Ultimo futurismo

Mercoledì 30 gennaio ultimo appuntamento di approfondimento relativo alla mostra Futurismo a Palazzo Blu, visitabile fino al 9 febbraio: si tratta dell’incontro con il Prof. Emilio Gentile dal titolo Futurismo e fascismo: rivoluzionari per una Grande Italia

Mentre la mostra sul Futurismo si avvia alla chiusura registrando il grande successo che merita, alle 17 del 30 gennaio, nell’auditorium di Palazzo Blu, si terrà l’ultimo degli appuntamenti dedicati ad approfondire la visita della mostra andando ad indagare il periodo storico, la temperie politica, la situazione sociale, economica, culturale nella quale il movimento del Futurismo è nato è si è sviluppato.

Il professore emerito e storico Emilio Gentile chiuderà la rassegna con un tema storico – politico. la relazione complessa tra arte e politica, con l’intervento dal titolo Futurismo e fascismo: rivoluzionari per una Grande Italia.

Il futurismo fu l’unico movimento di avanguardia artistica del Novecento, che fin dall’inizio ebbe un programma politico, considerando la politica parte integrante della sua rivoluzione totale. Nazionalista e imperialista, libertario e individualista, il futurismo politico aveva soprattutto il mito dell’italianismo, la visione di un nuovo primato dell’Italia nell’epoca moderna. Interventisti e volontari nella Grande Guerra, alla fine del 1918 i futuristi fondarono un partito politico, e il 23 marzo 1919 parteciparono alla nascita dei Fasci italiani di combattimento. Da allora, e per tutto il successivo ventennio, fascismo e futurismo vissero un rapporto talvolta conflittuale, nella comune pretesa di rappresentare la nuova Grande Italia del ventesimo secolo.

Emilio Gentile è Professore emerito della Università di Roma La Sapienza, volto noto anche in tv per la collaborazione con RAI Storia, è riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi esperti di storia del Fascismo. Fra le sue opere più recenti ‘In democrazia il popolo è sempre sovrano. Falso!’ (Laterza 2016); ‘Mussolini contro Lenin’ (Laterza 2017); ‘25 luglio 1943’ (Laterza 2018); ‘Chi è fascista’ (Laterza 2019).

Ingresso libero

leggi l’articolo sulla mostra a Palazzo Blu

palazzoblu.it

Aspettando l’arte contemporanea

Alla Chiesa della Spina torna l’arte contemporanea: con Waiting for Contemporary Illusions di Simone Lingua ci ricordiamo, finalmente, che quello sul lungarno Gambacorti è uno spazio che si presta alle installazioni contemporanee.

Dal 24 gennaio al 2 febbraio una mostra personale e la presentazione del progetto per la città di Pisa di Simone Lingua, a cura di Manuela Antonucci e Tiziana Tommei, in collaborazione con il Comune di Pisa.

Entrate nella Chiesa della Spina: dopo la meraviglia che colpisce tutte le volte che ci si imbatte nell’arte, in qualsiasi forma essa si presenti, realizzerete con sollievo che ci siamo ricordati quanto il suo volume compatto, le sue dimensioni contenute e le linee pulite dei suoi interni, si prestino ad accogliere installazioni di arte contemporanea. A fondersi e confondersi con loro, perché l’arte è. prima di tutto, dialogo.

E fino al 2 febbraio il gioiello gotico costruito sulla spalletta dell’Arno dialoga con l’arte di Simone Lingua, cuneese classe 1981 che vive, d’arte, ad Arezzo e che è convinto che il dialogo artistico possa far incontrare anche esperienze apparentemente molto distanti.

Alla Spina, la personale Waiting for Contemporary Illusions propone una selezione dei lavori dell’artista compresi tra il 2015 e il 2020, relativamente alla ricerca nell’ambito dell’arte cinetica e optical. Dalle opere di scultura in acciaio super mirror e in plexiglass, denominate rispettivamente Cilindro Cinetico (2015) e Cubo Cinetico (2016), all’installazione di Quadri Cinetici (2016) in plexiglass specchiato, fino alle più recenti Cupole Cinetiche (2018) in cui unisce effetti di op art alla cinetica, per concludere con le ultime inedite sperimentazioni plastiche ed esposte per la prima volta.

Ma il bello è che la mostra, spiega lo stesso artista, non è fine a se stessa, ma serve come trampolino, anche economico, per finanziare il progetto ideato da Lingua per la città di Pisa: l’idea è quella di realizzare una serie di interventi installativi su grande scala mediante l’applicazione di materiali riflettenti a rivestimento di porzioni dei monumenti storici più rappresentativi di Pisa, Firenze, Roma e Napoli; interventi riuniti sotto al titolo di Contemporary Illusions. Per la nostra città, è stato presentato il concept del progetto d’installazione artistica The Hole grazie al quale, con un’installazione all’esterno della chiesa, si riuscirà a catturare quello che è il naturale riflesso dell’acqua del fiume e che abbraccia, in un continuo movimento, l’immobilità ieratica dell’edificio.

Arte che finanzia l’arte, che ci regala se stessa suggerendo la possibilità di partecipare attivamente al processo creativo (esiste un catalogo delle opere attraverso le quali finanziarlo fattivamente).

Arte che dialoga con chi la guarda e con l’arte che l’ha preceduta nel tempo e nello spazio. E’ proprio vero: l’arte è, prima di tutto, dialogo.

Dieci giorni per la memoria

Le iniziative per la Giornata della Memoria del 27 gennaio coprono un arco di dieci giorni, da lunedì 20 a giovedì 30 gennaio, per rimanere impresse per sempre in ciascuno di noi

Da quando, era il 2000, fu istituita la Giornata della Memoria per la commemorazione delle vittime dell’Olocausto durante la seconda guerra mondiale, Pisa si impegna perché alla doverosa memoria del passato si associ la capacità di guardare al futuro con consapevolezza. Una consapevolezza che non può che nascere dalla conoscenza, dallo studio, dall’analisi, dalla riflessione: organizzare iniziative per celebrare questa giornata significa dunque ricordo, valorizzazione di un patrimonio culturale che rischiava di andare perduto, per costruire un futuro che possa definitivamente dire superati certi abomini.

Anche quest’anno, a Pisa si guarda proprio in questa direzione e creare una serie di iniziative, conferenze, presentazioni di libri, proiezioni di film e incontri distribuite in piò giorni, è segno della volontà di offrire una varietà di letture dell’argomento per poter raggiungere età, sensibilità e culture diverse.

Il programma promosso da Comune e Prefettura di Pisa, in collaborazione con Questura di Pisa, Provincia di Pisa, Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant’Anna, Ufficio scolastico regionale, Comunità Ebraica di Pisa, Cise (Centro interdipartimentale di studi ebraici), Anpi sezione di Pisa, Cineclub Arsenale e Coop Culture offre tante occasioni per ricordare, imparare e comunque riflettere nell’arco di dieci giorni, tra il 20 e il 30 gennaio.

Il programma delle iniziative 

Lunedì 20 gennaio ore 10:00 Palazzo dei Congressi

Tatiana Bucci, superstite della Shoah, incontra gli studenti delle scuole di Pisa
Intervengono: Michele Conti, Sindaco di Pisa, Giuseppe Castaldo, Prefetto di Pisa, Massimiliano Angori, Presidente della Provincia di Pisa, Paolo Mancarella, Rettore Università di Pisa, Maurizio Gabbrielli, Presidente Comunità Ebraica di Pisa, Bruno Possenti, Presidente Anpi Pisa, Laura Geloni, Presidente Aned Sez. di Pisa, Giacomo Tizzanini, Dir. Ufficio Scolastico di Pisa Apre e coordina la discussione Fabrizio Franceschini, Direttore del CISE

Giovedì 23 gennaio ore 18:30 Cinema Arsenale Vicolo Scaramucci

Proiezione del film su Vera Vigevani Jarach “Vera, nunca más el silencio” di Manuela Irianni (Argentina, 2019). Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti

Venerdì 24 gennaio ore 9:30 Aula Magna nuova della Sapienza 

Incontro con Vera Vigevani Jarach, esule in Argentina dopo le leggi razziali e Madre de Plaza de Mayo Linea Fundadora, sul tema Tante voci una storia: gli ebrei italiani in Argentina tra leggi razziali e dopoguerra

Sabato 25 gennaio ore 9:30-13:00 Camera del Lavoro di Pisa – Viale Bonaini

“America Latina, oggi” Incontro con Vera Vigevani Jarach Madre de Plaza De Mayo

Domenica 26 gennaio ore 17.30 Teatro Sant’Andrea di Pisa

Letture e canzoni in occasione del Giorno della Memoria

Lunedì 27 gennaio Celebrazione – Giorno della memoria 2020

dalle ore 9 alle ore 11: Visita guidata per le scuole alla Sinagoga di via Palestro A cura di Coop Culture, la cooperativa che gestisce le visite al monumento

ore 10 Questura di Pisa: Il Prefetto di Pisa Giuseppe Castaldo e il Questore di Pisa Paolo Rossi depongono una corona d’alloro alla targa commemorativa di Angelo de Fiore, Giusto tra le Nazioni e già Questore di Pisa A cura della Questura di Pisa

ore 10:30 Stazione Leopolda: Intervengono: Michele Conti, Sindaco di Pisa Giuseppe Castaldo, Prefetto di Pisa Massimiliano Angori, Presidente della Provinicia di Pisa Paolo Mancarella, Rettore Università di Pisa Maurizio Gabbrielli, Presidente Comunità Ebraica di Pisa Bruno Possenti, Presidente Anpi Pisa Laura Geloni, Presidente Aned Sez. di Pisa Giacomo Tizzanini, Dir. Ufficio Scolastico di Pisa

a seguire Canti e melodie della tradizione ebraica – Duo Adar Demetra Fogazza voce e flauto – Andrea Gottfried pianoforte

ore 16-19 Aula Magna Storica della Scuola Superiore Sant’Anna: Memoria delle Vite Sospese. Esperienza virtuale. Incontro con Gianni Lucchesi, Chiara Evangelista, Camilla Tanca, Barbara Henry, Michele Emdin, Massimo Bergamasco

Martedì 28 gennaio ore 15:00 Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie

Proiezione del film “Poco più di un nome” di Ornella Grassi, dedicato alla figura di Enrica Calabresi

Mercoledì 29 gennaio ore 11 Scuola Normale Superiore Sala Azzurra

“Antisemitismo e Shoah nel discorso pubblico” Gadi Luzzatto Voghera, Direttore Fondazione CDEC (Fondazione Centro Documentazione Comunità Ebraica Contemporanea). Ingresso libero

ore 21 Gipsoteca di Arte Antica: Spettacolo diretto da Piero Nissim “Le canzoni di Frida” Concerto dei canti di Frida Misul

Giovedì 30 gennaio Aula magna del Dipartimento di Filologia Letteratura e Linguistica, Palazzo Matteucci, Piazza E. Torricelli ore 10

Lezione magistrale di Liliana Picciotto Fargion, del CDEC Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, sul tema “Donne, Shoah, Resistenza”. Presentazione dei volumi Frida Misul, Canzoni tristi, Il diario inedito del Lager e Per Frida Misul. Donne e uomini ad Auschwitz, a cura di Fabrizio Franceschini, Livorno, Salomone Belforte & C., 2019. Intervengono: Paolo Mancarella, Rettore Università di Pisa, Michele Conti, Sindaco di Pisa, Giuseppe Castaldo, Prefetto di Pisa, Massimiliano Angori, Presidente Provincia di Pisa, Maurizio Gabbrielli, Pres. Comunità Ebraica di Pisa.

Riflessione sulla libertà

Una rassegna di incontri, libri, film, mostre ed eventi per riflettere su quella libertà che diamo per scontata ma che è stata costruita con il sacrificio di tanti. E la cui mancanza ha generato i più grandi drammi del Novecento.

La rassegna Costruire l’umana dimora, la sfida della libertà ci fa una domanda: abbiamo mai davvero riflettuto sulla libertà, la nostra libertà? Abbiamo davvero analizzato come proprio la sua mancanza abbia generato gli orrori delle guerre e dei regimi che hanno riguardato anche il nostro paese? Per non limitare l’insegnamento alla memoria personale che, per fortuna, non riguarda le generazioni attuali, il Comune di Pisa organizza, dal 15 gennaio e fino a maggio, questa proposta di incontri, presentazioni di libri, di film e documentari, mostre e spettacoli che ripercorrono tutta la storia del novecento,

Sostenuto e promosso dagli assessorati alla Cultura e al Turismo del Comune di Pisa in collaborazione con la direzione organizzativa della Libreria Pellegrini di Pisa il progetto riguarda anche la mostra sul trentennale della caduta del muro di Berlino già in corso nello Spazio sopra le Logge di Banchi Fall Wall 1989 (visitabile fino al 25 gennaio) cui si lega il primo appuntamento di mercoledì 15 gennaio alle 17.30 presso la Sala Regiadi Palazzo Gambacorti, la conferenza Il muro che cambiò il mondo con Marco Giaconi, Alessandro Agostinelli e l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani, mentre giovedì 16 gennaio alle 17 in Sala delle Baleari ci sarà la presentazione del volume Gustav Herling. Etica e letteratura con Ettore Cinnella, Renata Colorni, Goffredo Fofi, Giovanna Tomasucci e una testimonianza di Marta Herling.

“E’ importante – spiega l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani – ricordare e riflettere sulla portata di eventi storici che hanno segnato la nostra memoria, spinti principalmente dall’attenzione per la ricerca della verità e della narrazione oggettiva dei fatti, ma anche dalle rappresentazioni artistiche e culturali che questi eventi hanno suscitato nel passato e nell’attualità.”

Costruire l’umana dimora: la sfida della libertà” – spiega l’assessore al turismo Paolo Pesciatini – è un’occasione così importante che abbiamo voluto prevedere la sua articolazione per un periodo di circa sei mesi nei quali Pisa aggiungerà gli eventi in programma ai tanti motivi per essere visitata”.

Sono convegni, concerti, film, mostre, a presentazione di libri che ci parlano della libertà e di quello che può succedere, ed è successo, quando è venuta a mancare. “L’idea che sta alla base di questa rassegna culturale – spiega Massimo Trocchi della Libreria Pellegrini – è che la libertà è una dimensione, personale e collettiva, apparentemente semplicissima, a cui ci si abitua in fretta, con quella tipica scontatezza con cui guardiamo a quei beni da sempre disponibili, ma che altri hanno generato per noi. Sulla non libertà, invece, bisogna soffermarsi e riflettere approfondendo alcune drammatiche vicende intellettuali e umane di una serie di personalità dello scorso secolo che alla libertà non hanno voluto rinunciare, seguendo come fil rouges la costante ricerca della verità dei singoli protagonisti contro ogni tipo di menzogna, una ricerca spesso condotta e presentata attraverso la forza e la qualità della narrazione, anzi della parola”.  

Nell’ambito della rassegna si inseriscono alcuni eventi dedicati alla Giornata della Memoria curati dal Centro Interdipartimentale di studi ebraici dell’Università di Pisa “per mantenere alta – come ha spiegando Alessandra Veronese del CISE – l’attenzione sul mondo e sulla cultura ebraica”,

Il calendario completo:

L’artista, il genio e un quadro

Il Ritratto di Antonio Pacinotti dipinto da Giacomo Balla eccezionalmente esposto a Palazzo Blu fino al 9 febbraio, per tutta la durata della mostra Futurismo.

Cosa c’entra il grande scienziato pisano con uno dei padri del Futurismo? Di certo questo quadro inedito è la prova di un contatto, anche se postumo, tra i due geni che un secolo fa lasciarono, ciascuno nel proprio ambito, una traccia indelebile della loro capacità.

Elena Gigli, responsabile Archivio Gigli
per l’opera di Giacomo Balla

Inedito, perché mai esposto finora ed in realtà ancora abbastanza misterioso: il quadro è firmato da Balla (non più Futurballa, i tempi del futurismo tout court sono passati), ma non è datato e non se ne conosce la genesi. La ricostruzione della studiosa Elena Gigli lo data prima del 1941, quando è citato, e dopo il 1934, anche per motivi stilistici, e sappiamo che si tratta della copia di una fotografia del 1911.

Scoperto recentemente nella Scuola di Ingegneria, il quadro è un omaggio ad uno dei padri nobili dell’università di Pisa, inventore della dinamo e del motore elettrico in corrente continua, realizzato a più di vent’anni dalla sua scomparsa a scopo probabilmente celebrativo; un’opera che mette in relazione le idee futuriste di modernità e velocità, pur non espresse nei canoni più esplicitamente futuristi, e la rivoluzione tecnologica promossa dalle grandi invenzioni di Antonio Pacinotti.

Un’opera che rende onore a questa brillante mente pisana la cui conoscenza è spesso molto superficiale e che, nell’auspicio del Rettore dell’Università Paolo Mancarella, proprietario del dipinto, e in quello della Presidente del Sistema Museale di Ateneo, Chiara Bodei, potrà essere il tassello di una collaborazione tra enti per una reale organizzazione e messa a sistema delle tante bellezze pisane troppo spesso poco fruibili.

palazzoblu.it

Dal profondo della Terra

Dal 17 gennaio al 3 maggio, un’esposizione di foto dell’Associazione culturale SpeleoFotoContest al Museo di Storia Naturale di Calci: per addentrarsi in profondità.

Forse non troppi di noi si sono avventurati sotto terra in spedizioni speleologiche, ma di certo le conoscenze, e ancor di più le emozioni, che la bellezza nascosta sottoterra può regalare possono essere condivise anche grazie ad un mezzo facilmente apprezzabile come la fotografia.

L’esposizione fotografica Subterraneae, ospitata nella galleria dei minerali del Museo di Storia Naturale di Calci dal 17 gennaio al 3 maggio, nasce proprio con questo intento: dare a tanti, anche ai non addetti ai lavori e a chi non si sogna nemmeno di potersi addentrare nelle profondità della terra, la possibilità di apprezzare le tante meraviglie che lì sono nascoste. Grazie alle più belle foto dell’archivio dell’associazione culturale SpeleoFotoContest, nata nel 2004 da un gruppo di amici speleologi appassionati di fotografia provenienti da varie parti d’Italia.

Subterraneae sarà inaugurata venerdì 17 gennaio alle ore 16.30 con una presentazione di Paolo Dori, Presidente dell’Associazione SpeleoFotoContest: patrocinata dalla Società Speleologica Italiana e dalla Federazione Speleologica Toscana, rientra nelle celebrazioni per i settanta anni di attività della Società Speleologica Italiana. E si propone di appassionare un numero sempre maggiore di persone da qui ai prossimi settanta.

www.speleofotocontest.com
http://www.facebook.com/speleofotocontest
http://www.instagram.com/speleofotocontest
http://www.twitter.com/speleofotocontest

Il paesaggio tra Arcadia e Apocalisse

Al Palp di Pontedera una mostra ci porta dall’Arcadia all’Apocalisse, attraverso il paesaggio, ripercorrendo gli ultimi 150 anni tra pittura, fotografia, video e installazioni.

Un quadro è, anche, un documento. Quindi, oltre a valutarne la tecnica e apprezzarne la capacitò di suscitare emozioni, oltre insomma al trattarlo come oggetto artistico, può essere considerato uno strumento ed utilizzato come tale. Senza niente togliere dunque al suo valore artistico, può parlarci del tempo in cui è stato realizzato, della società e della cultura nelle quali è nato e può aiutarci a ricostruire un aspetto particolare di quella cultura, di quella società, di quell’ambiente. Ed è questo l’intento della mostra Arcadia e Apocalisse. Paesaggi italiani in 150 anni di arte, fotografia, video e installazioni: indagare il modo in cui il paesaggio è stato percepito e rappresentato artisticamente dal 1850 fino ai giorni nostri. Attraverso i cambiamenti che ha subito e quelli che hanno modificato l’estetica e i codici rappresentativi, l’esposizione, al PALP, Palazzo Pretorio Pontedera fino al 26 aprile 2020 tenta anche di sensibilizzare la coscienza del visitatore sul tema del degrado ambientale.

Ideata e curata da Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci e promossa dalla Fondazione per la Cultura Pontedera, dal Comune di Pontedera, dalla Fondazione Pisa, con il patrocinio e il contributo della Regione Toscana, la mostra è un lungo racconto fatto di opere pittoriche, ma anche scultoree, di arti decorative, fotografie e nuovi media, che indagano quello che è stato e che è il pensiero creativo intorno al paesaggio. Questo genere pittorico ereditato dal Settecento come rispecchiamento della natura nell’arte, in antitesi alla pittura mitologica e di storia, che si libera dai suoi stereotipi cambiando i propri significati e codici rappresentativi e riflette le radicali trasformazioni della cultura artistica italiana e della società nel suo complesso.
Le diverse sezioni dell’esposizione ci conducono nei sentimenti e nelle riflessioni che il paesaggio ha ispirato negli autori nelle diverse epoche come documenti che, appunto, di quelle epoche ci parlano.

Dal paesaggio del Grand Tour alle devastazioni delle guerre, agli sconvolgimenti legati all’epoca della ricostruzione postbellica, al definitivo tramonto del mito post-romantico e alla  sua sostituzione con azioni di trasformazione così invasive e devastanti da far presagire una imminente Apocalisse; dal Romanticismo al Futurismo, dalle ideologie a servizio del potere all’arte astratta fino ai giorni nostri.

PALP Palazzo Pretorio Pontedera Piazza Curtatone e Montanara, Pontedera (PI)
da martedì a venerdì 10-19, sabato, domenica e festivi 10-20, lunedì chiuso
http://www.palp-pontedera.it

Leonardo 4.0

La mostra al Museo Piaggio parte dal genio di Vinci e arriva all’ultima generazione industriale; ma forse non c’è troppa distanza Dalle macchine di Leonardo all’industria 4.0.

Fa parte delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo la mostra che il Museo Piaggio sceglie di dedicare al suo genio: fino al 29 febbraio 2020 a Pontedera si possono ammirare le evoluzioni storiche, sociali, economiche, che hanno accompagnato, sostenuto e spinto i modi in cui il talento è riuscito a farsi opera. Il talento di Leonardo, più di cinquecento anni fa, ma poi anche quello di tanti altri geni, magari meno noti, che hanno saputo mettere in pratica le proprie idee, facendo nascere manifatture, attività, aziende. Cogliendo le opportunità, trasformando le condizioni avverse, volgendole a loro favore.

Nato sulla scia del convegno di studi Dalla Scientia Machinale alla Robotica e all’Industria 4.0 nella Toscana di Leonardo organizzato da Fondazione Piaggio, Museo Leonardiano di Vinci e Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, il percorso espositivo della mostra è il tentativo di individuare e raccontare al pubblico quali elementi – economici, sociali e di contesto storico-culturale – abbiano contribuito a far emergere il talento di Leonardo e i successivi sviluppi del tessuto manifatturiero, urbano e sociale dell’Italia, allo scopo di indagare la nascita della creatività e dello spirito innovativo. Partendo dalla Toscana, sua terra d’origine, ma cercando di evitare ricostruzioni forzate, il tentativo è quello di individuare proprio nella sua opera e nella sua epoca uno dei nodi fondamentali che hanno reso uno specifico territorio culla di diverse e progressive stagioni di innovazione nel campo della cultura e della tecnologia, dall’ Umanesimo ai giorni nostri.

Testimoniato dalla creatività e dalla spinta innovativa delle realtà attualmente presenti nel nostro territorio, il filo rosso che congiunge il passato e il presente dispone di un’innovativa infrastruttura industriale e di ricerca coniugando, nella nostra realtà, l’attività produttiva di Piaggio e i laboratori di ricerca di eccellenza in robotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Che, insieme al Museo Leonardiano di Vinci, propongono, per queste celebrazioni, una riflessione che parte dal passato per guardare al futuro.

APPUNTAMENTI

DICEMBRE

mercoledì 18

ore 19.30 Presentazione-evento del libro L’ombra di Caterina. L’amore, il tradimento, il genio. La madre di Leonardo da Vinci si racconta. Di Marina Marazza (Solferino libri, 2019) con reading teatrale a cura dell’autrice.

GENNAIO

domenica 12

Per il ciclo A Spasso con Leonardo: i tour in collaborazione con Unicoop Firenze
ore 10.00 Leonardo Ximenes e la bonifica del Padule di Bientina. Visita alle cateratte Ximeniane con l’Associazione Non c’è futuro senza memoria. Partenza dal Museo Piaggio con visita alla mostra.

Per il ciclo Al cinema con Leonardo
ore 15.30 Proiezione del film di animazione Leo da Vinci – missione Monna Lisa (2018) Auditorium del Museo Piaggio.


venerdì 17

ore 18.30 Presentazione del libro Dalle macchine di Leonardo all’Industria 4.0 (Tagete Editore, 2019)


venerdì 24

Per il ciclo Al cinema con Leonardo
Proiezione del film Io, Leonardo (Sky, 2019) – Auditorium del Museo Piaggio
ore 10.00 matinée scuole
ore 21.00 proiezione serale


sabato 25

15.30-17.00 Laboratorio per bambini Con un battito d’ali. Rincorrendo il più grande sogno di Leonardo organizzato da PromoCultura in collaborazione con il Museo Leonardiano di Vinci. Al termine merenda.


domenica 26

Per il ciclo A Spasso con Leonardo: i tour in collaborazione con Unicoop Firenze
ore 10.00 La Valle delle Fonti e l’Acquedotto mediceo di Pisa. Partenza dal Museo Piaggio con visita alla mostra.


venerdì 31

Cena a tema rinascimentale, in collaborazione con ChaÎne des Rôtisseurs Toscana Francigena con le ricette esclusive di Leonardo e Unicoop Firenze
ore 19.15 intervento del naturopata Marco Pardini che parlerà dell’uso delle erbe tramandato da Leonardo e preparerà una degustazione di pesti.
ore 21.00 cena realizzata sulla base di ricette originali di Leonardo da Vinci.

FEBBRAIO

domenica 9

Per il ciclo A Spasso con Leonardo: i tour in collaborazione con Unicoop Firenze
ore 10.00 Leonardo e il taglio dell’Arno. Visita all’antica Rocca della Verruca. Partenza dal Museo Piaggio con visita alla mostra.


sabato 22

ore 15.30 – 17.00 Laboratorio per bambini su Leonardo e la robotica organizzato da GREAT Robotics. Al termine merenda.

* Alcuni degli eventi in programma saranno a pagamento.

Info: 0587 271727 – annalisa.rossi@piaggio.com 

museopiaggio.it

Olivetti, la Toscana, il mondo

Al Museo della Grafica una mostra ripercorre il legame tra il geniale imprenditore di Ivrea e il nostro territorio. Dal 20 dicembre OLIVETTI@TOSCANA.IT territorio, comunità, architettura nella Toscana di Olivetti ci porta nei luoghi che Olivetti scelse come fucine della sua idea di futuro attraverso tre elementi chiave: il territorio, la comunità, l’architettura.

Organizzata dall’Università di Pisa (Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni e Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, dal Museo della Grafica e dal Museo degli Strumenti per il Calcolo), la mostra, visitabile dal 20 dicembre 2019 al 13 aprile 2020, parte dal racconto della storica fabbrica di macchine da scrivere fondata a Ivrea nel 1908 per accompagnarci attraverso foto, lettere, mappe, materiali audiovisivi, lungo il successo delle idee visionarie del suo fondatore Adriano Olivetti e attraverso i luoghi che hanno contribuito al suo sviluppo.

Quella di Pisa è in effetti concepita come la prima tappa di una mostra itinerante internazionale: la mostra di un percorso che vede un’idea trasformarsi in un modo nuovo di guardare le cose, dell’intuito che fa decidere a Olivetti di investire in elettronica a Pisa; della nascita del primo computer scientifico italiano: la Calcolatrice Elettronica Pisana, frutto della collaborazione tra l’Olivetti e l’Università di Pisa. E’ la mostra che vede, sempre a Pisa, Olivetti fondare il Laboratorio di Ricerche Elettroniche che, grazie alla competenza di Mario Tchou, progetta il primo calcolatore elettronico totalmente a transistor: l’Elea 9003. Un percorso che, come tutte le grandi visioni, non mette paletti tra le discipline fino all’incontro e alla collaborazione tra l’imprenditore e Carlo Ludovico Ragghianti, storico dell’arte, normalista, presidente del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale e professore dell’Università di Pisa fin dal 1948. Per proseguire con la sperimentazione, in Valdera, del messaggio del Movimento Comunità, organizzazione a carattere culturale e politico fondata da Olivetti nel 1947.

Curata da Marco Giorgio Bevilacqua, Mauro Ciampa, Lucia Giorgetti, Stefania Landi e Denise Ulivieri, con la collaborazione della Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti e dell’Associazione Archivio Storico Olivetti, la mostra insiste sull’architettura in Toscana, con le fotografie di Eva Mulas, come segno tangibile di presenza sul territorio e sull’impatto sulla comunità che in quel territorio vive e lavora, attraverso contributi di chi ha lavorato nell’ambito del grande progetto Olivetti.

Contributo culturale leggibile dunque da più punti di vista, la vicenda Olivetti rappresentata al Museo della Grafica fa eco alla mostra HelloWorld! all’ex convento delle Benedettine, prorogata fino a fine aprile 2020, a proposito degli strumenti per il calcolo, entrambe parte del progetto Informatica50 dedicato ai cinquanta anni dalla nascita, a Pisa, del primo corso di studi in Italia dedicato all’informatica.

museodellagrafica.sma.unipi.it

Arte per raccontarsi

Al Museo della Grafica, la mostra L’arte risveglia l’anima espone le opere di artisti con disturbi dello spettro autistico. Perché§ l’arte è un linguaggio meraviglioso e particolarmente espressivo.

“L’arte è il linguaggio più adatto per far esprimere a pieno le persone con autismo, scrigni pieni di tesori che vanno solo stimolati ad aprirsi” dichiara l’assessore con delega alla disabilità Sandra Munno. E la mostra itinerante L’arte risveglia l’anima, la cui ottava tappa è a Palazzo Lanfranchi dal 14 dicembre al 2 febbraio, è un progetto che parte da questo presupposto per valorizzare le potenzialità di ciascuno e portare l’attenzione su questo tipo di disturbi.

Con 38 tra dipinti e illustrazioni e tanti eventi collegati alla mostra, tra i quali rassegna cinematografica, dibattiti, corso di formazione a proposito di accessibilità museale e autismo, L’arte risveglia l’anima ha l’obiettivo di contribuire a sensibilizzare la società e a modificare l’atteggiamento nei confronti delle persone con disturbi dello spettro autistico, valorizzandone le potenzialità creative. “Il progetto, di grande valore educativo, oltre a quello di valorizzare la creatività artistica dei ragazzi con disturbo dello spettro autistico – dichiara la presidente del Museo della Grafica Virginia Mancini – ha l’obiettivo di sensibilizzare la società su questo tipo di tematiche”.

Un progetto articolato: al cinema Arsenale Cinema di Pisa martedì 10 alle 20.30, Francesca Corradi, responsabile per i progetti di accessibilità museale per UniPi e il Prof. Filippo Muratori dell’IRCCS Fondazione Stella Maris, introducono il film Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores, racconto di un viaggio tra un padre e il suo figlio autistico tratto dalla realtà al quale seguirà il dibattito alla presenza dello sceneggiatore del film, Umberto Contarello. 

Provenienti da Toscana, Piemonte, Lombardia, Lazio e Marche, i 24 artisti in mostra ci offrono una galleria di colori e segni usati come parole per raccontare il proprio universo, anche il più intimo. Ma oltre ad esporre le opere, Palazzo Lanfranchi sarà anche la sede di Musei Arte Autismi il corso di formazione per educatori museali e educatori specializzati nell’autismo finalizzato alla disseminazione di programmi accessibili alle persone neurodiverse nei musei italiani, mentre il professor Muratori, Direttore dell’Unità Operativa di Psichiatria dello Sviluppo dell’ IRCCS Fondazione Stella Maris contribuirà con una lezione sull’autismo.

In parallelo alla mostra, sarà organizzata una rassegna culturale promossa dal Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Pisa, dalla IRCCS Fondazione Stella Maris e da Autismo Pisa Onlus con eventi a sostegno dell’iniziativa.

L’arte risveglia l’anima nasce da un’idea di Mikhail Piotrovski, Direttore del Museo Ermitage, ed è curato dalla storica dell’arte Cristina Bucci con il coordinamento scientifico della psicologa Anna Kozarzewska.

Il progetto internazionale di inclusione culturale e sociale è patrocinato dal MiBAC ed è promosso dall’Associazione Autismo Firenze, l’Associazione culturale L’immaginario e l’Associazione Amici del Museo Ermitage (Italia) .

Ingresso gratuito

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