge è frutto di fitte e lunghe trattative tra Università e Provincia, senza spendere una parola sul ruolo svolto dal Comune, mi lascia perplessa e forse merita qualche spiegazione”.

“Nella Conferenza di ieri – va avanti l’assessore – ho nuovamente offerto all’Università gli immobili di proprietà comunale già indicati per permettere la ripresa dei corsi universitari. In merito all’offerta da parte del Rettore del Polo Piagge, gli ho chiesto se ha tenuto conto che l’esigenza di spazi da parte degli istituti scolastici è relativa all’intero anno scolastico e come pensa di poter contemperare le esigenze di studenti medi e universitari, quando questi ultimi rientreranno in facoltà per il secondo semestre. Dato che il Rettore non ha saputo fornire nel merito una risposta chiara, l’ho invitato a prendere in considerazione altre soluzioni, che io stessa avevo già valutato confrontandomi con i dirigenti scolastici interessati, in base alle esigenze concrete degli istituti. Si tratta di soluzioni che richiedendo un minor sacrificio degli spazi universitari, rendendo non necessaria la “cessione” di un intero polo universitario, nella speranza che così l’Università possa riprendere quanto prima a lavorare per garantire lo svolgimento dei corsi universitari in presenza”. 

“Sulla base delle valutazioni fatte singolarmente con i dirigenti scolastici – spiega l’assessore – le scuole necessitano di spazi adeguati e il più possibile vicini alle loro sedi, riducendo al minimo gli spostamenti di insegnanti e studenti. Per questo, per entrare nello specifico, ho chiesto al Rettore la possibilità di disporre di spazi di Fisiologia Clinica in via San Zeno che potrebbero ospitare alcune classi del vicino Liceo Carducci, il quale potrebbe liberare gli spazi attualmente occupati presso il Liceo Dini in via Benedetto Corce, che a sua volta potrà lasciare libere le aule utilizzate presso l’Istituto comprensivo Fucini. In questa occasione spero inoltre che la Provincia trovi una soluzione per liberare l’Istituto Fibonacci dalle aule occupate per i corsi del Centro Provinciale per l’istruzione degli Adulti.”

“Come è evidente – conclude Munno – l’Amministrazione Comunale sta portando avanti da tempo un lavoro di confronto per trovare soluzioni idonee che rispondano alle vere esigenze delle scuole e che consentano a tutti gli studenti di poter ripartire a settembre con le lezioni in presenza, in linea con le disposizioni previste dal Piano Scuola 2020-21. Auspichiamo che l’Università sia interessata a proseguire in un serio lavoro di squadra con tutte le realtà cittadine, assumendosi le responsabilità che gli competono, concentrandosi sulle problematiche della mancata ripresa delle lezioni in presenza per gli universitari ed evitando di lanciare alla città proposte poco realizzabili, che non forniscono un vero contributo alla risoluzione dei problemi”.

L’università deve riaprire

Il sindaco Michele Conti interviene ancora sulla decisione dell’ateneo pisano di non riprendere le lezioni in presenza e si dice disponibile a cercare soluzioni innovative e condivise. Come quella di mettere a disposizione il patrimonio comunale e gli spazi pubblici.

L’ntervento del sindaco di Pisa, Michele Conti:

“Torno nuovamente a rivolgermi direttamente e pubblicamente al rettore della nostra Università, professor Paolo Mancarella, per invitarlo a ripensare la sua decisione di non riprendere le lezioni in presenza con l’inizio del prossimo Anno Accademico. Appare ormai evidente che quella dell’Ateneo pisano e del suo Senato Accademico, è una scelta sempre più isolata nel panorama dell’istruzione superiore nella nostra regione e in Italia. Le università di Firenze e di Siena, ad esempio, hanno già annunciato che a settembre riprenderanno la didattica in presenza, garantendo l’adozione di tutte le precauzioni sanitarie necessarie. Perché non dovrebbe fare altrettanto anche il nostro Ateneo?

In queste settimane abbiamo assistito in città a un dibattito che da tante parti si è levato per richiedere giustamente la riapertura per ragioni di carattere economico, ragioni che per una comunità come la nostra sono molto rilevanti, considerato l’impatto economico dell’Ateneo sul territorio. 

Ma evidentemente non è solo questo. La scelta di tenere chiusi i battenti delle porte del Rettorato, della Sapienza e di tutti gli storici palazzi che per secoli hanno ospitato i luoghi del sapere e della formazione è un messaggio sbagliato rivolto al mondo. Quella comunità di studenti, italiani e stranieri, docenti, ricercatori, borsisti, deve potersi ritrovare e riprendere il filo interrotto dello scambio di conoscenze. Pisa per molti aspetti, seppure a fatica, sta provando a ripartire, penso al turismo in primo luogo, e anche l’Università ha il dovere di rimettersi in marcia.

Come già detto in altre sedi, ribadisco che come Amministrazione Comunale siamo disponibili a discutere per individuare insieme nuovi sedi per le lezioni in presenza, anche nell’ambito del patrimonio immobiliare del Comune e sono sicuro che anche altri enti pubblici sarebbero disponibili a fare altrettanto.

Faccio un elenco che non è esaustivo ma solo indicativo di alcuni di questi. Penso agli Arsenali Repubblicani, ad alcune strutture degli ex Vecchi Macelli, alla ex scuola Coccapani, ai locali della ex biblioteca comunale. Possiamo provare a ragionare di corsi da fare sul litorale dove possono esserci strutture adeguate, penso ad esempio l’ex ospedale e credo che la Asl potrebbe metterlo a disposizione o alcune cliniche inutilizzate al momento dalla stessa Università al Santa Chiara. Penso anche al recupero per la didattica di alcune chiese dismesse, come San Zeno, a palazzo Lanfranchi per corsi specifici. Posso garantire, per averci parlato direttamente, che anche il Comune di Cascina ad esempio sarebbe disponibile a concedere locali nel polo scientifico di Navacchio, e altri enti potrebbero fare altrettanto. Siamo disponibili anche ipotizzare luoghi dove il Comune, tramite la Protezione civile, può montare tensostrutture per lo scopo.

È ora il momento di individuare con rapidità soluzioni innovative e ci vuole un po’ di coraggio e fantasia, ma le soluzioni ci possono e ci devono essere per riprendere la normalità delle nostre vite, anche nella didattica. La moderna “peste nera” si combatte, oltre che seguendo con scrupolo le direttive della comunità scientifica, ma anche con lo scambio di saperi e conoscenze, che non sempre possono trasmettersi a distanza. La nostra Università non può più stare a guardare. È il momento di fare squadra per lo sviluppo dell’ateneo e della città, noi ribadiamo al Rettore e alla comunità accademica pisana la nostra piena volontà e completa disponibilità nel trovare soluzioni condivise anche con la messa a disposizione del nostro patrimonio comunale, immediatamente disponibile. E quello che oggi è un problema può essere la grande occasione per la città per ripensare gli spazi pubblici e una ancora più virtuosa integrazione tra l’Ateneo e la città”.

Didattica on line all’università: il sindaco teme un danno, non solo per l’Ateneo

Confronto Sindaco-Rettore sulla decisione di non riprendere a settembre la didattica in presenza: Conti chiede a Mancarella di ripensare alla decisione, sostenendo che le conseguenze sarebbero gravi per l’università pisana e per la città tutta.

Si è tenuta stamattina in videoconferenza la Conferenza Università – Territorio convocata dall’assessore alle politiche socioeducative e al diritto allo studio Sandra Munno. Alla riunione hanno partecipato tutti i componenti della Conferenza, compresi il Sindaco Michele Conti e il Rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella. 

All’ordine del giorno il confronto sulla ripresa delle attività istituzionali nella fase post COVID-19. E proprio su questo argomento il Sindaco Conti ha rivolto al Rettore un accorato appello affinché l’Ateneo riprenda le lezioni in presenza già a partire dal prossimo settembre, all’avvio dell’Anno Accademico 2020-2021.

“Chiedo al Rettore di rivedere la scelta di non riprendere le lezioni in presenza neanche per il primo semestre del prossimo Anno Accademico – ha dichiarato Conti -, una decisione che per la città è devastante sia sotto il profilo economico, sia per lo stesso Ateneo, che può rischiare anche un calo di iscrizioni. Prendo atto che il Senato Accademico è andato in questa direzione, ma sento anche il parere di molti docenti universitari che si esprimono in modo nettamente contrario a questa scelta. Il rischio è che molti ragazzi e le loro famiglie sceglieranno gli Atenei di altre città. Mi risulta, ad esempio, che a partire da settembre 2020, l’Ateneo di Firenze sarà di nuovo accessibile per uno svolgimento della didattica che permetta la presenza contingentata degli studenti nelle aule secondo l’orario previsto dal calendario didattico, oltre a dare la possibilità di seguire le lezioni online a chi lo volesse. 

Su questo aspetto mi sarei aspettato una posizione chiara anche da parte della Regione Toscana, in particolare dall’assessore competente Monica Barni che ha la delega ai Rapporti con Università e centri di ricerca e che, credo, avrebbe dovuto coordinare i tre Atenei e favorire una posizione univoca rispetto a questo tema.

Continuare con le lezioni a distanza – prosegue Conti – è una scelta temeraria anche su un altro fronte: far passare il concetto che l’Università si può seguire online e che questa modalità utilizzata per far fronte a un periodo ristretto di emergenza, diventi strutturale. Se, infatti ,uno studente può fare lezioni online, per quale motivo dovrebbe scegliere Pisa? La didattica in presenza, ne abbiamo avuto tutti esperienza quando eravamo studenti, è migliore e temo non basterà il riconosciuto prestigio dei docenti per trattenere le iscrizioni a Pisa. una scelta che potrebbe essere non più recuperabile nei prossimi anni , con conseguenze che si protrarranno anche nel futuro”.

“E’ noto che città di medie dimensioni, come appunto Pisa – prosegue Conti – grazie alla loro vivibilità, possono costituire la sede ideale per istituzioni di studio e ricerca. Le strutture universitarie sono a Pisa un asse fondamentale della vita culturale e economica della città, un patrimonio che non va messo a rischio né disperso con scelte unilaterali sbagliate. Ho avuto modo di parlare di questi temi, insieme al professor Dringoli, con il Rettore Mancarella già alcune settimane fa, per condividere preoccupazioni e offrire collaborazione per una possibile soluzione nell’interesse della città e dell’Ateneo ma, purtroppo, con amarezza devo ammettere che ho trovato un atteggiamento di chiusura, lo stesso registrato nella Cut di stamani. Nonostante questo ho dato la mia disponibilità a fare tutto il possibile, come amministrazione comunale, per supportare l’Ateneo qualora decidesse di tornare sulla decisione presa e garantire lezioni in presenza da settembre. Anche, se ci verrà richiesto, con la disponibilità a mettere a disposizione temporaneamente alcune strutture del patrimonio del Comune per svolgere le lezioni. Su questo tema trovo, però, curioso che alcune forze politiche e anche il Presidente di Anci Toscana chieda al Comune di intervenire per trovare soluzioni: l’Università dispone in città di un cospicuo patrimonio immobiliare, molto del quale attualmente inutilizzato, che può servire in questo momento per gestire una situazione straordinaria. Basta solo volerlo e organizzarsi. Gli studenti pagano le tasse all’Università di Pisa che ha le risorse necessarie per rimodulare la didattica rispettando tutte le norme di sicurezza”.

“Le Università, i centri della ricerca scientifica e dell’alta formazione, fortunatamente concentrati a Pisa – conclude Conti – sono istituzioni strategiche in generale per lo sviluppo del Paese e in particolare del loro territorio di riferimento, nella misura in cui, oltre a perseguire le finalità tradizionali della didattica e della ricerca di base, riescono anche a creare intorno a loro una rete di collegamenti con i vari sistemi in cui si articola la società, da quello economico a quello scolastico, da quello dei servizi a quello della pubblica amministrazione. Spero che tutti insieme, si riesca a trovare una soluzione per mantenere a Pisa questo valore e il vantaggio competitivo che abbiamo maturato negli anni rispetto a molte altre realtà d’Italia”.

Scienziati da sempre

Il 18 dicembre si celebrano i 180 anni dalla prima riunione degli scienziati italiani, che si svolse proprio a Pisa nel 1839.

L’Italia non era ancora unita ma già Pisa si candidava ad essere un punto di riferimento per la scienza: quasi due secoli fa, in quella che era ancora una penisola fatta di regni diversi, si organizzò nella nostra città un congresso dedicato alle scienze al quale parteciparono più di 400 studiosi che tracciarono la strada della ricerca scientifica delle università italiane; un congresso che voleva scrollare l’aura elitaria dalla ricerca e creare una rete di conoscenza attraverso la partecipazione di scienziati provenienti anche da altri paesi europei. Un congresso che sarebbe stato il primo di una lunga serie e di cui il 18 dicembre il Sistema Museale di Ateneo, in collaborazione con la Domus Mazziniana, celebra l’anniversario.

I lavori si svolgeranno, a partire dalle 15, nell’Aula Magna Nuova del Palazzo della Sapienza, con una prima parte di interventi dedicati all’inquadramento storico generale e una seconda parte incentrata sull’influenza esercitata su molti dei musei universitari pisani dagli scienziati che parteciparono alla riunione.

Nell’occasione verrà annunciata la costituzione della Rete Museale Pisana, a cui aderiscono il Sistema Museale di Ateneo, la Fondazione Cerratelli e la Domus Mazziniana.

Programma dei lavori:

15:00
Chiara Bodei (Presidente del Sistema Museale di Ateneo UNIPI)
Saluti inaugurali

15:15
Pietro Finelli (Direttore della Domus Mazziniana)
Tra Patria e Utilitas. I congressi degli scienziati italiani

15:45
Romano Paolo Coppini (Professore Emerito UNIPI)
L’armonia ritrovata: i toscani, il granduca e il Congresso degli Scienziati

16:15
Alessandro Volpi (Docente UNIPI)
Tra Pisa e Firenze. Giovan Pietro Vieusseux, Cosimo Ridolfi e il Congresso degli Scienziati

16:45
Gianfranco Natale (Direttore Museo di Anatomia Umana)
Il Congresso dei Dotti e la nascita del Museo di Anatomia Umana

17:15
Lorenzo Peruzzi (Direttore Orto e Museo Botanico)
Le figure di Gaetano Savi, Pietro Savi e Giovanni Battista Amici nel contesto della sezione di “Botanica e Fisiologia vegetabile” della prima Riunione degli scienziati italiani

17:45
Giuseppe Lettieri (Conservatore Museo degli Strumenti per il Calcolo)
Babbage e gli scienziati italiani: la rivoluzione informatica con un secolo di anticipo

18:15
Simone Farina (Referente Sezione Zoologia dei Vertebrati, Museo di Storia Naturale)
Paolo Savi. Storie di un Direttore

18:45
Sergio Giudici (Direttore Museo degli Strumenti di Fisica)
Carlo Matteucci, tra Elettrofisiologia, Anglofilia e Risorgimento

Job meeting

Giovedì 28 novembre alla Stazione Leopolda si svolgerà la XIX edizione di Job Meeting PISA, manifestazione di orientamento al lavoro patrocinata dall’Università di Pisa e supportata dal Career Service di Ateneo.

L’ingresso è gratuito. È consigliata la registrazione on line su: Job Meeting PISA: https://www.jobmeeting.it/

Decine di aziende presenti per conoscere i laureati e laureandi e numerose interessanti offerte di lavoro e opportunità di stage.

Ecco alcune delle aziende presenti:
Accenture, Akka Technologies, Alleanza Assicurazioni, Arval, Bricoman, Capgemini, Etjca – Agenzia per il Lavoro, Fabio Perini, Ferrovie dello Stato Italiane, Gi Group, Imagicle, Lavoropiù, Leonardo, Lidl, Navionics, NTT Data, Open Fiber, Pam Panorama, Piaggio & C., Pierburg Rheinmetall Automotive , PwC, Randstad, Sanlorenzo, Sysdat.it, Umana…

Job Meeting PISA non è il solito Career Day!

All’opportunità di incontrare alcune tra le migliori società italiane e internazionali, si aggiungono:
• colloqui one to one
• Job Meeting eXperience (un innovativo percorso di orientamento professionale basato sulle soft skills con premio finale)
• CV check
• Contest, gaming e molto altro…

L’evento si svolgerà negli spazi della Stazione Leopolda, in Piazza Guerrazzi, 11 dalle 9 alle 17 con orario continuato.

L’ingresso e tutte le attività previste sono gratuite.

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