Clizia a sorpresa

A Volterra, le incursioni teatrali di Matteo Micheli sono pillole di teatro raccontate in mini performance itineranti che ci prendono di sorpresa per le strade e nelle piazze. Perché portare la Clizia di Machiavelli negli scorci volterrani è un modo per riavvicinarci al teatro e scompaginare le gerarchie.

Un uomo e un cembalo, una storia d’amore e di guerra raccontata per le strade di Volterra. Così Matteo Micheli, con le sue incursioni teatrali dedicate a Clizia di Niccolò Machiavelli, presenta al pubblico Renato, soldato abbandonato, narrando del suo viaggio dietro al condottiero Beltramo di Guascogna, ormai in ritirata con le truppe francesi, e della bella Clizia, rapita bambina dopo la conquista di Napoli e affidata a Nicomaco, cittadino fiorentino. Di Clizia, ormai cresciuta, si innamoreranno sia Nicomaco, settantenne, che suo figlio Cleandro, da lei ricambiato. Da qui una serie di equivoci e peripezie che condurranno fino al lieto fine dell’amore della giovane Clizia con Cleandro.

“La commedia di Machiavelli raccontata in una breve pillola teatrale di 5, 10 minuti”, spiega l’attore Micheli, “è un pretesto per parlare a tutti noi dell’amore e un modo per riavvicinarci al teatro. Dopo un primo appuntamento, a sorpresa, della scorsa domenica, torneremo presto a Volterra con le avventure del soldato Renato”.

Le pillole teatrali nate da un’idea di Antonia Ammiratidirettore artistico di Teatro Nove e dalla narrazione di Matteo Micheli, arrivano nella città dell’alabastro dopo il debutto in prima nazionale dello spettacolo Clizia di Niccolò Machiavelli, con la regia di Luca Cortina, che lo scorso agosto ha entusiasmato il pubblico al Teatro Persio Flacco di Volterra. L’evento, inserito nel cartellone della rassegna Festival Internazionale Teatro Romano, è stato prodotto da Teatro Nove grazie al Contributo del Ministero della Cultura, come progetto speciale 2021.

“Il teatro ha un valore sociale – dichiara Antonia Ammirati, direttore artistico di Teatro Nove – riscoprirlo per le strade, in un luogo meno deputato a essere un grande palcoscenico, scompone un po’ le aspettative. È questo lo scopo: portare in scena fra vicoli e piazzette splendide di Volterra un po’ di Machiavelli di qualità, di fronte a un pubblico ‘naturale’ fatto di persone di ogni tipo che magari non ti aspetteresti in sala, fare un teatro che coglie di sorpresa che incuriosisce e che avvicina all’ascolto”.  

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Machiavelli a Volterra

Debutta in prima nazionale, il 3 agosto alle 21.30 al Teatro Romano di Volterra, lo spettacolo Clizia, di Nicolò Machiavelli, con la regia di Luca Cortina.

L’evento, nel cartellone della rassegna Festival Internazionale Teatro Romano, è stato prodotto da Teatro Nove grazie al Contributo del Ministero della Cultura, come progetto speciale 2021.

Sei giovani e talentuosi attori calcheranno il grande palcoscenico di Volterra, Città Toscana della Cultura 2022, mettendo in  scena una commedia piena di ritmo e colpi di scena. La musica, che riveste particolare importanza in questa commedia, sarà eseguita interamente dal vivo dagli stessi attori, che con un caleidoscopio di strumenti accompagneranno il pubblico per i cinque atti della pièce.

Il progetto culturale si svilupperà nei mesi di agosto e settembre, anche con un programma di incursioni teatrali per le strade di Volterra.  

“Sono orgogliosa che Teatro Nove abbia ottenuto il progetto speciale 2021 del Ministero della Cultura”, racconta il direttore artistico Antonia Ammirati. “È un bel riconoscimento, e ancor di più lo sarà portando sui palcoscenici e anche per le strade il vero teatro italiano. La scelta di tanti giovani talenti, di cui oltre la metà toscani, ci ha rincuorato. Durante i provini abbiamo visto molta professionalità e grandi doti artistiche che potremo evidenziare al meglio attraverso il nostro articolato progetto. Infatti, oltre al debutto ci saranno fra agosto e settembre anche delle incursioni teatrali, che si svolgeranno fra i vicoli, nelle piazza e nei luoghi storici di Volterra, dove molti attori si alterneranno per portare il bel teatro a portata di tutti”.

Il regista Luca Cortina: “Clizia non c’è, non appare perchè segregata, eppure di lei son tutti innamorati, proprio tutti, uomini e donne: ella è un pericolo per l’ordine del microcosmo sociale, la sua assenza lungi dall’anestetizzare aumenta la crisi che il desiderio innesca. Si dice ‘commedia rinascimentale’: io vedo la Clizia come un viaggio nei turbamenti scatenati dal desiderio e dall’assenza, uno scherzo delle ninfe e dei pastori che sa di sfida: la sfida all’ambizione di controllo della societa’ civile. Una beffa: tutto questo fa ridere, no?”.

Clizia 

Nicolò Machiavelli

Adattamento e regia Luca Cortina

Con:

Andrea Agostini nel ruolo di Palamade e Eustachio

Ivan Di Bello nel ruolo Cleandro

Simona Generali nel ruolo di Soflonia               

Francesco Grossi nel ruolo di Pirro e Damone 

Miranda Greta Meneghetti nel ruolo di Doria e Sostrata

Antonio Rocco nel ruolo di Nicomaco

Scene e costumi Claudia Castriotta

Disegno luci  Giuliano De Martini

Aiuto regia Giovanni Golfarini

Foto Luciano Usai

Produzione Teatro Nove

Organizzazione teatrale Francesca Ceccherini

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Volterra, rush finale

Aspettando il verdetto finale che decreterà la Capitale italiana della Cultura per il 2022, Volterra, tra le finaliste, presenta un video che racconta la candidatura e un anno, e che anno, di attività: i protagonisti sono il territorio, gli abitanti, le associazioni.

Quando si è candidata a Capitale italiana della Cultura (per il 2021, poi sappiamo com’è andata e tutto si è traslato al 2022) ha in un certo senso anticipato i tempi, proponendosi come laboratorio di innovazione per tutta l’Italia, capace di attivare un new deal culturale per ridare valore ai centri di media dimensione nei quali si gioca il futuro del Paese. La missione è quella di rendere le aree interne nuovamente attrattive, perché i giovani possano trovare qui le risorse e le competenze per costruire il proprio domani.

Arrivata tra le dieci finaliste, oggi Volterra aspetta il verdetto finale con un video che riassume il percorso fatto fin qui guardando alla strada ancora da fare.

Città unica per la sua storicità, cuore di un territorio che può fare della geotermia il futuro, luogo di profonda tradizione artigiana celebre in tutto il mondo per i Maestri alabastrai, Volterra è uno scrigno di capolavori e custodisce, tra le altre opere, la Deposizione dipinta da Rosso Fiorentino di cui a breve ricorrerà il cinquecentenario.

Volterra si candida a Capitale italiana della cultura 2022 con un dossier dal titolo Rigenerazione umana. Il tema, scelto prima della diffusione del virus Covid-19, si rivela oggi più che mai di straordinaria attualità e utile a costruire una nuova comunità a partire dalle sfide che la pandemia ci impone.

www.volterra22.it

#Volterra22 #rigenerazioneumana 

Una staffetta di luce

Una staffetta di luce tra i comuni toscani come simbolo del progetto della candidatura di Volterra a Capitale Italiana della Cultura per il 2022: il 4 gennaio un’iniziativa collettiva con al centro la luce vedrà i lumi di alabastro passarsi di mano in mano unendoci tutti.

Sarà un’azione collettiva che, nel rispetto delle regole, coinvolgerà tutta la comunità che sostiene lo stesso progetto. Lunedì 4 gennaio i lumi di alabastro creati in occasione della candidatura di Volterra a Capitale Italiana della Cultura per il 2022 passeranno concretamente tra le mani dei sindaci dei comuni sostenitori del progetto e uniranno virtualmente tutta la regione. La luce sarà il simbolo al centro di Volterra Illumina, iniziativa che segna una nuova tappa nel percorso che vede Volterra finalista toscana per il riconoscimento di Capitale.

Lunedì 4 gennaio il sindaco Giacomo Santi accenderà un I Lumina, lume di alabastro divenuto simbolo della candidatura, e lo passerà virtualmente al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, al Presidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo e ai Sindaci dei 53 Comuni sostenitori per giungere in piazza dei Priori, il cuore di Volterra, dove si trova la grande installazione di alabastro luminoso Arnioni in piazza. Qui sarà raccolto nuovamente dal Sindaco e Presidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo per raggiungere tutti i componenti della comunità dell’alabastro e poi i cittadini e, simbolicamente, tutti coloro che appoggiano il progetto di Rigenerazione umana di Volterra 2022.

Si può partecipare all’appuntamento in due modi: dal vivo, recandosi alle 18 in piazza dei Priori a Volterra con il proprio I Lumina, nel rispetto delle normative sanitarie e seguendo le indicazioni di posizionamento fornite dagli organizzatori; oppure in streaming seguendo la diretta Facebook sulle pagine di Volterra 2022 Capitale della culturaComune di Volterra e InToscana e postando sui canali social le immagini del proprio lume acceso a sostegno della candidatura con l’hashtag #volterra22.

I Lumina in alabastro, design Luisa Bocchietto – foto Guido Mencari

Il dossier di candidatura di Volterra è scaricabile al link https://volterra22.it/wp-content/uploads/Dossier_Volterra.pdf

#Volterra22 #rigenerazioneumana  

si accende la luce

A Volterra si inaugura, anzi si accende, Arnioni in piazza, l’installazione di design curata dalla designer Luisa Buschetto: si tratta della prima tappa del progetto 22 designer per 22 artigiani che, in collaborazione con i maestri alabastrai volterrani, è la prima tappa verso Volterra 2022.

L’alabastro, la luce, il Natale

La luce è la protagonista del Natale dell’Alabastro: a Volterra. città della pietra di luce, si inaugura l’8 dicembre l’opera urbana che illuminerà Piazza dei Priori. La prima tappa del progetto 22 designers per 22 artigiani nel percorso verso Volterra 2022.

Una serie di iniziative sarà l’occasione per coniugare rigenerazione e creatività e, anche, per promuovere la candidatura di Volterra a Capitale Italiana della Cultura per il 2022. Un percorso a tappe che si inaugura l’8 dicembre con l’inaugurazione di Arnioni in piazza, l’installazione di design che dà il via a VOLTERRA/LUMINA primo Natale dell’alabastro a Volterra.

E la luce che nasce dall’alabastro è la protagonista dell’opera e dell’intero percorso.

Curata dalla designer internazionale Luisa Bocchietto e sostenuta da Regione Toscana, l’iniziativa 22 designer per 22 artigiani  è uno dei progetti presenti nel dossier di candidatura della città a Capitale della Cultura, che coniuga la tradizione alla creatività, l’artigianalità e il design. Un ritorno alla materia prima simbolo di Volterra e intorno alla quale ruota l’idea della candidatura stessa insistendo sul binomio rigenerazione – creatività.

“La realizzazione di questa opera urbana per il primo Natale di Volterra dell’alabastro – sottolinea Luisa Bocchietto – è la prima tappa di un percorso che si svilupperà nel corso del 2021, per valorizzare la trasparenza e le peculiarità di questo materiale. È importante trasmettere il messaggio che le venature dell’alabastro, che è un materiale naturale sempre diverso, sono caratteristiche della sua preziosità e rendono unica ogni opera”.

In collaborazione con i maestri alabastrai volterrani, oltre all’opera pubblica in piazza, saranno realizzate dei lumi portacandele in alabastro. Questi primi oggetti di design della collezione 2020/2021, segno concreto di rinascita attraverso la luce, saranno messi in vendita nelle settimane a ridosso del Natale.

L’opera

In mineralogia arnione indica una cavità tondeggiante (geode) di grandi dimensioni nelle rocce, con le pareti tappezzate di cristalli di un dato minerale: l’idea è di portare degli Arnioni in piazza, con le loro forme “pettinate” a una scala più grande possibile, inserendo della luce al loro interno, per mettere in evidenza la varietà dei colori e delle venature che contraddistinguono il materiale naturale. Questa è un’installazione urbana che veicola dunque un duplice messaggio: la qualità del materiale e la capacità delle imprese locali di lavorarlo per trarne prodotti eccellenti, e l’intento di dare un segnale di speranza per il futuro in un momento difficile, con la luce come elemento di vita.

“Il progetto – spiega Bocchietto – nasce dal fascino esercitato su di me dalle immagini degli “arnioni” liberati in cava dal materiale inerte, per iniziare il loro percorso verso la luce. Nell’immaginario collettivo dei non addetti ai lavori, estranei alla realtà di Volterra, infatti, s’identifica l’alabastro con il marmo, pensando che venga semplicemente cavato da blocchi all’esterno. Non si conosce il percorso di lavorazione del materiale, la sua unicità sul territorio, il suo valore, le sue caratteristiche di trasparenza e modellabilità, che ne fanno un materiale unico e prezioso. In questo senso, piuttosto che realizzare una forma disegnata, mi è sembrato interessante trovare il modo di evidenziare quest’unicità, con l’obiettivo di valorizzare il materiale e il processo che si svolge a monte della realizzazione dei prodotti, in modo da costruire un racconto d’immediata comprensione”.

“Abbiamo voluto scommettere sulla necessità di riportare l’alabastro al centro della vita della città – dichiara Paolo Verri, direttore della candidatura – mettendo in evidenza come i destini economici della città siano fortemente interconnessi ai processi culturali contemporanei. L’installazione coordinata da Luisa Bocchietto è ricca di simboli molto forti e segna l’avvio di una nuova fase per questa eccellenza toscana e italiana”.

Alabastro, design e cultura

Un altro passo nel percorso della candidatura di Volterra a Capitale Italiana della Cultura 2022: l’alabastro, pietra simbolo dell’artigianalità volterrana è al centro del progetto 22 designer per 22 artigiani, che presenterà a Natale la prima collezione di oggetti di Volterra 2022.

Cosa significa candidarsi a Capitale Italiana della Cultura se non valorizzarsi, riscoprire e mettere in primo piano le proprie peculiarità, ciò che distingue un territorio, fatto di luoghi ma soprattutto di persone, per far diventare il particolare simbolo dell’universale?

L’alabastro, la pietra di Volterra, da sempre lavorata e declinata in oggetti di tutti i tipi, non poteva mancare nel percorso che la città sta seguendo per proporsi come Capitale Italiana della Cultura per il 2022 (visto che per il 2021 sarà ancora Parma che in questo 2020 ha potuto sfruttare ben poco la sua nomina).

Intorno all’alabastro si sviluppa dunque un progetto che concretizza, nel vero senso della parola, questa candidatura: 22 designer per 22 artigiani, curato dalla designer internazionale Luisa Bocchietto la cui idea è ridare luce e trasparenza all’alabastro, la pietra di Volterra.

Designer internazionale, già Presidente e ora Senator di WDO (World Design Organization )dopo essere stata, per anni, Presidente dell’ADI (Associazione per il Design Industriale Italiano), “vorrei esaltare – sottolinea Luisa Bocchietto – la particolarità dell’alabastro, la sua trasparenza ma anche le sue imperfezioni, quelle venature che danno alla materia il senso di unicità e di naturalità. Dovremo lavorare su queste caratteristiche anche nei confronti del pubblico, per sensibilizzarlo e fare in modo che si capisca che, in quello che alcuni vedono come un difetto, c’è invece tutta la preziosità dell’alabastro”.

A Natale 2020 sarà dunque pronta la prima collezione di oggetti di Volterra 2022, tra i grandi pezzi destinati a strade e piazze e i piccoli, adatti agli ambienti domestici.

ITALIA, TOSCANA, Volterra (PI): bottega Alab’Arte, Roberto Chiti.

Dare maggiore evidenza al processo produttivo, mostrando non solo l’oggetto finito ma anche tutta la lavorazione, così da costruire un percorso di conoscenza intorno all’alabastro di cui Volterra ospita anche l’Ecomuseo, è un punto di forza del progetto che ha tre obiettivi precisi: riportare l’alabastro al centro del sistema economico volterranno, valorizzare il saper fare artigiano che è il DNA di questo territorio e costruire un percorso di partecipazione per e con i cittadini.

“È molto importante che i contenuti del dossier stiano prendendo concretezza ancora prima della decisione, a dimostrazione che siamo prontissimi a diventare Capitale italiana della cultura” sottolinea il direttore di candidatura Paolo Verri.

Insieme è meglio

Chi si candida vuole vincere, certo, ma prima di tutto desidera che a vincere siano i buoni progetti che valorizzano i territori e le loro eccellenze. Volterra, candidata a Capitale Italiana delle cultura 2022, aderisce al patto per creare un sistema virtuoso di progetti culturali dei territori.

Come già accaduto per l’appello a sostenere il proseguimento nel 2021 di Parma di cui la capitale etrusca si è fatta promotrice, Volterra crede nella capacità delle città di fare rete e aderisce sin da subito alla proposta arrivata dal Sindaco di Cerveteri a pochi giorni dalla designazione delle 10 finaliste per il titolo del 2022.

Secondo le indicazioni ricevute dal Ministero, lunedì 12 ottobre sarà infatti indicata la rosa ristretta di 10 città e il 12 novembre la vincitrice che raccoglierà, a fine 2021, il testimone da Parma.

Un assaggio della capitale

Cosa succederà a Volterra in caso di elezione a capitale italiana della cultura per il 2022? Venerdì 18 e sabato 19 settembre un nuovo appuntamento con Ri/generare umanità,, la serie di incontri di presentazione per condividere con il pubblico i contenuti del dossier di candidatura e vivere un’anteprima di quella che sarà.

Dopo che a lungo tutto è rimasto sospeso a causa dell’impossibilità di organizzare incontri e presentazioni; dopo che per il 2021 il riconoscimento è stato confermato a Parma, vincitrice per quest’anno così sfortunato, e per il 2023 è già stato assegnato a Bergamo e Brescia, duramente colpite dall’epidemia; dopo aver capito come poter organizzare eventi in sicurezza, l’estate 2020 ha portato a Volterra Ri/generare umanità, rassegna di incontri per condividere con il pubblico i contenuti del dossier di candidatura.

Venerdì 18 e sabato 19 settembre gli ultimi due appuntamenti per un assaggio di alcune di quelle che sono le potenzialità di questo territorio che potranno emergere durante l’anno da Capitale.

Venerdì 18 settembre, alle 18: La villa delle stelle. Apertura straordinaria di Villa Cristaldi di Ulignano

Testo alternativo

Intervengono: Steve Della Casa, critico cinematografico, Massimo Cristaldi, produttore cinematografico, Paolo Verri, direttore di candidatura Volterra 22

Protagonista sarà il territorio con l’apertura straordinaria di Villa Cristaldi di Ulignano, appartenuta a Franco Cristaldi, uno dei grandi italiani protagonisti del cinema internazionale. A raccontare la sua carriera da produttore da Oscar e la sua lunga amicizia con Fellini, Tornatore, Mastroianni, Visconti e altri, sarà il critico cinematografico Steve Della Casa con il produttore cinematografico Massimo Cristaldi e il direttore di candidatura Paolo Verri. Insieme condurranno i visitatori in uno spazio straordinario, alla scoperta di luoghi affascinanti come la piccola sala per le proiezioni private dove Cristaldi amava vedere in anteprima i nuovi film, insieme a pochi invitati.

Sabato 19 settembre, ore 18: La cultura ai tempi del Covid – Volterra che si candida, teatro Persio Flacco

Testo alternativo

Intervengono: Paolo Vineis, professore di epidemiologia all’Imperial College di Londra; Marino Sinibaldi, Direttore di Radio 3; Paolo Verri, direttore di candidatura Volterra 22

Al teatro Persio Flacco di Volterra momento conclusivo del percorso di candidatura con l’incontro La cultura ai tempi del Covid- Volterra che si candida. Ad approfondire il punto centrale del dossier e il rapporto tra cultura e cura saranno due prestigiosi ospiti: Paolo Vineis, professore di epidemiologia all’Imperial College di Londra e apprezzatissimo divulgatore scientifico, e Marino Sinibaldi, Direttore di Radio 3 che proprio di recente ha portato in radio il progetto La cura, dieci conversazioni intorno alla pandemia in cui rileggere la situazione attuale attraverso lo sguardo dei grandi intellettuali italiani contemporanei. A coordinarli sul palco e a presentare il dossier sarà Paolo Verri, direttore di candidatura Volterra 22.

Per partecipare agli incontri è necessario prenotare telefonando al 0589 87257 (9,30-13 e 14-19) o scrivendo a info@volterratour.it.

Il ciclo Rigenerare umanità rappresenta un nuovo capitolo del percorso di Volterra e degli oltre 50 comuni che ne sostengono la candidatura a Capitale italiana della cultura 2022.

Una sfida che la vede protagonista, insieme ad altre 27 città italiane, di una scommessa ancora più grande: investire in progetti culturali per costruire il futuro dei nostri territori. Una sfida di cui Volterra ha già visto i primi esiti positivi nella pur difficile estate 2020. Un dato per tutti: nonostante le limitazioni imposte dal Covid, i musei volterrani hanno accolto oltre 110.000 visitatori da fine giugno a oggi, superando di gran lunga il numero di ingressi dello stesso periodo del 2019.

Dopo aver consegnato il dossier il 31 luglio, ora si attende la nomina della commissione da parte del Ministro per i Beni e le Attività culturali e il Turismo Dario Francheschini. Compito dei 7 membri della giuria sarà determinare prima la short list di 10 città finaliste (entro il 12 ottobre) tra cui individuare la vincitrice del titolo di Capitale Italiana della cultura 2022 (entro il 12 novembre).

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La Cultura che rigenera

Dove meglio che in un luogo storicamente legato al recupero che avviene in un carcere o in un ospedale psichiatrico, può avvenire una rigenerazione umana? E quando più che in un momento come questo limbo post emergenza, una rigenerazione può associarsi ad una rinascita? Volterra presenta la propria candidatura a Capitale Italiana della cultura per il 2022.

Dopo la sospensione delle candidature per il 2021 per lasciare che le occasioni perse a causa dell’emergenza sanitaria possano trovare spazio l’anno prossimo, Volterra si ripropone per l’anno successivo come Capitale Italiana della Cultura presentando un dossier che verrà presentato con 6 appuntamenti che toccheranno i punti chiavi della candidatura a Capitale Italiana della Cultura.

Ri-generazione umana è il titolo che abbiamo scelto per candidare Volterra a Capitale Italiana della Cultura nel 2022. Un titolo nato da una lunga esperienza della nostra città che ha saputo più volte, nel corso dei secoli, ri-generarsi. Un titolo nato prima della pandemia che dagli inizi del 2020 ha ridefinito ogni criterio sanitario, ma anche culturale, sociale ed economico in tutto il pianeta. Pandemia che ha costretto ciascuno di noi a fermarsi, ripensarsi, con autocoscienza e generosità verso il prossimo. Oggi più che mai ri-generazione significa ri-nascita. È la condizione necessaria per guardare da oggi con fiducia al futuro”. Giacomo Santi, Sindaco di Volterra


“Questo dossier coglie lo spunto, lo spirito, le richieste dei tempi difficili in cui viviamo prima ancora della competizione in cui si inserisce e si estende, sia in senso fisico e geografico, sia in senso storico e temporale. In meno di due mesi si sono aggregate intorno alla candidatura più di mille persone, il 10% della popolazione; 52 comuni, di un territorio di cui Volterra è il cuore pulsante, che raggruppano oltre 360.000 abitanti. Ciascuno ha capito di non dover lavorare per sé, ma di poter condividere un obiettivo più ampio, più vero, più duraturo”. Paolo Verri, Direttore di candidatura 

“Volterra, insieme al territorio, vogliono diventare un luogo di sperimentazione di soluzioni inedite. Soluzioni ancora più necessarie ora per offrire i servizi di base della cultura e per continuare a crescere grazie ad un turismo di qualità che la pandemia ha pressoché azzerato”. Ledo Prato, Coordinatore Piano strategico di Volterra e del territorio

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